Recensione Lego Star Wars 2: The Original Trilogy

Tanto tempo fa, su un mattoncino lontano lontano...

di Alessandro Cossu
USA I LEGO, LUKE!

La saga di Guerre Stellari non ha bisogno di presentazioni. Pur non vantando la longevità, ne la quantità in termini di pellicole e merchandising , dell'altra serie culto di fantascienza (come sarebbe, quale?!Star Trek,ovviamente!), il mito creato da George Lucas è ancora oggi vivo e vitale. Basti pensare che esistono, in America, alcune congregazioni di persone che vivono seguendo i dettami della Forza...e il che è tutto dire. Ovviamente, al fascino del Lato Oscuro dell'intrattenimento, non si sono certamente sottratti i nostri beneamati videogame. Difficile enumerare tutti i titoli che si sono fregiati del nome di Star Wars, da Jedi Knight a Battlefront, passando per i Racer e gli strategici, più o meno in tempo reale. Quello che invece è d'obbligo citare oggi, è il predecessore del titolo in esame, quel "Lego Star Wars", che ci fece rivivere, in chiave decisamente scanzonata rispetto alle pellicole, le gesta di Qui-Gon, Anakin e compagnia Jedi, della seconda trilogia (vale a dire, la prima...con questa mania di prequel che escono dopo gli originali, è un disastro!). In buona sostanza, si trattava di un action-game, dove al comando di uno stuolo di pupazzetti Lego, eravamo chiamati a rivisitare per intero tutti e tre i film chiamati Episodio I,II e III. Il più che discreto successo fra pubblico e critica, spingono oggi la blasonata Lucasart a creare un secondo episodio della saga ludica targata Lego e dedicata, appunto, a Guerre Stellari.

In "Lego Star Wars - La Trilogia Classica", rivivremo, pedissequamente o quasi, tutta l'epopea della Trilogia originale, impersonando i vari Leyla, Luke, Han Solo e tutti quei personaggi entrati a forza nell'immaginario collettivo, ormai quasi tre decadi or sono. Il tutto, nell'inconfondibile stile della Lego, quei meravigliosi mattoncini colorati che hanno fatto crescere e sviluppare la fantasia di milioni di cuccioli d'uomo in tutto il mondo.

Come si evince dalle foto qui attorno, ci troveremo in un mondo di mattoncini animati, alla guida di simpatici omini che riproducono al meglio le fattezze dei protagonisti in celluloide; in linea generale, non ci sarà differenza fra l'impersonare la principessa Leyla o il buon Han Solo, ma scendendo nel dettaglio, le differenze ci saranno,eccome. Ad esempio, alcuni settori potranno essere sbloccati solo dalle abilità speciali di R2-D2, mentre solo la Forza, magistralmente dominata da Obi Wan o da Luke Gambin...pardon, Luke Skywalker, potrà mettere in salvo l'allegra brigata. Tutto questo introduce un concetto particolarmente interessante di LSW, ovvero la possibilità di gestire un party (un personaggio alla volta) di più personaggi e sfruttarli al massimo in base alla situazione che ci troveremo ad affrontare. Quando non guideremo uno o più membri del team, penserà la Stupidità Artificiale della nostra macchina da gioco favorita a muoverli, facendo compiere al gruppo attività relativamente semplici, come sparare (con scarsissimi risultati) o seguire il Leader del gruppo, cioè noi (con risultati decisamente più apprezzabili).

Particolarmente interessante, in questa chiave di lettura, la possibilità di poter giocare anche in modalità cooperativa, scegliendo di volta in volta , più o meno liberamente, quale personaggio guidare, in compagnia di un amico, sullo stesso computer - e con la medesima tastiera.

Non manca all'appello un potente editor, che ci permetterà di costruire i nostri alter-ego-Lego a nostra immagine e cubettosa somiglianza; a questo deve aggiungersi, oltre alla modalità "Storia", la possibilità di giocare il titolo (quando lo si sarà terminato) in un succoso free-style, importando le nostre creature in qualunque momento della Storia cinematografica. Dulcis in fundo, ci saranno un miliardo di extra sbloccabili, del quale non vi parliamo a causa del Fascino del Lato Oscuro del Redattore, che ci obbliga a essere cattivi...sapete com'e', il ruolo...è il ruolo!

Tecnicamente, ci troviamo di fronte ad un titolo tutto sommato convincente, nonostante la grafica un po' retrò e dal look decisamente "bambinesco", come ben si confà a molti - ma non tutti - prodotti Lego; la nostra macchina di test, un Sempron 2400+, equipaggiato con 1 GB di Ram e GeForce FX 6600GT, ci ha permesso di giocare al massimo del dettaglio a una risoluzione di 800*600 punti, pena qualche rallentamento con l'aumentare della risoluzione. Un buon engine, capace di esplosioni luminose e multicolore, superfici riflettenti e animazioni morbide (nella misura in cui può essere morbido un omino della Lego, ovviamente), un paio di lunghezze avanti, rispetto al suo sia pur illustre predecessore. Forse le texture non brillano per varietà, ma in fondo i mattoncini Lego sono quelli, non è che possiamo inventarcene di nuovi!

Più che buono il fronte audio: il titolo più muto della storia vanta una colonna sonora di prim'ordine e una ottima localizzazione in Italiano per quanto concerne i menù e i sottotitoli. Niente parlato: avete mai sentito un omino Lego chiacchierare?

In definitiva, il titolo nato dalle abili mani della Travellers's Tale, offre agli estimatori di SW altri motivi per giocare e sorridere, che vanno oltre l'amore per un storica saga come quella di Guerre Stellari. Consigliato a tutti, vista la sua natura spensierata e autoironica...e che la Forza sia con voi.