Recensione Pro Evolution Soccer 2016

PES 2016 arriva finalmente sul mercato, l'abbiamo recensito per voi!

di Roberto Vicario
Il 2015 è sicuramente un anno molto importante per Pro Evolution Soccer. La serie calcistica di Konami compie infatti 20 anni di attività. Un lasso temporale scandito da partite tra amici, serate di divertimento e quei nomi improbabili come il grande Castolo, che tutti noi portiamo nel cuore.

Dopo qualche uscita a vuoto, lo scorso anno grazie alla nuova generazione, al fox engine e ad uno studio inglese che ha reso più “europeo” il calcio made in Konami, la serie ha finalmente rialzato la testa. Con Pro Evolution Soccer 2016 la software house giapponese punta ovviamente a continuare questo percorso di maturazione per far tornare PES sul trono dei giochi di calcio. Come è andata? scopritelo insieme a noi…

Luci a San Siro…e qualche ombra!

Abbiamo giocato tanto a PES in questi giorni, lo ammettiamo. Ore passate in compagnia di Champions League (ancora in esclusiva), coppa UEFA, Copa America, Master League e tanti, tantissimi gol. Il primo dato di fatto, e forse quello più importante di tutti, è che ci siamo divertiti tantissimo.

Le prove fatte a maggio in quel di Milano e a Colonia lo scorso agosto ci avevano già lasciato sensazioni positive e ottimiste, ma con l'arrivo della versione definitiva del gioco queste semplici sensazioni si sono trasformate in realtà.

Konami e il PES team si sono prodigati nell'offrire ai giocatori una sorta di evoluzione del sistema di gioco proposto già lo scorso anno, con l'aggiunta di diversi elementi che hanno trasformato l'esperienza di gioco in qualcosa di più profondo e appagante.

Partiamo ovviamente dal gameplay, vero cuore pulsate di qualsiasi titolo videoludico. Partendo da elementi già visti all'interno di PES 2015, gli sviluppatori si sono concentrati sulla sviluppo del gioco, sulla costruzione dell'azione, sull'enfatizzazione dei contatti fisici.

Le animazioni dei giocatori sono decisamente valide, e grazie all'ormai rinomato Player ID, riconoscere movenze e tocchi di alcuni tra i più famosi top player oggi in attività è semplicissimo. Ovviamente, oltre ai grandi campioni, tanto lavoro è stato fatto sotto l'aspetto delle animazioni base con cambi di direzione, scatti e dribbling decisamente più belli da vedere.

Grande importanza è stata finalmente data anche ai contatti fisici che spesso capitano nell'arco dei novanta minuti. Questo è stato possibile grazie ad una rinnovata gestione della fisica che permette al giocatore di “farsi sentire” quando l'avversario è in possesso palla. Miglioramenti che vanno ad influire anche sulle mischie in area o quando la palla si trova a mezz'aria, con i giocatori che lottano - anche piuttosto vistosamente - per guadagnare la posizione migliore.

Abbiamo inoltre particolarmente apprezzato l'ottimo lavoro fatto sulle differenze che si possono percepire nel momento in cui si gioca su un campo bagnato o asciutto. Grazie al meteo dinamico nel corso della partita potremo vedere il terreno di gioco bagnarsi gradualmente rendono più difficoltosa la gestione della palla (e costringendo il giocatore a prediligere il gioco a terra rispetto a quello aereo) e la stabilità dei giocatori durante gli scatti e i cambi di direzione improvvisi.

Questo è possibile grazie ad una gestione dell'Intelligenza Artificiale che ci ha decisamente convinto. Soprattutto nella fase di ripartenza e costruzione dell'azione a centrocampo i giocatori si muovono in maniera realistica, dando sempre a chi ha il controllo della palla più di una opzione per imbastire l'azione.

Tutto questo ovviamente non sbilancia minimamente l'esperienza a favore della fase offensiva. Nel corso delle nostre partite abbiamo notato che, con un po di furbizia, esperienza e dimestichezza controllando la difesa con i giusti tempi, arginare l'attacco - anche durante un'azione di prima ed in velocità - non è poi così impossibile.

Nel complesso gira tutto bene, e come dicevamo in apertura, diverte. E' quindi un peccato notare che due difetti palesi e grossolani vadano a rovinare in piccola parte questa esperienza. Da un lato abbiamo dei portieri che alternano momenti in cui le parate sono valide e realistiche, ad altri dove la trattenuta di palloni, anche piuttosto lenti e facili, sembra impossibile. Questi rinvii coi pugni troppo spesso cadono all'altezza della lunetta dell'area di rigore dando al giocatore avversario la possibilità di ribattere a rete con un potente - o preciso - tiro da fuori. Tutto questo accade troppo spesso.

Il problema più grave è però legato alla gestione dell'arbitro. Nelle partite che abbiamo effettuato, l'arbitraggio ci è sembrato decisamente troppo permissivo, ponendoci davanti agli occhi situazioni davvero assurde che minano in maniera piuttosto importante la veridicità dell'azione stessa. Quest'ultimo elemento sbilancia in maniera pesante molte partite, con i giocatori che si prendono la libertà di comportarsi in maniera aggressiva (ed il più delle volte scorretta) sapendo che non verranno sanzionati. Va bene l'arbitraggio all'inglese, ma così ci sembra francamente esagerato. Speriamo che il tutto venga ribilanciato da un patch correttiva.

Piccolo paragrafo per le esultanze, che ora possono contare nuovi elementi per personalizzare e altre rese famose da alcuni calciatori (come il selfie di Totti durante il derby) che rendono l'esperienza di gioco ancora più simile alla controparte reale in termini di immersione.

Ad ognuno la sua modalità

Anche quest'anno PES non lesina nella modalità di gioco che verranno offerte al giocatore. Come sempre ci sarà la possibilità di imparare tutte le nuove movenze e i comandi inediti all'interno di un esaustivo tutorial che, mettendoci davanti a diverse situazioni di gioco, ci darà la possibilità di assimilare al meglio ogni singolo comando.

Una volta presa dimestichezza con il sistema di controllo potremo cimentarci in diverse modalità di gioco. La parte del leone la fanno ovviamente le licenze delle coppe europee come Champions League e Europa League ed intercontinentali tra cui la famosa Copa Sudamericana o l'altrettanto leggendaria Copa Libertadores.

Queste modalità possono vantare ovviamente l'atmosfera che si respira guardando alla televisione o live queste competizioni, grazie a banner, loghi e spot delle relative coppe. La presenza di queste modalità dentro la famosa master league, rendono inoltre ancora più credibile il campionato di PES.

Proprio la Master League è stata oggetto di diversi cambiamenti sia estetici, con nuove grafiche e nuovi box che ci mostrano le notizie più interessanti della settimana o del calciomercato, quanto di contenuti, con gli osservatori che ci offriranno i loro consigli sui giocatori utili per la nostra rosa. Da rivedere le trattative che ci sono sembrate poco realistiche nei valori di mercato, e anche povere di opzioni nelle fasi di trattativa.

Per chi invece vuole tentare la carriera professionistica ci sarà ancora una volta la possibilità di cimentarci nella modalità “Diventa un mito”. Attraverso un editor potremo creare il nostro alter ego e fargli scalare tutte le gerarchie del calcio passando da una piccola alla nazionale di calcio del proprio paese.

Ovviamente, PES vuol dire anche online. Purtroppo però nell'evento review a cui abbiamo partecipato non c'è stata possibilità di testare la componente online del gioco e proprio per questo motivo aggiorneremo il paragrafo una volta che avremo avuto la possibilità di testare l'online, il my club e la condivisione dei file online.

Purtroppo buona parte di queste modalità soffre ancora una volta della mancanza di licenze per alcuni campionati con nomi e loghi inventati (su tutti quello inglese) o l'assenza di vere e proprie leghe come quella tedesca. Purtroppo dobbiamo anche segnalare una lacuna nel campionato italiano che speriamo venga colmata in futuro come già successo in passato, ovvero la mancata licenza del Sassuolo Calcio.

Tutto questo potrebbe essere finalmente risolto dal ritorno delle importazioni di foto, loghi e maglie da una chiavetta USB. Abbiamo finalmente avuto modo di provare questa possibilità (per il momento relegata unicamente alla versione PS4) e possiamo dirvi che buona parte dei problemi sulle licenze, grazie a questo metodo, vengono parzialmente attenuati.

Mister da tutto il mondo!

Un buon gioco di calcio, da anni, non può prescindere ovviamente da un vasta gamma di opzioni per l'online. Dopo l'apertura dei server abbiamo speso diverse ore in compagnia delle modalità online di PES 2016 e possiamo dire anche in questo caso di essere rimasti per lo più soddisfatti del lavoro svolto da Konami. Oltre alle immancabili sfide 1vs1 e fino a 22 giocatori, il gioco ci mette a disposizione due modalità chiamate Divisioni Online e My Club che sono la risposta rispettivamente alle stagioni e al FUT di Fifa.

La prima di queste due è ovviamente una scalata all'interno delle svariate divisioni per diventare i campioni di PES online. Per farlo dovremo cercare di conseguire più vittorie possibili, facendoci aiutare anche dalla nostra bravura. Perché? a differenza di FIFA qui non vengono assegnati dei punti e non c'è una quota retrocessione/promozione. Qui vengono offerti dei bonus nel punteggio in base alla difficoltà della sfida, e questo vuol dire che vincere una gara usando il Palermo e battendo il Bayer Monaco, ci darà molti più punti che battere il Carpi con il Real Madrid.

Questa scelta da una parte rende più varie le squadre scelte dall'utenza (in questi giorni abbiamo avuto davvero il piacere di vedere e giocare sfide davvero inedite) dall'altra però da una visione molto meno chiara del sistema di crescita, senza avere una reale percezione di quanto manchi alla promozione nella categoria superiore.

Decisamente opposto sarà invece l'approccio che dovremo mantenere all'interno del MyClub. Le novità rispetto alla scorsa stagione non sono moltissime. Questo vuol dire che ancora una volta dovremo cercare di partire da zero, per creare una squadra che possa annoverare tra le sue fila campioni provenienti da tutti i paesi. Per farlo dovremo come sempre affidarci alla scelta di un allenatore che detterà il modulo di gioco, l'atteggiamento in campo e soprattutto una sorta di capacità di gestione che ci darà la possibilità - man mano che crescerà o cambieremo allenatore - di ingaggiare giocatori sempre più forti.

Altro fattore da tenere estremamente sott'occhio è ovviamente quello legato agli agenti, unico modo per poter portare all'interno del team nuove leve e potenziali campioni. Ogni agente avrà determinati parametri che, se rispettati, ci daranno la possibilità di ingaggiare giocatori performanti in determinati ruoli. Se invece volete arrivare subito alla qualità, potrete spendere i soldi nell'ingaggio in prestito di chi vorrete, così da avere subito stelle e stelline dei vari campionati, anche se non in forma definitiva.

Non mancherà infine la costruzione e la crescita del gruppo. Man mano che i giocatori scenderanno in campo assieme, l'affinità salirà e questo permetterà anche a molti di adattarsi ai ruoli e moduli di gioco. Più sarà alta l'affinità più veloce sarà il processo di adattamento. Infine, potremo decidere di trasformare i giocatori meno utilizzati in “allenatori”. Questo significa che potremo far “assorbire” quel o quei giocatori ad un nostro titolare per andare a migliorare le sue statiche. Una pratica molto interessante ma soprattutto utile.

Purtroppo mancano ancora diversi elementi che possano davvero rendere completa questa modalità, ma nel complesso possiamo tranquillamente ammettere che ci siamo davvero divertiti nel tentare di costruire il nostro personalissimo dream team.

Guardando il lato mancanze dobbiamo invece segnalare che ad oggi non si vedono ancora gli ormai classici match 2vs2 che il rivale diretto offre già online. Anche la modalità Diventa un Mito, vi il consolidamento della parte offline, potrebbe giovare moltissimo del passaggio al multiplayer.

Parlando di net code infine dobbiamo ammettere che rispetto agli anni passati il lavoro che è stato fatto è decisamente valido. Nonostante qualche saltuario problema di lag e soprattutto di input dei comandi, nel complesso la nostra esperienza con i server di PES 2016 è stata positiva. Un po più di stabilità - che speriamo venga raggiunta nelle prossime settimane - e per la prima volta potremmo davvero trovarci davanti ad un PES finalmente solido sotto l'aspetto dell'affidabilità.

Una volpe adattata al calcio…

Prima di lasciarvi al nostro commento finale spendiamo qualche parola anche sul Fox Engine, motore grafico realizzato dall'ex Konami Hideo Kojima, che dallo scorso anno viene utilizzato anche per PES.

A livello visivo PES 2016 risulta decisamente gradevole per via di una realizzazione degli stadi e soprattutto dei ventidue protagonisti in campo davvero apprezzabile. Come sempre PES mostra una certa predisposizione nella realizzazione di controparti videoludiche somiglianti e anche andando a scorgere nel dettaglio giocatori di compagini meno blasonate, la qualità del dettaglio sarà comunque piuttosto alta. Stesso discorso per quanto riguarda l'illuminazione e la realizzazione del manto erboso. Soprattutto nella situazioni di pioggia la realizzazione dei vari effetti è davvero ottima.

Per la componente sonora, ancora una volta la telecronaca è stata affidata al duo Caressa/Marchegiani. Una telecronaca che abbiamo trovato sufficiente, senza particolari spunti di interesse, ma allo stesso tempo meno ripetitiva che in passato. Rimane comunque un elemento ancora ampiamente migliorabile.

Insomma, PES 2016 dimostra che la base dello scorso anno è stata migliorata e ampliata. Nonostante la presenza di alcuni difetti che speriamo vengano approfonditi tramite patch o nel prossimo episodio, possiamo tranquillamente affermare che allo stato attuale delle cose e al netto dei difetti evidenzianti, il gioco calcistico di Konami riesce a far divertire e si mostra solido.

Come avrete notato manca il voto finale alla nostra recensione e questo perché non avendo avuto la possibilità di toccare con mano la componente online del titolo e le sue svariate modalità, non ce la sentiamo di esprimere un giudizio. Nel momento in cui avremo avuto la possibilità di giocare con le rose aggiornate (altro elemento mancante nella build provata) e soprattutto avremo testato con calma tutta la componente multigiocatore, arriverà il nostro giudizio definitivo.

Inoltre, dopo aver finalmente avuto modo di testare con mano anche la componente online, possiamo tranquillamente ammettere che il gioco calcistico più longevo di sempre sembra, ha finalmente deciso di imboccare una strada che non solo l'ha reso divertente da giocare, ma anche solido, maturo e solamente un lontanissimo parente dei mille problemi evidenziati negli anni passati.

Manca ancora qualcosa per arrivare alla perfezione, ma se ci sarà una maggiore flessibilità e varietà nel My Club, e verranno sistemati quei quattro/cinque problemi in fase di gameplay (oltre ovviamente ad un numero maggiore di licenze!) potremmo davvero trovarci di fronte a qualcosa di incredibile. Per adesso godiamoci questo gioco, perché ragazzi PES è finalmente tornato!

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PES 2016 continua sulla strada intrapresa dalla serie lo scorso anno e affina ulteriormente un sistema di gioco che, al netto di qualche elemento ancora da migliorare, trasmette estremo divertimento e dinamismo. A questo si aggiunge anche una ritrovata freschezza nella componente online. Se da qualche tempo avete deciso di accantonare PES, quest'anno dategli una chance non rimarrete assolutamente delusi…anzi!