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Recensione Lightning Returns: Final Fantasy XIII

La bella guerriera vuole la vostra anima!

di Valerio De Vittorio
Alla fine il capitolo più controverso della saga "con la S maiuscola" di Square Enix è riuscito ad essere anche l'unico a poter vantare ben due seguiti. Dopo aver provato con mano diverse volte Lightning Returns: Final Fantasy XIII è finalmente arrivata in redazione la copia completa e, passata qualche dozzina di ore in compagnia della bella guerriera, è giunto il momento di dirvi che cosa ne pensiamo.

Groviglio narrativo

Cominciamo subito dalle brutte notizie: la trama non è tra gli elementi che consideriamo più riusciti del gioco. L'originale Final Fantasy XIII divise letteralmente a metà il pubblico, tra chi apprezzò storia, ambientazioni e personaggi e chi invece proprio non riuscì a digerirli. Quello su cui però possiamo concordare tutti è quanto gli sceneggiatori giapponesi sembra si fossero divertiti nel complicare la storia il più possibile e confonderci le idee, per poi rilasciare un primo seguito che, sfruttando i viaggi temporali, permise a questi simpatici soggetti di intricare ancora di più la faccenda. Dopo la parentesi Serah, la bella Lightning torna a prendersi il posto di protagonista che le spetta di diritto. Le premesse la vedono risvegliarsi 500 anni dopo gli avvenimenti di Final Fantasy XIII-2 a pochi giorni dalla fine del mondo. E' un dio in persona a chiamarla e sebbene nessuno sia in grado di fermare il caos che sta devastando tutto, la divinità vuole creare un nuovo mondo. Per popolarlo gli servono le anime delle persone e Lightning sembra la candidata ideale per il ruolo di salvatrice. Dovrà così viaggiare per gli ultimi baluardi dell'umanità ancora abitati ed aiutare le persone che incrocerà, queste in cambio le affideranno la propria anima.

L'incipit non è per nulla malvagio per un gioco di ruolo giapponese, e avrebbe potuto anche funzionare bene magari per un nuovo prodotto. Adattarlo invece ad un mondo già esistente e soprattutto a personaggi che conosciamo, i quali in un modo o nell'altro faranno ritorno nell'arco della storia, complica per forza di cosa la faccenda, costringendo così la sceneggiatura a forzature ed attorcigliamenti fino ad un finale non particolarmente comprensibile. Per farla breve, se siete curiosi di sapere come si conclude la trilogia, questo Lighning Returns rappresenta un tassello fondamentale, ma non è dalla narrazione che trarrete le maggiori soddisfazioni. Il che è un peccato perché a nostro parere la protagonista è ancora molto interessante, uno tra i personaggi meglio riusciti della saga. D'altro canto anche la regia ci è parsa meno ispirata che in passato, con sequenze di intermezzo sempre valide ma poco brillanti. Non aiuta un comparto tecnico che come vi illustriamo più avanti, fatica a convincere. I (pochi) filmati in computer grafica, di contro, sono sempre ad un livello irraggiungibile dalla concorrenza.

Tempus fugit

La musica per fortuna cambia pad alla mano. Lightning Returns prende una strada tutta sua rimescolando pesantemente le regole imposte dal gameplay del primo Final Fantasy XIII, approfittando di qualche spunto del seguito che già a sua volta si discostava non poco dall'originale. Qui abbiamo un personaggio giocabile che sarà l'unico per tutta l'avventura. Sparisce quindi definitivamente la gestione del party. Per quanto riguarda il mondo di gioco, abbiamo quattro grandi aree esplorabili in totale libertà, con l'unico condizionamento imposto dal tempo. Il mondo sta finendo, infatti, e i giorni che gli restano sono soltanto 13. Le lancette scorreranno con tanto di alternanza giorno notte in tempo reale. In realtà ciò influenza il gameplay in molti modi diversi, ma Square Enix è stata abile nel non trasformarlo in un limite. L'orologio non solo si ferma in praticamente qualsiasi momento che non sia l'esplorazione pura (combattimenti, navigazione dei menu ecc..) ma si può gestire con abilità magiche apposite mentre il teletrasporto, e più avanti nel gioco, i chocobo, permettono di velocizzare tempistiche altrimenti molto dilatate. Di contro molte quest sono basate proprio sull'orario e così dovrete sempre tenere un occhio sulle lancette, ad esempio per entrare in alcune zone sbarrate durante il giorno, o attendere le sei del mattino perché apra un determinato negozio e parlare con un NPC.Le missioni rappresentano un elemento molto importante nel gioco, visto che saranno l'unico sistema grazie al quale è possibile far crescere le abilità della protagonista. Infatti non esistono punti esperienza né livelli, mentre i tratti, ovvero punti vita, forza, potere magico e così via, saliranno come ricompensa per il completamento di una quest. Le abilità invece si potranno acquistare, guadagnare come loot dopo una battaglia o faranno parte della dotazione di un equipaggiamento scelto.

Barbie Lightning

Veniamo ora al sistema degli assetti, un altro importantissimo tassello dell'articolato gameplay di Lightning Returns. Ritrovandosi sul campo di battaglia ormai da sola, la povera guerriera deve fare tutto da sé, quindi assumere i ruoli di attaccante, supporto, maga e così via. Per farlo dovrà letteralmente indossare l'abito adatto, il quale oltre a modificarne l'estetica, garantisce variazioni sia in positivo che in negativo alle caratteristiche della protagonista. Più punti vita, meno potenza magica, maggiore capacità d'attacco fisico e così via per intenderci, oltre ad abilità passive o attive. Nel menu apposito potrete preparare i vostri assetti, pensando a ruoli precisi o mischiando le carte come meglio preferite, grazie all'enorme varietà di vestiti presenti, con arma e scudo a rappresentare insieme ad altri due accessori ulteriori elementi di personalizzazione. E poi ci sono i quattro slot abilità da riempire, dove mettere attacchi fisici, magie, skill di difesa e di buff o debuff. Le scelte sono molto importanti anche perché potrete utilizzare solo tre assetti alla volta in combattimento, quindi sarà d'obbligo conoscere il territorio che state esplorando ed il tipo di mostri che lo popolano. Ancora più che nel predecessore, i nemici sono molto diversificati e per affrontarli vorrete dotarvi delle combinazioni migliori o farete fatica a sopravvivere. Lightning Returns propone tre livelli di difficoltà, anche se il più alto verrà sbloccato solo dopo aver terminato la campagna una prima volta. Non fatevi ingannare dalle apparenze, il titolo Square Enix non è per nulla semplice e già a Normale avrete i vostri bei grattacapi. Se considerate che praticamente è impossibile grindare, almeno nel senso più stretto del termine, capirete come l'abilità del giocatore starà tutta nel saper utilizzare al meglio quanto possiede nell'inventario approfittando delle debolezze del nemico.

Tre ruoli

Come dicevano, potrete portare con voi tre assetti diversi in battaglia. Questi saranno dotati di una barra ATB propria, che verrà consumata dalle quattro abilità equipaggiate, diverse per ognuno. Spostarsi da un assetto all'altro, sarà un processo istantaneo e se non utilizzata, la barra ATB andrà ricaricandosi. Ci si può muovere anche se lentamente, sul campo, esiste un'abilità che permette di schivare e di parare i colpi nemici, lanciare un incantesimo col giusto tempismo può tra l'altro permettere di evitare un fendente nemico. Insomma, il battle system vanta una dinamicità tutta nuova e che ci è piaciuta moltissimo. Sparita qualsiasi forma di automatismo, bisognerà scegliere quale tra le quattro skill attive vorremo utilizzare e concatenare, considerando anche i tempi di ricarica delle combo stesse. Infatti anche se la ATB non si esaurisce non è detto che si possano lanciare 8 magie di fuoco, se queste prevedono concatenazioni solo da tre. Giocando a Lightning Returns ci si accorge delle molteplici sfaccettature di un sistema di combattimento davvero interessante e che difficilmente vi verrà a noia, il che non è un aspetto da sottovalutare visto che costituisce una parte davvero cospicua del tempo passato in-game. La varietà è un pregio del titolo, che grazie alle numerose e variegate quest, divise tra principali, secondarie e compiti assegnati da chocolina, offre un gameplay davvero denso. D'altro canto si sente la mancanza di una certa organicità, così che il giocatore si sente più ospite di un grande e divertente parco giochi che non protagonista di un'avventura dai toni epici.

Una rosa appassita

Prima di esprimere un parere definitivo, vale la pena spendere qualche parola, purtroppo non di lusinga, in merito al comparto tecnico. Lightning Returns non è un bel Final Fantasy da vedere, soprattutto se confrontato ai suoi due predecessori coi quali condivide il motore grafico. Il parco texture è a dir poco altalenante e i modelli che non siano dei protagonisti lasciano davvero a desiderare. La sensazione è che non sia tanto colpa di queste console, comunque ormai davvero vecchiotte, ma piuttosto del motore stesso, portato ai limiti tecnici al fine di includere livelli ed ambientazioni molto più vasti che in passato. Oltre a molti elementi dinamici, per non parlare del ciclo giorno/notte. Insomma, molte novità al prezzo di almeno altrettante rinunce. Come se ciò non bastasse, il frame rate è tutt'altro che costante, in particolare durante le esplorazioni. Un vero peccato, anche perché la protagonista è splendida come e più di sempre, con una cura per i dettagli davvero certosina qualsiasi abito le si faccia indossare.Va molto meglio nel comparto sonoro, soprattutto per quanto riguarda le musiche che tra temi vecchi e nuovi può contare su un campionario di partiture vasto e di qualità. Infine una nota sulla longevità: nonostante il tempo limite, il gioco offre un monte ore di intrattenimento soddisfacente, che varia moltissimo in base al livello di difficoltà scelto e a quanto vi dedicherete alle missioni accessorie. Insomma, difficile arrivare ai titoli di coda in meno di 20-25 ore, almeno il doppio, facendo un calcolo a spanne, il tempo che potrete accompagnare Lightning esplorando ogni anfratto del gioco.

La guida strategica

Come detto nell'arco della recensione, Lightning Returns Final Fantasy XIII non è un gioco facile. Ci viene in soccorso il livello di difficoltà più basso, ma vista la profondità ed il divertimento che il gameplay offre, forse è più interessante pensare di affrontare con coraggio la sfida proposta ed esplorare il ricco mondo di gioco a fondo. In concomitanza con l'arrivo del titolo Square Enix sugli scaffali, troviamo nei negozi specializzati anche una guida strategica esclusiva, ad opera di Piggyback, esperti di questo particolare settore. La proposta è un manuale di 356 pagine davvero ricchissimo e curato nei minimi dettagli. Si fa notare la presenza di artwork inediti e curiosità sullo sviluppo del gioco scritte da Motomu Toriyama in persona (direttore del progetto) e da altri responsabili dello sviluppo. A parte queste interessanti chicche, il libro si divide in diverse sezioni, con un'estensiva parte dedicata alle missioni principali con tanto di completo walkthrough. I capitoli dedicati alle strategie sono quelli che abbiamo trovato più interessanti e utili, con uno spazio per i singoli mostri e boss, ma anche indicazioni più generiche sugli assetti e suggerimenti assortiti per affrontare al meglio l'esperienza di gioco. Non viene trascurata neanche la modalità New Game Plus, sbloccabile terminando una prima volta il gioco, con illustrate le nuove missioni e condizioni di gameplay disponibili. Coperti anche tutti i segreti ed easter egg vari, per sviscerare in toto il gioco. La guida è completamente a colori e molto facile da utilizzare grazie ad un divisione intelligente dei contenuti e a tabelle molto chiare. Per 29.99 euro potete assicurarvi un oggetto curato nell'estetica che farà una bella figura sul vostro scaffale degli oggetti da collezione, ma soprattutto vi permetterà di affrontare Lightning Returns con una migliore consapevolezza di contenuti e meccaniche. Fortunatamente il titolo Square Enix offre un'esperienza molto densa e questa guida non lascia nulla al caso configurandosi come il compagno di viaggi ideale.

8
Lightning Returns: Final Fantasy XIII si è fortunatamente confermato come un buon gioco. Il sistema di combattimento unito agli assetti garantisce una profondità davvero notevole e fortunatamente tiene lontano il pericolo noia. Abbiamo poi un quantitativo di missioni ragguardevole, varie e sufficientemente impegnative da portare a termine. Square Enix ha insomma deciso di conludere la sua trilogia con un titolo flessibile ed estremamente godibile, capace di intrattenere un pubblico quanto mai variegato. Peccato per una trama poco consistente ed un comparto tecnico deludente. Se avete odiato i predecessori, non disdegnate quest'ultimo seguito, potrebbe riservarvi qualche piacevole sorpresa, ma sappiate che dovrete digerire il medesimo cast ed un'atmosfera non particolarmente azzeccata. Ci penserà il denso e divertente gameplay a soddisfarvi. Per tutti gli altri l'acquisto è fortemente consigliato. Chiusa questa travagliata trilogia, comunque, speriamo vivamente che in casa Square Enix si riscopra la scintilla un po' troppo offuscata in questi ultimi capitoli.