Recensione Red Dead Redemption

GTA in salsa western? No, molto, ma molto, di più!

di Tiscali News
John Marston: Santo o peccatore. Uomo che ha finalmente cambiato vita e abbandonato per sempre il suo passato malavitoso in favore di una vita di giustizia o semplicemente un cane arrabbiato in cerca di vendetta? La migliore definizione del protagonista di Red Dead Redemption ci viene suggerita direttamente da uno dei tanti personaggi di contorno dell'epopea western di Rockstar che lo identifica come "una faccia da criminale messa sopra un'anima da angelo". Come sempre la linea di mezzeria suggerita da Rockstar lascia al giocatore, pad alla mano, ampi margini di interpretazione. Santo, o peccatore è affare vostro. Certo, la trama del gioco ci presenta un uomo che ha pagato il suo debito con la società ed è in cerca di pace e redenzione ma come sempre saranno le vostre azioni sul campo e l'orientamento che farete prendere al vostro personaggio che lo identificheranno agli occhi degli altri e che lo renderanno il peggiore essere umano sulla faccia della terra o un uomo di cui potersi fidare e chiedere il suo aiuto.

Red Dead Redemption si colloca nei primi anni del ventesimo secolo, in un periodo di forte industrializzazione, che hanno visto l'America imporsi come una delle nazioni più importanti sul pianeta. Un periodo che ha visto la diffusione di invenzioni come il telefono e la ferrovia e che ha quindi accorciato il passo tra le grandi città e le sconfinate terre del west, aumentando però le distanze tra gli stili di vita degli uomini di città e coloro che per scelta propria o altrui avevano decentrato la propria vita verso la nuova frontiera. Ed è in questo ambiente fatto di banditi che assaltano e depredano in pieno giorno, di ambienti arsi dal sole e carichi di fascino e di persone ignoranti ma capaci di ingannare anche il demonio, che il nostro protagonista muoverà i passi in un'avventura che rappresenta forse il miglior prodotto creativo mai partorito da Rockstar.

 Sebbene il gameplay non si sposti molto dalla fortunata formula introdotta da GTA, RDR  dimostra di avere una personalità propria per poter rappresentare un vero e proprio marchio di fabbrica a sè stante e non solo un "GTA ambientato nel west" anche se meccaniche e modalità di narrazione sono praticamente le medesime. Dopo il video introduttivo (di cui ovviamente preferiamo non svelarvi nulla), vi troverete tra le amorevoli cure di una donna che vi ha raccolto dalla polvere ormai quasi morto. Rimesso in sesto e assegnatovi un alloggio di fortuna (dove, come da tradizione potrete effettuare i salvataggi e cambiarvi d'abito), sarete quindi libero di girovagare per un mondo realmente sconfinato, portando a termine le missioni progettate per dipanare la trama principale a cui poi si vanno ovviamente ad aggiungere un imprecisato numero di sidequest e attività alternative che rischieranno seriamente di azzerare la vostra attività sociale.

Esattamente come in tutti i titoli sandbox, saremo chiamati a compiere missioni tra le più variegate possibili, tutte ovviamente riportate in salsa western e di cui una buona parte strettamente correlate alla nostra missione principale. Si passa dal cacciatore di taglie al domatore di cavalli professionista, dai servizi di ronda notturna al dover sgominare intere bande di malviventi. Un'attività lunga (preventivate almeno una cinquantina di ore di gioco) e divertente, che vi obbligherà a continui spostamenti tra un paesino e l'altro. Al contrario di GTA, ovviamente, i centri urbani di Redemption consistono in un gruppuscolo scarso di abitazioni a cui di solito si aggiunge un emporio, un saloon (spesso con annesso bordello e tavoli da gioco) e qualche altra attività di vario tipo (armaiolo, dottore etc..), ragion per cui sarà veramente difficile insediarsi in una sola location e avere lì fissa dimora. Al contrario, il nostro John sarà costretto a passare buona parte del suo tempo in sella al suo cavallo, spostandosi da una località all'altra.

Quella della cavalcatura è una pratica che conviene padroneggiare fin da subito, dal momento che il vostro fido destriero sarà fondamentale non solo per gli spostamenti, come già accennato, ma anche in tutte quelle occasioni (e non saranno rare), dove una dignitosa ritirata sarà sicuramente più onorevole rispetto ad un proiettile in piena fronte. All'inizio avrete sicuramente qualche problema a comprendere i limiti del vostro compagno di viaggio, a tarare la resistenza delle vostre sollecitazioni a raggiungere velocità superiori (tramite la pressione del tasto A), e mettete quindi in conto qualche sana disarcionata. Con l'andare del tempo, però, prenderete sicuramente il pieno controllo del mezzo a quattro zampe, consentendovi tragitti sempre più rapidi e una minore opposizioni alle vostre speronate. Ad ogni modo, se sarete costretti a raggiungere località lontane dalla vostra posizione e non volete sorbirvi il tragitto a cavallo, potrete sempre ricorrere ad un percorso (a pagamento) su una diligenza, oppure prendere un comodo treno o, meglio ancora, approntare una sorta di accampamento improvvisato dove poter non solo salvare la partita, ma che vi servirà anche da "teletrasporto" per le varie località già scoperte all'interno della vastissima mappa.

Il nostro consiglio è però quello di godervi per quanto possibile un tragitto all'aria aperta, magari sotto il cielo stellato, perchè se è vero che all'inizio potrebbe risultare un pò noioso e ripetitivo, altrettanto vero è che alla lunga saprà conquistarvi per le molteplici attività che di tanto in tanto vi si presenteranno di fronte. Non sarà raro, infatti, che proprio nel mezzo del tragitto vi capiti di dover liberare qualcuno dalle insidie di una banda di malviventi, o di aiutare un'anziana signora in difficoltà, oppure ancora di indagare sulle attività di un gruppo di cannibali operanti sulle colline di Hanging Rock. Oppure, dal momento che anche in Red Dead Redemption occorre la vil pecunia per garantirsi una vita più agiata, potrete dedicarvi all'arte venatoria, procacciandovi pelli e carni della selvaggina del luogo che, per inciso, è stata giustamente differenziata dai programmatori in base alla zona in cui vi troverete. In alcune zone, per esempio, potrete correre dietro a daini e cervi, in altre invece sarà meglio fare attenzione alla presenza di grossi felini come i puma, che non esiteranno ad attaccare voi e il vostro cavallo.

Una volta abbattuta la preda, comunque, si darà il via al processo di scuoiamento che permetterà di intascare pelli e carni da rivendere negli empori delle città e guadagnare moneta sonante. L'aspetto più interessante è il tentativo di riprodurre una corretta catena alimentare che vuole che all'uccisione di una qualsiasi preda si richiamino gli animali predatori che accorreranno per banchettare con i cadavere. Se per esempio volete procurarvi piume e carne di avvoltoio, allora non dovrete fare altro che far secco un coniglio, aspettare l'arrivo degli avvoltoi, imbracciare il vostro fucile o pistola e dare inizio alle danze. La selezione delle armi avverrà tramite la pressione del bumper di sinistra, che aprirà il pannello d'accesso alle armi da fuoco o a quelle bianche, così come all'utilissimo lazo (fondamentale per domare i cavalli e catturare vivi i ricercati) o, alla peggio, ricorrere alla "noble art" per mettere al tappato il malcapitato di turno.

Nel momento in cui sarete costretti a tirare fuori le armi da fuoco, RDR vi metterà a disposizione strumenti utilissimi per portare a casa la sparatoria garantendovi al contempo precisione e possibilità di salvaguardare la propria pellaccia. Interessante infatti il sistema di coperture che seppure piuttosto basico nelle sue funzioni consentirà al nostro personaggio di mettersi al riparo tramite la pressione del bumper destro e far fuoco in relativa sicurezza. In momenti particolarmente concitati sarà invece utilissimo sfuttare il "dead eye", ovvero una funzione molto simile al bullet time di Max Payne che rallenterà le azioni dei vostri avversari, favorendo invece la loro eliminazione sistematica. Nel momento in cui non potremo disporre di questa utilissima funzione, potremo comunque ricorrere ad un buon sistema di "shoot" che consente al giocatore di avere un buon controllo sui movimenti del personaggio (che si complica ovviamente quando le sparatorie avverranno a cavallo) e la possibilità di poter mirare specifiche parti del nostro avversario per rallentarlo (utile soprattutto se si ha a che fare con ricercati), oppure farlo secco con un colpo al cuore o alla testa.

Una volta abbattuto il nemico, potrete saccheggiarlo amabilmente dei suoi avere, rimpinguando il vostro bottino personale, magari da reinvestire in armamentario o altri bonus. Le azioni compiute si riflettono sulla vostra fama e onore. Attenzione a questi due fattori, perchè a seconda dell'orientamento che farete prendere al vostro personaggio, potrete accedere a determinate agevolazioni o meno. Se per esempio in città sarete conosciuto come personaggio degno di nota (perchè per esempio avete salvato qualche cittadino dalle grinfie dei banditi), potrete ottenere forti sconti sui beni da acquistare. Al contrario, se la vostra condotta sarà disdicevole, non solo dovrete pagare a prezzo pieno tutti i beni disponibili, ma la gente, non fidandosi di voi, non vi chiederà aiuto (aiuti che, per inciso, saranno ricompensati a suon di dollaroni...)

Abbattuti i grattacieli di GTA, Rockstar punta tutto su un "Open Space" di proporzioni bibliche. Provate ad arrampicarvi su qualche roccia impervia e guardare il panorama che si apre sotto di voi, arso dal sole e deformato dal calore. Qualsiasi punto rientri nel vostro spazio visivo è effettivamente raggiungibile ed esplorabile. Un risultato estetico, artistico e funzionale a dir poco incredibile, soprattutto se si tiene conto della maggior dettaglio poligonale/artistico con cui sono stati realizzati personaggi e ambienti di gioco. Sebbene non perfetti i personaggi di Red Dead Redemption risultano essere decisamente più credibili rispetto a quanto visto in GTA IV, dove a confronto il tratto utilizzato sembrava essere più caricaturale che non inerente alla realtà. Sul versante sonoro segnaliamo l'ottimo doppiaggio inglese svolto come al solito da attori professionisti, i cui dialoghi sono stati comunque sottotitolati in italiano (un font più grande non avrebbe fatto male a nessuno, capito Rockstar?) Un peccato invece dover sottolineare la mancanza di una colonna sonora di livello, così come Rockstar ci aveva abituato nei precedenti lavori, ma montare l'autoradio sul cavallo era oggettivamente impossibile. Transeat!

Quasi per assurdo Red Dead Redemptio ci ha lasciato perplessi nella feature che ci incuriosiva maggiormente, ovvero il multiplayer. La promessa di MMOG coinvolgente e capace di creare "addicted" alla stessa stregua di titoli multiplayer-oriented è in parte vanificata dall'eccessiva legnosità dei comandi che nella modalità multigiocatore spesso determinano una fine prematura, senza considerare poi che quegli stessi spazi sterminati che hanno fatto la fortuna del gioco in singolo, diventano quasi un ostacolo una volta trasposti in mappe per il multiplayer. Ovviamente niente vieta a Rockstar di rilasciar patch "postume" per correggere il tiro ma era lecito aspettarsi qualcosa in più, fermo restando che comunque ci sono diversi spunti divertenti e trainanti ma che molto difficilmente genereranno orde di appassionati sulla falsariga di Call of Duty e affini.

9
Non è roba da tutti i giorni riuscire a bissare un successo come quello di GTA esportando il modello di gioco verso nuovi lidi riuscendo non solo a migliorarlo, ma a toccare nuove vette di gameplay. Ma Rockstar non è uno qualunque e a dispetto di un multiplayer che ci saremmo aspettati un pò migliore di quanto visto, l'epopea in singolo di John Marston è quanto di meglio ci sia capitato di giocare in un free roaming. Quello che però abbiamo tra le mani è un Gioco (G maiuscola) che non può mancare nella collezione di un videogiocatore che si rispetti. Lo sappiamo, è un frase scontata e forse anche banalotta ma mai come in questo caso si dimostra essere vera e corroborata da un lavoro immenso, certo non privo di pecche ed errori, ma mai così impegnativo (ed impegnato, per certi versi) e assolutamente meritevole di essere spolpato a fondo. GTA è morto, viva Red Dead Redemption. YYYYYYAAAHHHHHH!!!