Recensione Call of Duty: Modern Warfare 3

L'epica saga di Activision chiude con il botto.

di Roberto Vicario
QUEST'ANNO E' DIVERSO...

Il perchè è presto detto. In primis, l'abbandono di West e Zampella poco dopo l'uscita di Modern Warfare 2 aveva lanciato nell'ombra uno studio di sviluppo ( Infinity Ward ) che fino a quel momento pareva potesse vivere solo delle idee dei due dissidenti. In secondo luogo, proprio in questo anno carico di aspettative, EA ha deciso di prendere di petto la situazione lanciando sul mercato un brand come quello di Battlefield che rischiava di minacciare le solide basi di una serie come Call of Duty fino ad oggi vera e propria regina delle vendite, soprattutto su console. Quando siamo arrivati a Londra qualche giorno fa per una lunghissima sessione di gioco di 3 giorni, per testare a pieno ogni novità del titolo, noi stessi eravamo più tesi del solito sapendo che quelle 72 ore avrebbero potuto cambiare davvero le carte in tavola rispetto al più recente passato.

UN SINGLE PLAYER ASSOLUTAMENTE D'IMPATTO

Nella nostra analisi approfondita del titolo Activision, partiamo ovviamente da quello che storicamente è l'argomento di discordia tra gli utenti: la campagna singolo giocatore. Per chi ha familiarità con il brand, la storia ci vedrà all'atto finale della battaglia contro uno dei terroristi più pericolosi in circolazione, quel Vladimir Makarovov che dopo aver avuto la strada spianata dalla cieca follia del generale Shepherd nel precedete episodio, diventata artefice unico dello scoppio di una vera e propria guerra mondiale, con campi di battaglia sparsi tra l'America, Germania, Francia e Regno Unito.

In tutto questo torneranno i famosi Capitani John” Soap” MacTavish e John Price, spalleggiati da un personaggio già visto nel precedente episodio e del quale prenderemo il diretto comando: Nikolai, ex infiltrato tra le fila di Makarov e ora collaborate degli alleati. Oltre alla ormai famosa “Task Force 141” faremo la conoscenza di Derek “Frost” Westbrook  che insieme ad alcuni suoi compagni, forma la “Delta Force” che per l'occasione verrà rinominata “Delta Frost”. Oltre a questi due gruppi di soldati che tesseranno le fila di tutta la trama, come da tradizione ci capiterà sporadicamente di metterci nei panni di altri co protagonisti come Harkov guardia del corpo del presidente russo o Yuri un agente speciale dell'esercito sovietico. Come vedete non ci siamo soffermati molto sui particolari della trama.  Scelta voluta, perché mai come quest'anno la trama assume uno spessore assolutamente d'impatto con un susseguirsi degli eventi che riuscirà a coinvolgere anche il più distaccato dei videogiocatori.

 

Questo, grazie sia ad un plot narrativo che è una continua corsa contro il tempo per salvare il mondo da quella che ormai sembra una guerra su scala mondiale a base di bombe batteriologiche e nucleari, ma soprattutto, per via di una costruzione delle missioni che ci ha portato a viaggiare davvero in tutto il mondo mettendoci sempre in situazioni al limite, cariche di adrenalina e che tengono il giocatore costantemente con le mani incollate al pad perché non sa mai cosa può accadere. Non mancheranno nemmeno le sezioni a forte impatto emotivo, con una in particolare che siamo sicuri potrà scatenare qualche polemica. A contorno di questo, vi è una scelta di regia davvero ben diretta con tagli di visuale e telecamere davvero ben congegnate che ci daranno ogni volta una prospettiva diversa di quanto sta accadendo sul campo di battaglia. Memorabili in questo senso un paio di missioni che entrano di diritto, una su tutte, davvero nella storia di questa serie, alla pari di quel tanto acclamato sbarco in Normandia sviluppato in Call of Duty 2.

Tutto questo inoltre è stato possibile grazie alla mano di uno degli sceneggiatori più bravi attualmente presenti ad Hollywood, tale Paul Haggis sceneggiatore di titoli come: Million Dollar Baby, Lettere da Iwo Jima e Crash: Contatto fisico con il quale ha vinto anche l' Oscar come miglior sceneggiatura originale. La campagna si potrà giocare a quattro livelli di difficoltà (easy, normal, hardened e veteran) in base alla scelta che intraprenderemo il gioco modificherà il quantitativo di colpi che serviranno per abbatterci e l'incisività dei nostri commilitoni controllati dalla dall'intelligenza artificiale. La durata della storia si assesta sulle canoniche 5/6 ore giocata a normale, con una relativa flessione della durata se giocata ad una delle due difficoltà superiori. Tuttavia, quest'anno non possiamo proprio criticare il lavoro svolto dai ragazzi di Infinity proprio perché nonostante l'esigua durata del single player, ci troviamo di fronte ad un qualcosa che vi assicuriamo dopo averlo giocato (sicuramente più di una volta) vi ritroverete a ricordare nei mesi successivi all'uscita del gioco. Noi come voi prima di giocarlo eravamo scettici , ma dopo aver giocato state pur certi che no faticherete a convenire con noi sull'estrema bontà del single player.

OPERAZIONI SPECIALI

Come da tradizione Infinity Ward ripropone anche in questo capitolo una versione riveduta, corretta e ampliata delle “Spec Ops” marchio di fabbrica della software house americana come lo è la modalità “Zombie” per Treyarch. Quest'anno la modalità si divide in due componenti ben distinte: Mission e Survival. Le missioni usano la stessa impostazione del precedente episodio, e potranno essere affrontate sia in singolo che in compagnia di  un amico sia offline che su internet. Ogni operazione speciale - in totale saranno 16 e con tre livelli di difficoltà - prevede un compito speciale che va portato a termine entro un determinato numero di tempo. Anche in questo campo non possiamo non elogiare il lavoro svolto, con missioni estremamente coinvolgenti e ben congegnate, estrapolate dalla tutte dalle missioni della campagna giocatore singolo.

Tutte richiederanno qualcosa di differente: Infiltrazioni, salvataggio di ostaggi, recupero di informazioni sensibili o distruzione di qualche obiettivo particolare. Oltre a queste, ve ne saranno altre più particolari come quella del controllo del Juggernaut in cui la cooperazione sarà fondamentale. In effetti, la vocazione totale alla componente cooperativa fa risultare davvero superflua e poco appagante l'opzione “ solo” lasciandola proprio come soluzione estrema per chi non può giocare con qualche amico.

Novità totale è la variante “survial” anch'essa giocabile su ben 16 mappe. Questa variante di gioco ricorda molto da vicino orda di Gear of Wars, con ondate di nemici che verranno ad attaccarvi sempre più in forze turno dopo turno, con qualche influenza di Counter strike dato che tra un turno e l'altro potremo acquistare armi munizioni, granate e anche delle killstreak. Questa due modalità godono di un sistema separato di crescita del personaggio che man mano che saliremo di livello ci sbloccheranno nuove armi e nuovi gadget da usare nella modalità “survival”. Le diverse ondate inoltre non saranno solamente composte da soldati ma anche da elicotteri, e juggernaut che diversificheranno il tipo dei nemici costringendoci a diversificare tra un turno e l'altro il nostro arsenale. Seppur non sia niente di originale, queste modalità estremamente ben congegnate aggiungono un sacco di longevità al titolo diventando non più una velleità, ma delle vere e proprie modalità alternative utili al giocare per diversificare un po l'esperienza tra single player e multiplayer.

UN MULTIPLAYER CORPOSO

Passando al lato multigiocatore, ci ritroviamo anche qui a sottolineare la bontà dell'offerta che viene data in pasto ai giocatori. Se l'impostazione di gioco è fondamentalmente la stessa, con un gameplay che rispetto al concorrente è molto più immediato e sicuramente meno collaborativo, dall'altra abbiamo una ricchezza di offerta in termini di contenuti da non temere alcun rivale. Le mappe giocabili fin dall'inizio saranno ben 16 ( come nelle modalità Spec Ops ) tutte originali e tratte dalle location della campagna. Avremo luoghi stretti e su più livelli come “Arkaden”, o spazi molto ampi utili per i cecchini come “Resistance”.  In generale  comunque tutte le mappe godono di un buonissimo level design e difficilmente a parte qualche giustificabile eccezione troverete mappe brutte o non votate al giocato multiplayer. Novità anche sul fronte modalità con ben 14 modalità di gioco come “kill confirmed” in cui oltre ad uccidere il nostro avversario dovremo convalidare l'uccisione raccogliendo la piastrina che lascerà cadere vicino al suo corpo, o “team defender” in cui dovremo conquistare una bandiera e proteggere il portatore dato che ogni uccisione fatta porterà il doppio dei punti.

Le altre novità in termini di modalità arrivano invece dal rinnovato private match che finalmente acquisisce tutta una nuova dimensione grazie alla possibilità di inserire un sacco di filtri come la scelta delle armi, l'uso o meno delle granate e tanti altri parametri. Come dicevamo tante saranno le nuove modalità proprio per il match privato con nuovi varianti come: “ infection” in cui ci sarà un soldato infetto che dovrà uccidere gli altri giocatori per reclutarli dalla sua parte o “drop zone” in cui bisognerà controllare il più possibile una zona di atterraggio che ciclicamente manderà da cielo qualche rifornimento o arma e così tante altre, senza dimenticarci il ritorno di di “gun game” e “one in the chamber” direttamente da Black Ops. In totale quindi le varianti di gioco raggiungeranno la ragguardevole cifra di 14, numeri davvero di assoluto rispetto.

Ma le novità non si fermano qui con un sistema di killstreaks completamente rimodernato e più diversificato. Adesso ci saranno 3 tipi di killstreaks: una di attacco con quindi aiuti come elicotteri, predator e cosi via, con la serie che una volta morti viene interrotta. Quelle di supporto invece avranno la particolarità di non interrompersi una volta morti, ma con la differenza che non avranno aiuti votati all'attacco ma bensi al supporto e alla difesa come UAV, torrette SAM, Recon Drone e cosi via. Infine, Specialist, darà la possibilità ogni due kill di aggiungere un perk, fino ad un massimo di 3 oltre a quelli già selezionati ( sempre 3 anche in questo caso).

Proprio sotto il profilo di perk abbiamo notato come diverse novità sia state apportate anche in questo campo con l'aggiunta di nuovi perk come: Marksman e Stalker.

Infine, non possiamo non parlarvi del nuovissimo “ranking system” adibito alle armi, che sostituisce i soldi di Black Ops. Ogni arma avrà 30 livelli che man mano sbloccheranno gli attachments ( red dot, silenziatori, dual scope ecc) ma soprattutto i nuovissimi “proficiencies” che saranno una sorta di perk aggiuntivo per l'arma. Da contro altare ai 30 livelli di crescita dell'arma, ci saranno gli 80 livelli del personaggio con i classici prestigi una volta raggiunto il massimo. Prestigi che quest'anno avranno più valore dato che una volta raggiunto il primo prestigio, sbloccherete uno shop apposito che darà significati bonus a chi ha raggiunto più o meno prestigi.

Oltre al nuovissimo sistema Call of Duty: Elite che farà da supporto al gioco tramite il sito internet e  app per i vari smartphone, al quale dedicheremo uno speciale a parte una volta testato, il gioco sfrutta a pieno la condivisione di materiale e degli amici con Facebook donando una componente ancora più social al titolo. Tutto si può dire tranne che l'offerta di gioco non sia ricca e corposa, oltre ad essere molto, molto divertente.

Buone nuove anche per gli utenti PC, che finalmente potranno godere di server dedicati sin dal day one mentre ancora niente per quanto riguarda la versione console.

IL LATO TECNICO

Tecnicamente parlando, il titolo Activision non spinge la console molto più in la di quanto abbiamo già avuto modo di vedere in Modern Warfare 2 e Black Ops. Il motore grafico è fondamentalmente lo stesso che diverso tempo muove i titoli della serie. Se quindi da una parte abbiamo una fluidità invidiabile con un frame rate fisso a 60fps al secondo, che anche nelle situazioni più concitate non sente la minima fatica, dall'altra il dettaglio grafico e la cosmesi generale del titolo risento un po degli anni sulle spalle. Intendiamoci, niente che non sia comunque estremamente godibile, ma dopo aver visto i passi avanti fatti dagli effetti di luce dinamica, di rendering e di ricreazione di effetti particellari in altri titoli di questa generazione era lecito aspettarsi qualcosa di più. Dove invece sono stati fatti vistosi passi avanti è nella realizzazione delle campionature audio che seppur lontane dai canoni settati da Battlefield rendono molto meno asettiche le armi che impugneremo nel corso delle nostre sparatorie. Nulla da dire invece sui rumori ambientali e gli effetti sorround, decisamente convincenti, riuscendo nell'intento di coinvolgere il giocatore in quell'inferno di proiettili e distruzione, leitmotiv di tutta la campagna singolo giocatore. Parlando di localizzazione invece possiamo solamente dirvi che come sempre il titolo sarà completamente in italiano sia per quanto riguarda il parlato che i menu di gioco,tuttavia, non abbiamo avuto la possibilità di testarne la qualità dato che la versione da noi giocata era completamente in inglese.

In definitiva quindi non si può non elogiare il lavoro fatto per Call of duty: Moder Warfare 3 grazie ad un offerta nettamente ampliata e migliorata rispetto al passato. Un titolo da avere assolutamente se siete amanti della saga e vi piacciono gli sparatutto immediati  nel multiplayer e una buona storia per singolo giocatore. Come al solito la recensione di questo gioco porterà dietro di se strascichi e commenti, quello che però ci teniamo a sottolineare è che per il primo anno si hanno davvero serviti su un piatto d'argento due titoli estremamente validi e divertenti. Cercate quindi di cadere nella trappola delle facili e sterili polemiche di confronto, perché c'è tanta, tantissima carne al fuoco che aspetta solo voi. Buon FPS a tutti!

9
Un titolo corposo, divertente da giocare e ricco di contenuti inediti. Chi è fan della serie troverà davvero pane per i suoi denti. Un titolo che ad ogni modo qualsiasi amante del first person shooting dovrebbe giocare solamente per l'altissima qualità (nonostante la durata!) della campagna singolo giocatore. Consigliatissimo.