Recensione Pro Evolution Soccer 4

di Giuseppe Schirru
E' una partita vera, che lascia poco spazio alle emozioni ma tanto al rigore agonistico. I ragazzi della Konami si muovono decisamente bene, pressano gli spazi e imbastiscono azioni di gioco d'alta scuola mentre quelli della EA si perdono in inutili virtuosismi e trame leziose che si traducono in mancanza di concretezza in fase realizzativa, faticano a trovare spazi e non riescono a imporre il proprio gioco. Cosa che invece riesce benissimo ai talentuosi avversari, che già al quindicesimo passano in vantaggio con un gran tiro dai venticinque metri... e il finale non lascia spazio che al prevedibile risultato: PES 4, Fifa 1.

"Quando non c'è il gatto i topi ballano", recitava un adagio popolare. Ma alla fine, Fifa, anche sul terreno prestigioso della macchina Microsoft, trovò un degno avversario pronto a spodestarlo dal suo trono. Il gatto era tornato, e alla macarena si sostituì un malinconico valzer. L'x-box è ora nelle condizioni di presentare l'altra faccia della stessa medaglia, quel calcio che sta agli antipodi da quello espresso dal titolo EA, che da anni fa capolino nello stadio di casa Microsoft senza un degno rivale al quale lanciare il guanto di sfida. Troppo banale chiudere la controversia con la tesi delle diverse categorie: Fifa arcade e PES simulazione. No. Electronic Arts ha sempre presentato la propria opera come la simulazione di calcio definitiva. Il confronto, a priori, è sacrosanto, e il tanto agognato supporto online è un'evidente segnale di guerra.

Nonostante sia finalmente giunto l'anno della grande partita, questa è quasi improponibile, imbarazzante per le diverse qualità espresse in campo. Per quanto Fifa si sforzi ancora una volta di trovare una giusta dimensione, quell'equilibrio che da anni è alla base della sua ricerca, PES non fa altro che perfezionare, limare e raffinare meccaniche di gioco quasi perfette, con la consapevolezza di avere tra le mani un monopolio ludico difficilmente scalfibile. Mentre la mentalità circense (pardon, calcistica) di Fifa è, come direbbe Edoardo Bennato, "così elegantemente anni cinquanta", in PES il calcio videoludico raggiunge il suo apice massimo, perché siamo dinnanzi a quello migliore finora riprodotto. Laddove in Fifa emerge un modello calcistico solamente abbozzato, PES ostenta sicurezza, laddove Fifa snocciola una serie di veroniche, doppi passi e virtuosismi vari che lo coprono di ridicolo, PES li implementa con serietà, bilanciando la componente spettacolare e dandole il giusto peso. Non è più un calcio di eroi, è un calcio fatto di errori, passaggi strampalati e tiri nel terzo anello in testa alla vecchina di turno. E' il calcio vero. Fifa tarpa le ali al giocatore nel tentativo di imbastire valide azioni di gioco, PES col suo educato permissivismo in fase di costruzione apre la strada a ogni sorta di manovra, sia essa spumeggiante con tocchi di prima, sia essa un letale contropiede. Quello mostrato è il Calcio (con la lettera C rigorosamente maiuscola), che non disdegna la spettacolarità e le giocate di fino, né le tantissime occasioni salienti immortalate dai bellissimi highlights o le fasi di stanca dove il pallone ristagna a centrocampo. Eppure, nonostante la baldanza del giocatore navigato gli permetta giocate d'applausi e possesso palla, sembra che la iella ci metta sempre del suo per ricucire il risultato, con pali, traverse, tiri che sfiorano lo specchio o parate miracolose dei portieri. E i brividi continuano.

In occasione della recensione di Fifa 2005, proferimmo tali parole: "Insomma, EA Sport si dimostra bravissima, ancora una volta, a dipingere alla perfezione il contorno che gravita attorno al rettangolo erboso. I problemi, però, cominciano proprio quando il giocatore varca quella sottile striscia in gesso bianco e si ritrova finalmente in campo. E' lì che Fifa 2005 prende veramente forma, ed è una forma che non convince del tutto. Non ancora". E' qua invece che il pargolo Konami da il meglio di sé, dando poco peso al contorno e concentrandosi sulla partita, sul gioco calcio. Perchè il calcio non è il rumoroso tifo negli spalti, non è la pittoresca e folcloristica veracità del venditore di bibite e patatine, né il colore degli stadi agghindati a festa per la finale di Champions, bensì quel branco di 22 meretrici miliardarie che inseguono un pallone. E in PES4, a quel branco di meretrici, è stata finalmente data un anima. Perché la differenza sostanziale, se non la si fosse ancora capita, è una: Fifa è come andare allo stadio in curva con la maglia del nostro campione preferito e incitare la squadra di casa, mentre PES è come scendere in campo con quella maglia a sudare tra i riflettori, tra i fischi e gli applausi, i cori di incitamento e gli insulti della tifoseria avversa, avere un palcoscenico sotto i piedi dove dimostrare le proprie qualità calcistiche. Insomma, varcare con fierezza quella sottile striscia di gesso bianco.

Bisogna riconoscerlo, PES è davvero un bel gioco. Ci troviamo di fronte a una mera conversione dalla magrolina PS2, eppure, nonostante si potesse fare molto di più graficamente, il livello qualitativo del titolo Konami è indiscutibile. Dal punto di vista della giocabilità, le differenze rispetto alla versione PS2 sono minime ma non trascurabili: con una minore velocità di gioco, PES4 allarga i propri orizzonti verso un'azione di gioco più ragionata che non sul monolite nero, apparendo sensibilmente meglio bilanciato. Per il resto, il paragone più sensato ricade sulla precedente versione (leggasi PES3). Il terreno di gioco è quello che siamo abituati a calpestare, è la fisica del pallone a essere stata drasticamente migliorata, i movimenti dei giocatori in campo e una maggiore realisticità che colpisce praticamente tutti gli aspetti. Si ha un maggior controllo sia nell'individualismo dei giocatori, sia nelle azioni corali, perché i movimenti della squadra sono più naturali e rispecchiano fedelmente le direttive tattiche impartite nel menù apposito. Rimane quel gradevole senso di deja-vù, quel senso di padronanza totale assaporabile in ogni evoluzione del Calcio videoludico, che in ogni sua uscita sfoggia un gameplay tanto conservatore quanto ricco di novità. Ancora una volta è un restyling mirato: non è certo la banale presenza dell'arbitro in campo a valere il prezzo del biglietto - arbitro che peraltro spesso e volentieri si dimostra meritevole di un bel paio di occhiali - o l'aggiunta di nuove finte, o ancora il numero di licenze aumentato. Il contorno, per quanto sempre più curato, è solamente il piede sinistro di PES, quello che usa, per intenderci, giusto per scendere dal tra

Il joypad Microsoft, su cui avevamo notevoli dubbi, si presta benissimo e risulta all'altezza della situazione. Non garantisce al giocatore quella perfezione per padroneggiare a dovere un titolo come quello Konami che solo il joypad Sony può regalare, ma si può onestamente chiudere un occhio al riguardo. Anche perché, le altre piccole differenze, sono tutte a vantaggio della console di zio Bill. Si avverte una maggiore pulizia visiva in questa versione, che si accontenta di eliminare e mettere fine ai fastidiosi rallentamenti e di dare qualche piccolo ritocco ora ai calciatori (meglio definiti), ora al terreno di gioco. Nulla per cui gioire (su xbox si poteva fare decisamente altro), ma il lavoro è nonostante tutto encomiabile, trattandosi di una mera conversione. Non cambiano di una virgola le rose delle squadre (ancora una volta aggiornate al 27 Agosto), mentre drasticamente ridotti risultano i tempi di caricamento. La novità clamorosa è la presenza del Live: pur non permettendo di scaricare contenuti aggiuntivi (per l'aggiornamento delle squadre rimane il validissimo editor), la possibilità è quella di sfidare un altro giocatore, per un massimo di due player su ogni console. Offline, il massimo di giocatori consentito è rimasto invariato (quattro).

Quest'anno, finalmente, i possessori di X-box possono scegliere: seduti comodi in tribuna con la maglia del vostro campione preferito a tifare, o scendere in campo e varcare quella sottile striscia in gesso bianco? A voi la scelta. Intanto noi vi aspettiamo online.

9
Stretta di mano e via, la line-up X-box si arricchisce di una nuova killer application, mentre PES guadagna il tanto agognato supporto online. Sembra un clamoroso colpo di mercato, e infatti su Xbox il campionato si riapre e la EA si trova spodestata dal suo trono senza possibilità di replica. Il girone di ritorno è atteso per il prossimo anno, sperando che il divario qualitativo tra i due titoli non sia così netto. Il voto, ancora una volta, è più indicativo di mille parole.