Recensione LittleBigPlanet Karting

Corri, Sackboy... corri!

di Tommaso Alisonno
Ricordate l'Immagisfera? È quel mondo sospeso tra la realtà e la fantasia dove i sogni e i pensieri condensano in forme di cartone pressato e polistirolo espanso, il mondo dove vive Sackboy. Immagisfera ha già superato due crisi, grazie al suo eroe di pezza: Sackboy ha vanificato i piani di conquista dell'Architetto (in LBP) e sconfitto la minaccia del Negativitron (in LBP2), ma adesso avrà nuovamente il suo bel daffare. Condensati dai pensieri (non sempre allegri) di chi passa lunghi tempi in automobile, sull'Immagisfera sono comparsi un gruppo di personaggi denominati Arraffatori, i quali sfrecciano ovunque sui loro veicoli rubando le sfere-premio e danneggiando tutto. Solo Sackboy, saltando su un kart ad essi sottratto, potrà sbaragliarli su loro stesso terreno!

Vabbé, i presupposti di storia non sono certamente da premio Pulitzer, ma non è certo questo l'importante: la notizia è che LittleBigPlanet si da alle corse - e non solo quelle. Per quanto fosse già nota la possibilità di realizzare gare di vario genere col potente editor di LBP2, Sony ha deciso di dare a Sackboy e al suo mondo un vero e proprio gioco di kart, ovviamente “inzuppandolo” dello spirito allegro, spensierato, vario e flessibili del brand, e per fare ciò si è affidato a United Front Games (già autori di ModNation Racers) coadiuvati da San Diego Studios.

Il gioco presenta una Storia che si snoda attraverso un certo numero di “pianeti” in cui troveranno posto le varie prove, siano esse gare vere e proprie, corse ai checkpoint, arene o altre modalità più fantasiose ancora. Per superare un livello e accedere al successivo, normalmente, sarà sufficiente piazzarsi sul podio, ma naturalmente per ottenere tutti i premi previsti dalla gara dovrete raggiungerne la vetta. La modalità Storia è giocabile in cooperativa con altri giocatori - fino a 4, in locale o in rete - operazione che naturalmente aumenta notevolmente le possibilità di vittoria o comunque di progressione: è sufficiente infatti che anche uno solo dei giocatori arrivi almeno terzo per poter proseguire.

Come s'è detto, non tutte le prove saranno gare tradizionali: nel gioco trovano infatti posto anche modalità alternative di cui la più presente è certamente l'Arena. Questa consiste nel porre gli antagonisti in un ambiente circoscritto e invitarli a tempestarsi di missili, mine e quant'altro, segnando il punteggio ogni volta che un attacco va a segno: al termine del tempo prefissato, chi ha totalizzato più colpi sarà il vincitore. Ma non finisce qui: il gioco propone numerose altre modalità e mini-giochi, come duelli alla guida di carri-armati, slalom nel traffico cittadino, prove di resistenza sul tapis-roulant, missioni di trasporto uova di drago o stelle marine, fino a veri e propri scenari “boss”, da giocarsi sempre e comunque in sella a un qualche mezzo.

Più di una modalità “alternativa” propone dei comandi particolari esclusivi, ma nella maggior parte delle situazioni il controller manterrà sempre la stessa impostazione, la quale prevede un tasto per l'acceleratore (configurabile in Croce o in R2), uno per il salto/derapata (viceversa), uno per il freno/retromarcia e uno per utilizzare gli item che raccoglierete in giro. Potrete guidare il kart indifferentemente con l'analogico sinistro o con la croce direzionale, mentre l'analogico destro permetterà di dare “spintoni” agli avversari; in curva potrete “sgommare” col tasto della derapata in modo da ottenere dei piccoli sprint proporzionali alle “fiammate” che investiranno le ruote. Nei livelli in cui sono presenti oggetti da raccogliere o salti da effettuare tramite il rampino, questo ha un tasto a lui dedicato.

Durante la gara, s'è detto, potrete raccogliere vari item e power-up semplicemente acchiappando al passaggio i cosiddetti “armizzatori”. Gli oggetti si distingueranno in base al colore: i rossi sono armi “a ricerca”, i verdi sono mine e armi a traiettoria semplice (diretta o parabolica), gli azzurri sono turbo, scudi e altri power-up che interesano innanzitutto il proprio kart ma che possono colpire anche gli avversari. Un elemento importante del gioco è il fatto che qualsiasi attacco possa essere nullificato con un'altra arma: una mina può essere distrutta da un missile e viceversa, per esempio, ma non solo: quando si viene “agganciati” da un'arma a ricerca, circa mezzo secondo prima che questa arrivi a segno comparirà un'icona “scudo” che ci segnalerà il momento giusto in cui attivare una qualsiasi arma per nullificare l'attacco - a patto di averne una a disposizione, ovviamente.

Per la realizzazione grafica, United Front ha sfruttato il già testato motore di ModNation Racers, applicando però le risorse grafiche tipiche di LittleBigPlanet - è molto difficile, in verità, stabilire dove termina un gioco e dove inizia l'altro, tanto bene i due universi sono stati fusi. Che la base sia MNR si evince infatti nell'esatto momento in cui si mette mano per la prima volta all'editor, trovando ad attenderci un sistema di creazione dei tracciati praticamente identico al precedente lavoro di UF, ma subito dopo ci si accorge che i tool a disposizione, raggiungibili con l'interfaccia popit, derivano interamente da LBP2; in entrambi i casi l'editor è semplice ed intuitivo, nonché accompagnato da numerosi video-tutorial.

Il risultato è una grafica pulita, curata, dettagliata, zeppa di effetti speciali e soprattutto stabile nelle prestazioni anche nelle situazioni più concitate, vale a dire le arene con esplosioni su esplosioni. Lo spazio a disposizione nell'editor è parecchio e anche in termini di “risorse” c'è di che sbizzarrirsi - e il tutto si mantiene su tempi di caricamento nettamente più brevi rispetto a MNR. La varietà è garantita dalle geniali idee e dalle molteplici possibilità del concept: non parliamo solo dei classici salti, bivi, strade segrete ed eventuali trappole che potremo incontrare lungo il tracciato, ma anche dell'implementazione del rampino, delle numerose prove collaterali, fino a piccole perle come tracciati che si modificano nel corso della gara - il tutto ottenuto con bivi, portoni e contagiri.

Anche per il sonoro un giudizio positivo: le musiche proposte ricalcano in parte i temi tipici di LBP (il primo pianeta del gioco è interamente dedicato al primo episodio Media Molecule) e sono in altra parte realizzate ex-novo. Tutti i brani sono carini e gradevoli, anche se in verità possono diventare un po' ripetitivi se ci si sofferma a lungo in un singolo livello. Tutti i testi e le tracce audio sono disponibili in Italiano.

Prendere confidenza col sistema di guida è questione di pochi giri, e la possibilità di spaziare tra due configurazioni di controlli rende agevole l'accesso a tutti i gusti - sebbene manchi una mappatura totale dell'interfaccia. I livelli della modalità storia sono tutti gradevoli e diventano via via più complessi man mano che si avanza, con l'intelligenza artificiale che si fa di pari passo più aggressiva; come spesso succede nei kart-game, anche LBPK soffre un po' del morbo del “tutti contro il giocatore”, ma la possibilità di superare un livello in coop con uno o più amici rende le cose certamente più fruibili.

L'intera Storia si snoda attraverso un totale di circa 30 livelli tra gare, arene e prove speciali, fermo restando che al completamento di ciascuno di questi verrà sbloccata la versione Versus (identica ma senza sfere-premio né filmati introduttivi, creata specificamente per il multiplayer in sfida) e spesso anche ulteriori livelli extra. In ciascun evento, esclusi i Versus, saranno disseminati vari oggetti da raccogliere e da utilizzare per personalizzare il proprio Sackboy e il kart (senza variarne le prestazioni), oppure nell'editor. Va da sé che premi speciali attendano chi otterrà tutti gli oggetti nascosti, nonché il vincitore della gara.

Il gioco prevede due livelli di difficoltà - il facile e il normale: se è vero che i primi livelli sono abbordabilissimi a entrambe le difficoltà, è altrettanto vero che avanzando nell'esplorazione dei mondi si avranno via via sempre più problemi, anche perché l'IA tende (come sempre nei kart game) a fare comunella contro il giocatore. Ad ogni modo la “sfida” a difficoltà normale è piuttosto accessibile e garantisce quel minimo di “brivido” necessario a far si che l'esperienza in Singolo (o in coop) non sia banale. Certo è che difficilmente le varie gare obbligatorie vi terranno impegnati per più di 6-8 ore, ma è anche vero che la Storia, come d'altronde in entrambi i LBP, sia solo propedeutica al vero divertimento, ossia la creazione e condivisione dei livelli, nonché il multiplayer offline e online.

Al pari di tanti altri kart-game, infatti, LBPK può facilmente tenere quattro giocatori incollati allo schermo per intere serate anche solo con le gare standard e con le modalità arena, anche se invero un sistema di tornei interno avrebbe reso l'esperienza ancora più accattivante. Quando poi i giocatori diventano otto attraverso i server Sony e l'editor garantisce un afflusso pressoché infinito di nuovi livelli, la longevità è assolutamente garantita. In conclusione, LittleBigPlanet Karting riesce nel compito di portare nell'universo di Sackboy un ottimo gioco di kart, mantenendo lo spirito del concept originale, sfruttando come base ModNation Racers (un ottimo gioco che probabilmente non ha raccolto quanto ha seminato) e implementandovi tutti gli elementi-chiave del brand. Per tutti, veramente per tutti.

9
In LittleBigPlanet karting c'è indubbiamente molto di ModNation Racers, ma c'è anche tutto di LittleBigPlanet: i due universi si fondono in maniera talmente egregia che risulta difficile capire dove “finisce” uno e “inizia” l'altro. Il risultato riesce comunque a offrire un'esperienza di gioco semplice ed immediata, e nel contempo varia, completa, immaginifica e vasta, soprattutto in forza del potentissimo editor. Immancabile in qualsiasi collezione degli appassionati di Kart-game e di LBP!