Recensione MotoGP 13

Milestone torna alla MotoGP per farci assaporare le emozioni del motomondiale!

di Fabio Fundoni
Milestone torna alla MotoGP

Dopo un periodo in cui la licenza della MotoGP è rimasta nelle mani di Capcom, il velocissimo sport motoristico su due ruote torna ad essere un affare di Milestone, team di sviluppo italiano che, nonostante altri titoli al proprio attivo di tutto rispetto, ha sempre rappresentato il sinonimo di “videogame motociclistici” per gli appassionati. Se non un ritorno alle origini, quindi, quantomeno un gradito ritorno al passato, con l'azienda milanese che aveva lasciato la MotoGP videoludica all'episodio 2008, per dedicarsi (con discreti risultati, tra l'altro) a Superbike, Motocross e Rally. MotoGP 13 è un titolo che, dunque, parte da presupposti stimolanti, cioè l'esperienza maturata principalmente sulla saga di SBK per quanto riguarda la giocabilità e l'evoluzione di un motore grafico da poco nato, ma già visto all'opera in WRC 3.

Inoltre, fattore non certo secondario, la stagione presa in considerazione nel gioco è una delle più interessanti dal punto di vista sportivo degli ultimi anni, con tantissimi spunti di discussione per sportivi e appassionati. Valentino Rossi è tornato all'ovile Yamaha per riscattare due anni disastrosi in sella alla Ducati, Ducati affidata alle cure di un Andrea Dovizioso che dovrà fare il possibile e l'impossibile per migliorare la situazione della moto italiana, mentre la truppa degli spagnoli continua a dominare. Jorge Lorenzo è alla ricerca di un nuovo titolo mondiale, mentre Daniel Pedrosa non vede l'ora di levarsi la scomoda etichetta di eterno secondo... se non fosse che la Honda gli ha gentilmente fornito il compagno di squadra più rognoso e fastidioso che si potesse immaginare: Marc Marquez, ventenne prodigio già vincitore in 125 e Moto2, intenzionato a farsi valere anche in MotoGP. Aggiungete al minestrone tanti altri protagonisti, come l'indemoniato Cal Crutchlow, l'inossidabile Colin Edwards, un Ben Spies bisognoso di un esorcismo (chi conosce la storia dei suoi infortuni sa di cosa stiamo parlando) e via dicendo. Inoltre non mancano la Moto3 (anche se in pista avremo un massimo di 19 piloti, in attesa di una patch correttiva) e la Moto2, le categorie di contorno alla MotoGP che cercando di rendersi gradite al pubblico e che, ovviamente, non potevano mancare nel videogioco ufficiale del motomondiale, così come tutti i piloti e le piste del campionato (si, anche Austin).

L'offerta ludica è abbastanza basilare per quanto riguarda il panorama dei racing game, con modalità che offrono gare veloci, singoli Gran Premi, campionati, multiplayer in locale o online e l'immancabile carriera. Ognuna di queste situazioni sarà indissolubilmente legata al vostro profilo e qualsiasi cosa farete vi porterà punti esperienza che andranno a far aumentare il vostro livello, modo per sbloccare piloti e scuderie da utilizzare nelle vostre partite, più alcuni extra come foto e filmati. Se quello che troverete nelle prime modalità nominate è palese, sin dal loro nome, è necessario spendere qualche parola in più riguardo alla carriera. Creato (con poche opzioni) il vostro pilota virtuale, avrete a disposizione una manciata di gare come Wild Card in corse della Moto3, in modo da iniziare a far girare il vostro nome tra le bocche dei manager più importanti. Finita questa fase, in base ai vostri risultati, sarà il momento di tirare le somme e vedere se qualcuno sarà disposto a offrirvi una sella per la stagione seguente. Da qui comincerà la scalata verso il successo, fata di gare e sfide, perché di volta in volta dovrete scegliervi un diretto avversario e se riuscirete a far meglio di lui farete ancor più colpo sul pubblico.

Il segreto del mio successo

Da un lato sarà bene far felici i team manager, in modo da non venir licenziati a da ricevere offerte sempre migliori (vorrete pur salire di categoria, no?), dall'altro dovrete gestire anche un rapporto con i fan abbastanza semplicistico, tanto che in base ai risultati riceverete dei finti commenti “social” (abbastanza limitati) fatti di complimenti o critiche a contorno delle prestazioni. Se sarete particolarmente bravi, persino i piloti più famosi potranno aprire la loro posta elettronica e mandare un plauso alla vostra ultima sgommata. Ma quale sarà la strada migliore da seguire per diventare dei veri campioni? Ovviamente, l'impegno e la capacità di imparare a conoscere la vostra moto. Come da tradizione, il gioco offre diversi settaggi per rendere la guida il più adatta possibile alle proprie capacità, partendo dalla presenza di tutti gli aiuti possibili e immaginabili unita ad un livello molto basso della competitività degli avversari, sino alla possibilità di eliminare qualsiasi agevolazione e lottare contro piloti a dir poco agguerriti. Non mancheranno le vie di mezzo, ma è indubbio che il gioco regali il massimo della soddisfazione a coloro che vorranno misurarsi senza aiuti attivati.

Sappiamo bene quanto sia importante il modello di guida in un gioco simile e Milestone ha fornito una prova più che buona da questo punto di vista. Dovrete affinare al massimo la vostra capacità nel saper gestire freno e gas, unendola alla ricerca del giusto momento per entrare in piega e uscire dalle curve. La sensibilità sarà semplicemente importantissima e una mossa sbagliata potrebbe costarvi molto cara. Ovviamente tutto ha una misura e guidando una Moto3 potrete rilassarvi un po', grazie al fatto che la potenza del motore non sarà tale da scaraventarvi via dalla moto al minimo errore. Con la Moto2 dovrete migliorarvi, per poi tirare fuori il massimo con le MotoGP, dei veri e propri mostri a due ruote che necessiteranno la massima precisione per essere portati a seri livelli di competitività, pena una lunga lista di figuracce. Uscire di curva con una ducati e riuscire ad aprire il gas nel modo più proficuo sarà una impresa non da poco, ma quando vi riuscirete, la soddisfazione personale sarà assicurata.

Il team è riuscito a ricreare in maniera buona le reali differenze tra modelli di moto tra cui, ad esempio, spicca la poca competitività delle CRT: per vincere con una di queste dovrete compiere un vero miracolo. Ovviamente avrete accesso a diversi parametri con cui personalizzare il setting del mezzo, andando a toccare pneumatici, freni, elettronica e così via, sebbene il range di personalizzazione non sia elevatissimo. Durante i giri di prova potrete compiere le vostre regolazioni e con un po' d'esperienza riuscirete a dare una reale svolta alle prestazioni. Se non siete esperti a riguardo, vi darà una mano l'ingegnere di pista che, con rapide domande, vi chiederà le vostre sensazioni di guida e cosa vorreste cambiare, per poi agire sulla meccanica e spiegarvi quel che avrà fatto, con relativi risultati. Insomma, una “palestra” che vi servirà nel momento in cui vi sentirete abbastanza abili per mettere da soli le mani sulla vostra motocicletta. Il sistema si è rivelato ben calibrato e riuscirete (impegnandovi, ovviamente) a rendere i veicoli il più vicino possibile alle vostre prestazioni ideali, fatto salvo che serviranno comunque bravura e “manico” per avvicinare la vittoria.

La livrea che non convince

Seguendo una moda ormai radicati nei giochi di guida, è presente anche il “rewind”, cioè la possibilità di portare indietro nel tempo (di qualche secondo) la vostra partita, in modo da correggere errori più o meno gravi. L'opzione può anche essere disabilitata, ma sottolineiamo che ci è parsa implementata non benissimo. Quando avrete finito di “riavvolgere” e tornerete alla guida, molto spesso il pilota si troverà in una posizione scomposta, non sempre utile a recuperare i danni fatti. Vi consigliamo, ad ogni modo, di tenerne attivi un paio, più che altro per evitare di perdere la pazienza a causa di incidenti in cui sarete totalmente incolpevoli. L'intelligenza artificiale è mediamente buona e spesso si lancia in tentativi di sorpasso credibili, cercando differenti traiettorie dalle nostre, ma in alcune situazioni (fortunatamente rare) siamo stati speronati e messi fuori gioco. A voi la scelta: usare un rewind o prenderla con filosofia e tornare in sella pensando che, in fondo, le gare sono anche questo. Danni meccanici e possibilità di rotture del motore completano l'offerta.

Tutto questo riguarda il gioco in singolo, ma potrete anche dedicarvi alle sfide in compagnia. Grazie al supporto online, avrete accesso ad un multiplayer per un massimo di 12 utenti in contemporanea, dove dedicarvi a gran premi singoli o a campionati più o meno completi, sfruttando molte opzioni per riuscire a ricreare la vostra competizione ideale. Il net code è discreto, ma alcune volte abbiamo assistito a chiari esempi di lag, fortunatamente mitigati dalla disattivazione delle collisioni, non andando a rovinare, in sostanza, il divertimento. Magari vedremo qualche avversario scattare o sparire momentaneamente dalla nostra vista. In locale potremo giocare contro un amico, ma lo schermo diviso porterà ad un calo della qualità dell'immagine.

Proprio il motore grafico è, in fin dei conti, il lato negativo più grande del gioco. Milestone propone un impatto visivo discreto, ma non certo in grado di rivaleggiare con le migliori produzioni odierne. Le moto sono ricreate bene, mentre i circuiti sono più altalenanti, ma un problema abbastanza grave deriva dal frame rate che, su alcune piste mostra davvero tantissimi problemi (ve ne accorgerete in Quatar). Così si passa da gare senza rallentamenti di sorta ad altre dove in alcune curve noterete qualche scatto, mentre altre ancora dove la resa sarà insufficiente. Un vero peccato, anche perché quanto si vede a schermo non giustifica simili risultati. Segnaliamo che oltre alle solite telecamere da dietro la moto e dal cupolino, se ne aggiunge una ancora più immersiva che vi porterà direttamente dentro al vostro casco. Meno problematico l'audio, con buona resa dei motori (un po' sottotono) e una colonna sonora sufficiente. Come annunciato da Milestone, c'è la presenza della voce di Guido Meda, famoso commentatore italiano che, però, si limiterà a dare qualche informazione sulla gara tra una sessione e l'altra. Insomma, nessuna telecronaca per una apparizione francamente poco utile. Meglio ancora il motore fisico, con le moto che mostreranno di avere un corretto peso specifico, nonostante qualche collisione non perfetta.

Arrivati al traguardo, MotoGP 13 si mostra come un gioco di sostanza, dove il meglio è dato dal modello di guida, decisamente simulativo e capace di adattarsi a chiunque, soprattutto all'utenza alla ricerca di una vera sfida. Milestone cade dal punto di vista della resa tecnica, ma il gioco saprà sicuramente tenere compagnia agli appassionati per decine e decine di ore, magari in attesa di una patch che migliori la situazione grafica.

7
Il ritorno di Milestone al mondo della MotoGP non sarà perfetto, ma risulta decisamente gradevole per tutti gli appassionati di due ruote. La casa milanese mette in campo tutti i piloti ufficiali, diverse modalità (tra cui regna la carriera) e un sistema di guida che, con il giusto apprendimento, riesce a farsi apprezzare. Non mancano bug o difetti, tra cui spicca un motore grafico con buoni spunti, ma troppe incertezze. L'appassionato, però, chiude un occhio. Lo chiude, e si gode l'aria del motomondiale, cercando la scalata al successo partendo dalle leggere Moto3 per arrivare a cercare di domare quei mostri cavalcati da gente come Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso. L'atmosfera c'è e si gode non poco ad imparare a gestire il proprio mezzo, sebbene rimanga qualche rammarico. Se amate questo sport, però, non potete perdervi il nuovo titolo della Milestone, perché per respirare le emozioni date da 230 cavalli ruggenti, questa è la strada giusta.