Recensione Resident Evil 6

Il sesto capitolo di un incubo senza fine!

di Roberto Vicario
La serie di Resident Evil sin dalla sua prima uscita - nel non troppo lontano 1996 - è riuscita ad ammaliare milioni di giocatori che si sono fatti coinvolgere, con centinai di ore passate insonni, nel cercare di vendere cara la pelle contro una famelica orda di zombie. Altrettanto innegabile è il fatto che da Resident Evil 4 il trend si sia incredibilmente spostato verso una componente action sempre più forte e tangibile. Trasformazione che, dopo le avvisaglie percepite in Resident Evil 5, mira a completarsi definitivamente  in questo sesto capitolo.

Trama Hollywoodiana

È bene dirlo sin dall'inizio, senza paura e con la schiettezza che ogni fan di questa serie, giustamente, merita: Resident Evil 6 non è un survival horror. Usando le stesse parole del producer del gioco (Hirabayashi San) pronunciate durante un'intervista di qualche mese, il titolo si può definire un action dramatic horror. Il termine dramatic è molto importante, perché spiega la massiccia introduzione di scene squisitamente cinematografiche e ricche di sparatorie, esplosioni e distruzione da rendere felice anche un produttore come Jerry Bruckheimer.

Il gioco, ad onor del vero, non cerca di nascondere questa sua natura e sin dal prologo giocato con Leon e la sua compagna Helena Harper, sbatte in faccia al giocatore la nuova natura del prodotto. Ma cerchiamo di andare con ordine.

La storia, ambientata quindici anni dopo l'incidente di Racoon City, ci porta all'interno di un contesto abbastanza tumultuoso, in cui il presidente degli Stati Uniti d'America, per lavare l'onta che aleggia sulla testa del suo paese, decide di raccontare la verità su quanto è accaduto in quella città. A rompere le uova nel paniere ci penserà però, una nuova organizzazione bio terroristica che grazie ad una versione mutata del virus (virus C) sta mettendo in pericolo diverse paesi del mondo, tra cui  l'America ma anche il nordest europeo e la Cina.

Il giocatore si trova quindi a vivere questo improvviso conflitto da tre punti di vista totalmente differenti: Leon, Chris e Jake; con i tre protagonisti che dispongono infatti di una campagna unica che, proprio come un puzzle, tra flashback e presente, mette insieme i tasselli di una vicenda dai contorni sempre più opachi. La così detta ciliegina sulla torta è data dalla presenza della Dottoressa Ada Wong, che una volta completate le tre campagne principali, sarà possibile impersonare. Con quest'ultima rivivremo parti di storia già giocate con i precedenti personaggi, ma da un punto di vista totalmente inedito che svelerà retroscena e risponderà a quesiti che i  fan più accaniti sicuramente si porranno.

L'aspetto narrativo del titolo, se vogliamo, è proprio quello che più ha convinto. Nonostante la deriva “caciarona” e alcuni leggeri buchi - comunque tollerabili - , la trama si dimostra un giusto traino a voler scoprire di più sulla vicenda narrata. Tutto merito dall'amalgama che gli sviluppatori sono riusciti a creare tra le quattro differenti campagne che grazie a entrate di scena, intrecci credibili e un plot che funziona in maniera ottimale, spinge il giocatore a voler scoprire da dover arriva e come si può sconfiggere questo virus C. Inoltre, la presenza di alcune scene forti tra cui particolari boss fight e l'ormai famosa scena di Leon che spara al presidente degli Stati Uniti, non fanno altro che aumentare il pathos.

Quando il virus ti influenza il gioco

Se quindi della trama possiamo rimanere soddisfatti, non tutti i fan potrebbero invece apprezzare la deriva presa dal gameplay che a conti fatti propone un titolo che, pur non staccandosi ancora totalmente da quello che la serie cercava di regalare in passato in termini horror - vedi la campagna di Leon -, cerca di offrire tramite Jake e Chris una fortissima componente action votata sopratutto alla collaborazione tra personaggi. Quel che ne esce è un guazzabuglio di generi e meccaniche di gioco in grado, più di una volta, di disorientare il giocatore.

Se giocando con Leon gli sviluppatori hanno cercato di inserire elementi che richiamano molto da vicino i primi capitoli della serie come il numero limitato di munizioni, l'atmosfera cupa, i classici enigmi e una serie di nemici che ricorda più da vicino i cari vecchi zombie; con Chris e Jake il discorso è completamente diverso. Il nuovo virus infatti non muta completamente l'infetto ma lo trasforma in una sorta di mostro mutaforma, chamato Jav'o, che varia il suo aspetto in base al tipo di danno subito . A cambiare la forma e la sostanza del nemico ci penseranno arti superiori che si trasformano in scudi, gambe che diventano zampe simil cavallette e altro ancora. Ovviamente, oltre alla forma, cambia anche il pattern di attacco, trasformano gli scontri in valzer di proiettili e tattica di approccio, che stacca completamente il giocatore dal filone horror, a causa di un ritmo sempre molto elevato. Ai nemici più classici se ne alterneranno altri più particolari e boss fight con mostri dalle dimensioni importanti. Sotto questo aspetto quindi la varietà sembra non mancare.

Purtroppo però quella che non convince è una giocabilità che, il più delle volte, ci è sembrata legnosa. L'introduzione delle coperture, rilevanti visto che i nemici nella loro forma umana possono utilizzare armi da fuoco, risultano troppo macchinose frammentano l'azione di gioco. A questo si aggiunge un approccio nel corpo a corpo modificato dalla barra della stamina che ci permetterà di eseguire delle mosse per uccidere i nemici ravvicinati. Sebbene l'aggiunta possa anche essere gradita, quelle ad essere fuori contesto sono le mosse utilizzate dai personaggi che li fanno assomigliare più a dei wrestler che a degli agenti speciali. In particolare, nella campagna di Jake si potrà uitlizzare il corpo a corpo come vera e propria arma a nostra vantaggio, snaturando completamente l'approccio classico.

Un peccato quindi, sopratutto a fronte del fatto che le dinamiche della sparatoria, tolte le magagne sopra sottolineate, grazie ad una serie di nuove mosse come il fuoco rapido o la possibilità di gettarsi a terra per sparare, assumono una dimensione decisamente più dinamica e meno legnosa rispetto a quanto visto in passato. Come se non bastasse, nel filone dei miglioramenti ci finisce anche il comparto cooperativo a due giocatori ( sia online che offline ) che oltre ad essere estremamente fluido regala sensazioni positive, soprattutto se paragonato a quanto visto nel quinto capitolo. A chiudere il cerchio della giocablità e delle novità ci pensa un menu totalmente ridisegnato, che offre una gestione più fluida sia nella scelta delle armi che dei medicinali, con le classiche piantine verdi che ora saranno lavorate ed ingerite sotto forma di pillole. Infine, bisogna citare i punti abilità (a compensazione della mancanza dei mercanti): questi saranno rilasciati da ogni nemico e potranno essere spesi all'interno di un apposito menù per sbloccare miglioramenti del personaggio come una mira più stabile, vita più lunga, danno maggiore nel corpo a corpo e così via.

Facendo quindi una panoramica generale possiamo dire che pur essendo un titolo assolutamente godibile dall'inizio alla fine, gli sviluppatori trasmettono la sensazione di non aver voluto osare fino in fondo. Il passaggio ad un genere più frenetico e attivo non è stato supportato nella maniera più corretta dall'impalcatura di gioco, rendendo cosi Resident Evil 6 un prodotto ibrido, con pochissimi elementi in grado di farlo risaltare nel panorama dei survival horror e altrettanti limiti per renderlo un ottimo action game.

Il virus si affronta meglio in compagnia

La modalità cooperativa all'interno nella campagna di cui vi abbiamo parlato non esaurisce però le possibilità per coloro che amano giocare in compagnia dei propri amici. Oltre alla storia di Ada si potrà sbloccare la modalità Agente Hunt che per la prima volta in assoluto ci farà vestire i panni di un infetto. In questa variante, lo scopo sarà uccidere gli umani e per farlo il gioco mette e a disposizione tutte le varianti di mutazione: braccia, torso e gambe. Un punto di vista inedito  che potrebbe fare la felicità di tutti quei fan che da sempre si chiedono cosa si provi a stare dall'altra parte della barricata.

A questa modalità si aggiunge poi il ritorno di quella chiamata mercenari. La variante ultra arcade di Resident Evil che ha spopolato sia nel quinto capitolo sia su 3DS con un gioco a se stante, si ripropone abbastanza immutata sia nella forma che nella sostanza. Scelti i personaggi scopo del gioco sarà sempre quello di uccidere orde di zombie e recuperare nuove armi per fronteggiare al meglio le ondate. La strategia, alternata ad un approccio più leggero rispetto al resto del gioco, sono le armi vincenti cdi questa particolare modalità. Inoltre, stando sempre alle parole del producer, in futuro dovrebbe anche presentarsi la possibilità di offrire un player vs player che modificherebbe ancora di più gli equilibri di questo titolo. Ad ogni modo, stando a quanto inserito nel disco, possiamo tranquillamente affermare che a livello puramente contenutistico il titolo non porge il fianco a grosse lamentele. Un cospicuo monte ore dato dalle diverse campagne di gioco, i punti abilità e le modalità alternative, offrono al giocatore la possibilità di passare davvero tantissimo tempo su Resident Evil 6.

Mostri che mostrano i muscoli

Non si può chiudere una recensione senza aver ovviamente parlato del comparto tecnico del. Sotto questo aspetto dobbiamo affermare che gli sviluppatori si sono mossi in maniera decisamente ottima. La qualità delle texture è veramente alta ed in grado di regalare ambienti di gioco estremamente dettagliati e personaggi con espressioni e movenze all'interno delle cut scene decisamente godibili. Unico problema sotto questo aspetto è il level design che offre al giocatore ambienti abbastanza chiusi e lineari, ad eccezione di alcune boss fight in grado di proporre qualche variante e strada alternativa. Anche i problemi di tearing manifestati nella prova fatta sulla versione preliminare del gioco sono stati risolti quasi del tutto. Discorso diametralmente opposto per l'intelligenza artificiale, che nel corso della nostra prova, indipendentemente dal livello di difficoltà selezionato alternava alti e bassi. In linea di massima possiamo comunque sostenere che, giocato ad un livello di difficoltà elevato, il titolo offre un grado di sfida tutto sommato convincente, grazie ad una curva di apprendimento graduale e che non denota picchi di frustrazione. Unico grosso problema riguarda la telecamera che troppo spesso, rimanendo ancorata sopra le spalle del personaggio, non riesce ad offrire un visuale completa sul campo di gioco.

Ottimo il comparto audio con una campionatura delle voci inglesi come al solito di altissimo livello che riesce regalare ottime sensazioni e profondità ai dialoghi. Come ben saprete il titolo su suolo italico può contare anche su una completa localizzazione in lingua italiana che pur non essendo all'altezza della controparte inglese fa sicuramente la gioia di tutti quei giocatori che amano concentrarsi sullo schermo senza dover necessariamente focalizzarsi sui sottotitoli (comunque di generose dimensioni).

Tirando le somme, se avete già sbirciato il voto alla fine, abbiamo deciso di premiare il titolo, perché nonostante la natura incerta, riesce comunque a tenere incollato il giocatore al pad grazie ad una storia coinvolgente, dei personaggi carismatici e una modalità cooperativa in grado di regalare soddisfazioni. Mai come in questo caso il nostro consiglio spassionato è quello di provarlo, sopratutto se siete fan accaniti della serie. Questo perché starà a voi decidere se far prevalere la nostalgia fomentata dai - pochi - elementi che ricordano il passato, oppure la voglia di testare un approccio decisamente action che potrebbe far storcere il naso ai puristi. Ad ogni modo crediamo che un po tutti debbano mettersi il cuore in pace rendendosi conto che ormai la strada intrapresa è questa, e difficilmente il nome Resident Evil tornerà alle sue origini.

8
<strong>Resident Evil 6 </strong>è un buon gioco, ma che purtroppo paga lo scotto di non essere riuscito ad osare pienamente nel momento in cui si è deciso di intraprendere questa strada votata all'azione. Il tutto porta ad un nuovo stile ma con una giocabilità vecchia. Grazie alla storia e i personaggi carismatici rimane comuque un titolo che per la stragrande maggioranza dei fan, merita l'acquisto. Agli altri consigliamo una prova.