Recensione Resonance of Fate

Torna in grande stile il JRPG secondo Tri-Ace

di Fabio Fundoni

Per i veri appassionati di lungo corso dei JRPG, il nome del team tri-Ace è legato ad alcuni dei ricordi più vividi e affascinanti di anni e anni di gioco. Il gruppo di talentuosi sviluppatori ha infatti dato i natali ad alcune delle saghe più interessanti e apprezzate del panorama, cioè Star Ocean (iniziata su Super Nes nel 1996) e Valkyrie Profile (uscito nel 1999 per la prima gloriosa PlayStation), restando perennemente nell'orbita di Square-Enix, suo produttore. L'arrivo della odierna generazione di console ha permesso al team nipponico di misurarsi con nuovi hardware e, a sorpresa, di lavorare sotto un differente marchio. Nasce così la partnership con SEGA, grazie ad un accordo siglato per la creazione di un nuovo gioco di ruolo. Stiamo parlando di Resonance of Fate, titolo conosciuto in Giappone con il nome di End of Eternity.

Siamo in un futuro remoto, dove la terra ha ormai cambiato faccia a causa di catastrofi ambientali e un inquinamento dilagante. Tutto quello che rimane dell'umanità si trova a Basel, altissima torre formata da molteplici piani sospesi nel vuoto, a mo di tante piccole cittadelle. A Basel vide una ferrea gerarchia di suddivisione delle classi sociali, dove i ricchi abitano i piani più alti e i poveri sono destinati a passare le loro vite nei bassifondi, in un sistema che sembra quasi ricalcare una metaforica discesa verso gli inferi. Tutto si muove sotto il ferreo controllo di una società estremamente religiosa comandata da Papi e Cardinali, un gruppo clericale nelle cui mani è racchiuso tutto il potere di Basel, compreso il controllo delle tecnologie in grado di mantenere l'atmosfera vivibile.

Due generazioni di eroi a confronto

Dopo la morte della papessa Frida però, vista la mancanza di un successore diretto, tutto il potere viene a trovarsi diviso tra i vari cardinali in cui spicca Roen, uomo stimato da tutta la popolazione. Sono ormai passati vent'anni dalla scomparsa di Frida e, inesorabilmente, qualche cosa inizia a non andare come si deve nei meccanismi alla base delle funzioni vitali di Basel, con conseguenti blackout e rischi per la depurazione dell'aria. Come se non bastasse, in una simile società dove le classi più umili sono sono relegate ai pani bassi della torre, covano continui desideri di ribellione, motivo per cui non mancano banditi e fuori legge, senza contare i diversi mostri sparsi per le zone più periferiche. I tri-Ace hanno dunque creato un'ambientazione steampunk degna dei migliori romanzi del genere, mescolando sapientemente tecnologie avanzate e gusto per architettura e stile quasi vittoriani, dove meccanismi complicatissimi fanno da contraltare ad abiti ed elementi squisitamente retrò.

La vita è fatta ad ascensori

La nostra storia ha come protagonisti tre mercenari del quarto piano di Basel, impegnati a barcamenarsi tra missioni più o meno complicate per portare a casa un po' di rubini, la moneta corrente del luogo. Il gruppo è formato da Vashyron, 26enne veterano di molte battaglie, un tempo appartenente all'esercito regolare dei cardinali, Zephyr, ragazzo di 17 anni solitario e taciturno e Leanne, bellissima 21enne unitasi ai due dopo che Zephyr le salvò la vita. Oltre all'ordinaria amministrazione, il nostro trio inizierà a ricevere importanti missioni da parte dei Cardinali, che coincideranno con il peggiorare della situazione di tutta Basel. Da questo inizierà a dipanarsi una grandiosa avventura che ci porterà a scoprire il passato dei nostri eroi e i segreti della imponente città verticale...

Dopo due giochi come Infinite Undiscovery e Star Ocean: The Last Hope, piacevoli ma ben lontani dalla perfezione, molti si attendevano che i tri-Ace tornassero a lavorare sulla saga di Valkyrie Profile, il band che forse ha maggiormente mostrato le qualità e le ottime idee dei ragazzi di Tokyo. L'annuncio del contratto siglato con SEGA aveva lasciato interdetti molti, ma dopo pochi minuti di gioco a Resonance of Fate, ci si rende conto di quanto il titolo possa essere considerato quantomeno un figlio spirituale della saga dedicata alle guerriere di Odino. Appena preso il comando dei tre mercenari, ci troveremo ad esplorare le location in rigoroso senso orizzontale, con un'inquadratura che ci vedrà osservare il tutto da una visuale laterale, esattamente come accadeva in Valkyrie Profile 2.

Ben diverso sarà invece l'esplorazione del mondo vero e proprio, gestito con particolari scacchiere ad esagoni suddivise tra attive e inattive. Noi potremo muoverci unicamente su quelle funzionanti, trovandoci così ad essere impossibilitati a raggiungere alcune zone, sino a quando non recupereremo le apposite celle d'energia, tasselli capaci di attivare le varie zone della mappa, inseribili seguendo alcune regole in stile puzzle, tra abbinamenti di colori e forme. Ogni piano di Basel è collegato con gli altri tramite appositi ascensori per i quali, logicamente, dovremo trovare la strada giusta e avere gli appositi lasciapassare: impensabile che un cittadino qualsiasi possa anche solo tentare di salire sull'elevatore principale e magari raggiungere le sontuose ville dei cardinali!

Ecco una delle fasi di combattimento. La realizzazione degli ambienti è davvero pregevole!

È il turno dell'azione

Recandoci alla gilda cittadina potremo trovare le missioni da compiere tra cui vi saranno quelle principali, necessarie per andare avanti con la trama, e le secondarie, anch'esse composte da varie sotto-tipologie. Il nostro compito sarà naturalmente quello di soddisfare le richieste fatte alla gilda (o talvolta a noi stessi direttamente dai committenti), barcamenandoci tra oggetti da recuperare, persone da salvare, mostri da mettere al tappeto o altre situazioni abbastanza varie e fantasiose. Oltre al movimento sulla scacchiera (rigorosamente a turni) e all'esplorazione delle varie location, dovremo naturalmente prepararci a sostenere diversi combattimenti. Per quanto riguarda le sezioni ad esagoni, saremo soggetti ai più classici degli scontri casuali, nonostante verranno segnalate a schermo delle caselle contenenti nemici particolarmente impegnativi o importanti ai fini di qualche quest.

Ogni battaglia ci trasporterà in una specifica arena, dove i nostri tre campioni se la vedranno con gruppi più o meno numerosi di mostri, banditi, macchine impazzite e quant'altro. Diventerà dunque protagonista il combat system creato dai tri-Ace, versione riveduta e ampliata di quello già visto in passato nei loro titoli. Basilarmente, tutto sarà gestito a turni, muovendo un personaggio per volta. Quando però daremo il via alle nostre azioni, anche i nemici avranno via libera, potendo attaccarci non appena caricata la loro “barra-azione”che potremo sempre controllare ben in vista, sopra le loro teste. Il nostro movimento sarà scandito da un indicatore simile solo che, a differenza di quello avversario, lo vedremo calare ad ogni nostra mossa, tenendo presente che, qualora attaccassimo, il nostro turno sarà considerato immediatamente concluso.

Terminato il turno del nostro personaggio, non dovremo fare altro che passare a quello successivo (magari subendo, nel mezzo, una raffica di colpi dal cattivone i turno) per cercare di riportare il prima possibile una vittoria, utilizzando praticamente solo armi da fuoco come pistole, mitragliatori ed esplosivi di vario tipo. Quello che potrebbe sembrare un sistema concettualmente semplice, si arricchisce di molteplici opzioni e possibilità, rivelandosi estremamente complesso e ben studiato. Oltre ad elementi abbastanza classici come coperture da sfruttare e oggetti da utilizzare al meglio (medicinali, incantesimi e munizioni ai poteri elementali), sia noi che i nostri nemici dovremo preoccuparci di due tipi di danni: quelli superficiali, causabili dai mitra,e quelli definitivi, messi a segno da pistole e simili.

Il carattere di Zephyr non è dei più semplici...

I primi saranno facilmente recuperabili, ma potrebbero diventare il facile preludio per una morte prematura. Anche se dovessimo perdere tutti i nostri punti-vita con danni superficiali non moriremo, ma basterà una sola ferita definitiva a tramutarli tutti in ferite reali, e lo stesso varrà per chi staremo sfidando. Per fare un esempio pratico, sarà molto proficuo colpire un gremlin con raffiche di mitra, estremamente potenti per quanto riguarda i danni inferti, anche se solo superficiali, e poi sparare un singolo colpo con un personaggio armato di pistola in modo da rendere, con il minimo sforzo, il male inferto effettivo.

Se il gameplay si cristallizza

Come se questo non bastasse, dovremo tenere d'occhio anche altri parametri, tra cui spicca una barra composta da diversi cristalli che troveremo nella parte bassa del nostro schermo. Ognuno di questi si spezzerà ogni qual volta che un nostro guerriero vedrà ridotta a zero la propria vita, riportando i sui punti ferita al massimo sino a quando non finiremo tutti i cristalli, momento in cui entreremo nella modalità “Pericolo”, in cui i tre mercenari saranno estremamente vulnerabili e vedranno drasticamente abbassato il loro potere di fuoco. Se anche solo uno di loro dovesse morire in questa situazione, nulla potrà salvarci dal tanto temuto “Game Over”

I cristalli saranno inoltre utilizzabili per dare il via alle Azioni Eroiche, particolari mosse speciali nella quale selezioneremo una linea retta in cui muoverci automaticamente sul campo di battaglia pensando solamente ad infliggere il maggior numero di danni possibile agli antagonisti. Ogni volta che compiremo una Azione Eroica, potremo fare in modo che il nostro movimento passi attraverso alla linea virtuale creata dalla posizione dei nostri due compagni, andando così a rimpinguare un altro contatore, quello dei Punti Resonance. Se riusciremo a inanellarne un buon numero di seguito (non farlo per una sola volta significherebbe veder tornare a zero la barra in questione) avremo la possibilità di compiere un attacco triplo, cioè un'offensiva combinata in cui utilizzeremo tutti e tre i personaggi contemporaneamente con effetto devastante ed estremamente coreografico, tra mosse ai limiti del credibile e continue sfide alle leggi della gravità..

Ecco a voi Basel!

Per ricaricare i cristalli in questione dovremo sconfiggere i singoli avversari o distruggerne i vari arti (spesso i nemici saranno composti da più parti), in modo da non avvicinarci alle situazioni di “Pericolo”. Un battle system tanto complesso è decisamente complicato da comprendere pienamente, motivo per cui è caldamente consigliato l'utilizzo dell'Arena, una località presente nel gioco dove potremo ripassare le basi del combattimento e raccimolare un po' di soldi extra battendoci davanti ad un pubblico, vi troveremo anche un tutorial per ogni situazione, compresi i colpi bonus e le vari combinazioni di attacchi possibili. È facile capire quanta dedizione sia necessaria per padroneggiare del tutto la carne messa al fuoco dai tri-Ace anche perché non si tratterà solo di mettere in pratica le nozioni apprese, ma anche di utilizzare con l'adeguata strategia. D'altro canto, oltre alle battaglie singole, spesso ci troveremo dentro a veri e propri “dungeon”, composti da diversi campi da battaglia da visitare in sequenza, moltiplicando così la quantità di mostri incontrata e la loro pericolosità.

Come se non bastasse, il livello di difficoltà generale è decisamente alto, costringendoci ad ingegnarci per sfruttare al meglio ogni nostra possibilità. Capiterà più di una volta di soccombere ai colpi dei nemici, ma gli sviluppatori hanno saggiamente inserito l'opzione di caricare l'ultima partita salvata (cosa fattibile solo in alcune zone), di riprovare il combattimento con le stesse impostazioni iniziali pagando una piccola quota di rubini o di ritentare ricaricando tutti i cristalli, scelta estremamente cara e da prendere in considerazione solo in situazioni disperate. Insomma, il tasso di sfida è elevato, e dovremo sempre cercare di fare del nostro meglio per vincere e salire di livello, cosa che accadrà durante le stesse battaglie in base ai danni inflitti agli avversari.

L'arma perfetta è lo stile

Avremo il nostro bel da fare anche al di fuori delle battaglie, grazie ad un interessante sistema di personalizzazione delle armi. Oltre ai classici oggetti da equipaggiare, potremo utilizzare armi da fuoco da comporre a nostro piacimento, a patto di possedere i giusti elementi. Oltre ai classici negozianti, compariranno due figure di grande interesse: un “vendor” capace di estrarre materiali utili da tutto quello che troveremo nelle nostre esplorazioni e un artigiano in grado di costruire nuovi elementi da aggiungere alle nostre “bocche da fuoco”. Pistole e mitra sono infatti ampiamente customizzabili con una vasta quantità di mirini, canne, caricatori e altre amenità che li renderanno sempre più letali e performanti.

tre cardinali

Elemento inatteso e molto particolare sarà il poter trovare, ma soprattutto comprare, nuovi capi d'abbigliamento per i nostri personaggi. Avremo a disposizione delle vere boutique dove provare e scegliere pantaloni, maglie, gonne, stivali e chi più ne ha più ne metta, persino lenti a contatto colorate e tinte per i capelli. Ci rendiamo perfettamente conto di come questo potrebbe sembrare un passatempo frivolo e poco usuale per i videogiocatori, ma il tutto si è rivelato maledettamente divertente tra centinaia di combinazioni possibili. D'altro canto, qualsiasi look sceglieremo, lo vedremo riprodotto in ogni fase di gioco, comprese le cut-scene, il tutto grazie ad una realizzazione davvero ottima, con texture d'alto livello applicate ad altrettanto curati modelli poligonali.

Tutto il comparto visivo è di prim'ordine, sia per quanto riguarda i personaggi che le ambientazioni. Zephyr e compagni sono ottimamente animati, come anche avversari e figure di contorno. Le location si dimostrano da subito estremamente particolareggiate e disegnate ad arte, dove giochi di luce fanno il paio con ricercatezze architettoniche. Tenendo fede alla decisione di descrivere una società dai tratti post-industriali, aggrappata alla vita in un contesto di inquinamento globale, saremo avvolti da tonalità di grigio e la prevalenza di tinte spente, con la presenza di pochi ma brillanti elementi dai colori caldi che spiccano nell'insieme, andando a rendere ancor più “volutamente opprimente” l'andazzo generale. Tutto è una gioia per gli occhi, anche perché il lavoro degli sviluppatori è stato agevolato dalla decisione di restringere gli ambienti e utilizzare la tanto nominata scacchiera per muoversi per il mondo, più facilmente gestibile rispetto ad ambientazioni aperte e più liberamente esplorabili.

Uniti dal Fate

Resonance of Fate, dopo una attenta analisi, si presenta come uno dei prodotti migliori per quel che riguarda il campo dei JRPG di questa generazione di console, dove emergono le qualità dei tri-Ace, capaci di accompagnare i giocatori in un'avventura estremamente fascinosa. Il gioco presenta sicuramente alcuni difetti, come una trama che impiega troppo per ingranare (almeno 12-15 ore), una giocabilità sin troppo complicata per i giocatori più occasionali e l'utilizzo di alcuni clichè un po' troppo abusati, ma denota attenzione verso le richieste dei fan del genere, anche in fase di adattamento. Basti pensare che, nei nostri negozi, troveremo il gioco con tutti i testi in italiano e un ottimo doppiaggio che potremo scegliere se ascoltare in inglese o guapponese: una vera manna per gli appassionati nostrani dei giochi di ruolo nipponici. Anche il resto del comparto sonoro è estremamente pregevole, con brani evocativi ed effetti sonori di tutto rispetto.

Donna pericolosa...

Il gioco vi terrà compagnia per un minimo di 70 ore circa, la durata necessaria per vedere la fine della trama principale, ma potrebbe impegnarvi persino per 150 ore qualora foste intenzionati a portare a compimento le varie sub-quest, magari passando sopra su alcune lacune di trama e caratterizzazione dei personaggi, ma godendo a pieno della complessità e dell'ottima progettazione di una giocabilità capace di dare tante soddisfazioni. Ottimo mix tra tradizione e dinamicità nei combattimenti, Resonance of Fate non dovrebbe mancare nella collezione di chi ama i JRPG e vuole un gioco dove sia necessario ragionare e gestire al meglio le proprie carte per vincere. Come ai vecchi tempi, non possiamo esimerci dal rivolgere un meritato applauso a SEGA e tri-Ace.

9
Senza fare troppi proclami, SEGA e Tri-Ace hanno confezionato uno dei mogliori JRPG di questa generazione, forti dello stile e dell'esperienza di uno dei più interessanti team di sviluppo del panorama nipponico. Con un gameplay estremamente ragionato e divertente, figlio del combat system ibrido tra turni e action, Resonance of Fate riesce a tenere il giocatore incollato allo schermo, offrendo diverse idee interessanti sparse un po' in tutto l'impianto di gioco, compresa una buona grafica e un sonoro degno di nota. Un titolo da tenere in altissima considerazione da parte di tutti i fan del genere, sebbene per qualcuno potrebbe rivelarsi difficile e tradizionale per quanto riguarda trama e caratterizzazione dei personaggi. D'altro canto, l'impatto di tri-Ace sulla nuova generazione non poteva e non doveva limitarsi a esperienze un po' sottotono come Star Ocean: The Last Hope e Infinite Undiscovery. La classe non è acqua...