Recensione PlayStation All-Stars Battle Royale

Fritto misto con contorno di sberle in casa Sony

di Tommaso Alisonno
Molto spesso i videogiochi cercano di impegnarci su diversi piani: quello emotivo, quello cerebrale, quello percettivo, quello immaginifico, in generale quello dell'immedesimazione. Ma ci sono altri casi in cui ci chiedono semplicemente di “staccare il cervello” e goderci il divertimento grezzo senza alcun impegno al di fuori di quello strettamente legato alle meccaniche di Gameplay. È questo il caso di PlayStation All-Stars Battle Royale, il picchiaduro mash-up concepito da Sony sulla scia di altri titoli che hanno avuto un incoraggiante successo su macchine della concorrenza.

Il concetto alla base è semplice, talmente semplice da essere banale: chi è il personaggio più forte e potente dei videogiochi (limitatamente a console PlayStation, in questo caso)? “Kratos!” diranno alcuni; “no, Raiden!” faranno eco altri; “macché, è Dante!”, “tsk, indubbiamente il Big Daddy!” pontificheranno altri ancora, e perché no “e dove lo mettete Sackboy?”... e così via. Prendete dunque 20 (22 col DLC gratuito) di questi eroi che hanno accompagnato Sony dal 1994 ad oggi, mettetene quattro in un'arena bidimensionale a piattaforme, permettete loro di prendersi allegramente a mazzate sui denti, e voilà: il gioco è fatto (letteralmente)!

Il set di comandi ci mette a disposizione un tasto di salto (che può essere “doppio”) e tre tasti d'attacco, i quali possono in linea di massima essere riassunti in “colpo veloce”, “colpo potente” e “colpo speciale”, ma che variano sensibilmente da personaggio a personaggio: molti sono equipaggiati con armi da fuoco, altri hanno tecniche di parata attiva, altri ancora evocano temporaneamente servitori o oggetti speciali; ovviamente, ciascun tasto può essere utilizzato insieme al direzionale o in combo per variare l'attacco eseguito. Un altro tasto mette il personaggio in posizione di parata “passiva”: utilizzandolo in connubio con il comando di movimento si ottengono anche schivate e capriole che offrono un'istantanea invulnerabilità alla maggior parte degli attacchi.

Una delle caratteristiche più interessanti di PSASBR è il fatto che i lottatori non possiedano una “barra della vita”: potreste continuare a incassare attacchi dall'inizio alla fine dello scontro, con il vostro personaggio che vola e viene sbatacchiato da un lato all'altro dell'arena, senza che questo di per sé vi causi la sconfitta. Viceversa, sarà presente una barra della “Super” da caricare progressivamente sferrando attacchi ai nemici: quando questa barra sarà riempita sarà finalmente possibile effettuare una super-mossa la quale - questa si - risulterà immediatamente letale per tutti i nemici colpiti. Questi torneranno in gioco pochi istanti dopo, ma saranno questo genere di “uccisioni” a influire sul punteggio finale.

Volendo è possibile riempire ulteriormente la barra della Super, fino a due o massimo tre volte, abilitando così attacchi ancora più devastanti, ad esempio su vaste aree dell'arena o per un tempo prolungato: un giocatore abile può arrivare a ottenere anche 4-5 o forse addirittura 6 uccisioni utilizzando bene una Super di terzo livello. Il gioco può essere affrontato in tutti contro tutti o a squadre (non necessariamente di 2 contro 2); le condizioni di vittoria possono essere scelte tra il raggiungimento di un minimo di uccisioni oppure conteggiando il punteggio entro un tempo limite: in questo caso le uccisioni effettuate daranno 2 punti ciascuna, mentre quelle subite ridurranno il totale di 1.

In single player, il gioco offre due modalità principali - a cui naturalmente si accostano il tutorial e l'allenamento libero - denominate Arcade e Sfida. La prima ha bisogno di poche delucidazioni: una volta scelto un personaggio si assisterà ad una breve introduzione della sua “storia”, per poi passare ad una serie di scontri a difficoltà crescente, culminanti con la battaglia contro Polygon Man - ed infine un breve ending. La modalità Sfida propone invece una serie di prove di abilità, divise tra generiche e specifiche di ogni personaggio (quindi in effetti ci sono 21 percorsi Sfida, più altri 2 dal DLC) con obbiettivi particolari, quali l'esecuzione di particolari attacchi o il raggiungimento di un certo numero di uccisioni entro il tempo limite.

Il tutto è ovviamente propedeutico per il vero “cuore” del gioco, ossia il multiplayer. Fino a 4 giocatori possono infatti darsi battaglia tanto in locale quanto in rete, anche mischiando i due elementi e in cross-gaming tra PS3 e PS Vita - ed è importante ricordare che il prodotto viene venduto in cross-buy, il ché significa che acquistando un solo pacchetto potrete installarlo sia su macchina fissa sia su handled.

La filosofia del gioco è “semplice e vario”: questo si esplica innanzitutto nel gameplay, con 20 (22) personaggi differenti ciascuno con un set di mosse estremamente peculiare, ma anche nella realizzazione tecnica. “Semplice” perché obiettivamente la grafica non si pone l'obiettivo di spiccare per una qualità stratosferica, ma attenzione: questo non significa assolutamente che sia “brutta”. I modelli sono realizzati infatti con una cura dei particolari più che sufficiente alla bisogna, specie considerando che per la maggior parte del tempo saranno inquadrati in campo lungo, ed anche gli ambienti sono gradevoli e funzionali al gameplay.

“Vario” perché le moltissime arene a disposizione non staranno certamente inerti durante lo scontro: man mano che il tempo scorre, nuovi elementi andranno a sostituirsi ai precedenti, pedane a piattaforme si sposteranno o spariranno, intere sezioni si modificheranno, fino a subire “invasioni” da elementi tratti da giochi differenti a quello di riferimento. Un esempio vale per tutti: lo scenario di LBP nasce vuoto, e mentre i personaggi lottano il popit costruisce terreni, alberi e piattaforme; dopo un po', lo sfondo viene sostituito dallo show di Buzz che arriva a porre delle domande ai giocatori, spargendo le risposte per l'arena - a risposta esatta corrisponde un bonus, a quella errata... ci siamo capiti.

La colonna sonora si avvale naturalmente di tutti i più famosi temi tratti dai giochi di riferimento: ciascuna arena ha una musica di base e una che si attiva quando le succitate “invasioni” fanno la loro comparsa. Ciascun personaggio ha i suoi jingle di vittoria, sebbene in effetti questi debbano essere sbloccati aumentando “il livello” tramite l'uso. Tutti i personaggi sono inoltre soliti parlare durante le battaglie, utilizzando frasi di sfida o ad effetto: quasi tutti offrono il doppiaggio in Italiano, ma alcuni (Dante, Raiden) hanno solo il banco in Inglese - probabilmente perché il gioco di riferimento manca in effetti di localizzazione. Inutile dire che questo genera talvolta un po' di perplessità, oltre a rendere consigliato l'utilizzo dei sottotitoli; la qualità dei doppiaggi è comunque sufficiente.

Prendere confidenza con il concept di gioco non è affatto complicato, e ad ogni modo è disponibile un tutorial piuttosto esaustivo, superato il quale dovreste essere in grado di superare senza troppe difficoltà la modalità Arcade. Certo: alcuni personaggi hanno un set di mosse più semplice e immediato di altri, ma in generale dopo una partita dovreste essere in grado di cavarvela con qualsiasi lottatore, perlomeno alla difficoltà intermedia. Nei livelli superiori l'IA si fa decisamente più cauta e perniciosa, costringendovi a padroneggiare totalmente il personaggio se volete trionfare.

Per quanto terminare l'Arcade e le sfide di tutti e 20 (22) i personaggi possa impegnarvi per svariate ore, nell'ordine della decina, è naturalmente implicito nella natura stessa del gioco che questo sia orientato prevalentemente al Multiplayer. Da questo punto di vista, specie considerando la doppia diffusione PS3-PS Vita, il prodotto è certamente in grado di fornire una notevole mole di ore di divertimento, tanto in locale quanto online. In conclusione, come accennato, PlayStation All-Stars Battle Royale è un gioco semplice, ma indubbiamente vario è certamente divertente: bastano poche battute per ritrovarsi immersi nelle simpatiche schermaglie tra i personaggi più disparati, e soprattutto più amati, dell'universo PlayStation. Un ottimo diversivo per tutti!

7
PlayStation All-Stars Battle Royale è un gioco semplice, immediato, divertente, adrenalinico e, soprattutto, vario e fantasioso. Pur non avendo pretesa di ergersi come chissà quale cima di tecnologia e di gameplay, è in grado di fornire un divertimento grezzo e pulsante sin dalle prime partite, di tenere compagnia in singolo per un tempo più che soddisfacente e in multy per ore e ore. Per tutti!