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Recensione Ninja Gaiden 2

Ryu Hayabusa è tornato e non farà sconti, per nessuno...

di Massimiliano Balistreri
E' ancora vivido nella nostra memoria quell'E3 del 2002, quando, in occasione della press conference Microsoft, Ninja Gaiden fu per la prima volta mostrato al mondo. Ci lasciò di stucco la cura con cui quel gioco era realizzato, tanto da spingerci addirittura a dubitare che potesse trattarsi di grafica real-time.

E invece, come già accadde con Dead or Alive 3, per il quale gli scettici chiamavano in causa ampi lifting a colpi di photoshop, salvo poi essere piuttosto impietosamente smentiti dai fatti, anche Ninja Gaiden mantenne tutte le promesse fatte, dal punto di vista tecnico e non solo, ponendosi come il vero punto di riferimento della passata generazione, capace ancora oggi di mettere in difficoltà prodotti pensati e sviluppati per macchine decisamente superiori alla prima Xbox.

Ma Ninja Gaiden non fu solo un capolavoro di grafica; rappresentò molto di più, conquistando de facto l'alloro di miglior action game, grazie alla sapiente miscela di tempismo, immediatezza e difficoltà che il suo creatore aveva saputo infondergli. Ora a diversi anni di distanza abbiamo la possibilità di stupirci nuovamente, e non vediamo l'ora.

Difficile migliorare ciò che per certi versi potrebbe sembrare davvero perfetto. Molto più probabile, nel tentativo estremo di farlo, rischiare che qualcosa vada storto e che una ricetta miracolosamente bilanciata risulti improvvisamente sballata. Questo Tomonobu Itagaki lo sa bene ed è per questa precisa ragione che Ninja Gaiden 2 non è stato rivoltato come un calzino rispetto al prequel. Non si può certo dire però che la rockstar degli sviluppatori abbia dormito sugli allori in questi anni: scopriamo quindi insieme per quali ragioni Ninja Gaiden 2 riesce a rappresentare un significativo passo avanti nel genere action game.

Uno degli aspetti meno digeriti del primo episodio era certamente la sua estrema difficoltà, mitigata e meglio bilanciata nel successivo episodio Black, ma sempre su livelli a volte esagerati. Questo elemento è stato oggetto di studio approfondito da parte del Team Ninja, il quale ha rivoluzionato alcune meccaniche, allo scopo di rendere il gioco meno frustrante, senza per questo rinunciare ad una sfida sempre su alti livelli.

I nemici che incontrerete arriveranno al vostro cospetto a gruppi e vi sarà richiesto di resistere, eliminandoli uno per uno, finché anche l'ultimo elemento del gruppo non sarà abbattuto; nel corso dello scontro, in seguito alle ferite inferte, perderete ovviamente energia, e la barra si dividerà in due porzioni: quella di sinistra, composta dalla somma di energia rimasta ed energia perduta, e quella destra, di colore rosso.

Al termine dello scontro la porzione di energia persa al di fuori della striscia rossa verrà recuperata, permettendovi quindi di proseguire nell'avventura senza l'handicap di rimanere con un filo di vita e rischiare di conseguenza di soccombere al comparire del primo pericolo.

Ovviamente per recuperare anche la parte rossa, che via via si incrementerà lentamente in proporzione ai danni subiti, sarà necessario assorbire sfere blu, come già nel prequel, oppure utilizzare le erbe curative, che troverete sparse qui e là, nei forzieri o addosso a ninja caduti sul campo. Per coloro che potrebbero nutrire il timore che questa politica di rigenerazione della barra energetica possa rendere il progredire nel gioco fin troppo semplice, desideriamo tranquillizzarvi immediatamente, visto che è stato contemporaneamente introdotto un aumento di difficoltà nei singoli scontri: i vostri avversari saranno presenti in numero maggiore rispetto al passato e, soprattutto, potranno contare su una intelligenza artificiale decisamente più evoluta ed affinata.

Si creeranno con puntuale frequenza situazioni davvero caotiche, con innumerevoli ninja e creature più o meno fantasiose che cercheranno di sopraffarvi da ogni direzione e da ogni distanza, organizzandosi per ruolo in base alle vostre mosse e puntando a colpirvi dove siete più vulnerabili. Fortunatamente il sistema di controllo del nostro ninja è a dir poco sublime e ci permetterà, dopo aver preso un po' di dimestichezza coi vari comandi a disposizione, di compiere evoluzioni letali quanto spettacolari, per tempismo ed efficacia.

L'aumento esponenziale del gore e della violenza in generale, con la possibilità di far letteralmente volare per aria braccia e gambe dei vostri nemici, il tutto accompagnato da fuoriuscite di fiumi di sangue, è molto coreografico, senza per questo diventare di cattivo gusto e, soprattutto, non è elemento fine a sé stesso, ma possiede un significato ben preciso nell'ottica del combattimento.

Tramite attacchi deboli e veloci infatti avrete più probabilità di andare a bersaglio ma i vostri colpi non saranno letali: un ninja nemico senza un braccio continuerà ad impegnarvi, e ancor di più uno senza una gamba, che dal suolo, strisciando lentamente verso di voi, cercherà di sbattervi al suolo e ferirvi il più possibile, non esitando a farsi esplodere su di voi.

Per questa ragione occorrerà finire i nemici feriti il più rapidamente possibile, usando a tale scopo l'attacco più potente che, a seconda dell'arma, innescherà combo particolarmente devastanti e dall'esito davvero definitivo. Come già nel prequel, la morte degli avversari rilascerà sfere energetiche di vario colore che, a seconda della tipologia, incrementeranno la vostra energia fisica, quella spirituale (utile per eseguire tecniche nimpo avanzate) oppure forniranno utili crediti spendibili nei negozietti che troverete disseminati nei livelli, sia per incrementare le potenzialità delle armi sia per acquisire oggetti di cura e potenziamento.

Sempre nell'ottica di voler rendere il gioco più godibile e accessibile sarà possibile ricevere piene cure la prima volta che si accederà ad un nuovo save point; inoltre l'equipaggiamento delle armi e l'utilizzo di oggetti sarà reso più sbrigativo utilizzando la croce direzionale anziché accedendo tramite menù, il che renderà anche il tempismo delle cure più veloce ed efficace.

Tutto funziona davvero in maniera spettacolare: quello che era un sistema di controllo fantastico in Ninja Gaiden II risulta ora ulteriormente impreziosito: difficile da domare sulle prime ma appagante e divertente al punto giusto una volta che vi si riesce; permane qualche svarione della telecamera, che a volte tende a lasciarvi parzialmente fuori dall'inquadratura, senza darvi modo di capire esattamente da quale direzione sarete attaccati. Ma dopotutto siete un ninja e quindi non avete bisogno di vedere tutto per capire che sta succedendo, no?

Scherzi a parte, col grilletto destro vi sarà possibile sempre aggiustare velocemente l'inquadratura, ponendola dietro Ryu e potete scommettere sul fatto che, assieme alla parata, sarà uno dei comandi che più utilizzerete.

Un'interessante novità è rappresentata dalla possibilità di registrare intere sessioni di combattimenti sfruttando direttamente l'engine del gioco, col quale peraltro sono realizzate la totalità delle cut scene. I filmati saranno poi condivisibili su Xbox Live per confrontarsi coi propri amici in quanto a maestria ed abilità nel completamento dei vari quadri.

La tecnica del Ninja.

Se è stato difficile migliorare un grande gioco come Ninja Gaiden di certo non è stato semplice tirare fuori dal cilindro qualcosa di ancor più spettacolare dal punto di vista audio/visivo. Eppure il Team Ninja anche in questa occasione non ci ha deluso e quello che si staglia sui nostri schermi è pura poesia applicata al rendering in real time.

Tutto è curato fin nel minimo dettaglio, a partire dagli scenari, splendidi e di grande atmosfera, impreziositi da dettagli fantastici, fino a giungere ai personaggi, curati ed animati con maniacale ricerca del perfezionismo, non solo per quanto riguarda Ryu e gli altri protagonisti, ma specificatamente per ogni creatura presente nel gioco.

Le armi, new entry comprese, sono sempre molto spettacolari e per risultare implementate alla perfezione nelle meccaniche del gameplay, oltre che nella scenicità globale, hanno richiesto la creazione di animazioni specifiche per ciascuna di esse, in associazione ad ogni nemico, in modo da rendere i movimenti di Ryu oltremodo naturali e convincenti, in ogni situazione di combattimento. Decapitazioni e smembramenti aggiungono quel realismo necessario ad un gioco che basa la sua essenza sul combattimento tramite letali armi da taglio, senza mai risultare di cattivo gusto e contribuendo all'aumento dello spessore della giocabilità, come visto in precedenza.

La fluidità, fondamentale in un gioco come Ninja Gaiden 2, è ancorata ai 60 frame per secondo, con sporadici cali ed incertezze nel v-sync, soltanto nelle situazioni più intricate, dove paradossalmente un rallentamento dell'azione frenetica può quasi essere utile a capire meglio cosa stia precisamente accadendo.

Non abbiamo potuto fare a meno di rimanere piacevolmente colpiti da alcuni dettagli e da svariati tocchi di classi, come le auto che alimentano il traffico di Neo Tokyo nel primo stage, la pioggia, realizzata davvero in maniera notevole nella città di New York, il modo in cui Ryu pulisce dal sangue dei nemici le sue armi alla fine di ogni scontro: tutte piccole perle che rendono ancor più prezioso e notevole un quadro grafico di primissimo livello, forse tra i migliori che ad oggi abbiamo avuto la possibilità di osservare su Xbox 360.

Anche il comparto audio non è certo da meno, e riesce a coadiuvare adeguatamente la parte grafica nel raggiungimento dell'obiettivo del pieno coinvolgimento emotivo del giocatore. Musiche ispirate e d'atmosfera accompagnano le gesta di Ryu in ogni istante ed effetti sonori convincenti e realistici riescono a non farvi mai calare l'adrenalina messa in circolo dall'infuriare della battaglia intorno a voi.

9
Ninja Gaiden 2 riesce a centrare il non semplice obiettivo di eccellere nella categoria action game, spodestando nel farlo niente altro che il suo prequel. Tutto nel gioco ci parla del suo creatore, quel Tomonobu Itagaki tanto spaccone quando si lancia nelle sue uscite contro la concorrenza, ma altrettanto talentuoso e scrupoloso quando si dedica anima e corpo al raggiungimento dei suoi traguardi.  Non era semplice ambire a migliorare qualcosa che già di per sé sembrava sfiorare la perfezione nel suo genere, ma il Team Ninja anche questa volta ci ha piacevolmente stupito, confezionando un prodotto curatissimo dal punto di vista tecnico e assolutamente appagante sul versante prattamente ludico, andando a limare quegli aspetti della giocabilità che potevano in precedenza creare frustrazione in tutti i non hardcore gamer. Il risultato ottenuto è il raggiungimento di un equilibrio pressoché perfetto che catapulta ogni amante dell'action game tout court in una sorta di paradiso contemplativo dal quale separarsi per le quotidiane incombenze diventa davvero arduo. Capolavoro.