Recensione Millennium Racer

di Tiscali News
Millenium Racer è un arcade in cui vestirete i panni di un "corriere informatico" del prossimo futuro. Avrete a vostra disposizione un veicolo molto simile ad una moto senza ruote a bordo del quale correte in un mondo virtuale che è la Rete degli anni a venire: il vostro compito è quello di essere il più veloce sfidando i vostri avversari in una gara su undici diversi circuiti. Avrete a disposizione due modalità di gioco: partita arcade o campionato: nella partita arcade correrete su uno solo dei circuiti che vi sarete "guadagnati" nella modalità campionato. Dovrete scegliere il livello di difficoltà che va da facile a ultra e a seconda della vostra scelta aumenterà il numero degli avversari in gara e la loro abilità. Nella modalità campionato dovrete percorrere tutti i percorsi, che in realtà sono, come già detto, solo undici. In sostanza si dividono in quattro categorie che si distinguono per il tema di fondo: Spaceport, in cui compirete le vostre acrobazie circondati dalle stelle; Virtual War, nel quale sarete circondati da lava; Inky il cui tema principale è quello di un paesaggio con grandi costruzioni piramidali; ed infine Antarktida, in cui dovrete evitare aculei di ghiaccio e laghi gelati

Nel Campionato potrete scegliere solo tra la modalità facile e quella "professionisti". Per cercare di passare da un livello all'altro, potrete scegliere tra quattro tipi di motori in base alle vostre necessità, e di conseguenza cambierà il modo di comportarsi della moto incrementando ora la tenuta di strada, ora la velocità, ora la capacità di saltare. Vi sono tre superfici su cui correre: conduttori, super conduttori e terreno. La superficie "conduttore" è quella normale, più scura, sopra la quale dovrete cercare di stare per tutta la durata della gara. I superconduttori sono brevi tratti di strada di colore oro e sopra a questi il vostro mezzo accelera bruscamente, mentre il terreno grezzo vi farà semplicemente rallentare. Non esiste però un tracciato lineare o fisso: dovrete infatti saltare, evitare ostacoli, scegliere tra diverse strade ed imparare, circuito per circuito, quali siano scorciatoie e quali invece le strade sconsigliate per arrivare primi al traguardo. Vi sono numerosi passaggi aerei su strette passerelle sospese nel vuoto: se cadrete fuori dal percorso sbagliando un salto o una curva verrete automaticamente rimessi sul circuito perdendo qualche secondo

Per accedere alla pista successiva è necessario arrivare almeno terzi, mentre per accedere a un livello superiore di percorsi si deve totalizzare un numero di punti prestabilito: se si vuole passare per esempio da Spaceport a Virtual War si devono aver totalizzato almeno quaranta punti nei tre livelli precedenti. A seconda della posizione in cui finirete il percorso vi verranno ovviamente assegnati i punti e quindi dovrete fare del vostro meglio. Per accedere ad Antarktida 2, disponibile solo a livello "professionisti", dovrete aver totalizzato almeno duecentocinquanta punti, il che vuol dire che nei dieci percorsi precedenti avrete fatto una media superiore a venticinque punti per circuito, e sapendo che il primo classificato ne prende quaranta, il secondo venti ed il terzo dieci, si comprende subito che l'impresa non è certamente agevole! Per facilitare il compito l'unica vostra "arma" è il turbo: è uno scatto che potrete attivare a comando la cui durata dipende dall'accumulo di lineette turbo che avrete fatto. La velocità di ricarica dopo l'uso varia a seconda del motore che avrete scelto. Inoltre vi sono due bonus che potrete raccogliere nel corso di una gara: uno è una rapida accelerazione, l'altro è una aggiunta di turbo

Il sistema di guida è semplicissimo: dovrete solo usare, oltre alle frecce direzionali per accelerare, rallentare (anche se ad essere sincero io non l'ho mai fatto), girare a destra ed a sinistra, il tasto del salto e quello del turbo... Non esistono marce e dovrete solo seguire il percorso e saltare quando necessario scegliendo il momento più opportuno. Per quanto concerne l'aspetto grafico il gioco si presenta bene, anche se difetta l'assenza di molti dettagli. Generalmente i tracciati sono disegnati bene ed il motore grafico rende il gioco fluido anche su macchine di media potenza, ma il veicolo che guidiamo non ha nessun dettaglio. Il mezzo è completamente trasparente e si vede solo il motore ed il pilota. Anche cambiando tra i quattro motori a disposizione, il propulsore rimarrà sempre uguale. L'unica nota distintiva tra un mezzo e l'altro è difatti il colore delle linee che tracciano i contorni del mezzo ed il pilota. Quest'ultimo è dichiaratamente ispirato al film della Disney del 1982, Tron ed è forse l'aspetto meglio realizzato del gioco. Purtroppo è l'unico aspetto ravvisabile ricollegabile al capolavoro fantascientifico con Jeff Bridges. Il veicolo è completamente indistruttibile: se andrete a schiantarvi contro un muro non succederà assolutamente nulla se non che perderete un po' di tempo, il che, in fondo, non è un male in un gioco in cui questo capiterà spesso!

Le animazioni sono abbastanza ben realizzate: a ogni sorpasso il nostro pilota, dopo aver sollevato in aria il pugno, lancierà un insulto all'avversario, oppure dopo essere stato superato se ne lamenterà. Gli scenari attraverso cui si snodano i percorsi sono abbastanza curati, ma in sostanza si riducono ai quattro temi fondamentali anzidetti. La musica comprende alcune tracce decisamente interessanti, ma gli effetti sonori lasciano alquanto a desiderare. Anche le frasi di insulto si limitano a due o tre e dato che in una gara a livello professionisti di sorpassi se ne fanno davvero molti potrebbe diventare un elemento di disturbo. Il gioco ha però alcuni aspetti decisamente positivi, quali la velocità e la complessità dei circuiti che rendono difficile al giocatore tagliare per primo la linea del traguardo. Saltare, sterzare bruscamente e speronare un avversario prima di superarlo nel tentativo di scagliarlo fuori pista per fargli perdere tempo è decisamente divertente. La libertà che avrete nel gioco è abbastanza elevata, e quando non saprete come passare il tempo potreste dedicargli un po' di attenzione. La scatola contiene solo il CD e un breve manuale di solo dodici pagine che spiega però tutto quello che dovrete sapere. Tutto sommato vi sono molti aspetti interessanti in questo titolo della Cryo, ma i molti difetti ne minano decisamente la longevità.

Un titolo simile è certo più adatto agli utenti di console, ma anche su PC, se ben realizzato, rappresenta un diversivo divertente. Questo forse non è il caso di Millennium Racer. Sebbene la grafica, la velocità e la complessità dei circuiti siano ottimi ingredienti per ottenere un sano divertimento, l'esiguità dei percorsi e l'eccessiva semplificazione del modello di guida non accontenteranno i giocatori più esigenti. Non è un simulatore di guida, ma un arcade puro, che soffre la mancanza di piccole soddisfazioni quali poter incrementare le prestazioni del proprio mezzo guadagnandosi soldi sul campo, per esempio, oppure l'uso di armi durante il gioco. Nei momenti di pausa può essere un buono svago, ma a medio termine è destinato a finire nel dimenticatoio della vostra scrivania. Il mio giudizio non può essere che una risicata sufficienza.