Recensione Pacman world 2

di Andrea Cani

Pac-Man rappresenta, senza ombra di dubbio, una delle più importanti icone videoludiche di sempre, nonostante debba la propria popolarità quasi esclusivamente al grande successo che ebbe col primo, mitico coin-op, vecchio ormai di 23 anni. Risale infatti al 1980 la data di lancio nelle sale giochi di tutto il mondo del divoratore di pillole, spauracchio di ogni fantasma che malauguratamente fosse passato nei pressi delle sue fauci. Negli anni seguenti Pac-Man visse altre avventure all'interno di altri giochi, ma mai riuscì ad eguagliare il successo che ebbe col primo gioco. Ci riuscirà questa volta? Gli anni sono passati anche per lui, il 3d ha ormai da tempo soppiantato il bidimensionale nella stragrande maggioranza dei titoli e la telecamera fissa piazzata sopra il labirinto che da sempre ha seguito le gesta del nostro eroe, si è di fatto tramutata in telecamera mobile, portando la visuale all'interno di quel labirinto che anni fa potevamo soltanto immaginare.

Tutto comincia quando un manipolo di fantasmi, mosso da consueto spirito criminale, decide di fare baldoria in quel del Pac-Villaggio e di rubare la frutta dall'albero custode. I fantasmi però non sanno che i frutti dorati che stanno per cogliere hanno il potere di contenere Spooky (eterno nemico dei Pac-Cittadini) sotto le radici dell'albero custode. Durante la loro scorribanda i fantasmi rubano la frutta d'oro e risvegliano l'essere immondo dal lungo sonno impostogli dal sigillo ormai spezzato. Starà a Pac-Man ritrovare i cinque frutti all'interno dei mondi che compongono il gioco, fino ad arrivare allo scontro decisivo col cattivane di turno. E qui comincia l'avventura nel Pac-Mondo. Alla fine dell'introduzione ci viene dato il controllo di Pac-Man: controllarlo risulta essere molto intuitivo e non richiede mai peripezie da contorsionista del joypad. Bastano cinque minuti di gioco e si è in grado di effettuare qualunque mossa contemplata, grazie sia al primo livello che funge da perfetto tutorial, sia per merito della semplicità dei controlli stessi.

Pac-Man dispone di tutte le mosse classiche che da sempre ritroviamo in questo genere di gioco: oltre che camminare può correre, saltare, calciare, arrampicarsi ai bordi delle piattaforme e fare una super capriola utile per superare ostacoli altrimenti insormontabili con il solo salto normale. Anche chi si avvicina per la prima volta ad un joypad riuscirà a dare il meglio fin da subito senza bisogno di effettuare lunghe sessioni di apprendimento. Il controllo della telecamera è lasciato, anche se non totalmente (la cpu ruota l'inquadratura cercando la posizione migliore in ogni occasione) in mano al giocatore: grazie al c-stick è possibile ruotare ed inclinare la visuale a proprio piacimento, mentre premendo il pulsante L la telecamera viene posizionata direttamente alla spalle del personaggio principale. Con R è possibile regolare la distanza di "ripresa", mentre tenendo premuto L è possibile usare il c-stick per guardarsi attorno. Ad una totale libertà di controllo della telecamera non corrisponde però una perfetta gestione della stessa da parte della cpu (problema tra l'altro già riscontrato in Super Mario Sunshine, per citare il più famoso).

Non è raro ,soprattutto quando ci si avvicina parecchio ad un elemento del fondale, che la visuale risulti coperta, impedendo di fatto al giocatore di vedere ciò che sta succedendo. Questo è l'unico vero difetto riscontrabile dal punto di vista grafico che mi sento in dovere di muovere al titolo. Certo, graficamente la console di casa Nintendo non viene spremuta al 100% ma il quadro d'insieme è piuttosto apprezzabile. Ad una mancanza dal punto di vista del numero di poligoni mossi su schermo, il gioco si fa perdonare con sgargianti colori che immergono il giocatore in un mondo fantastico e fumettoso. Il tutto viene mosso su schermo fluidamente anche se non mancano i momenti, a dire il vero pochissimi, nei quali il motore grafico non riesce a gestire il tutto, producendo su schermo qualche piccolo rallentamento.

I mondi nei quali si sviluppa l'avventura sono i classici visti diverse volte nei capisaldi del genere platform. Si parte dal Pac-Villaggio che, come cita il manuale, è il centro della Pac-Vita; qui, tra le altre cose, è presente la sala giochi dove è possibile sbloccare, trovando i gettoni sparsi nei vari livelli di gioco, i vecchi classici della serie: il primo mitico Pac-Man, Pac-Attack e Pac-Mania per citare i primi tre.

Appena messo piede fuori dal villaggio, comincia la vera e propria avventura di Pac-Man nel primo mondo, la foresta, per passare poi dalle fredde montagne innevate (dove in uno degli ultimi livelli ci si potrà esibire a bordo di pattini da ghiaccio), superate le quali ci si potrà scaldare un po' all' interno del caldo vulcano. Troppo caldo? Il mondo successivo, l'oceano, è li apposta per rinfrescare l'anima e il corpo prima della battaglia finale ambientata sull'isola dei fantasmi.

Ogni mondo è suddiviso in livelli, l'ultimo dei quali rappresenta il classico scontro col boss: battendolo si potrà recuperare uno dei tanto agognati frutti dorati. Di quando in quando ci si imbatte nei Pac-labirinti (trovando i Galaxian più o meno nascosti), livelli presi di peso dal vecchio Pac-man e riadattati agli standard odierni; questi possono essere rigiocati in seconda battuta entrando nella sala giochi del Pac-Villaggio. Nella sala giochi, oltre ai già citati giochi arcade, è possibile usare il juke-box (sbloccabile anch'esso) per riascoltare le musiche del gioco. In generale il sonoro è buono con dei motivetti orecchiabili e mai irritanti.

Non si tratta di musiche che ricorderemo e fischietteremo tra dieci anni ma fanno bene il loro dovere dando un contributo essenziale per far sentire il giocatore all'interno di una fiaba. Una menzione speciale va agli effetti sonori che, in più di una occasione ripropongono gli effetti che i più anziani tra noi ricorderanno di aver sentito nei vecchi giochi della serie: come scordare l'inconfondibile wacka-wacka? Se per quanto riguarda il commento sonoro non è il caso di spendere altre parole un discorso più approfondito merita il capitolo longevità. Se portare a termine il gioco in modo normale è abbastanza semplice e veloce, sia a causa del livello di difficoltà settato verso il basso sia per il non eccessivo numero di livelli da affrontare, non si può dire lo stesso se si è uno di quei giocatori che non mollano un titolo finché non l'hanno sviscerato in ogni minima parte. Alla fine di ogni livello compare una statistica che riassume il numero di pillole trovate, i frutti raccolti e i gettoni racimolati. E' possibile tornare in ognuno dei livelli già completati cercando di battere il record fino a che non si completa il livello al 100%. L'impresa non è delle più semplici a causa della scelta da parte dei programmatori di inserire un sistema di check-point: in pratica se si muore prima di aver raggiunto un check-point, è necessario ripercorrere tutto il tragitto dal precedente check-point e raccogliere da capo le pillole e i frutti.

In sostanza possiamo vedere il gioco sotto due punti di vista distinti: chi andrà dritto alla fine dell'avventura senza preoccuparsi di completare i singoli livelli al 100% non troverà una grande sfida, sfida che al contrario è presente per chi il gioco lo vuole completare a fondo. C'è da dire che la longevità del titolo viene sicuramente sollevata grazie ai giochi arcade sbloccabili trovando i gettoni sparsi per i vari livelli. Sarebbe stata gradita una modalità a due giocatori nella quale sfidare gli avversari umani, all'interno dei Pac-labirinti, in una gara all'ultima pillola oppure, modalità altrettanto divertente dal punto di vista di chi scrive, una sfida nella quale un giocatore comanda Pac-Man e gli altri i fantasmi. Inutile dire che il valore del titolo sarebbe certamente aumentato.

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Pacman Worlds puà essere visto sotto due punti di vista distinti: chi andrà dritto alla fine dell'avventura senza preoccuparsi di completare i singoli livelli al 100% non troverà una grande sfida, sfida che al contrario è presente per chi il gioco lo vuole completare a fondo. C'è da dire che la longevità del titolo viene sicuramente sollevata grazie ai giochi arcade sbloccabili trovando i gettoni sparsi per i vari livelli. Sarebbe stata gradita una modalità a due giocatori nella quale sfidare gli avversari umani, all'interno dei Pac-labirinti, in una gara all'ultima pillola oppure, modalità altrettanto divertente dal punto di vista di chi scrive, una sfida nella quale un giocatore comanda Pac-Man e gli altri i fantasmi. Inutile dire che il valore del titolo sarebbe certamente aumentato.<br />