Recensione Sacrifice

di Tiscali News
Immaginate cinque dei che si disputano il dominio di un mondo fantastico. Cinque divinità potenti, ma non "onnipotenti", che hanno bisogno del supporto di alcuni maghi, veri e propri comandanti di eserciti dotati di poteri magici, per poter soggiogare i loro avversari. Legate a ciascuno di queste entità un elemento: terra, natura, morte, fuoco, aria. Ora immaginate di impersonare voi uno dei maghi che si prestano al servizio di questi dei... benvenuti in Sacrifice!

Non appena si è saputo qualcosa su Sacrifice, si è pensato che Shiny avesse nuovamente in mano le carte, come fu per Messiah,per creare qualcosa di rivoluzionario. Solo che, come sappiamo, con Messiah le cose non andarono proprio come preventivato: senza dubbio un bel gioco, ma non la grande rivoluzione che ci si attendeva

Era dunque lecito attendere Sacrifice con impazienza, ma anche con occhio critico: in effetti lo sviluppo del gioco è stato ufficialmente confermato solo alla fine dell'anno scorso, probabilmente per paura di ripetere l'errore fatto con Messiah, pubblicizzato fin troppo presto e, di fatto, "bruciato" ancor prima della sua uscita sugli scaffali

E invece... Invece, lo diciamo subito, Sacrifice si rivela un gioco eccellente

Volendo provare a classificarlo, anche se per un titolo di tal tipo non è una cosa facile, e probabilmente non è neanche giusto farlo, si potrebbe definire uno strategico in "terza persona". Uno strategico perché, come in qualsiasi RTS che si rispetti, il giocatore controlla le sue unità e deve fare in modo di sconfiggere l'avversario annientandolo. In terza persona, perché il giocatore controlla un suo personaggio, il mago, che lo rappresenta nel gioco, come se ci si trovasse in Tomb Raider o in Messiah. Dunque è come se il giocatore fosse "fisicamente" presente sul campo, e non costituisca solo un'entità di controllo "esterna". Il motore del gioco si basa su questa presenza "fisica" del giocatore, rendendo molto più intrigante la sfida proposta da qualsiasi altro RTS. Infatti, la telecamera centrata esclusivamente sul nostro personaggio senza possibilità di utilizzare visuali complessive dall'alto o comunque centrare l'attenzione su altre creature, crea un punto di vista completamente nuovo in questo genere: si dovrà esplorare il luogo, si dovrà cercare di accorrere dove ce n'è bisogno... per sapere cosa succede in un determinato punto, infatti, sarà necessario andarci di persona. Con una visuale tipica dei giochi in terza persona, diventa anche necessario muoversi con circospezione, attenti a non farsi scorgere al di là delle colline, e attenti che dietro a un promontorio non si celino avversari pronti a tenderci un'imboscata

CINQUE DEI E UN SOLO OBIETTIVO

Come detto, il giocatore impersona un mago. Un mago che si pone a servizio di cinque dei: Persephone, dea della Natura, Pyro, dio del fuoco, James, dio della terra (e fisicamente simile al mitico Earthworm Jim), Charnel, dio della guerra e della morte, Stratos, dio dell'aria. Nel gioco in singolo, il giocatore può scegliere livello per livello quale degli dei appoggiare (che a volte si alleeranno anche tra loro per raggiungere determinati obiettivi) nella missione, e ciò determinerà via via il tipo di creature e di magie a sua disposizione. Dunque, a seconda delle scelte effettuate, negli ultimi livelli ci si potrà trovare con serie di unità completamente diverse da campagna a campagna. Le creature sono principalmente di tre tipi: combattenti con armi da lancio, combattenti corpo a corpo e creature volanti. In ogni caso, le prime vengono sconfitte dalle successive, e dunque durante i combattimenti sarà necessario vagliare attentamente quali gruppi di creature si mandano e contro quali avversari. Gli incantesimi a disposizione sono moltissimi, e anch'essi variano in base al dio che si sceglie per la missione. Alla fine del gioco si può arrivare ad avere fino a 55 incantesimi, tra i quali alcuni veramente pittoreschi e potenti, come il muro di spine o il cerchio di fuoco. Nello svolgersi della campagna, gli dei possono anche allearsi tra loro, sicché in qualche livello gli alleati potrebbero venirci in aiuto

Anche da punto di vista delle risorse, il gioco apporta interessanti novità. Le risorse che si devono raccogliere sono di due tipi: il "classico" mana e le "anime". Il mana viene raccolto da delle "fonti" che si trovano sparse per i livelli e sul quale il mago dovrà materializzare un "manalith". Per incrementare il numero di anime a nostra disposizione, indispensabili per materializzare nuove creature, ci sono vari metodi: o si trovano (ma molto, molto raramente) già "pronte" sparse per le vallate, magari perché sono state uccise delle nostre creature, e allora basterà passarci sopra con il mago per raccoglierle, o sarà necessario far fuori gli avversari e poi, con un particolare incantesimo, richiamare i sac-doctor che riporteranno in vita i caduti, li trasporteranno fino al nostro altare, e dopo un pittoresco rito, li sacrificheranno in onore del nostro dio. Sarà molto importante riuscire a gestire molto bene le anime, perché, come si può intuire, costituiscono una risorsa molto scarsa ma possono in ogni momento far pendere dal nostro lato la bilancia del combattimento: anche una solo creatura in più può costituire un vantaggio determinante. Proprio il fatto che, per l'appunto, il metodo principale per ottenere "anime" in Sacrifice è quello di uccidere gli avversari, lo rende molto più dinamico rispetto a qualsiasi altro gioco strategico: combattere diventa fondamentale, senza uccidere gli avversari non si va da nessuna parte

Ma anche il mana è fondamentale, soprattutto per lanciare le magie, ed esso viene "infuso" al nostro mago tramite delle piccole e, diremmo, infime creature: i manahoars. Il loro unico compito è quello di seguire il mago, non possono né combattere né difendersi. Ma perdeteli, e dopo pochi minuti, non potrete più rigenerare il vostro mana se non correndo verso una fonte. Pensate agli effetti che si possono avere nel bel mezzo di una battaglia: perdendo i manahoars, una vittoria quasi certa potrebbe tramutarsi in una sonora sconfitta, qualora ci trovassimo impossibilitati a lanciare la definitiva magia di sconsacrazione. La dinamicità del gioco è evidenziata anche dal fatto che le strutture che si possono utilizzare nel gioco sono solo due: oltre ai manalith, unica altra struttura è l'altare, il luogo dove avvengono i sacrifici e il luogo la cui "sconsacrazione" (da effettuarsi con un apposito incantesimo che richiama i sac-doctors) determina la sconfitta o la vittoria del gioco

TUTTO MOLTO BELLO?

Lo scenario che si presenta quando si comincia un livello è straordinario: la grafica è dettagliatissima, e certe locazioni sono veramente ispirate. Le zone appartenenti a Persephone saranno ricche di flora e di fauna e avranno una tonalità prevalentemente verde, quelle di Pyro saranno più brulle, quasi desertiche, e tenderanno al colorito giallo, quelle di James saranno piane, ancorché spoglie, e avranno un aspetto marroncino, quelle di Stratos saranno ghiacciate, e quindi saranno più che altro bianche, e infine quelle di Charnel saranno paludose e lugubri, con colori tendenti al rossiccio. I personaggi, che hanno un aspetto veramente strano, a volte mostruoso, sono però estremamente ricchi di particolari. Lo spettacolo che si presenta davanti agli occhi è merito della tecnologia RT-DAT (Real Time Deformation And Tessellation), applicata per la prima volta, solo per quanto riguarda i personaggi, in Messiah, in verità non con la massima efficacia, e qui utilizzata invece anche per l'ambiente. Ricordiamo brevemente che questa tecnologia permette di calcolare in tempo reale il numero di poligoni necessari a visualizzare una scena con il miglior dettaglio possibile in relazione alla potenza della macchina a disposizione, mantenendo così costante la fluidità del gioco (Tessallation), e consente poi applicare ai modelli così calcolati delle texture che si adattano "plasticamente" ad essi, eliminando il fastidioso effetto delle "congiunture" tra una texture e l'altra (Deformation). E finalmente in Sacrifice possiamo vedere effettivamente all'opera i vantaggi apportati dai motori T&L: in effetti, la grande mole di poligoni che le GeForce possono gestire, permette al gioco di visualizzare modelli estremamente dettagliati. Tocchi da maestro sono il cielo (che ha effetti veramente incredibili) e le condizioni atmosferiche variabili: si può vedere il cielo diventare scuro, e la pioggia o la neve scendere più o meno intensamente. Le scene d'intermezzo, che sono realizzate con lo stesso motore grafico del gioco, possono incominciare anche nel pieno svolgimento di una missione, con l'incontro di particolari personaggi. L'audio è di pari livello, con musiche coinvolgenti e veramente d'atmosfera. Il doppiaggio dei personaggi è realizzato in maniera eccellente, e contribuisce in maniera marcata allo sviluppo della trama

Una discorso a parte merita l'interfaccia. Abbiamo a disposizione un menu di selezione creature in sulla sinistra, nella quale possono venire poste fino a 10 creature, e un menu di selezione incantesimi in basso, nel quale sono poste le magie di creazione creature, creazione strutture ed incantesimi. Si possono far compiere al gruppo selezionato le azioni "predefinite", premendo rapidamente il tasto destro del mouse sull'obiettivo, oppure selezionando una determinata azione o una determinata formazione dal "menu a croce" che compare mantenendo schiacciato per qualche secondo sempre il tasto destro. Infine, in basso a destra, è presente una "mini-map" sulla quale vengono segnati i vari punti strategici del livello e i personaggi che sono nell'orizzonte visivo del nostro mago, e che può essere utilizzata per spostarsi velocemente da un punto all'altro della zona, anche sfruttando l'incantesimo di teletrasporto. È possibile collegare qualsiasi comando a qualsiasi tasto della tastiera, anche dinamicamente durante il gioco stesso. Ciò risulta utilissimo, se non indispensabile, per avere un facile accesso a tutte le opzioni durante le fasi più frenetiche del gioco: ci si ritroverà infatti molto spesso a utilizzarle. Questo perché la frenesia stessa insita in Sacrifice, rende forse eccessivamente lenta e macchinosa la selezione delle varie opzioni tramite il menu magie e il menu a croce: il tempo necessario a selezionare un incantesimo distruttivo, se il nostro mago è momentaneamente scoperto, diventa spesso troppo lungo. Inoltre risulta praticamente molto scomodo dare ordini alle nostre creature senza averle nel campo visivo: sarà quindi necessario sempre seguire l'azione con il mago. In generale ci vorrà un po' di tempo per abituarsi alla particolare visuale, e all'inizio, senza aver fatto un po' di esperienza, non risulterà sempre semplicissimo pianificare attacchi e contrattacchi nella foga della battaglia. Ma giocando e rigiocando, e quindi abituandosi all'interfaccia, la situazione migliora notevolmente, rendendo l'esperienza di gioco molto esaltante

UN SACRIFICIO NON GIOCARCI

Installando il gioco viene copiato sull'hard disk anche Scapex, un completo editor di livelli che permette di creare rapidamente e semplicemente delle complesse mappe. David Perry conta molto su quest'editor, tanto che lo considera come una delle caratteristiche più interessanti di Sacrifice, dedicato agli utenti veramente appassionati. Ed al momento pare che stia vincendo la sua scommessa, perché cominciano già a circolare parecchi livelli anche se sono passati solo pochissimi giorni dal lancio del gioco negli USA

Un'ultima analisi merita infine la modalità multiplayer, ricca di opzioni (per approfondimenti consultate l'apposito box), e che forse risulta a tutti gli effetti l'aspetto più divertente del gioco. Se nella campagna gli incantesimi e le creature a disposizione si evolveranno a seconda del dio che si sceglie di seguire di missione in missione, nella modalità multiplayer (o locale, contro il computer, o in Lan, o su Internet), si dipenderà solo da una ben determinata divinità. Le modalità di gioco sono molteplici: oltre alla "classica" partita "Skirmish" (schermaglia), ci sono anche le modalità Domination (chi detiene più manalith), Slaughter (chi fa fuori per primo un determinato numero di nemici) e Soul Harvest (chi raccoglie per primo un determinato numero di anime), e risultano tutte molto divertenti perché appropriate al particolare gameplay del gioco

Ci sarebbero forse molte altre cose da dire su questo gioco, ma di una cosa possiamo esser certi: si tratta veramente di un titolo di altissimo livello, e possiamo confermare che il premio ricevuto all'ECTS 2000 come miglior gioco mostrato alla fiera è stato pienamente meritato, e l'hype, formatosi pure in tempi brevissimi, per scelte di marketing che comunque ci sentiamo di condividere, è stato giustificato. Un ottimo lavoro, Shiny!

8
Sacrifice raggiunge quasi tutti gli obiettivi che si erano posti i programmatori: un esperienza nuova e coinvolgente per i giocatori, per certi versi innovativa, con una grafica esaltante ma anche piuttosto veloce. Un gameplay che ricorda quello degli RTS, ma con numerose e singolari varianti, che rendono il gioco unico. Una modalità multiplayer divertente forse più della modalità in singolo. Dei livelli sensazionali. Un editor completo ed efficiente. Una grandissima attenzione al dettaglio, fin nel sonoro. C'è qualche pecca, come l'interfaccia che, per quanto raffinata, non risulta forse il massimo dell'accessibilità, per lo meno senza aver fatto un po' di esperienza con il gioco, ma possiamo tranquillamente dire che Sacrifice è un vero giocone, uno di quei titoli da non perdere assolutamente. Un titolo che, dopo la parziale delusione di Messiah, mostra realmente quali siano le capacità creative di quel simpatico e dinamico studio di sviluppo che è Shiny. E ci sentiamo di dire che Sacrifice ha tutte le carte in regola per essere dichiarato gioco dell'anno.