Recensione Mad Dash Racing

di Tiscali News

Quello che ci troviamo a recensire oggi è un titolo molto particolare, appartenente ad una categoria che su console ha sempre ricevuto ottimi consensi da parte di pubblico e critica: il racing game demenziale. Con questo termine, che identifica una categoria il cui primo esponente è da ricercare nello splendido Super Mario Kart per il Super Nintendo (apparso recentemente anche su Gameboy Advance), ci si riferisce a quei giochi in cui i protagonisti devono correre, a piedi o su qualunque stravagante veicolo, in un circuito utilizzando tutte le armi a loro disposizione per contrastare l'avversario. A differenza di Wipeout Fusion, il cui concept di gioco potrebbe essere riassunto negli stessi termini, in questo caso l'ambientazione generale è piuttosto ironica, con personaggi di fantasia (o ispirati a cartoni animati) che farebbero pur di tutto per vincere le gare.

Mad Dash Racing fa parte esattamente di questo tipo di divertimento: in questo caso i programmatori della Crystal Dinamics hanno preferito fare correre i protagonisti a piedi, senza l'ausilio delle macchine o di qualunque altro veicolo da corsa. Il risultato finale, oltre a fare diventare Mad Dash senza dubbio uno dei più azzeccati titoli di questi primi mesi di vita della neonata console di casa Microsoft, è quello di regalarci un gioco originale nel quale gli elementi driving e quelli plattform si fondono perfettamente.

Infatti è proprio il design dei circuiti, decisamente poco convenzionali, a costituire il piatto forte del gioco: ogni gara che saremo chiamati ad affrontare infatti non prevede un percorso prestabilito rigido nel quale dovremo incanalare i nostri sforzi e la nostra velocità, ma starà proprio alla nostra abilità ed alla voglia di esplorazione trovare la via più breve per arrivare primi al traguardo.

Per questo motivo lo scopo principale della corsa, almeno fino a quando non si è memorizzato il circuito alla perfezione, è quello di girovagare per gli ambienti alla ricerca del passaggio migliore, quello che non solo è in grado di farci guadagnare più tempo ma è anche più ricco dei tanti power up che ci potrebbero permettere di avere agevolmente la meglio sugli avversari. I trampolini, le tante scorciatoie nascoste, alcune pareti verticali ed altri piccoli elementi dell'ambiente circostante ci permetteranno di risparmiare tempo prezioso, sempre se saremo così bravi da evitare i molti pericoli che incontreremo.

I personaggio che popolano il gioco, abitanti di un lontano pianeta Trem dominato dal malvagio di turno, Hex, sono chiamati ad un compito: recuperare i pezzi di un meteorite, per il quale Hex ha indetto il torneo.

Tra i corridori, nove in tutto, i più simpatici, per darvi un'idea dell'alta dose di Humour che permea il gioco, un gatto viola con il piercing e senza la maggior parte dei denti ed un drago senza fuoco che può solamente fare dei piccoli aliti che non impauriscono nessuno.

I nove protagonisti sono suddivisi in tre categorie principali, ciascuna caratterizzata da punti di forza ed aspetti deboli: i picchiatori, i saltatori e i corridori. I picchiatori posseggono l'abilità di colpire gli avversari con diverse mosse, ricevendo per ogni colpo andato a segno un prezioso turbo che gli permette di aumentare momentaneamente la loro andatura; i saltatori sono in grado invece di compiere veri e propri balzi con i quali saltare i tanti ostacoli presenti sul circuito; infine i velocisti posseggono un'abilità speciale con la quale attivare di tanto in tanto una super velocità.

Lo scopo del gioco, come detto, non è solo quello di arrivare primo in tutti i circuiti per aggiudicarsi il trofeo, ma anche quello di collezionare i vari oggetti sparsi per i livelli: tra tutti questi i più importanti sono forse le meteore verdi che, una volta raccolti, danno al personaggio i poteri di tutte e tre le categorie, rendendoli il personaggio perfetto che ogni giocatore vorrebbe controllare.

Uno dei punti di forza del gioco, va detto, è nella estrema caratterizzazione che queste tre categorie di corridori posseggono, tale da rendere l'esperienza di gioco totalmente diversa se affrontata con un personaggio o con un altro.

Graficamente parlando, Mad Dash Racing non ha davvero nulla da invidiare ad altri titoli più blasonati, ma i colori di cui è dotato ed il design dei personaggi rappresentano il top per questa categoria di giochi, senza parlare poi delle tante animazioni e degli effetti grafici di cui gode il titolo ogni qual volta qualche power-up viene attivato. Tuttavia, nonostante un aspetto curato, non si può non notare una certa scarsità di elementi di contorno nei vari circuiti, che risultano essere piuttosto spogli: a peggiorare ulteriormente questo aspetto, segnaliamo anche una realizzazione tecnica altalenante, che mostra qualche rallentamento di troppo.

In definitiva non ci sentiamo di sconsigliare comunque Mad Dash Racing a chi non ha mai provato questo genere di titoli, in quanto la freschezza del concept di gioco, che trova nella parte plattform molti elementi originali, è in grado di regalare molte ore di divertimento. L'unico appunto che può essere fatto in questo senso riguarda l'allenamento necessario per apprendere il sistema di controllo, per certi versi poco immediato.

Simile discorso vale anche per i patiti dei driving game, che ritroveranno in questo titolo alcuni degli elementi che tanto apprezzano uniti ad altri che per la prima volta fanno la loro apparizione.

Un acquisto consigliato per entrambe le categorie di giocatori, senza dubbio.

6
Un titolo che fa degli elementi originali e della perfetta riuscita di un mix con alcuni elementi plattform, i suoi punti di forza. Consigliato assolutamente tanto ai patiti del genere quanto ai giocatori più inesperti, per i quali potrebbe rappresentare davvero un titolo di riferimento per il futuro. Peccato per la realizzazione tecnica, da un Xbox ci potevamo aspettare di più.