Recensione Sacred

di Tommaso Alisonno

Shaddar il Necromante si appresta ad evocare il più terribile dei demoni: il suo scopo è di servirsi di lui per vendicarsi degli uomini e degli elfi che l'hanno relegato ad una vita solitaria e soggiogare nel contempo l'intero continente. Qualcosa però non và per il verso giusto: il demone appena invocato rompe l'imperfetto sigillo di contenimento magico e aggredisce, libero e impazzito, lo stolto che ha osato evocarlo. Questo, perlomeno, è il sogno che il protagonista di Sacred avrà la notte immediatamente precedente all'inizio della sua avventura.

Sacred è un gioco di ruolo dalle tinte principalmente arcade: questo significa che verrete chiamati ad impersonare un eroe, a scelta tra sei disponibili, e guidarlo attraverso una serie di vicende, guadagnando esperienza coi combattimenti e migliorando in questo mode le sue caratteristiche, capacità e abilità in previsione di avversari sempre più potenti. La prima cosa che salta all'occhio leggendo il manuale e cominciando una partita a Sacred è il fatto che il gioco unisca in se in maniera efficiente elementi di giochi di ruolo "complessi", come Baldur's Gate o Ultima, ad elementi di tipo più Arcade, simili a quelli visti in Diablo. Per quanto riguarda i primi, è importante segnalare che il gioco propone una trama principale irrinunciabile e ben delineata, basata ovviamente sulla vicenda di Shaddar e il demone, composta da una serie di missioni successive che, però, non è assolutamente costrittiva: potrete infatti abbandonarla in qualsiasi momento per dedicarvi all'esplorazione o alla ricerca di avversari da sconfiggere col semplice scopo di potenziare il vostro personaggio e poi riprenderla serenamente da dove l'avete interrotta; a tal uopo il gioco offre una mappa piuttosto vasta e completamente esplorabile ed un numero elevatissimo di sotto-quest opzionali che potrete accettare o meno. Insomma, una struttura simile a quanto visto in Morrowind o, volendo essere forse un po' più modesti, in Neverwinter Nights.

Tolti però gli elementi di trame, sotto-trame e mini-quest che fanno di Sacred un gioco di ruolo di tipo "vasto", il gioco è però tanto più simile ad un Diablo o ad un Dungeon Siege: il sistema di combattimento in tempo reale è basato sull'utilizzo del mouse per determinare il movimento ed i bersagli degli attacchi, con il tasto sinistro destinato agli usi più comuni ed il destro dedicato alle mosse speciali o agli incantesimi. Una serie di icone od hotkeys ci permetteranno di scegliere rapidamente le armi da impugnare o le abilità da usare: il numero di queste icone crescerà con la progressione del personaggio, simboleggiando una maggiore versatilità per gli avventurieri più "Skillati", mentre i più inesperti dovranno ricorrere alla schermata d'inventario anche per le minime variazioni. Un'altra serie di icone o hotkeys, stavolta fissi, saranno dedicati all'utilizzo dei vari tipi di pozioni, tra cui quelle curative piazzate intelligentemente sulla barra dello spazio (indubbiamente il tasto più facile da trovare nelle situazioni di emergenza).

La progressione del personaggio avviene per due vie: se l'esperienza diretta, infatti, sarà indispensabile per migliorare le sue caratteristiche (forza, destrezza, rigenerazione, ecc) e le sue attitudini (uso spada, uso magia, ecc), le abilità speciali vere e proprie, comprensive di attacchi multipli o potenziati, incantesimi vari, evocazioni e chi più ne ha più ne metta, potranno essere acquisite e potenziate solo tramite apposite "rune" da ottenere sconfiggendo mostri (la distribuzione dei tesori è casuale, anche se il gioco tiene conto del livello del personaggio e della pericolosità relativa del mostro). Ciascuna delle sei classi di personaggio ha le sue specifiche abilità e rune, e potrà scambiare quelle che non gli servono grazie all'ausilio del "Maestro di Combo", un png presso cui inoltre sarà possibile creare fino a quattro "combo", ossia delle combinazioni di mosse speciali estremamente devastanti. Infine, tra le features di gioco segnaliamo la possibilità di acquistare e cavalcare degli equini, differenti dal ronzino al destriero, e di potenziare alcune armi e armature tramite l'ausilio di un fabbro.

Graficamente parlando, il gioco non è sicuramente al Top della grafica moderna, ma il suo lavoro lo svolge bene. La struttura di base è quella di modelli 3D che si muovono su sfondi bidimensionali, ma questo non significa che il risultato sia brutto: l'utilizzo dell'alta risoluzione ha permesso infatti di realizzare degli ambienti piuttosto vari e dettagliati, e l'uso efficiente dell'anti-aliasing fa sì che lo sfondo non strida coi modelli. Questi ultimi sono tutti piuttosto ben realizzati, curati nelle textures e nelle ottime animazioni, ed è importante segnalare che l'aspetto del personaggio varia al variare del più piccolo elemento di equipaggiamento indossato. Molto apprezzati elementi grafici come il ciclo giorno-notte (di notte, tra l'altro, in città gira meno gente), i riflessi sull'acqua e le ombre in tempo reale, e soprattutto il sistema di trasparenze che fa sparire alcuni elementi grafici come tetti o alberi quando ci passate dietro, mantenendo così sempre perfetta la visibilità sul persoanggio. I livelli di zoom sono tre, ma sono più che sufficienti, ed il gioco fornisce un sistema di minimappa veramente eccellente.

Meno entusiastico il discorso riguardo al sonoro, non perché le musiche o gli effetti sonori siano mal realizzati, e persino i doppiaggi sono molto ben fatti, ma semplicemente perché il gioco tende ad accorgersi "in ritardo" di dover eseguire una musica. Un vero peccato, perché quello che sarebbe potuto essere un ottimo risultato, data la qualità e la bellezza dei temi musicali proposti, viene minato da un errore di timing: non è piacevole combattere per cinque minuti nel quasi totale silenzio e poi sentir arrivare il tema da battaglia quando l'ultimo avversario sta oramai schiattando.

Sempre a livello tecnico è necessario segnalare un piccolo problema: per quanto il gioco in sé e per sé non sia affatto pesante e giri magnificamente anche su macchine non più al top da diverso tempo (come la mia... sig sig!), utilizza un sistema di caching progressivo simile a quello visto in Dungeon Siege: per quanto questo sistema permetta di non perdere tempo in pause di caricamento, tende a riempire rapidamente la cache, e se girate per molte zone differenti a lungo andare può causare dei rallentamenti. In questi casi, che si verificano circa ogni ora-ora e mezza, è sufficiente salvare la partita, uscire dal gioco e riavviarlo, ma ciò non toglie il fatto che sia un piccolo problema da segnalare, specie in MultiPlayer dove la presenza di altri giocatori appesantisce ulteriormente il gioco causando a volte dei veri e propri blocchi.

Per il resto, la giocabilità è buona: il sistema di gioco non è immediatissimo come in Diablo o in altri giochi (talvolta sembra che il personaggio rifiuti i comandi, ma in realtà gli sono solo stati dati male), ma neanche astrusa e con il supporto dei Tips-in-Game e del completissimo manuale si riesce a prendere pienamente confidenza in poco tempo.

I livelli di difficoltà sono tre, anche se per accedere al terzo dovrete prima completare il secondo (e si vocifera che ce ne sia anche un quarto), e se considerate anche i sei tipi di personaggi, sinceramente ben differenziati tra loro, vi accorgerete che le ore di gioco anche solo in SinglePlayer raggiungono una cima notevole.

Ad aggiungere pepe alla cosa c'è il MultiPlayer, tanto in rete locale quanto in Internet su partite libere (praticamente una LAN su WEB) quanto addirittura tramite server dedicato: nelle prime due modalità potrete anche importare il personaggio da una partita in singolo, mentre nella terza i vostri dati saranno salvati in remoto, in una sorta di MMORPG basato comunque solo sull'aspetto avventuroso che non su quello interpretativo (infatti, a meno di non andare sui server "sfida", non sarà neanche possibile attaccare i personaggi degli altri giocatori). Ogni singola partita può ospitare fino ad un massimo di 16 giocatori, e di questi fino ad 8 potranno formare un "gruppo": questo atto sarà molto importante, perché i mostri dei server multy sono molto più forti di quelli del singolo, col risultato che solo alleandovi con altri personaggi potrete sperare di sopravvivere. Insomma: chi vuol fare l'avventuriero solitario è pregato di rimanere a giocare a casa sua (e mi sembra anche ovvio).

Direi che non c'è altro da dire su Sacred se non che, come forse molti di voi sapranno già, esce in commercio ad un prezzo veramente competitivo (siamo su un terzo di un qualsiasi altro gioco "nuovo"), e che per quanto non sia forse un capolavoro indiscusso è sicuramente un lavoro molto completo e ben realizzato che unisce in se in maniera egregia elementi di gioco di ruolo "complesso" ad un sistema ottimamente "arcade", tanto che farselo sfuggire sarebbe una specie di delitto. Ci vediamo sul server: vado ad ammazzare Goblin!!!

7
Solitamente dai giochi di prezzo "commerciale" ci si aspetta dei piacevoli passatempi e nulla più, ma questo Sacred ci ha stupito rivelandosi un lavoro vasto, completo, minuzioso e soprattutto bello e divertente. Certo, forse non sarà all'altezza di mostri sacri del calibro di Neverwinter Nights o Morrowind, ma sicuramente è un gioco che potrà divertire tutti gli appassionati di Giochi di Ruolo per lunghe ore in singolo e online.