Recensione Oddworld: Munch's Oddysee

di Tiscali News

Oddworld: The Munch's Oddysee è il terzo capitolo di una serie iniziata qualche hanno fa sulla Playstation e su Personal Computer: il primo gioco, intitolato "Oddworld: Abe's Oddysee" fu un piccolo capolavoro ma ricevette purtroppo più consensi dalla critica che da parte del pubblico, e per questo non vendette moltissime copie. Tuttavia i programmatori della Oddworld non si persero d'animo ed un anno dopo sfornarono un seguito che ripropose lo stesso identico geniale concept di gioco: anche questa volta tuttavia il risultato non fu molto migliore. Oggi, dopo quasi tre anni di silenzio, il personaggio principale, Abe, ritorna da co-protagonista in una nuova avventura che gode delle potenzialità Hardware della console di casa Microsoft, e per la prima volta si trova a muovere in un ambiente completamente tridimensionale.

Ma che tipo di gioco è questo Munch's Oddysee? Così come i primi due titoli, si tratta di un plattform molto particolare, nel quale a farla da padrone è la componente puzzle: infatti il giocatore vestirà i panni di Abe, il protagonista dei primi due giochi, e di Munch, un essere molto particolare dotato di un impianto radar inserito nella testa con il quale, oltre a comunicare, può anche emettere delle piccole scariche elettriche. La prima particolarità del gioco è quella che, esclusa la prima parte nel quale i personaggi seguono una storia differente, il compito del giocatore è quello di fare lavorare insieme le due creature, sfruttando le caratteristiche dell'uno e dell'altro per passare gli ostacoli.

Per spiegare meglio in cosa consistono questi ostacoli, che saranno di varia natura e che necessitano di un uso intensivo della materia grigia fino a quando si è trovata la soluzione, è bene parlare brevemente del gameplay alla base della serie, e quindi anche di questo episodio. L'obiettivo del gioco è quello di liberare i compagni tenuti prigionieri dalla megacorporazione che li usa nelle maniere più impensate e terribili: per fare ciò dovremo portare i due personaggi in giro per i livelli che compongono il gioco cercando di non farli scoprire dalle guardie nemiche. Per evitare quindi di essere scoperti, e catturati, sarà necessario di volta in volta analizzare la situazione (alcune guardie dormono e non devono essere svegliate, altre seguono un percorso stabilito, altre sono addette alla vigilanza di alcune celle e così via) e ingeniarsi per trovare la soluzione particolare per risolvere il problema. Potremmo definire il titolo come un misto tra azione e pensiero, dove però il pensiero svolge un ruolo predominante: per quelli che hanno provato uno dei due episodi precedenti, basta dire che il meccanismo di gioco è rimasto invariato, e l'unica cosa che cambia è l'ambientazione, questa volta completamente tridimensionale, con tutto ciò che ciò può comportare.

Il sistema di controllo è rimasto pressoché invariato: è possibile dialogare con gli altri personaggi, compiere movimenti, spingere i nemici La novità più importante riguarda il sistema cooperativo tra i due personaggi principali, che adesso possono persino chiedere ai loro simili di compiere particolari azioni in momenti precisi del gioco. Ciò risulta particolarmente divertente perché aggiunge profondità ad uno schema di gioco che avrebbe potuto risultare noioso ma che così appare rinnovato ed in grado di mantenersi su discreti livelli.

In realtà, per coloro che non conoscono il meccanismo di gioco della serie, questo terzo capitolo assomiglia sempre di più ad un rompicapo che ad un plattform, di cui conserva solo l'apparenza esterna: ciò è a nostro modo di vedere un pregio, poiché gli permette un ulteriore differenziazione dai tanti plattform apparsi sul mercato in questi anni. Munch'Oddissey è un gioco assolutamente originale, che non può essere apprezzato dai giocatori in cerca di titoli sempre uguali a sé stessi, ma che sarà letteralmente amato da coloro che cercano novità e che preferiscono utilizzare la materia grigia per pensare invece del pad per sparare e saltare.

Da un punto di vista tecnico, il gioco si avvale, come detto, delle potenti capacità dell'Hardware Microsoft, e nonostante qualche difetto grafico relativo alla presenza di un fogging forse troppo pesante ed ad alcune animazioni sicuramente troppo legnose, ci troviamo di fronte ad uno dei migliori esempi di questo genere di giochi. Le locazioni, ora più ristrette di quelle viste nei precedenti capitoli, sono dettagliate e ricche di particolari, ognuna con un particolare modello d'illuminazione che garantisce al gioco una immagine limpida e senza precedenti: basta ammirare il riflesso delle nuvole o le meravigliose ombre dei personaggi per rendersene conto.

Anche sotto l'aspetto sonoro le cose non sono peggiori, e, a differenza di quanto spesso avviene in altri titoli di questo genere, vi lascerete presto conquistare dalle melodie in sottofondo: senza parlare degli spassosissimi dialoghi, tutti in italiano, tra i protagonisti che vi conquisteranno con i loro effetti sonori...

Se dovessimo consigliare il gioco, non avremmo particolari difficoltà nel farlo, soprattutto ai patiti della serie che tanto hanno aspettato questo terzo capitolo, prima destinato alla Playstation 2 e poi dirottato in esclusiva sull'Xbox: a loro diremmo solamente di avere pazienza per qualche difetto di tipo tecnico, perché le innovazioni del gameplay colmano facilmente qualunque altra mancanza.

Alle altre persone, invece il consiglio è diverso, ed è quello di avvicinarsi a Munch Odissey non aspettandosi un plattform di ultima generazione, ma un rompicapo affascinante, impegnativo e per lunghi tratti frustrante: Crash Bandicoot, vi assicuriamo, vive su un altro pianeta!

Un titolo che, seppure con qualche difetto di troppo, è in grado di soddisfare sia gli appassionati della serie che i nuovi giocatori: un ottimo gioco per la console di casa Microsoft, destinato ai giocatori più pazienti ed appassionati di puzzle game. Ma, attenzione, non è un Plattform!