Recensione Rage of Mages 2: Necromancer

di Tiscali News
Confesso subito di non aver giocato al primo Rage of Mages, e di non essere, per di più, gran conoscitore di giochi di ruolo. Spero, a questo proposito, che il commento di Ugo (che dovreste trovare insieme al mio) possa in qualche modo colmare questa lacuna. Giudicherò quindi questo titolo con ben pochi preconcetti, in base a quanto mi sono divertito più che alla fedeltà o meno del gioco al genere cui appartiene. Partiamo dal presupposto che ci troviamo di fronte ad un gioco di ruolo fantasy con combattimenti in tempo reale nel quale sono presenti tutte le caratteristiche del suo genere: la creazione del personaggio, le quest, il party, lo sviluppo delle abilità, e poi orchi, draghi, maghi, scheletri e zombie a più non posso. Nulla di nuovo, insomma, ma anche giochi acclamati come Baldur's Gate partivano dalle stesse premesse, o quasi. Dico "quasi" perché le dimensioni e la complessità di un titolo come Baldur's Gate, o la serie degli Ultima, non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle di ROM2, che si presenta sin dall'inizio alquanto povero e scarno, per non dire noioso e graficamente discutibile. Ma andiamo con ordine

La creazione del personaggio prevede due scelte di base: maschio/femmina e mago/guerriero, effettuate le quali si passa alla scelta dell'arma preferita e alla calibrazione delle abilità. Fatto ciò, una schermata pre-renderizzata in 3D ci permette di scegliere tra entrare nella taverna, nel negozio, o se tuffarci direttamente nell'azione. Come da consuetudine, la taverna ci servirà per reperire informazioni e, in soldoni, per farci raccontare la trama, mentre al negozio potremo dilapidare i nostri quattrini in armi, pozioni, vestitini e chincaglieria varia. Sempre alla taverna troveremo, dopo la prima missione, il primo tizio che deciderà di accompagnarci nell'avventura, al quale pian piano se ne aggiungeranno altri a formare, appunto, il party. La scelta vera e propria delle missioni da affrontare avverrà invece su di una mappa, che di volta in volta ci indicherà le mete raggiungibili

E passiamo al gioco vero e proprio. La grafica 2D ci accoglie in tutta la sua sciatteria e già sembra di aver fatto un salto indietro di cinque anni, dopo appena due minuti di gioco. Lo svolgimento delle missioni è quanto di più "normale" (leggi: noioso) ci si possa aspettare: fondamentalmente non c'è altro da fare che girovagare per i boschi ammazzando creature di vario genere e ascoltando storie (banalissime). Le quest vanno dalla basilare "ammazza il drago che terrorizza il villaggio" a "vai a salvare la tal tizia intrappolata dai maghi cattivi". Per dare un'idea del tenore delle missioni, ce n'è una che prevede di ripulire una zona da tutti i cattivi che la popolano: ebbene, giunti quasi alla fine, la stessa maga del mio party esordisce con una frase del tipo "mi sto annoiando, finiamola qui". Che gli stessi programmatori si siano resi conto della noia pietrificante insita nel loro gioco?

Altri aspetti, come la varietà delle armi e delle armature, cercano di sollevare il tenore dell'avventura, impegnandoci in lunghe sedute di "vestizione", che sono forse la parte meno frustrante del gioco, ma che dovrebbero costituire un complemento all'azione, e risultano invece gli unici momenti in cui vale la pena rivolgere uno sguardo al monitor. Meglio lo scudo magico di cuoio, o l'elmo viola che tanto si intona con i guanti? Ardue scelte, non c'è che dire. Taluni aspetti, invece, relegano ROM2 a navigare tra i placidi mari della mediocrità più totale; mi riferisco, per esempio, all'intelligenza artificiale, ed in particolar modo a quella dei guerrieri del party. Se i maghi sono infatti dotati di un minimo di auto-conservazione che gli permette di attaccare autonomamente il nemico più vicino, i guerrieri sembrano degli imbecilli totali, disposti a farsi fiocinare pur di non attaccare un nemico che gli è a mezzo metro. E' facile intuire come, in situazioni particolarmente convulse, sia abbastanza difficile assegnare di volta in volta l'obbiettivo ad ogni guerriero, in special modo quando gli obbiettivi sono tanti e difficili da battere. Per non parlare del fatto che alcuni nemici richiedono un'arma particolare per essere colpiti, e che non si può cambiare arma durante il combattimento. A completare il quadro aggiungete che l'interfaccia è pure scomoda, e costringe spesso a fare i salti mortali durante i combattimenti. Quanto detto, insomma, dipinge un gioco parecchio frustrante, in cui alla noia si somma l'estrema difficoltà di alcune situazioni. Mai come in ROM2 è conveniente salvare ogni minuto. Venendo all'arsenale bellico, c'è da dire che non manca nulla sia sul versante delle armi che su quello delle magie. Nulla da far gridare al miracolo, ovviamente, ma almeno c'è da sbizzarrirsi tra spade, spadone, asce, mazze e balestre, oltre che tra i classici incantesimi della terra, dell'acqua dell'aria e del fuoco (una selva di novità, insomma). Peccato che la differenza di livello tra le armi e le corazze spesso si riduca al solo cambio di colore, oltre che di prezzo, e che alla fine l'apparente varietà si stemperi in serie identiche di oggetti variamente colorati

Riguardo al sonoro, anche qui, siamo nella norma, se non al di sotto, con i classici motivetti fantasy a fare da accompagnamento; i personaggi parlano tutti un perfetto inglese, tranne gli orchi che soffrono di una specie di balbuzie, e gli ubriachi che... beh, lasciamo perdere! Breve, ma di effetto la presentazione in CG e i rari filmati nei punti salienti della trama. Presente, infine la modalità multiplayer e l'editor di mappe, col quale gli appassionati possono provare a far meglio dei programmatori (e chissà che non ci riescano).

4
Rage of Mages 2 riesce ad essere mediocre praticamente in tutto, ed a costituire un esempio di game design da non seguire. Banale nella trama e insignificante nella struttura, datato nella grafica, scomodo nell'interfaccia e scadente di intelligenza artificiale. Un esperto di GDR lo troverà probabilmente breve e noioso, ma anche uno alle prime armi, come me, non può esserne entusiasta. Con certi capolavori a far capolino negli scaffali, non posso che consigliarne l'acquisto a chi proprio DEVE giocare un gioco di ruolo sul computer e li ha già finiti tutti. Commento di Ugo Laviano: La mia maggiore dimestichezza con questo genere non aiuta di certo Rage of Mages 2 ad ottenere un commento migliore, anzi. Un gioco del genere appare livido come un monumento alla geriatria videoludica. La struttura da RPG di questo titolo è così banale e scontata da risultare involontariamente ironica; cinque e passa anni fa su di un Amiga 500 è stato visto di meglio. La grafica risulta piatta e banale, i lupi sono animati (con tre frame a testa per essere generosi) come scoiattoli, le scelte cromatiche sono quantomeno discutibili (perché tutti i guerrieri indossano mantelli arancio fosforescente?) e le uniche cose buone sono copiate, malamente, da Baldur's Gate. Il sonoro se la cava un po' meglio, ma di certo nulla che faccia gridare al miracolo. Se fosse però solo l'aspetto esteriore ad essere insufficiente in questo prodotto, ci si potrebbe godere il resto, invece la situazione si fa ancora più desolante. La trama sembra una sinossi noiosa delle più scontate quest fantasy che si possano immaginare. L'intelligenza artificiale è monca del primo termine che la dovrebbe descrivere, l'interfaccia è scomoda e sembra studiata per rendere anche il più credente dei giocatori un bestemmiatore e l'unica cosa che sembra regnare nelle desolate lande di questo gioco è la noia che riesce a infondere. C'è bisogno di altro per convincervi a tenervi lontani da ROM2?