Recensione Overlord: Raising Hell

Il Signore del male arriva su PS3 con tutte le sue schiere (ed espansioni)

di Tommaso Alisonno
Negli oscuri recessi di una cripta polverosa, alcuni mostriciattoli vagamente umanoidi noti come “Serventi” riportano in vita il loro signore oscuro, l'Overlord, annientato anni addietro da un gruppo di eroici avventurieri che niente avevano di meglio da fare che andare a rompergli le uova nel paniere. L'essere malvagio si ritrova così in una sala del trono che ha sicuramente visto giorni migliori, tra l'altro privo di praticamente tutto il suo potere: da questo momento sarà suo obiettivo quello di ricostruire pezzo dopo pezzo il suo dominio, opprimendo le popolazioni circostanti, accrescendo il suo potere ed il suo tesoro, e soprattutto rintracciando ed annientando quegli stupidi mortali che hanno osato contrastarlo in passato.

Overlord: Raising Hell è la conversione PS3 di quell'Overlord che circa un anno fa faceva la sua comparsa su PC e Xbox360, qui presentato completo della modalità MultiPlayer e delle missioni aggiuntive che sulla macchina Microsoft potevano essere scaricate a parte (a pagamento). Il concept è piuttosto interessante, in quanto ci mette per una volta nei panni del “cattivo”, in questo caso l'Overlord, e soprattutto perché per svolgere tutte le nostre missioni dovremo incondizionatamente contare sull'aiuto dei succitati Serventi. A ben pensare, l'idea strizza decisamente l'occhio ad uno dei miti del passato, ossia Dungeon Keeper, ma è qui riproposta in uno stile decisamente più arcade pur mantenendo parte del concept strategico.

Cominciamo col dire che potrete andare in giro con il vostro anti-eroe tramite l'analogico destro, e che avremo a disposizione due tasti azione, ossia Croce per l'attacco fisico e Quadrato per utilizzare gli incantesimi (selezionabili, una volta ottenuti, coi tasti direzionali). Per guidare i Serventi avrete a disposizione diverse possibilità: la prima, quella più comune, è quella di premere il trigger R2 in modo da aizzarli contro i bersagli (nemici, casse, barili, argani, leve eccetera) più o meno di fronte a voi, e viceversa premere Cerchio per richiamarli al vostro fianco; volendo, è possibile impostare un bersaglio comune tramite L2.

Un altro metodo è quello di pilotarli direttamente tramite l'analogico destro, anche se di solito questo sistema è un po' impreciso e i Serventi tendono a tornare indietro se rimangono per più di un secondo senza ricevere ordini. Ultimo sistema, è possibile impostare dei “vessilli” con triangolo e poi spostarli in modo da i Serventi rimangano lì dove li posizionate finché non deciderete di spostarli o richiamarli, sistema utile soprattutto per posizionare determinate truppe in situazioni complicate o scontri boss.

I Serventi sono divisi in quattro tipologie, alla fin fine assimilabili alle “classiche” classi fantasy di guerrieri, maghi, ladri e chierici. I marroni, disponibili sin dall'inizio, sono picchiatori robusti, tenaci ed attaccabrighe: sono in grado di equipaggiarsi con armi e protezioni tanto reali quanto improvvisate in modo da diventare via via più efficenti.

I rossi, decisamente molto più gracili, hanno il vantaggio di lanciare palle di fuoco a distanza, e di essere parimenti immuni al fuoco. I verdi sono combattenti discreti, soprattutto quando riescono a cogliere un avversario di spalle: una volta posizionati a fianco di un vessillo rimangono nascosti finché non gli passa un nemico a tiro, e sono inoltre immuni al veleno. I blu sono debolucci ma sono gli unici in grado di colpire nemici incorporei (come i fantasmi), oltre a possedere l'abilità di resuscitare gli altri Serventi; cosa importantissima, i blu sono gli unici che sappiano nuotare.

Man mano che proseguite nelle varie missioni, otterrete denaro per forgiare nuove armi ed armature (potenziabili sacrificando quantità industriali di Serventi) ed altri tesori, soprattutto nuovi incantesimi, potenziamenti di energia vitale o di mana per le magie, fino ad incrementi nel numero di Serventi utilizzabili volta per volta. I Serventi, così come l'Overlord, potranno morire in battaglia, ma raccogliendo le relative sfere d'energia potrete ottenere truppe fresche tramite gli appositi nodi (la morte dell'Overlord, ovviamente, porterà al Game Over). Man mano che otterrete oggetti speciali o concluderete importanti missioni di trama, anche la vostra torre diverrà sempre più robusta e terrificante, oppure ricca e splendente: capiterà infatti talvolta di poter operare delle scelte che influenzeranno, se non il corso del gioco, perlomeno il vostro stile.

Tecnicamente siamo al cospetto di una conversione discreta: gli ambienti sono piuttosto vasti ed il campo visivo non è da meno, i modelli ben curati e ricchi di animazioni, soprattutto per quanto concerne i Serventi. Nel gioco abbondano gli effetti speciali, soprattutto quelli relativi al fuoco, alle nebbie colorate e all'acqua, anche se il tutto è comunque realizzato con uno stile parecchio cartonoso piuttosto che realistico. La gestione delle telecamere è talvolta un po' rognosa, complice il fatto che manchi un sistema per ruotarle liberamente (ricordiamo che l'analogico destro è utilizzato in altra maniera) e che siano disponibili solo de inquadrature, ma ci si fa la mano. Il frame-rate, mai eccelso, è comunque abbastanza stabile nel gioco in SinglePlayer, perlomeno salvo singoli casi isolati, ma purtroppo soffre di gravi cali in split screen.

Il sonoro è ricco di effetti speciali e suoni d'ambiente, tra cui fanno da padrone le molteplici frasi utilizzate dai Serventi: questi suoni ed effetti sono sufficientemente ricchi e frequenti da non far rimpiangere la mancanza di una vera e propria colonna sonora d'accompagnamento, anche se in determinate occasioni, come ad esempio gli scontri boss, le musiche non tarderanno a farsi vive, e sono tutte gradevoli. Il gioco è totalmente tradotto in Italiano senza evidenti errori; i doppiatori sono abbastanza bravi, ma talvolta non convincono appieno, soprattutto considerando la scarsità del numero di voci (per dirne una, non c'è distinzione tra le voci dei quattro tipi di Serventi).

L'idea di gioco è piuttosto interessante è divertente: si tratta fondamentalmente di andare all'avventura non con un singolo personaggio ma con uno stuolo di Serventi su cui si esercita un controllo relativo, anche se la loro fedeltà è tale da sacrificarsi senza remore per il loro signore. Se nelle prime fasi si tratterà di un continuo picchia-picchia, man mano che ci si addentra nelle missioni più grosse, e soprattutto quando si cominciano ad avere a disposizione Serventi differenti dai marroni, comincerà a rendersi necessario un minimo di pianificazione, scegliendo accuratamente quali truppe portarsi appresso e come utilizzarle in battaglia. Ecco pertanto che ci troviamo di fronte ad un titolo che fonde in se elementi di Arcade, di RPG, di RTS e, perché no, di Puzzle.

Le missioni di gioco sono parecchie, anche se molte di esse sono in realtà sotto-missioni obbligatorie del percorso principale (leggasi “se non superate tutto questo gruppo di missioni, non si rende accessibile la successiva principale), ma in linea di massima non si può parlare di “linearità”, vuoi per la presenza di molte sotto-quest opzionali, vuoi per il fatto che una volta che avrete tutti i tipi di Serventi potrete effettivamente dedicarvi a ciò che vorrete. Le ore di gioco dall'inizio alla fine non sono affatto poche, e il fatto di poter operare qua e là delle scelte rende appetibile anche la possibilità di rigiocarlo da capo.

La modalità MultiPlayer consiste fondamentalmente nella possibilità di sfidare un amico in una delle tre discipline di distruzione (fa più punti chi più distrugge), saccheggio (vince chi raccoglie più oro) e sopravvivenza (ne rimarrà soltanto uno). Le sfide si svolgeranno in una delle arene proposte alle estremità delle quali i due Overlord inizieranno con le stesse risorse, ma naturalmente sparsi qua e là saranno rinvenibili svariati power-up. Chiudendo l'occhio sul succitato problema di frame-rate in split screen, in generale queste modalità costituiscono un piacevole diversivo. In conclusione, Overlord: Rising Hell è un gioco simpatico e divertente, zeppo di battute e situazioni buffe che condiscono con parecchio humor un concept già di per sé fuori dagli schemi, e che comunque richiede un minimo di attenzione e di ragionamento per poter essere giocato con profitto.

7
Overlord: Raising Hell è un gioco decisamente soddisfacente sotto quasi tutti i punti di vista. L'idea di guidare un signore del male con le sue orde è accattivante e presentata con una dose di humor sufficiente a ricordarci che si tratta solo di un gioco, lo sviluppo delle missioni si snoda solitamente in almeno due o tre percorsi più o meno indipendenti a cui si affiancano tutte le missioncine opzionali, la conversione tecnica della versione PC/Xbox360 (con tutte le espansioni, compreso il MultiPlayer) è sufficiente sebbene talvolta, soprattutto nel gioco in split screen, risenta di cali di frame rate. Un titolo che vi terrà compagnia per un bel lasso di tempo e che metterà alla prova le vostre capacità strategiche e il vostro senso dell'umorismo.