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Recensione Mass Effect

Comandante Shepard, i motori sono accesi. Siamo pronti a salpare!

di Tiscali News
Oltre il Sistema Solare…

Nelle migliaia di anni della sua esistenza, l’uomo si è evoluto passo dopo passo. Ha lottato con l’ambiente ostile, con gli animali feroci e con i suoi simili, il tutto in nome della sopravvivenza. Ci sono stati momenti però, in cui una fortunosa situazione ha cambiato faccia alla storia, dandole improvvise e inarrestabili accelerazioni. La scoperta del fuoco, l’uso dei metalli, il motore a scoppio… e se, in un futuro non troppo lontano, in una delle ormai soventi missioni su Marte, trovassimo dei resti appartenenti ad una civiltà ormai scomparsa, ma in possesso di tecnologie per noi impensabili? Basterebbe carpirne un semplice segreto per poter velocizzare la nostra evoluzione tecnica di centinaia d’anni… o forse anche di più. Inizia così l’epopea di Mass Effect, il nuovo gioco di ruolo nato dalle sempre fervidi menti della BioWare. Dopo la scoperta nel 2148 dei Campi d’Effetto Massa, tecnica usata dalla estinta razza Prothean per viaggiare a velocità superiori a quella della luce, agli abitanti della terra si aprono molteplici possibilità nella conquista del cosmo. Perfezionando la nuova capacità appresa e basandovi la costruzione di una flotta astronavale, l’umanità prende contatto con le prime razze aliene. Dopo alcune avvisaglie di guerra, si mostra ormai chiaramente un orizzonte su cui pochi avrebbero scommesso: nello spazio esistono molteplici razze, e queste, cercando di mantenere una pace sempre in bilico, si affidano al Consiglio, un organo formato da saggi, sito nella Cittadella, metropoli un tempo appartenuta ai Prothean, adesso sede della diplomazia intergalattica.

 

L’uomo, spinto dalla sete di sapere e dalla sua  ambizione, in pochi decenni si inserisce in quello che appare sempre più come un meccanismo indispensabile alla difesa di tutti dalle razze che non riconosco la sovranità del Consiglio e cercano di imporsi. Su questo palcoscenico si muove il Comandante Shepard, orgoglio della milizia terrestre e osservato speciale dal Consiglio, che vede in lui il primo umano con le capacità per poter entrare negli Spettri, corpo armato d’elite, incaricato di risolvere le situazioni più critiche ed una libertà d’azione praticamente totale. Certo, non tutti nella Cittadella si fidano degli umani, appena comparsi sulla scena della politica interstellare, già così importanti e possessori di molte colonie… l’occasione per mettere alla prova Shepard arriva però, proprio in seguito al ritrovamento di una nuova sonda Prothean. Sembra una missione semplice, basta scendere sul pianeta Eden Prime e recuperare il cimelio, per tornare vittoriosi dal Consiglio e mettere a segno non solo una grande scoperta archeologica, ma anche un passo avanti per la posizione dei terrestri agli occhi dell’opinione pubblica. Ma la tecnologia sconosciuta non  fa gola solo all’Alleanza, e Shepard, dopo una dura lotta su Eden Prime, scoprirà che Saren, il più famoso e potente degli Spettri, è in realtà un traditore, capace di sottomettere il popolo artificiale dei Geth e di usarlo come esercito per impossessarsi delle conoscenze Prothean. Inizia così, per il nostro eroe, quella che sarà un’avventura per salvare non solo la Terra, ma tutto l’universo, anche contro i dubbi di un Consiglio che ancora non sa quanto ci si può fidare della razza umana.

Ritorno al Futuro

Dopo l’ormai storica serie di Star Wars: Knight of The Old Republic, BioWare torna a sondare un mondo fantascientifico, questa volta però non su licenza, ma totalmente creato da zero. La software house ha, durante tutto il periodo di sviluppo, alimentato le speranze di migliaia di giocatori, promettendo una vera e propria esperienza di ruolo: un universo intero in cui muoversi con grande libertà d’azione, dove ogni gesto può rivelarsi importante ai fini della trama. Sebbene questa sia una promessa che abbiamo sentito enunciare decine e decine di volte nel mondo dei videogame, le scelte iniziano sin dalle primissime battute della nostra nuova vita nei panni del Comandante Shepard. Deciso se usare il personaggio di default o crearne uno nostro, cambiandone aspetto, sesso, specializzazione e storia personale (restando però legati al cognome del protagonista), ci troviamo immediatamente a dover prendere confidenza con il  metodo dei dialoghi a opzione multipla. Ogni qual volta dovremo parlare, apparirà sullo schermo un menù circolare, in cui potremo muoverci grazie alla leva analogica sinistra del nostro pad.

 

Le possibili frasi da dire, saranno divise in Esemplari, posizionate in alto, Neutrali, site a metà, e Rinnegate, messe in fondo alla ruota, in modo da legare idealmente ogni movimento del pad sempre allo stesso tipo di comportamento. Inoltre, se le nostre capacità di Fascino e Intimidazione saranno abbastanza alte, avremo delle opzioni aggiuntive particolarmente utili per risolvere al meglio alcune situazioni spinose. Unendo le parole alla linea di comportamento che terremo durante il gioco, tempreremo e formeremo la nostra personalità, rendendoci più o meno simpatici alle varie fazioni presenti sulla complicata scacchiera interplanetaria. Non solo diplomazia però: il nostro Shepard è, come da buona trazione dei giochi di ruolo BioWare, dotato di molteplici abilità, sbloccabili e migliorabili assegnando a nostro piacimento i punti che riceveremo ogni volta che saliremo di livello. Come accennavamo poco sopra, di grande importanza sarà anche la scelta della classe. Nel background ideato dai programmatori, potremo scegliere se essere soldati, forti nell’uso delle armi da fuoco, specialisti tecnologici, ottimi conoscitori di computer e in grado di disattivare gli armamenti nemici, oppure biotici, “maghi” del futuro, dotati di impianti che li rendono in grado di sviluppare grandi poteri mentali. Oltre alle tre classi di base, potremo sceglierne altrettante ibride, per mescolare le capacità che più c’intrigano.

Verso l’infinito e oltre!

Cominciando la nostra caccia a Saren, ci renderemo immediatamente conto di quanto è grande ed elaborato ciò che ci circonda. BioWare non ha voluto lasciare nulla al caso, elaborando un complesso e credibile  ambiente curato nei minimi particolari. Le razze aliene e la loro storia s’intrecciano come note di una sinfonia, facendoci sentire un semplice membro di una comunità esistita da sempre. Se Knight of The Old Republic s’appoggiava al collaudato mondo di Guerre Stellari, Mass Effect pesca a piene mani nella fantascienza classica, dando vita ad un sistema socio-politico che non sfigurerebbe davanti ad opere di mostri sacri della letteratura di genere come Asimov o Hubbard. Il team di sviluppo ha voluto anche alzare il tiro, in un coraggioso tentativo di portare sul video molte tematiche di grande attualità. Razzismo, religione, biogenetica, guerra e molti altri argomenti vengono trattati più o meno apertamente, mettendo il giocatore spesso nella posizione di doversi esprimere a riguardo, in quello che prende forma come uno specchio della nostra società odierna.

 

Il protagonista potrà portare con se anche alcuni compagni, appartenenti a differenti specie, ognuno con la sua particolare personalità e storia. Anche in questo caso sarà importante relazionarci con loro nel modo che riterremo migliore. Gli alleati penseranno con la loro testa, starà a noi cercare un punto d’incontro con i nostri interessi o capire chi potrà essere più affine con la missione da svolgere. Logicamente tutto questo afflusso d’informazioni non si baserà solo su quello che vedremo sullo schermo, ma ogni dato sarà riportato mano a mano sul nostro codex, un archivio dove in qualsiasi momento potremo leggere le notizie scoperte. Per comprendere maggiormente la grandezza dello sforzo di chi ha ideato l’ambientazione, basti pensare che potreste impiegare diverse ore, qualora voleste leggere tutti i codex disponibili. A fare da contorno, una nutrita schiera di oggetti utilizzabili, partendo da armi e corazze per arrivare a mirini, munizioni speciali e vari potenziamenti. Oltre ad avere diverse funzionalità, è stato ricreato un mercato in cui si danno battaglia varie ditte produttrici. Ogni azienda ha la sua specialità, offrendo prodotti capaci di fare la differenza nelle diverse situazioni possibili.

Ciak… azione!

L’altra grande sfida annunciata sin dai primi momenti dello sviluppo di Mass Effect, era quella di inserire nel contesto del gioco di ruolo, un combat system in tempo reale. Il grosso pericolo era quello di spingere eccessivamente il titolo verso una giocabilità action che tanto successo ha fatto negli ultimi tempi con giochi del calibro di Gear of War, ma che non è mai stata particolarmente affine con lo stile degli RPG. BioWare, sorprendendo molti, vince anche questa scommessa. Grazie alla possibilità d’interrompere i combattimenti con i dorsali del pad, potremo indicare cosa fare ai nostri compagni e scegliere che armi e abilità utilizzare. Presa la dovuta dimestichezza con l’uso del puntamento e le giuste tempistiche per impartire gli ordini agli alleati (che in ogni caso, potranno accompagnarci unicamente in due alla volta), tutto scorrerà piacevolmente.  Per rendere maggiormente “ruolistiche” le battaglie, è stato dato un importante valore alla nostra capacità di utilizzare fucili e pistole. Più in sede di “level-up” accresceremo le capacità belliche, più crescerà la nostra precisione nel ferire il nemico. In parole povere, prima di poter usare con efficacia il fucile da cecchino, dovremo assegnare vari punti alla skill apposita e, per rendere ottimale il tutto, montare un buon mirino o uno stabilizzatore. Sebbene dunque l’implementazione risulti azzeccata, non possiamo non notare che spesso l’intelligenza artificiale dei nostri compagni si dimostri carente proprio nel momento di usare la forza.

 

E’ quantomeno frustrante trovarsi da soli, accerchiati da famelici alieni, perché chi dovrebbe combattere al nostro fianco si è incastrato in un muro o s’è fatto uccidere rimanendo allo scoperto sotto il fuoco nemico. Anche nella fazione opposta non mancano esempi di scarsa sensatezza tattica: sebbene non ci si stupisce nel vedersi assaliti faccia a faccia da esseri non senzienti,  di tanto in tanto anche chi dovrebbe tenere maggiormente alla propria pelle(come uomini o altre specie appartenenti al Consiglio), si lancia senza troppe remore contro i proiettili dell’eroe di turno.

Quando poi saremo stanchi di combattere, avremo diverse occasioni per non annoiarci. Locali da visitare, gioco d’azzardo, origliare le discussioni dei passanti e, perché no, esaminare pianeti sconosciuti a bordo del Mako, un veicolo su ruote, dotato di diverse armi e capace di resistere anche alle superfici più impervie. In queste esplorazioni, superato lo scoglio dell’apprendimento della guida del mezzo (la cui fisica non è sempre ineccepibile), potremo scovare importanti reperti, giacimenti minerari o qualche mostro desideroso di trasformarci nella sua colazione. Nonostante non sia sempre divertente vagare per lande desolate, il tutto è una valida alternativa per rilassarsi dopo una missione particolarmente difficile o per non pensare alla folla brulicante della Cittadella.

Anche l’occhio vuole la sua parte

La realizzazione grafica è forse il punto maggiormente controverso di Mass Effect. A fronte di bellissimi scorci paesaggistici, evocative architetture e texture di primissimo livello (soprattutto quelle facciali, create con cura maniacale), sono  riscontrabili frequenti scatti, segno che forse il tutto era maggiormente ottimizzabile. Certo è impossibile non meravigliarsi davanti a effetti ottimi come l’acqua o molti riflessi di luce, ma d’altro canto, per alleggerire il lavoro a carico dell’hardware, non di rado, ai cambi d’inquadratura, osserviamo come diverse texture compaiano con alcuni secondi di ritardo. Sempre riguardo alla mole di dati da gestire, è possibile notare come per mascherare i tempi di caricamento, si siano inseriti percorsi da fare con ascensori o la camera di decontaminazione all’uscita dell’astronave Normandy. Invece di passare direttamente alle zone d’arrivo, dovremo attendere alcuni momenti dove, per ingannare l’attesa, assisteremo a scambi di battute tra i personaggi o ascolteremo l’ultimo radio-giornale. Di caratura assoluta è invece la colonna sonora.

 

Opera di Sam Hulick, compositore già apprezzato in alcuni titoli della Capcom, la musica si sposa alla perfezione con ambienti e situazioni, lasciandoci gradevolmente colpiti. Non deludono nemmeno gli effetti sonori, tra cui spiccano i rumori delle armi, estremamente realistici. Grande nota di merito va poi assegnata al doppiaggio. Totalmente in italiano, copre centinaia di frasi, recitate quasi sempre con giusta intonazione. Ogni personaggio ha la sua voce, in linea di massima adatta al ruolo che ricopre. Gli ascoltatori più fini noteranno un certo ripetersi dei doppiatori per quanto riguarda le varie “comparse” che popolano la Cittadella e l’universo ma, a fronte di un numero così grande di figuranti, era davvero impossibile chiedere di più.

Certamente i difetti ci sono, ma passano in secondo piano davanti ad una realizzazione globale ottima. Non disperiamo, tra l’altro, sul fatto che nei futuri episodi di Mass Effect (ricordiamo che da sempre il gioco è stato pensato come il primo capitolo di una trilogia), i ragazzi della BioWare sappiano fare tesoro delle sbavature attuali per completare al meglio questa imperdibile esperienza ludica.

9
Missione compiuta, Comandante Shepard. Mass Effect è atterra sulle nostre Xbox 360 con quello che si è rivela un vero successo. BioWare non disattende le aspettative e ci offre un gioco di ruolo capace di farci esplorare un intero universo. Centinaia di possibilità d’azione e dialogo realmente incidenti sul mondo che ci circonda, una trama principale degna dei migliori film di fantascienza e tantissime sub-quest atte a impreziosire l’esperienza di gioco con verosimili sfumature. Tutto concorre a creare un background pensato ad arte, dove ogni razza, ogni pianeta ed ogni corporazione gode di una propria storia e dignità narrativa. Un plauso è d’obbligo anche per il combat system, capace di fondere elementi action ad una componente tattica. Se questo non bastasse, grafica e sonoro si attestano su livelli di prim’ordine. Alcuni difetti come frequenti scatti e una scarsa intelligenza artificiale dei compagni, mostrano ancora qualche “difetto di giovinezza” che BioWare paga nello sviluppo del nuovo hardware Microsoft, ma nulla che possa corrompere un mosaico di rara qualità. Shepard, la sua promozione tra i ranghi dell’Alleanza, se l’è meritata davvero.