Recensione REVENANT

di Tiscali News
Revenant è un action-RPG alla Diablo, nel senso che si incanala docilmente nel solco tracciato dal capostipite del genere

Se andiamo a leggere le dichiarazioni degli ideatori del gioco, Revenant diventa un action-adventure-RPG: qualsiasi sia l'etichetta che vogliamo assegnare alla categoria in discussione, è chiaro che la tendenza delle software house è quella di mescolare in un unico prodotto più generi di gioco

In Revenant troviamo sicuramente ciascuno di questi aspetti: abbiamo una missione da compiere, dei nemici da sconfiggere, degli incantesimi, delle armi e delle skill da sviluppare nel corso del gioco

Il protagonista è Locke D'Averam, un antico guerriero ormai morto, richiamato dagli Inferi per sconfiggere la malvagia setta dei Children Of The Change e per salvare la Principessa Andria figlia di Re Tendrik dell'isola di Ahkuilon: la storia è ambientata in un mondo dark-fantasy originale, studiato dagli sviluppatori della Cinematix (www.cinematix.com) in collaborazione con Den Beauvais (disegnatore canadese specializzato in ambientazioni fantastiche). Mi soffermo immediatamente sull'ambientazione grafica, la cui alta qualità è indiscutibile: i particolari sono molto curati, le texture sono proprio ben disegnate e numerosi effetti luce animati danno quel tocco raffinato in più che rende l'atmosfera suggestiva (candele, illuminazioni a torcia o a spot, riflessi, bocche di fuoco che emettono lapilli, pozze d'acqua cristallina, stalattiti azzurrine e l'immancabile effetto giorno/notte col riflesso blu della luna); pure gli incantesimi sono un bello spettacolo pirotecnico, e già immagino i giocatori intenti a sperimentarli tutti "per vedere l'effetto che fa". La visione complessiva del gioco (e sottolineo..la visione), è quindi soddisfacente e ben dispone il giocatore alla quest che si sviluppa in ambientazioni chiuse (le Caves, le Catacombe, la Fortezza di Tendrik) e a cielo aperto (la città di Misthaven, la Foresta, le Rovine) con una sequenza lineare: non passerete notti insonni per risolvere Revenant, poiché la sua componente avventuriera è ridotta al minimo e comunque sempre contenuta nell'unico plot della storia che si snoda senza missioni di secondo livello. Le ambientazioni (anche le più sinistre come le Caves articolate in sei sezioni) non si sviluppano su spazi eccessivamente estesi, diminuendo il rischio di perdersi ma incrementando la sensazione che una via sia già stata tracciata con l'intenzione di non rendere l'esplorazione troppo difficile; del resto l'interazione con l'esterno è ridotta al minimo ed è rappresentata da tre elementi: dialoghi con i personaggi non giocanti, combattimenti con i nemici e utilizzo di oggetti come scrigni e qualche leva. Se il combattimento è l'anima di Revenant, il resto è contorno: i dialoghi con gli NPC sono ottimamente doppiati ed aggiungono molto spessore ai personaggi, ma pur fornendo la scelta multipla conducono sempre al medesimo risultato.. e non mi riferisco solo ai dialoghi chiave necessari per avanzare nel gioco, ma anche alle quattro chiacchiere che Locke può fare con il marinaio ubriacone giù al porto

L'interazione con gli oggetti esterni è nulla se escludiamo gli scrigni disseminati qua e là, riforniti di denaro e pozioni rigeneranti

Arriviamo quindi al cuore del gioco, ossia i combattimenti che numerosi affronteremo per salvare la bionda Principessa. Abbiamo una folta schiera di nemici che va dai ragni di piccole, medie, grandi dimensioni, molti Drugh (agili mostriciattoli che, poverini, muoiono con un tristissimo urlo di dolore), Zombie, guerrieri Ninja, sacerdoti potenti, draghi, giganti e così via: tutte queste creature plagiate dalla setta si batteranno con noi in tempo reale; incontreremo la gran parte di loro durante l'esplorazione dei livelli, ed è bene notare che la loro potenza sarà spesso equivalente alla nostra (evitando particolari frustrazioni soprattutto all'inizio del gioco, quando entreremo nella Foresta). Nei momenti topici della storia dovremo incontrare personaggi più potenti ed impegnativi, con i quali saremo costretti ad aguzzare l'ingegno ed a giocare bene le carte messe a nostra disposizione dal gioco: tali carte sono il combattimento corpo a corpo e la magia

Nel primo caso le risorse poligonali si sprecano: tutti i movimenti dei personaggi in lotta sono stati studiati in motion capture risultando fluidi e coerenti, e la visione di insieme è articolata come potrebbe essere in un combat game. Il giocatore ha a sua disposizione due modalità di combattimento e una difensiva: all'inizio si potranno impiegare solamente tre funzioni per ciascuna di queste modalità: senza arma: pugno, calcio, calcio con salto; con arma: affondo, swing e colpo secco

Man mano che avanzeremo di livello, dovremo recarci da Jong, maestro di lotta nella città di Misthaven, per farci insegnare nuovi comandi che ci permetteranno di attaccare il nemico con combo, manovre ben più elaborate e spettacolari. Non mancheranno le fatality che ci doneranno scene raccapriccianti di corpi dilaniati, ragni schiacciati a terra come sigarette e sangue a volontà (per i più delicati c'è comunque l'opzione per escludere la violenza gratuita)

In Revenant i combattimenti sono dinamici e veloci e possono gestirsi facilmente sia con il gamepad che con la tastiera: col tasto sinistro del mouse invece sarà possibile combattere dando al gioco stesso la scelta di un attacco casuale

Se le battaglie corpo a corpo in tempo reale si allontanano dal combattimento a turni che di solito caratterizzano i CRPG, il sistema di magia è invece tradizionale: nel gioco troveremo 12 Talismani che combinati secondo i dettami di pergamene magiche daranno vita ad esplosioni di colore che allieteranno i nostri occhi e daranno una mano in più a Locke... l'interfaccia di gestione degli incantesimi è veramente molto semplice ed accessibile tramite un'apposita finestra dove verranno selezionate e trascritte le Rune sul pulsante di attivazione

Vi ho parlato dell'avventura, dei combattimenti, ora tocca alla componente "ruolistica", costituita per lo più dai criteri di distribuzione dei punti esperienza al momento del passaggio di livello: chi predilige le arti magiche vedrà aumentare maggiormente il proprio Mana, mentre chi va giù pesante di spada aumenterà soprattutto in Forza; le armature e le armi posseggono le loro proprietà che influiscono sulle skill del personaggio

Un accenno generale sull'interfaccia, che nelle fasi di gioco è facile ed intuitiva, ma che lascia qualche dubbio sulla gestione dell'inventario, e delle varie pagine di descrizione delle proprietà degli oggetti. Una parte dello schermo è occupata da una mappa isometrica che offre uno sguardo d'insieme della zona che si sta esplorando, ma non sarà possibile visualizzarla contemporaneamente all'inventario e alla gestione degli incantesimi

Concludiamo con un po' di dati tecnici sul gioco: gli scenari prerenderizzati sono in 2D isometrico a 65000 colori, mentre i personaggi sono interamente 3D in tempo reale. Sviluppato con la tecnologia delle Direct 3D è compatibile con la maggior parte delle schede acceleratrici in commercio, per le quali raccomandiamo di impiegare i driver più aggiornati

Abbiamo notato che il gioco,anche sui sistemi più potenti, ha la tendenza a caricare porzioni di mappa anche nei momenti meno indicati (ad esempio durante un combattimento): dal menù iniziale di avvio al gioco è possibile calibrare la frequenza di questi caricamenti, ma non potremo mai eliminarli del tutto.

Revenant è piacevole, da consigliare a chi non vuole correre il rischio di passare notti insonni per risolvere un puzzle e ai soliti killer che, negli RPG, avanzano uccidendo tutti senza preoccuparsi della reputazione che cala. In fin dei conti i momenti cruciali del gioco sono i combattimenti, gestiti con una comoda interfaccia che ci coinvolge da subito.<br />La trama sottostante è semplice ma di buona presa, come le musiche che ci accompagnano per tutto il corso del gioco.