Recensione Parasite Eve: The 3rd Birthday

Torna la saga di Parasite Eve

di Tommaso Alisonno
E' il dicembre 2010 quando a New York viene ritrovata una ragazza in stato di semi-incoscienza: dimostra tra i venti e i trent'anni, ma non ha nessuna memoria del suo passato, salvo il fatto di chiamarsi Aya Brea. Nei successivi 3 anni, il mondo cambia rapidamente: nel Natale del 2012 New York viene devastata da enormi organismi tentacolari che verranno poi ribattezzati “babel” e che tramutano le persone che ne vengono a contatto in mostri denominati Twisted. Contemporaneamente Aya scopre di aver il potere di “tuffare” (“overdive”) la propria essenza in un altro corpo, in modo da controllarlo se amico o danneggiarlo se nemico.

Nel dicembre del 2013, Aya è al sicuro in una struttura scientifica la quale ha sviluppato un apposito macchinario che le permette di usare il suo potere di Overdive anche verso un organismo che si trova indietro nel tempo. L'idea è quella di utilizzare le sue capacità sovrannaturali (l'Overdive è solo una di queste) e le sue abilità in combattimento armato, frutto certamente di addestramento speciale, per cercare di cambiare il passato e salvare il mondo dalla minaccia dei Babel e dei Twisted. Ma quanto del passato di Aya è destinato a riaffiorare man mano che i suoi poteri si risvegliano?

Anche se nella sua natura di Spin-Off The 3rd Birthday non riporta il titolo della saga di riferimento, siamo notoriamente al cospetto di un nuovo filone nel brand Parasite Eve, di cui Aya è stata protagonista sin dal primo episodio su PSone. Questo nuovo lavoro per PSP, originariamente studiato per mobile e poi migrato sul portable Sony, vede la ragazza impegnata in una serie di missioni dall'impostazione tipicamente TPS, anche se non saranno affatto marginali gli elementi di JRPG tanto cari alla Software House.

Aya, abbiamo detto, scende in missione effettuando l'Overdive su un organismo ospite, di solito un soldato o qualche altro personaggio armato, ma talvolta potrà usare anche soggetti civili. La ragazza avrà a disposizione con sé quattro armi: una di queste sarà quella di proprietà dell'ospite, mentre le altre tre passeranno con lei da soggetto a soggetto; una delle tre sarà sempre la sua pistola d'ordinanza, che godrà di munizioni illimitate, mentre le altre due potranno essere selezionate ad ogni savepoint.

Salvo casi particolari, ad esempio quando si utilizza il fucile da cecchino, Aya sarà inquadrata in terza persona: il movimento è affidato allo stick analogico, e la gestione delle telecamera alla croce direzionale. In ogni momento è però possibile premere un tasto per centrare l'inquadratura di fronte a lei o, tenendolo premuto, su un nemico, scorrendo poi i bersagli sempre con la croce direzionale. Avremo poi a disposizione un tasto per il fuoco, uno per la ricarica o il cambio d'arma, uno per lanciare le granate e uno per effettuare schivate e capriole.

Un ultimo comando sarà utilizzato per operare l'Overdive, ossia il passaggio ad un altro organismo: normalmente questo tasto verrà utilizzato per passare da soldato o soldato, magari per sfruttare un'arma differente da quella in uso o anche semplicemente perché nell'ospite in uso siamo rimasti a corto di munizioni (e gli ospiti ricaricano automaticamente se lasciati a sé stessi), senza contare che a volte è inutile cercare di sfuggire a mostri troppo forti e cattivi ed è certamente più pratico farsi un “tuffo” dall'altra parte della piazza.

L'utilizzo alternativo dell'Overdive è quello di “tuffare” Aya in un nemico, in modo da danneggiarlo gravemente dall'interno; questa tecnica però non sarà sempre utilizzabile: richiederà invece che le “difese” del bersaglio siano state precedentemente abbattute, il ché si può ottenere sferrando molti attacchi di seguito. A tal uopo risulta parecchio utile la possibilità di effettuare il “fuoco incrociato”: quando oltre ad Aya ci sono altri personaggi a portata del nemico, mantenere la mira sul bersaglio senza sparare per qualche secondo permetterà di attivare questa modalità d'attacco, la quale causa parecchi danni e, come già detto, facilita la rottura delle sue difese. L'ultima forma di attacco di Aya, la “Liberation”, consiste in una sorta di stato di Berserk in cui la protagonista può entrare per un breve periodo di tempo dopo aver riempito un'apposita barra.

A monte della parte action/tattica/TPS, come detto, c'è tutta l'infrastruttura RPG del gioco. Man mano che sconfigge nemici, Aya accumulerà punti esperienza e potrà aumentare il proprio livello, sebbene questo incremento andrà a interessare principalmente il danno inflitto dall'attacco Overdive e in minor parte le sue caratteristiche di attacco/difesa. Più importante sarà invece il diverso grado di competenza accumulato nell'uso delle armi, divise nelle categorie pistole, fucili d'assalto, shotgun, fucili da cecchino, lanciagranate - più una sesta categoria “speciale” nella quale non è possibile accumulare competenza. Molto semplicemente: più si utilizzano armi di un certo tipo, più cresce la competenza in quella categoria e più upgrade è possibile acquistare per quelle armi.

Oltre questo arsenale classico, come s'è detto Aya può avvalersi di alcune capacità sovrannaturali, come incrementi al danno o alla difesa o una rigenerazione superiore al normale. Queste capacità proverranno dal suo DNA mutante, rappresentato da una griglia 3x3 nella quale vengono mostrate le mutazioni e che potrà essere modificata applicandoci i brani di DNA ottenuti dai nemici uccisi. E' interessante il fatto che si possano applicare le nuove mutazioni su quelle precedentemente installate: a volte queste si potenziano, altre volte si danneggiano, altre ancora si fondono in qualcosa di completamente nuovo. Il risultato è casuale, ma è comunque possibile ripetere la “fusione” quante volte si vuole prima di confermarla, in modo da cercare di ottenere sempre qualche vantaggio.

L'impatto grafico con The 3rd Birthday è piuttosto buono, pur senza raggiungere cime inenarrabili. È evidente come ci sia uno studio e una cura particolari nei confronti del modello di Aya, il quale rimane sempre una spanna sopra al resto del mondo, anche ad altri personaggi importanti della storia: le sua animazioni e le sue textures, che tra l'altro si modificano man mano che subisce danni (lasciandola via via più ignuda) sono tutte di ottima qualità. In generale comunque personaggi e mostri sono gradevolmente dettagliati e ben animati, anche se è innegabile che talvolta le telecamere un po' troppo strette sui modelli rendano certe fasi concitate difficilmente comprensibili.

Molto buoni gli effetti speciali; gli ambienti non sono mai particolarmente vasti, ma solitamente il respawn dei mostri fa si che non si superino troppo velocemente. Dal punto di vista audio assistiamo ad uno studio e una realizzazione di temi musicali estremamente puntati sull'angoscia e il thrilling, garantendo a tutta la vicenda quell'atmosfera da Survival Horror che indubbiamente non guasta, specie quando la, come in questo caso, raggiunge buone cime qualitative. Il gioco è interamente in lingua Inglese, audio e sottotitoli: la qualità delle voci è molto buona, ma nei dialoghi con grafica in-game non c'è movimento di labiale (nelle cinematiche e negli ottimi filmati, ovviamente, si).

Grazie ai tutorial in-game sparsi soprattutto nelle prime missioni, prendere confidenza col sistema è abbastanza semplice, anche perché tra la impostazioni dei controlli sono disponibili diverse configurazioni a seconda che prediligiate uno stile “da TPS” piuttosto che uno da “action game”. Il gioco, come si è accennato, ha una natura più tattica di quanto non si possa pensare a primo acchito: qui non si tratta tanto di limitarsi a cercare un riparo, evitare il più possibile il fuoco nemico e contemporaneamente cercare di danneggiarlo - azioni che comunque hanno la loro importanza - ma anche di capire quando effettuare l'Overdive su un nuovo personaggio e su quale.

Una delle limitazioni con cui dovrete fare più spesso i conti sarà quella delle munizioni: le armi personali “modificate” di Aya sono sicuramente più potenti della pistola di ordinanza e delle armi standard dei soldati, ma quando i caricatori saranno vuoti dovrete giocoforza cercare di ottimizzare l'uso di ciò che avete a disposizione. Anche la razionalizzazione delle energie (leggasi “barra della vita”) sarà importante, perché i nemici tendono a perseguitare Aya, la quale però recupererà le proprie forze più velocemente dei soldati comuni. Aya può effettuare l'Overdive anche un attimo prima di morire, quando già la barra della vita si è esaurita (lasciando a triste destino il precedente ospite), ma a prescindere è meglio contenere le perdite se si vuole ottenere un buon giudizio al termine della missione.

La trama è piuttosto intricata, e questo perché molte missioni (non tutte) comportano l'Overdive indietro nel tempo e quindi il cambiamento della storia va a creare spesso e volentieri dei paradossi, compresi personaggi morti che tornano in vita (salvati) o personaggi vivi che svaniscono nel nulla (oops, sono morti!): spesse volte dopo una missione Aya si risveglia nella sua cella e deve fare i conti con persone che non hanno affatto idea del fatto che lei abbia cambiato la storia, e non tutti sono disposti a crederle. Ovviamente, mentre il plot si snoda anche il passato di Aya tornerà a galla, ma per riuscire a mettere in ordine tutti i tasselli del puzzle ci vorrà tempo.

Portare a termine il gioco richiederà un quantitativo di ore decisamente superiore alla decina, e i tre livelli di difficoltà lo renderanno in sostanza piuttosto longevo; sono inoltre previsti degli elementi extra per chi dovesse giocare il titolo più volte dall'inizio alla fine. In conclusione, The 3rd Birthday riesce a riportare alla luce un brand “storico” di Square Enix da troppi anni silenzioso, ed anche se lo fa in una forma piuttosto spuria, che non riesce ad essere né un “vero” TPS né un “vero” JRPG, quanto più uno strano ibrido tattico tra i due, sicuramente non mancherà di interessare i fan della bella Aya Brea.

7
The 3rd Birthday riesce a riportare in vita un brand che da molti anni non faceva parlare di sé, e contemporaneamente esplora nuove soluzioni di gameplay ibrido tra TPS, JRPG e una certa dose di tattica. Il risultato è gradevole, soprattutto impreziosito da una trama articolata e particolare che farà la gioia dei fan di Parasite Eve, sebbene non faccia mai sfarzo di pregevolezza tecnica né approfondisca particolarmente nessun aspetto del gameplay. Aya Brea ha fatto il suo ritorno: ora stiamo a vedere se riuscirà a rimanere in auge...