Recensione MotorStorm: Pacific Rift

Scaldate i bolidi, dopo tanta attesa è giunta l'ora del nuovo Motorstorm!

di Marco Del Bianco
Un isola dispersa nell'oceano. Terreni forgiati dalla natura e temprati dagli eventi, dove l'uomo non ha il dominio. Sembra l'inizio di Lost? Parebbe di sì ma invece si tratta delle scene iniziali dell'introduzione di Motorstom Pacific Rift. Abbandonate le polverose strade dei canyon, ora la sfida si trasferisce in ambientazioni molto più varie.

Il primo Motorstorm è stato sicuramente uno dei titoli più apprezzati, se non addirittura il migliore, fra quelli presenti al lancio europeo della console. Se però si poteva trovare un difetto a quel titolo, si poteva tranquillamente dire che mancasse un po' di spessore. Accanto a un motore grafico sicuramente convincente e a un'azione di gioco frenetica e divertente, i programmatori avevano costruito un'offerta di modalità di gioco un filo troppo lineare e spartana.

Ora si è giustamente partiti da quanto di buono si aveva per le mani e si è lavorato offrire ai giocatori un'esperienza decisamente più completa.

Partendo dalle conferme, non si può non iniziare del già citato motore grafico. Il cuore di questo Motorstorm batte ancora forte e vigoroso. Qui non sono stati fatti grandissimi passi avanti ma ci si è limitati a ottimizzare qua e là diversi aspetti. I rallentamenti, anche nelle fasi più concitate della bagarre, sono praticamente inesistenti e le vetture sfrecciano fluide attraverso ambientazioni ancora più ricche di particolari. Non solo elementi statici ma anche dinamici, coi quali i vostri mezzi si troveranno ad interagire, si spera nel modo meno accidentato possibile. Menzione di merito agli effetti luce, utilizzati talvolta in modo un po' troppo evidente per enfatizzare il fatto che si può correre a diverse ore del giorno, ma che risultano visivamente davvero spettacolari. Se si deve proprio trovare un difetto, sempre in termini di luci, possiamo dire che talvolta alcuni passaggi risultano eccessivamente cupi e bui, rendendo difficile una guida ragionata. Si tratta però in genere di brevissimi passaggi e comunque di imperfezioni piuttosto marginali.

Proseguendo con le conferme di Pacific Rift, si deve parlare dell'azione di gioco, che è rimasta fedele alle sue connotazioni originali. La guida in Motorstorm è spiccatamente arcade ma questo non vuol dire che basti tenere il piede a tavoletta per vincere primeggiare in tutte le gare. Vincere non sarà facile e dovrete utilizzare tutta la vostra maestria per domare i mezzi, la strada e gli avversari. I comandi sono immediati e puntuali, consentendovi sempre un controllo totale del mezzo. E' stata implementata la parte relativa ai comandi “in volo” che, soprattutto nei mezzi particolarmente leggeri, consente di agire sulla propria inclinazione per rendere più dolci gli atterraggi e ripartire subito di slancio. Anche nelle fasi di sportellate con gli avversari ora le vostre opzioni saranno maggiori e potrete quindi provare a liberarvi anche con le cattive di chi insidia la vostra posizione. Non pensate comunque che gli avversari stiano lì docilmente a farsi prevaricare.

Se poi cercate qualcosa di diverso dal solito potrete sempre provare a guidare utilizzando i sensori di movimento invece delle classiche levette analogiche. Meno comodo ma sicuramente intrigante.

Per quanto riguarda la varietà di situazioni offerte al giocatore, Pacific Rift mostra tutto l'impegno e la cura per i particolari che è stata adoperata dagli sviluppatori. I percorsi presenti sono ben sedici, divisi in quattro classi, caratterizzate dai quattro elementi della natura: aria, acqua, terra e fuoco. Se infatti nell'originale Motorstorm c'erano solo i polverosi canyon, ora invece potrete spaziare tra giungle lussureggianti, spiagge paradisiache (almeno fino al vostro passaggio), turbolenti vulcani e insidiosi deserti. Non è però solo l'aspetto grafico a differenziare questi tipi di tracciati. I diversi tipi di fondo avranno aderenze diverse che influenzeranno decisamente lo stile di guida che dovrete avere. Quello che però va ad incidere maggiormente sulla vostro modo di giocare, è l'inserimento del fuoco e dell'acqua nelle varie ambientazioni.

Il primo, sotto forma di fiamme o di magma, tenderà a far surriscaldare prima il vostro mezzo, con il risultato che potrete usare il turbo per periodi di tempo molto limitati se non volete far esplodere il motore. L'acqua invece ha l'effetto esattamente contrario: tenendo bassa la temperatura vi consentirà di spremere il vostro mezzo con molta più irruenza. State però attenti ai passaggi umidi: nelle pozze i vostri mezzi incontrano maggiore resistenza e tendono a rallentare, problemi che aumentano quando l'acqua si fa più profonda, fino a rendervi impossibile proseguire. E' un aspetto tutt'altro che secondario, soprattutto coi mezzi più leggeri, infatti le zone di acqua alta sono prontamente segnalati con cartelli stradali che dovrete imparare a riconoscere nel più breve tempo possibile. Attenzione infine agli elementi che troverete sul tracciato. Spesso la strada vi sarà ostruita da oggetti più o meno mobili e dovrete essere sempre molto allerta per evitarli.

I percorsi sono sedici, ben di più rispetto a quelli del primo Motorstorm e mantengono fede alla filosofia originale di questa saga che prevede passaggi molto spettacolari, con salti mozzafiato, ma soprattutto presenta dei tracciati ricchi di varianti e scorciatoie, che si riveleranno più o meno convenienti a seconda del mezzo col quale affronterete la gara. Più volte si è già citata la scelta dei mezzi. Anche qui si è rimasti fedeli alla tradizione ma offrendo una scelta più ampia. Ora le classi disponibili sono ben otto e spaziano dalle moto ai big foot, spaziando tra buggy, pick up, auto da rally e tir. Ognuno col le sue caratteristiche di peso e potenza e il suo peculiare stile di guida da adottare per poterne trarre il massimo. Se in moto dovrete stare attenti a non essere disarcionati dai mezzi più pesanti e avrete grosse difficoltà nelle pozze, per inverso potrete spingervi nelle scorciatoie più intricate e potrete sbizzarrirvi in salti mozzafiato. Senza dimenticare che potrete anche far volare qualche gomitata per liberarvi dei vostri colleghi di categoria che più vi impensieriscono.

Salendo con il peso dei mezzi invece si guadagna in stabilità e trazione ma si deve inevitabilmente concedere qualcosa in termini di destrezza del mezzo. Ciò rende l'azione molto varia e giocare con un quad o un tir fa sembrare Motorstorm Pacific Rift quasi due giochi completamente diversi ma egualmente divertenti. E' però il momento di scendere in pista e vedere quali sfide ha da offrirci il gioco. All'inizio del Festival, così viene chiamata la modalità carriera, potrete intraprendere uno qualsiasi dei quattro capitoli ispirati agli elementi naturali e cimentarvi nelle prime gare che vengono offerte. Più ne vincerete e più ne sbloccherete di nuove. Il segreto per la vittoria è però portare avanti pari passo tutti e quattro i capitoli, col risultato che ci si trova a spaziare sempre tra tracciati e stili di gioco molto diversi. Oltre alla classica gara contro avversari, i programmatori hanno studiato anche delle sfide alternative. A volte non vi basterà solamente piazzarvi sul podio per poter proseguire ma avrete anche delle limitazioni o di tempo entro il quale tagliare il traguardo o di numero massimo di mezzi che potete distruggere nel corso della gara.

Fuori dal festival troverete una buona varietà di alternative, che comunque non brillano particolarmente per originalità. Al di là delle gare singole e di quelle contro il tempo, spicca la possibilità tutta nuova, per Motorstorm, di sfidarsi in quattro in split screen. Ora infatti potrete cimentarvi anche fra amici in sfide mozzafiato, anche se si deve ammettere che il ridotto campo visivo crea qualche problema, soprattutto a chi non conosce molto bene le piste. Immancabile un massiccio supporto online. Ovviamente, trattandosi di un titolo Sony, non poteva mancare il pieno supporto ai Trofei. Divisi tra quelli ottenibili giocando in locale e quelli cimentandovi online, avrete sfide per tutti i gusti nelle quali cimentarvi. Una cosa interessante è che nella sezione trofei del garage non solo potrete vedere quelli che avete già conquistato ma avrete l'opportunità di verificare a che punto siete con quelli che ancora vi mancano.

Per esempio quanti chilometri avete percorso o quanti gare avete vinto con una particolare vettura. Una cosa forse secondaria ma utile. Una piccola chicca che in tanti altri titoli che pure incorporano i trofei non è presente, a dimostrazione della grande cura per i particolari che è stata portata in questo titolo. Sony ha poi promesso un massiccio supporto per Motorstorm Pacific Rift attraverso il suo Store e costantemente arriverà ad offrirci nuove e interessanti contenuti per rendere sempre nuova la vostra esperienza di gioco. Motorstorm è tornato in tutto il suo splendore e ora presenta uno spessore decisamente maggiore. Un vero must per gli amanti delle corse di guida non particolarmente simulative.

8
La prima cosa che salta all'occhio di Motorstorm Pacific Rift è il senso di continuità rispetto al suo predecessore. Mantenendo quello che di buono c'era, in primis la grafica curata e fluida e l'azione di gioco molto immediata e adrenalinica, i programmatori sono andati a implementarci attorno tante piccole chicche. Il numero di tracciati è stato aumentato e sono diventati anche molto più ricchi di elementi scenografici ma anche di interazione. Le modalità di gioco, soprattutto il career mode, sono molto più strutturate ed è stato aggiunto un ottimo multiplayer locale in split screen. Chicca finale un buon multiplayer online e il pieno supporto per i trofei del PSN. Un ottimo sequel che dà l'impressione di colmare quelle pecche di profondità che si potevano avvertire sul primo Motorstorm.