Recensione Race Pro

Finalmente la simulazione si riaffaccia su console

di Francesco Romagnoli
E' da quando uscì Forza Motorsport 2 che i patiti di racing game, tendenti alla simulazione, su console sono stati costretti a subire la fame. La fame per un gioco di corse che tornasse a farci emozionare, che tornasse a far pulsare la vena del pilota insita in noi, che tornasse per farci finalmente rispolverare il volante che cominciava ad avere un leggero bisogno di qualche energica "swifferata". Certo, il gioco Turn10 ha saputo traghettarci degnamente sino ad oggi, grazie ad una fisica ben calcolata, ad una quantità di auto e tracciati davvero esauriente, e ad una qualità globale ineccepibile. Ma a distanza di più di un anno e mezzo questo vuoto doveva essere di nuovo colmato, e da quando il nome dei Simbin ha cominciato ad aleggiare nell'aria, le candelette del cervello si sono subito accese e la camera di combustione del nostro cuore di colpo s'è infiammata.

 

Prima di accendere il motore, allacciare le cinture e regolare il volante

Prima di scendere in pista, diamo un'occhiata alle regolazioni e rimaniamo stupiti positivamente dalla quantità di opzioni a disposizione per tarare vari aspetti: innanzitutto si può agire sulla sensibilità dei comandi, che si tratti delle levette analogiche o dei trigger (o del volante nel caso utilizziate quello).  Anche la scelta dei livelli dell'audio è estremamente dettagliata, non limitandosi a differenziare il volume della musica da quello degli effetti sonori, ma permettendo di regolare ad esempio il livello del rumore delle ruote, quello del nostro motore, quello delle altre auto o quello degli effetti ambientali.

Purtroppo, questo primo stupore per la cura dei particolari non avrà un seguito nel resto del gioco.

Ci troveremo di fronte a più di una mancanza, magari non in grado di inficiare la sostanza del gameplay, ma comunque fastidiosa. Così capiterà ad esempio di faticare per dover rintracciare i propri replay, di essere obbligati a salvare un assetto ogni volta che vorremo testare una qualche modifica, di non poter togliere i nomi dei giocatori che campeggiano sopra le vetture nelle sfide on-line. Questi ed altri ancora sono aspetti singolarmente non determinanti, ma sono numerosi e presi tutti assieme danno l'impressione di un gioco sviluppato senza la doverosa perizia, quella che ci si aspetta di trovare su di un qualsiasi gioco su console.

 

Disinseriamo tutto il disinseribile e premiamo start 

Smettendola di dilungarci sul contorno, è giunta l'ora di parlare del cuore del gioco e per farlo scendiamo in pista, ovviamente con tutti gli aiuti disabilitati per testare il comportamento della vettura con la massima sensibilità.

Le sensazioni tattili sono subito buone. L'auto si dimostra ben piantata sull'asfalto, e reagisce in modo piuttosto realistico ai comandi. La prima staccata mette subito in risalto uno degli aspetti meglio riprodotti nel gioco: la frenata.

Come avviene nella realtà, bisogna calcolare con il dovuto anticipo gli spazi di frenata, perché se si arriva lunghi con i freni pinzati l'auto va dritto, dato che le ruote anteriori devolvono la loro forza d'attrito all'azione frenante, e bisogna rialzare il piede se si vuole indurre l'auto a sterzare.

Nell'agire si ha come la sensazione che l'ABS non sia del tutto disinserito, poiché per arrivare al bloccaggio delle ruote sembra passare qualche attimo più del dovuto (anche se dipende dal tipo di vettura che si utilizza), e lo stesso vale per il controllo dell'auto, che in qualche occasione ci è sembrato leggermente troppo permissivo per una simulazione rigorosa (qualche volta ci siamo trovati “pedal to the metal” in situazioni che nella realtà ci avrebbero visto utilizzare più precauzione), anche se si tratta di sfumature e sensazioni in grado di essere percepite solo se si paragona il gioco alle controparti su PC o alla realtà stessa.

Insomma l'auto si comporta in modo realistico, sono rispettate le dinamiche di sottosterzo e sovrasterzo e su queste incidono giustamente il tipo di trazione e anche le regolazioni dell'assetto.

La vera magagna, per un simulatore come questo, risiede nella fluidità. I 30 frame al secondo pesano come un macigno, poiché non permettono di sfruttare appieno le buone doti del motore fisico di gioco, che con una maggiore velocità avrebbe permesso di sentire l'auto più cucita addosso, percependone ogni minima reazione e rispondendo alle nostre sollecitazioni con maggior precisione.

Intendiamoci, già così il gioco richiede una sensibilità notevole, da piloti non alle prime armi. E' solo che chi viene da Forza Motorsport 2, o ha provato qualche simulazione su PC, percepirà immediatamente questa differenza.

Nel complesso comunque la fisica è soddisfacente, e permette a Race Pro di posizionarsi sicuramente ai vertici delle simulazioni su console riguardo questo aspetto.

L'intelligenza Artificiale non fa il monaco, basta non perdere il vizio di andare on-line 

Più approfondiamo la nostra esperienza su circuito e più sono gli attributi del gioco che ci portano a dire che Race Pro è molto più godibile on-line di quanto non lo sia off-line.

A portare a questa considerazione sono una serie di aspetti che di seguito esamineremo.

Il primo fa questi è l'intelligenza artificiale. Questa ha un comportamento “massiccio”, determinato.

Non si crea un trenino inamovibile, però la presenza del giocatore viene tenuta in scarsa considerazione. Finchè precediamo i piloti virtuali, questi tendono ad allargare ed effettuare manovre di sorpasso corrette. Ma quando siamo noi a cercare il sorpasso oppure stiamo rivaleggiando in curva fianco a fianco, tendono ad ignorarci piuttosto platealmente, senza accennare a scarti laterali o manovre diverse da quelle impostate, nemmeno quando le nostre entrate in curva diventano violente.

 

Le auto avversarie sono coadiuvate nell'ignorarci anche dal sistema di collisioni (altra pecca vistosa del gioco) che è stato sviluppato davvero superficialmente. Le auto reagiscono alle rispettive collisioni in maniera del tutto passiva: anche arrivando ai 200 all'ora nel posteriore di un'altra vettura, questa non farà una piega e proseguirà come se niente fosse, con un effetto irreale davvero fastidioso.

Tuttavia questo difetto si convertirà poi in un aspetto positivo nelle gare on-line dove, al posto dei bot della cpu, troveremo avversari umani in grado di percepirci e di reagire di conseguenza. Naturalmente giocare con utenti sportivi aiuta a divertirsi con gare combattute ma anche corrette, e la neutralità delle collisioni, come dicevamo, riesce a mediare tra simulazione ed esigenze di gameplay: qualche contatto non comprometterà irrimediabilmente una gara, a tutto beneficio della competitività e dello spettacolo, che si traducono in piacere puro per gli appassionati di corse.

 Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che nella carriera non è possibile settare il grado di abilità dell'IA, risulta facile comprendere come il piatto forte del gioco risieda nel comparto on-line.

Portare a termine la carriera, oltre a non rappresentare alcuna sfida particolare, è motivabile solo in quanto unico modo per sbloccare le auto e per utilizzarle nelle gare con gli amici, mentre i campionati permettono di acuire la difficoltà non trasformandosi comunque in uno stimolo esaltante.

Dunque tutti in pista sul LIVE, chiamate a rapporto tutti i vostri amici appassionati di corse (e non) e buttatevi a capofitto in gare di ogni genere, c'è l'imbarazzo della scelta.

Anche la formula con cui le stanze on-line vengono organizzate è ben studiata: si parte tutti assieme in una sorta di prove libere, in attesa che tutti gli invitati entrino nel gruppo. Una volta che ognuno ha preso confidenza con il tracciato e perfezionato l'assetto si può passare alle qualifiche: un giro secco per decidere il posizionamento in griglia.

Ed infine la gara, un condensato di adrenalina e puro godimento, fatto di staccate al limite, ricerca della scia...con una regia di gara che penalizza eventuali tagli (anche se ogni tanto fa cilecca, ma è pur sempre un'intelligenza artificiale!!), sventola bandiere e ci regala una sensazione di totale immersione nel contesto di gara.

 

Un'esperienza esaltante (se praticata con amici che si comportano correttamente) e che offusca tutti i difetti tecnici del gioco e gli sbadigli provocati dalla modalità carriera in single-player.

Se Forza Motorsport 2, grazie alla sua sensibilità dei comandi, alla pletora di settagli, auto, tracciati e modalità, offre un'esperienza in singolo ineguagliata per un racing simulativo su console, Race Pro vince quando la sfida si sposta sul comparto multyplayer, grazie ad una fruibilità ed un equilibrio sopraffini.

 

Anche il meccanico vuole la sua parte di merito

Per quanto riguarda il settaggio dell'auto, possiamo affermare che si tratta di una componente che diventa via via più importante nelle classi delle vetture più impegnative, ed i parametri raggiungono una quantità soddisfacente, sfiorando a tratti l'esaltazione quando, ad esempio, si va a diminuire il numero di prese d'aria per il motore, diminuendo così la resistenza aerodinamica, per poi scoprire che il propulsore si può surriscaldare tenendolo a lungo sotto sforzo ad un alto numero di giri (sui tracciati veloci).

Purtroppo ai danni meccanici non corrisponde una cura altrettanto appagante riguardo ai danni derivanti da collisioni: spesso ci si trova a picchiare anche a velocità molto elevate, con conseguenze raramente influenti sulle prestazioni della vettura che, anche visivamente, non soffre più di tanto (almeno non quanto sarebbe lecito aspettarsi) le conseguenze di una guida incauta, specialmente quando si collide con le altre auto.

La varietà di categorie di auto presenti, anche se comprende quasi unicamente vetture da gara non stradali, è apprezzabile poiché spinge a dover adattare il proprio approccio alla guida a seconda del mezzo utilizzato. Il numero di tracciati è discreto, alcuni tra i più noti, quali Monza, Laguna Seca, Road America, sono particolarmente graditi al pubblico appassionato di corse, mentre quelli forse meno calzanti sono quelli cittadini, specialmente off-line, poiché mettono alla frusta l'IA che spesso offre qualche comportamento poco credibile, specialmente nei tratti particolarmente tortuosi.

 

Andando a sbattere contro l'impatto grafico

Non abbiamo ancora parlato dell'impatto visivo e sonoro del gioco, riservandoci il finale per uno degli aspetti meno convincenti di Race Pro.

Non stiamo parlando dell'audio, che invece è di buona qualità in quanto ad effetti sonori (soprattutto in alcuni modelli di vetture) bensì della grafica.

Sebbene pulita e con una palette di colori idonea ad una simulazione, non offre sicuramente quell'impatto emozionale a cui la next-gen ha abituato il proprio pubblico.

Lo standard qualitativo non solo non raggiunge i livelli di Grid o Project Gotham, ma stenta a raggiungere la qualità generale di Forza Motorsport 2, che ha alle sue spalle quasi due anni di età.

All'impatto visivo statico un po' moscio si aggiunge una fluidità non certo esaltante, ed i 30 frame al secondo, pur non rappresentando un ostacolo insormontabile, non aiutano il gioco a distinguersi sotto questo profilo, che semmai è in evidenza per il suo lato negativo.

Ci si poteva aspettare qualcosa di più, e non solo dal punto di vista del motore grafico, ma anche da una cura dei dettagli che lascia spesso allibiti. Dai menù scarni e legnosi nella navigazione, a qualche pecca tecnica, come la gestione dei replay, il non poter cambiare auto mentre si è in una stanza, il non poter togliere i nomi sopra alle vetture nelle gare on-line e tutta una serie di bug riguardanti l'on-line, che si spera vengano sistemati con una patch a cui i Simbin hanno già dichiarato di stare lavorando.

Sono difetti, imprecisioni e manchevolezze a cui l'utenza console non è (giustamente) abituata e che creano più di un qualche malcontento.

 

Quindi non è certo il comparto grafico il punto di forza del gioco, che invece convince per via di una fisica simulativa persuasiva (più o meno ai livelli di Forza Motorsport 2, con alti e bassi per entrambe i titoli) ed un reparto on-line esaltante.

Race Pro è quindi consigliato a tutti gli appassionati di giochi di guida tendenti al realismo, che sappiano apprezzare il livello di profondità offerto dalla simulazione, e che dispongono dell'abbonamento al servizio LIVE.

Per tutti gli altri il consiglio viene dispensato con più moderazione, invitando ad una prova (approfondita, e non superficiale) per evitare di acquistare un prodotto che non si confà alle proprie esigenze.

8
La migliore simulazione su console? Quasi. Si contende la cima del podio assieme a Forza Motorsport 2. In parte prevale su di questo per via della sua maggiore sfruttabilità on-line, grazie alla quale si possono creare delle gare emozionanti e competitive a tutto vantaggio del divertimento. Off-line invece le cose sono un pò diverse e la simulazione dei Turn 10 risulta migliore, non solo per via della quantità e qualità messa in gioco, ma anche perchè i Simbin non hanno saputo offrire un motore fisico che, oltre ad essere simulativo al pari di quello di Forza, sapesse regalare un'esperienza nettamente superiore a chi è alla ricerca del realismo più spinto. Ad incidere pesantemente sicuramente i 30 fps, che in una simulazione gravano non solo a livello grafico, in quanto a percezione della velocità, ma anche a livello di gameplay, dove impediscono una sensazione di controllo della vettura fluida e diretta, come ci si aspetta da un gioco che fa della fisica realistica applicata alle auto uno dei suoi punti forti.<br />Comunque, anche se condiviso, il primo gradino del podio è pur sempre un risultato importante, a testimonianza che qualsiasi estimatore dei racing-game simulativi su console dovrebbe possedere entrambe i videogame, specialmente se possiede un abbonamento gold al servizio LIVE.