Recensione Moto GP 2

di Giuseppe Schirru

Dopo il successo di Moto GP era chiaro che la THQ sarebbe tornata in pista con il secondo capitolo della serie, magari migliorato su tutti i fronti. Per fortuna così è stato e ora Moto GP 2 piomba sul mercato e si propone di essere la migliore simulazione su due ruote in circolazione. E non solo: è anche il secondo gioco di guida che sfrutta X-Box Live! ovviamente dopo il suo predecessore. Consigliato quindi, senza nessuna riserva, agli amanti delle due ruote e a chi si vuole esibire in sfide online all'ultimo sangue.

60 fps per me, posson bastareeeee!

Anziché esordire - come il manuale del bravo recensore recita - cominciando a parlare delle meccaniche di gioco, andiamo controtendenza e cominciamo dal comparto grafico. Dal punto di vista tecnico Moto Gp 2 sfoggia una grafica davvero sensazionale ostentando 60 fps costanti, grazie ad un motore grafico che non incorre a incertezze se non nelle fasi di gioco più intricate, peraltro davvero sporadiche. Che siamo di fronte a un capolavoro grafico, è fuor di dubbio, questo grazie ad un livello di dettaglio che rasenta il fotorealismo e che contraddistingue moto, piloti e tracciati.

Ogni pilota è costituito da un'enorme quantità di poligoni, così come le moto, quasi perfette riproduzioni di quelle reali. Tutto, dai piloti alle moto, gode della licenza ufficiale, aggiornate però alla passata stagione. Rispetto al primo Moto GP non solo il numero di poligoni è aumentato in maniera considerevole, ma anche le texture sono state migliorate in maniera esponenziale, tanto che non solo le carene sono più convincenti e particolareggiate, ma adesso si ammaccano e si rovinano, anche se in maniera non troppo realistica (ogni volta che raschia il capolino pare che l'ammaccatura sia la stessa). Degni di lode anche i sedici tracciati, tutti ricostruiti fedelmente rispetto a quelli della passata stagione. Come detto precedentemente, il motore grafico è fluido e veloce e si muove a 60 fotogrammi al secondo con sporadici cali nelle situazioni più intricate. Ottima è anche la pioggia, che genera moti verosimili sia in caduta che sulla pista. Vi sono differenti livelli di bagnato su strada, e ciò deriva non solo dalla quantità di acqua caduta, ma anche dal tipo di asfalto. In alcuni casi la strada è solo più scura, mentre in alcuni casi il velo d'acqua è più spesso, e la strada riflette in maniera quasi commovente l'ambiente circostante. Per non parlare poi delle colonne d'acqua che le moto alzano e l'interazione dei pneumatici con l'asfalto bagnato: da elogio. Ottimi anche gli effetti particellari quali i polveroni alzati dalla moto che fa un fuori pista, o quando si effettuano delle sgommate sull'asfalto. Anche l'asfalto dal canto suo è realizzato in maniera sapiente, con variazioni della mescola, tratti di asfalto vecchi alternati al nuovo e sgommate che rimangono su pista per tutta la durata della gara.

Il gameplay di Moto Gp 2 non è omogeneo e compatto, ma presenza notevoli differenze e varianti a seconda delle impostazioni: è possibile spostare il baricentro tra simulazione e arcade, decisione che offre così un esperienza più completa e più appetibile a una maggiore fascia di utenza. Il sistema di guida infatti, seppur mantenendo gli elementi che hanno fatto la fortuna del predecessore, adesso è stato sviluppato profondamente in maniera da renderlo estremamente più complesso. La curva di apprendimento è molto ampia e tante ore dovranno essere utilizzate per padroneggiare al meglio il mezzo, anche alle difficoltà più basse. È possibile inoltre settare la percentuale di simulazione nei vari frangenti quali impatti, guida in strada e guida fuori pista. Si può tranquillamente affermare che Moto GP 2 arcade e al massimo della simulazione sono due giochi completamente differenti tra loro. Se per padroneggiare bene il mezzo in condizioni normali serviranno diverse ore, per padroneggiarlo al meglio nelle situazioni simulative bisognerà dedicarvi anima e corpo per diversi giorni, fino ad ottenere un buon controllo della moto, studiare al meglio le traiettorie migliori per ogni singola curva di ogni circuito, gareggiare testa a testa con le altre moto e cercare di evitare di fare a sportellate ( ma le moto non hanno sportelli!).

Entrando più nel dettaglio, bisogna dire che i possessori del primo Moto GP si troveranno avvantaggiati rispetto a quelli che approdano subito al secondo episodio del gioco THQ. Lo studio delle traiettorie, dei circuiti è simile, anche se estremamente più complicato e imparare a eseguire degnamente le staccate non è certo cosa semplice. Questo notevole incremento della difficoltà media non è dovuto solo ai perfezionamenti eseguiti in questo secondo capitolo, ma anche al fatto che adesso avremo a disposizione non solo le ormai obsolete moto 500 a due tempi, ma anche le 4 tempi Moto GP, introdotte appunto l'anno scorso nel mondiale. Ebbene, lo stile di guida muta paurosamente tra le due tipologie di moto, visto che le 500 risulteranno più maneggevoli, padroneggiabili ma meno potenti e veloci, mentre le 4 tempi si dimostreranno dei veri e propri fulmini in rettilineo e tuttavia più complicate da guidare in staccata. Oltre all'introduzione delle 4 tempi, in questo nuovo capitolo della serie è stato approfondito e complicato il sistema di controllo delle moto rispetto al primo Moto GP: ora infatti le moto sbanderanno, e sarà possibile compiere delle derapate degne del miglior Valentino Rossi. Se queste novità saranno più semplici con settaggi arcade, la gestione della sbandata risulterà molto difficile con livelli simulativi massimi, tanto che a provare ripetutamente sbandate e derapate, ci si troverà spesso a compiere spettacolari voli e cadute. Anche le uscite fuori pista saranno molto più realistiche, e dopo aver allargato troppo una curva e aver piegato troppo repentinamente la moto per riguadagnare la pista, si andrà facilmente a saggiare l'erba, la ghiaia, la sabbia o qualsiasi altra cosa ci sia nella via di fuga. Ma l'interazione pneumatici-asfalto è stata notevolmente migliorata anche in situazioni di pioggia: con pista bagnata non si potranno eseguire accelerazioni troppo violente, pieghe troppo eccessive e contatto coi cordoli: insomma vi è una netta disparità tra asciutto e bagnato e i due stili andranno approfonditi parallelamente.

Le moto, a differenza del primo Moto GP potranno essere settate a dovere, scegliendo il tipo di mescola delle gomme, la durezza degli ammortizzatori, e la lunghezza dell'interasse. Questi settaggi sono utilissimi soprattutto per i piloti esperti che vogliono cercare di guadagnare decimi per abbassare il loro tempo sul giro.

Ma parliamo ora delle modalità, presenti in ottima quantità e che terranno il giocatore incollato allo schermo per tanto, tanto tempo: troviamo l'ormai classica gara rapida, dove senza tanti fronzoli potremo gareggiare in uno dei sedici tracciati della stagione 2002 scegliendo pilota, numero di giri, difficoltà, livello di simulazione e condizioni della pista. Questa utile modalità ci aiuterà a imparare a correre insieme agli altri piloti, tanto da testarne l'ottima intelligenza artificiale; abbiamo poi la modalità carriera, nella quale dovremo creare da zero un pilota, scegliendo la moto, personalizzandone la livrea con disegni e scritte, colorando la tuta e prendendo parte al campionato.

La carriera inizierà con tutta una serie di sfide nelle quali ci sarà richiesto di compiere prove di abilità, come impennate, sbandate, slalom, percorsi ad ostacoli su porzioni di circuito e così via. Una volta portata a termine ognuna di queste prove ci verranno assegnati dei punti di abilità da distribuire a piacimento nei parametri di guida del nostro pilota, e cioè accelerazione, velocità massima, frenata e controllo. Terminate le prove iniziali prenderemo parte al campionato della stagione scorsa, composto dai 16 turni originali a sua volta suddivisi in due parti, la prima delle quali caratterizzata da altre sfide caratteristiche di quel tracciato che ci aiuteranno ad acquisire pratica nell'affrontare i punti più ostici del tracciato, e la seconda parte caratterizzata dal Gran premio vero e proprio con tanto di prove, qualifiche e gara, al termine della quale ci verranno assegnati i punti di campionato e altri punti abilità coi quali migliorare i parametri del nostro pilota; nella modalità acrobazia dovremmo eseguire tutti i tracciati sulla distanza di un unico giro compiendo azioni spettacolari come sorpassi, sgommate, impennate e quant'altro faccia salire l'indicatore dei punti acrobazia. Grazie a questi punti sbloccheremo i piloti di punta del campionato, da Barros in su. Ultima, ma non meno importante modalità è la gara a tempo, dove acquisiremo pratica e tenteremo di batter il record sul giro di ogni singolo circuito.

Considerando tutte queste modalità e tenendo conto anche della presenza di ben 4 livelli di difficoltà che per essere padroneggiati al meglio necessiteranno di parecchi giorni, possiamo affermare che la longevità del gioco è ottima. Ma il gioco non comprende solo la modalità in singolo, bensì è presente un multiplayer invidiabile, nettamente migliorato rispetto al primo Moto GP e non solo per la presenza dell'ormai consueta sezione dedicata all'Xbox-live! (davvero buona). Il multiplayer è stato nettamente migliorato soprattutto perché adesso sarà possibile prendere parte a tutte le modalità in singolo anche con quattro amici su schermo, ma non finisce qui. Uno dei grandi nei del primo Moto GP era caratterizzato da una modalità link limitata, nella quale si poteva gareggiare con solo una moto per console. Ora invece in Moto GP 2 sarà possibile linkare più X-Box e giocare sempre con quattro giocatori per ogni schermo, fino ad un totale di 16 giocatori assieme su 4 X-Box e 4 televisori. Grazie a questa novità Moto GP 2 apre nuovi orizzonti nel gioco in Lan, garantendo enorme divertimento con minori difficoltà economiche e logistiche del primo capitolo della serie. Estremamente divertenti saranno le sessioni in link, dove si potranno anche effettuare interi campionati, con tanto di punti e vittoria finale.

Ma parliamo ora del sonoro, sicuramente di buon livello. Il rombo dei motori è stato curato in ogni minimo particolare, tanto che possiamo sentire la netta differenza tra il motore delle 2 tempi e il potente rombo delle 4 tempi, ma non solo; anche a seconda delle varie moto il rumore cambierà, e per gli appassionati risulterà una vera goduria sentir cantare il motore della RC211V di Valentino Rossi, o quello della Yamaha M1 di Max Biaggi, o anche il più sordo rumore della Kawasaki di Andrew Pitt. Le musiche tutte rigorosamente rock sono abbastanza a tema, anche se un poco anonime e tuttavia marginali, dato che saremo impegnati a sentir cantare i motori e non ci concentreremo certo sulla colonna sonora. Peraltro anche i pignoli saranno accontentati e potranno caricare le colonne sonore da loro importate sull'HD. Il sonoro ha però delle magagne, seppur piccole: innanzitutto non è presente alcun commento, e certo una bella telecronaca affidata a Guido Meda e Loris Reggiani non avrebbe guastato; poi troviamo una curiosità piuttosto singolare e che non mancherà di strappare un sorriso a qualunque giocatore: alla fine degli oramai immancabili filmati che mostrano gli hilights della stagione 2002 ci sono le immancabili conferenze stampa. Tutti noi sappiamo che la scorsa stagione Valentino Rossi ha vinto quasi tutti i gran premi e che quindi è la star incontrastata di tutte le conferenze stampa: ebbene in questo gioco potremo ammirare Valentino Rossi che parla in inglese e viene doppiato in italiano da un altro. Inoltre il commento di questi filmati risulta un poco sfasato e poco espressivo. Insomma ci troviamo di fronte a dei piccoli difetti che certo non ne mineranno il giudizio finale.

Tirando le somme, il gioco che abbiamo tra le mani è un capolavoro di enormi proporzioni anche se a dirla tutta qualche nota si superficialità, seppur sporadica, c'è. Innanzitutto bisogna ricordare che la licenza del gioco è aggiornata all'anno scorso: insomma con Ukawa nello stesso team di Rossi, Biaggi alla Yamaha e Capirossi sul due tempi di Sito Pons. Certo avremo la possibilità di assistere a tutti i filmati delle gare dell'anno scorso, ma l'assenza della Ducati si fa sentire. Manca l'usura dei pneumatici che in una gara reale sarebbe assolutamente necessaria; mancano poi tutti i regolamenti legati alle penalità e alle bandiere. Inoltre la corsia box è abbastanza inutile e svuotata di tutta quella cita che li avvolge soprattutto durante prove e qualifiche.

Un appunto negativo va fatto anche alla rudezza e all'incuranza dei piloti ai livelli più elevati (campione e leggenda), che al vostro minimo errore di traiettoria non mancheranno di speronarvi per buttarvi a terra. Infine ci sono altri due errori che riguardano la modalità multiplayer: il primo avviene quando, durante una partita in split screen uno dei players resetta la gara e si ritrova la propria porzione di schermo invasa da un altro pilota che quindi ne ha ben 2; e l'ultimo errore, di tipo prettamente tecnico riguarda le partite in system link, peraltro molto belle, nelle quali i piloti importati da un'altra xbox vanno un po' a scatti.

Insomma, questo, che a mio avviso è un capolavoro assoluto non è esente da difetti, attenuati però da un reparto tecnico invidiabile e da una giocabilità stratosferica, oltre che da un'ottima longevità e da un multiplayer senza precedenti.

8
Stupendo. Offrendo un'esperienza di gioco profonda e risultando curato sotto tutti i punti di vista, Moto GP 2 è sicuramente il GT3 delle due ruote ed è indubbio perciò che debba fregiarsi della nomea di capolavoro. Moto GP 2, se impostato come simulazione al 100% è sicuramente un gioco difficile, ma l'idea dei programmatori di lasciare una grande libertà di settaggi, al fine di renderlo più arcade, è davvero encomiabile. Diventa allora chiaro come questa scelta dei programmatori soddisfi una maggiore fascia di giocatori in un prodotto indirizzato non solo al pubblico "esperto", ma anche a quello occasionale.