Recensione Runaway

di Tommaso Alisonno

"VOLEVO SOLO RITIRARE UN LIBRO..."

Brian è un neolaureato di New York che, tramite conoscenze universitarie, ha ottenuto la possibilità di frequentare un dottorato a Los Angeles, e così si mette in macchina per attraversare tutti gli States. Prima di lasciare la città, però, decide di passare per un negozio di Manhattan a ritirare un libro che aveva ordinato: fu lì che per poco non investe Gina, una bellissima ragazza che, inseguita dagli assassini di suo padre, fuggiva senza controllare il traffico. Da quel momento, la vita di Brian viene stravolta da una serie di avvenimenti inaspettati, per il viaggio Coast to Coast più movimentato della storia. Questo è Runaway.

I PENDOLO ALLA VENTURA

Realizzata dagli stessi Pendolo Studios resi famosi non tanto da Igor quanto da Hollywood Monsters, Runaway è l'avventura grafica che racconta la movimentata vicenda che ha per protagonisti Brian e Gina. Come tutte le AG che si rispettino, il gioco consisterà pertanto nell'aiutare il nostro eroe a uscire da situazioni spiacevoli o a raggiungere determinati obiettivi basandosi esclusivamente sull'intuizione ed il ragionamento, raccogliendo ed utilizzando gli oggetti sparsi per le locazioni che esploreremo, raccogliendo informazioni dai personaggi che incontreremo, e così via. Un genere di gioco affatto nuovo, ma sicuramente evergreen nel panorama videoludico mondiale.

INTERFACCIA E PECULIARITA'

Per il controllo di Brian, i Pendolo si sono affidati al più che testato sistema del punta e clicca: muovendo il puntatore del mouse in giro per lo schermo e cliccando col tasto sinistro il nostro eroe si sposterà nella posizione desiderata. Portandolo su un oggetto, un personaggio o un qualsiasi altro elemento con cui è possibile interagire, il puntatore cambierà il suo aspetto dal canonico mirino ad uno simboleggiante l'azione possibile: il più delle volte, ad esempio, si tratterà della forma a lente d'ingrandimento, che simboleggia l'azione "Esamina". Premendo il tasto Destro, il puntatore muterà nuovamente d'aspetto, permettendo così di compiere (o di tentare di compiere) la seconda azione prevista, sia essa parlare, raccogliere, aprire, usare, uscire o quant'altro. Con tutti i cosiddetti "punti attivi" saranno possibili due azioni (di cui una è quasi sempre "Esamina"), anche se talvolta una risulterà inutile, specie in quei punti attivi messi solo per "fare volume" (e non sono pochi), ossia inutili al fine dell'avventura ma che sarebbe stato scorretto non mettere, per il semplice motivo che non si lascia mai niente di intentato nella vita...

Portando il mouse nella parte superiore dello schermo appariranno due icone, che consentono di accedere all'inventario (possibile anche tramite il tasto TAB) ed alle opzioni di gioco (come sopra ma con ESC).

Dall'inventario sarà ovviamente possibile esaminare gli oggetti raccolti, tentare di combinarli tra loro o selezionarli per poi utilizzarli sui punti attivi esterni (il puntatore assumerà la forma dell'oggetto selezionato, e potremo facilmente ritornare al puntatore normale mediante la pressione del tasto destro). I dialoghi sono strutturati nel canonico sistema delle scelte multiple: una volta rotto il ghiaccio, potete selezionare le battute da dire, portando così la discussione sull'argomento che vi interessa. Una particolarità di Runaway è il fatto che il protagonista si riserbi talvolta una sorta di diritto di Veto nei confronti dei nostri comandi: non intendo dire che faccia "i capricci", ma semplicemente che si rifiuti di compiere un'azione se per lui non è importante. Fin qui niente di male: solitamente se in un'avventura grafica un personaggio si rifiuta di prendere un oggetto adducendo la scusa che "non gli serve", automaticamente questo viene preso come un messaggio del tipo "quell'oggetto non serve a niente: dimentichiamolo". In Runaway non è così: più avanti nell'avventura, infatti, quell'oggetto potrebbe diventare improvvisamente utile, e solo allora Brian accetterà di prenderlo. Questo forse aggiunge un pizzico di complicatezza in più ad un sistema di gioco alla fin fine concettualmente elementare, ma niente mi leva dalla testa che ricordarsi di un oggetto o di un'azione a suo tempo scartata è indubbiamente uno sforzo particolare per chi non sta vivendo l'avventura in prima persona ma la sta vedendo con gli occhi di un videogiocatore: dal mio punto di vista, preferisco raccogliere subito un oggetto che poi potrebbe servirmi tra mezz'ora piuttosto che dovermi ricordare che quell'oggetto esiste ma prima Brian non l'ha voluto prendere.

REALIZZAZIONE TECNICA

Per realizzare il gioco in maniera leggera ma esteticamente gradevole, gli sviluppatori hanno operato delle scelte a mio parere veramente azzeccate. Tanto per cominciare, il gioco gira su un motore bidimensionale (e fin qui tutto abbastanza normale) alla risoluzione di (udite udite!) 1024x768, nuovo record nel settore dopo l'800x600 di Syberia. I fondali di gioco sono tutti bidimensionali, ovviamente, ed anche i personaggi sono degli sprite animati, ma per rendere i movimenti più fluidi, i grafici dei Pendolo Studios hanno deciso di realizzare tutti gli elementi mobili in modelli 3D, li hanno texturizzati col sistema del Cell Shading, hanno renderizzato gli sprite con numerosissimi frame e poi li hanno "ritoccati" per eliminare tutti i difetti del 3D. Un lavoro certosino dal risultato a dir poco superbo! Peccato non poter dire lo stesso per i filmati, che sono realizzati con motori 3D Cell Shading, passati in AVI e poi solo appena ritoccati. Addirittura, per ridurre lo spazio su disco, quando in un filmato è previsto un dialogo, la grafica si ferma in un dato fotogramma e dei "mini-filmati" interessano solo la bocca o comunque piccole parti dell'ambiente, dando un effetto di "cartone animato americano primi anni 70" che molto bello non è di certo. Il sonoro è molto carino: il doppiaggio in Italiano è molto ben eseguito e gli effetti fanno bene il loro dovere, così come le musiche sono molto d'atmosfera e mai fastidiose. Unica pecca: non ho capito perché, ma il tutto è eseguito a volumi piuttosto bassi... niente che non si risolva aumentando il volume da Windows o dalle casse, ma ricordatevi poi di ridurlo quando uscite dal gioco se non volete assordare il quartiere al prossimo MP3 che ascolterete.

GIOCABILITA' E LONGEVITA'

In un'avventura grafica, specie con un'interfaccia punta e clicca, non c'è niente di complicato: i controlli si padroneggiano in venti secondi ed il resto è tutto gameplaying puro. Gli enigmi non sono cervellotici e fuori di testa come altri giochi più blasonati, ma non sono neanche banali, e come di consueto dovrete sempre mantenere un livello di attenzione piuttosto elevato per non ritrovarvi impantanati, e sicuramente fidarvi delle intuizioni e dell'istinto... e se proprio non ne venite a capo, rimane sempre il sistema di procedere per tentativi accoppiando tra loro oggetti impossibili. Il fatto che Brian "faccia il difficile" aumenta veramente di poco la difficoltà: più che altro è la seccatura di tornare a prendere un oggetto o a compiere un'azione che avremmo volentieri fatto prima. L'avventura è divisa in ben sette capitoli, e anche se i primi due sono piuttosto brevi e ristretti a poche locazioni, dal terzo in poi le cose cominceranno a farsi più interessanti, garantendo svariate ore di esplorazione e dialogo. Tutte le avventure grafiche prima o poi sono destinate a terminare, e quando questo capita le si ricorda solitamente con nostalgia, ma si sa che rigiocarle significa poco più che rivedere un bel film di cui conosciamo un po' tutto. Non nego che potrebbe succedere, e neanche che sia il problema di base di questo tipo di giochi, ma purtroppo possiamo dire che il 90% del divertimento si esaurisce quando finirete il gioco.

CONCLUSIONI

Runaway unisce una trama interessante e dei personaggi accattivanti ad una realizzazione tecnica veramente splendida (filmati a parte) ed enigmi di buon livello. Un'avventura grafica "Vecchio Stampo" ben fatta che è un piacere giocare, e che pertanto va presa in seria considerazione sia da appassionati sia da neofiti.

8
Runaway è una bella avventura grafica: divertente, ben realizzata, con enigmi non sempre immediatissimi ma sicuramente mai cervellotici. Come tutte le avventure grafiche, è dedicata soprattutto agli appassionati, che non sono pochi, di questo genere evergreen, ma se siete dei neofiti che vogliono avvicinarsi potrebbe costituire un buon trampolino di lancio.