Recensione Pacific Fighters

di Filippo Moccogni
IL2 Forgotten Battles emigra nel Pacifico.

Dopo le fredde steppe Russe,passando per la Germania, la douce France, con le affascinanti coste normanne, eccoci infine nell'oceano Pacifico. Sembra che i creatori di IL2, abbiano una visione dei fatti salienti della 2^ Guerra mondiale molto personale. Certo, per loro, la guerra è cominciata nel '41 con l'operazione Barbarossa ignorando fatti come la Battaglia d'Inghilterra e per un simulatore che si occupa di aeroplani da guerra della 2^ Guerra Mondiale è una svista non da poco. A parziale compensazione di questo "involontario" , è stato messo in risalto lo scontro dell Ardenne, dove gli alleati misero finalmente alle strette i nazisti. L'avranno fatto apposta? Dalle steppe russe insomma , siamo andati via presto. Su entrambe i fronti, non c'era molto da raccontare. Il fronte russo è stato per quattro anni terra di conquista per la Luftwaffe. Ma se a terra le cose andavano come andavano, in cielo c'era poco da discutere con i caccia del reich.

Ma torniamo al nostro nuovo simulatore dal dominante azzurro. Il colore dell'oceano pacifico la fa da padrone su tutte le tavole, e non è affatto male, dopo tanto marrone e grigioverde. Gli aerei ci sono tutti. Dal Dauntless all' Aichi D3A, dallo ZERO al Catalina, passando per il B29 e il Betty.Per gli appassionati di ricostruzioni storiche, ci sarà proprio di che divertirsi. Giusto per farvi capire il livello di raffinatezza di questo Pacific Fighters, sappiate che nelle missioni di Pearl Harbour, dalla parte giapponese, potrete sentire i piloti comunicare in lingua madre. Fortunatamente, però, le chiamate appaiono in inglese. Belli e geograficamente azzeccati gli scenari, ma a questo i creatori di IL2 ci avevano già abituato. C'è la zona delle Filippine nei pressi di Rabaul , teatro dei primi scontri terrestri tra Alleati e Giapponesi, che ha visto in azione assi del calibro di Saburo Sakai.Ci sono le Midway, la Haway, Iwo jma, Okinawa, e il sud del Giappone. Insomma c'è veramente quasi tutto il teatro del pacifico per quanto riguarda il teatro di operazioni, fatta eccezione per le insegne dei reparti. Infatti, quando si sceglie un aereo, non è possibile visualizzare le insegne dei vari reparti che appaiono nel menù a tendina. Forse un bug che sarà risolto (sono infatti già uscite due nuove patch la 3.01 e la 3.02). O forse, e questa impressione traspare su più versanti, gli sviluppatori spingono gli utilizzatori a crearsi personalmente livree ad hoc. Il manuale di gioco, infatti, mette in risalto questa possibilità e non presenta livree particolari per certi aerei e certi piloti, come su IL2 ed FB. Il modello di volo, rispetto al precedente IL2, sembra essere stato semplificato.

Gli aerei tendono a stallare di meno e soprattutto sembra mantenere alla perfezione la direzione di decollo "a tutto motore", dopo aver tolto i blocchi dal ponte delle portaerei. All'atterraggio, se togliamo la visuale del pannello c'è un utile, quanto improbabile per quei tempi, indicatore di traiettoria di volo, (come sull'HUD di un moderno simulatore combat) che ci dice dove andremo a mettere le ruote in atterraggio. Sebbene PFI si presenti come un titolo curatissimo e impeccabile in molte delle sue sezioni (simpatica, in tal senso, la possibilità di aprire il tettuccio, come si usava all'epoca, quando un ammaraggio forzato era un'ipotesi tutt'altro che remota) , spesso si avverte la mancanza di un'apparato di radionavigazione un pò più aggiornato. Infatti all'epoca gli americani avevano il VDF (Virtual Display Flight), che permetterebbe in maniera più semplice (e storicamente corretta), il vettoraggio (ad esempio), sul ponte di una portaerei. Insomma, un simulatore niente male, sullo standard a cui ci ha abituato la Ubisoft. Chissà che non si cimentino prima o poi con la guerra del Vietnam! Per venire incontro alla curiosità degli utenti in già in possesso di IL2, sia di quelli che ancora non hanno messo mani sul capolavoro Ubisoft, abbiamo deciso di differenziare l'approccio al Pacific Fighters in due categorie differenti.

Installazione IL2FB + ACE Extension Pack + Pacific Fighters

Avrete già capito che questo nuovo prodotto può interagire totalmente con IL2FB e successive modificazioni e bisogna dire che la resa è notevole. Come predetto è stato così ampliato non solo il parco macchina a disposizione dell'utente, ma ne ha guadagnato in longevità e grafica. Infatti in questa versione è proprio quest'ultima a farla da padrona. Il motore grafico, a suo tempo sviluppato per IL2, ha permesso di tagliare traguardi altrimenti difficili da raggiungere. Le acque che compongono i fiumi e il mare sono dense di riflessi, si ha davvero la netta sensazione, soprattutto a bassa quota, di volare realmente. Ma anche le textures che compongono il terreno riescono a contenere un'infinità di oggetti, fabbriche, porti, uffici e quant'altro rendono tutto molto più gradevole. Tanto che la navigazione, proprio grazie a questi ultimi, è resa ancora più semplice proprio grazie al fatto che i punti di riferimento a terra, cui fare affidamento, sono molteplici e di facile lettura. Ampliata anche la possibilità di scelta all'interno dei settaggi nel menù grafico in cui l'excellent ne è la massima espressione purchè siate in possesso di un'ottima scheda grafica e di un processore in grado di supportarla in toto. Nulla da dire per quanto concerne il sonoro e la giocabilità in quanto nulla è stato modificato e nulla poi c'era da modificare.

Installazione in modalità "STAND ALONE"

Il comparto grafico, in questa modalità d'installazione, non presenta grosse novità al confronto del suo omonimo terrestre IL2FB, considerato più che affidabile il motore di quest'ultimo. Certo l'appesantimento delle textures richiede un lavoro più oneroso da parte delle già tartassatissime schede video. Ma se l'hardware grafico è comunque supportato da un PC con processore ad alte prestazioni il problema non si pone. Migliorato l'aspetto estetico in generale che, dopo aver impostato il settaggio video su "EXCELLENT", offre una sensazione di straordinario realismo. Il mare non è più una distesa d'acqua dal colore blu intenso, ma i riflessi e i giochi luce dei raggi che si infrangono sulle onde danno davvero sa sensazione di volare realmente sulle acque. Per quanto riguarda gli scenari bisogna dare atto che nulla è lasciato al caso riuscendo a riprodurre un'infinità di oggetti, che ben distribuiti sia in mare che a terra, rendono ancora più giocabile il tutto. Questo perché avendo una maggiore possibilità di prendere riferimenti precisi a terra il volo è reso ancora più stimolante e realistico nell'insieme.

Anche per quanto riguarda il lato sonoro, non vi sono grosse novità, pur risultando migliorato nell'essenziale ma riuscendo comunque ad imporsi su buoni livelli, come sempre. L'aggiunta di velivoli utilizzabili ed in grado di decollare da portaerei ha certo costretto lo sviluppatore ad ampliare il già fornitissimo "original sound". Quindi immaginabile che la base sia sempre quella ma l'impegno profuso nel neonato simulatore è auscultabile. Anche nel menù dei settaggi non è stata apportata nessuna modifica. sostanziale, risultando quindi sempre di semplice consultazione e utilizzo. Altro indiscusso pregio di Pacific Fighter, risiede nella longevità. E' possibile, avendo le giuste conoscenze storiche, ricreare, al di là alle diverse missioni di default, ogni battaglia conosciuta. Tale possibilità è ampiamente corroborata dalla vasta la scelta dei velivoli messa a disposizione, così come i gruppi navali di stanza nel pacifico, che vi aiuteranno nel riprodurre minuziosamente la vostra "guerra privata". , regalando all'utente la possibilità di rivivere ogni istante degli scontri, utilizzando tutti i mezzi allora a disposizione su entrambi i fronti sia giapponese che americano .

MULTIPLAYER

Si deve sinceramente dire che si gravita in questo mondo virtuale ormai da qualche tempo e di conseguenza di aver avuto le più disparate esperienze in multiplayer. L'affidabilità, conclamata del multiplayer sviluppato dalla Maddox non ha eguali. Non pretendete l'impossibile dal simulatore o dalla vostra connessione, ma state pur certi che, se la resa del bandwith è ottima, il Pacific Fighters, così come IL2FB, la sfrutterà all'osso. Un salto sul server messo a disposizione dalla stessa UbiSoft e certamente converrete alle nostre parole. Se poi pensate di non riuscire a raggiungere il livello di pilotaggio combat da voi desiderato potete sempre fare un salto sul sito www.pvicombat.net e chiedere tutto quello di cui avete bisogno e ricevere tutta l'assistenza di cui avete bisogno.

COME TI PILOTO IL CACCIA

Molti i livelli, dal Rookie all'ACE, ad accontentare sia r l'esperto che il profano. Il setup del gioco, semplice da configurare, offre una moltitudine di voci atte anche a facilitare il compito dei piloti. Se poi il volo non è l'unica cosa che vi interessa questo simulatore vi da la possibilità, sugli aerei in cui è previsto il multicrew, di poter salire a bordo del velivolo e, anziché prendere possesso della cloche, andare a piazzarvi nella postazione dedicata ai mitraglieri. Insomma la possibilità di poter volare in due sullo stesso aereo ma con mansioni diverse non più così remota. Molte anche le missioni che il simulatore mette a disposizione sia in DOG che COOPERATIVE dove le difficoltà possono essere svariate. Unico neo: ci sarebbe piaciuto che le missioni COOPERATIVE volate in multi consentissero il rientro in gioco dopo un abbattimento o un crash, come avviene su altri simulatori, occupando un posto su un aereo pilotato dalla AI. Il pilota messo fuori infatti, rimane tale sino al termine della missione. Speriamo che una patch risolva presto questa lacuna. Molto belle le missioni in multi della modalità CAMPAIGN, che possono essere scelte tra "casuali" e "storiche". In finale si può dire che questo prodotto non avrà vita breve.

CONSIDERAZIONI FINALI

Si è avuta la possibilità di testare approfonditamente il software in una delle ultime sessioni in rete con alcuni amici di PVI (Piloti Virtuali Italiani), organizzata ed eseguita proprio a commemorazione dell'attacco a Pearl Harbour, il 7 dicembre scorso. Devo dire che è stato divertente con succedeva da tempo, anche se nella realtà (7 dicembre 1942) certo non sarà stato così ma nel virtuale le cose cambiano. Il Volo è reso piacevole dall'avionica tutt'altro che nervosa e la densità degli scenari danno un tocco di realtà alla virtualità. Diciamo che il software è un buon compromesso tra buone prestazioni e ottima grafica un connubio importantissimo in questa vita virtuale.

8
Pacific Fighters ha il merito di confermare quanto di buono visto con IL2 e successiva espansione, riuscendo al contempo a migliorare il lato estetico e a rendersi maggiormente giocabile anche di chi non è nato con la "cloche in mano". La possibilità, poi, di riprodurre in multiplayer tutte le battaglie combattute realmente nel corso della seconda guerra mondiale, con dovizia di particolari sia storici che estetici, faranno la gioia di tutti gli appassionati del genere.