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Recensione Legacy of Kain: Defiance

di Antonio Norfo

"Like two rivers that have met and can never be distinct again"

Una massima di Kain recita che nel lancio di una moneta può avvenire che questa si presenti al suolo in due modi: o con una faccia o con l'altra. E' senz'altro più difficile, ma con l'aiuto del caso e di un'accidentata pavimentazione può capitare che quella moneta, senza nascondere nessuno dei due volti, rimanga di taglio.

Quando il re dei Vampiri intuì di una nuova possibilità, egli comprese anche la svolta del suo nuovo e ancor più periglioso cammino. E' questo il fine che Legacy of Kain - Defiance si prefissa? Potremmo dire di sì, giacchè esso mira per prima cosa ad unificare e a mostrare singolarmente il suo dualismo narrativo. Blood Omen (1996) e Blood Omen 2 (2002) trattavano delle vicissitudini di Kain (un tempo nobiluomo e poi sire della più sanguinosa delle stirpi); Soul Reaver e Soul Reaver 2 ci raccontavano della sete di psiche e di vendetta di Raziel (in un lontano passato Sarafan e poi marionetta del fato e di Moebius). Questo quinto esponente ce li propone ambedue, eroe ed antieroe (benché i ruoli siano sempre stati scambievoli e non meglio definiti) e come logica insegna un nuovo incontro fra i due è ormai alle porte pronto a sconvolgere un mondo in rovina e i suoi ingovernabili flussi del tempo.

Given the choice

Poter vestire i panni sia di Raziel sia di Kain in un unico gioco non vuol dire soltanto accedere a due differenti punti di vista che rendono frondosa e appassionante la narrazione, ma vuol dire anche (e soprattutto) rendere varia l'esperienza ludica. A scampo d'equivoci: l'approccio dell'avventura è tra i due molto simile, tuttavia se a Kain sono riservati maggiori frangenti di lotte all'ultimo sangue (mai termine fu più azzeccato), con Raziel sarà più frequente dover risolvere degli enigmi principalmente basati sullo spostamento di pilastri e casse (o comunque loro varianti). Anche l'uso giusto al momento giusto della lame abbinate ai diversi elementi (Fuoco, Aria, Gelo, Luce, Oscurità) è ben marcato e se fallimentare risulta tale puzzle-solving, lo è maggiormente il cercare di mascherare la linearità dell'ultimo parto Eidos. Questo lato è fin troppo evidente in tutto il divenire del gioco (a dispetto di questo fattore, una mappa non avrebbe offeso nessuno) e a nulla aiuta l'abuso di enigmi e di combattimenti che spesso ricadono nel mero ruolo riempitivo. Ma Legacy of Kain Defiance sa fortunatamente mostrare maggiori qualità, tra le quali emerge un sistema di combattimenti all'insegna della frenesia e dell'immediatezza. Oltre alla presenza di combo e all'uso della telecinesi (con la quale Kain si dedicherà a manovrare contro spuntoni o fuori dalle mura coloro che lo ostacoleranno) il dinamico duo sarà capace di fluttuare nell'aria levitando per qualche secondo e scagliando a destra e a manca i propri fendenti. Il sire dei vampiri e il mietitore d'anime non solo si ciberanno ognuno della propria leccornia preferita dalla distanza, ma potranno persino strapazzare gli inermi corpi dei nemici e nutrirsi del loro sangue e delle loro anime attraverso un contato ravvicinato. La Soul Reaver stessa, infliggendo danni e riempiendo l'apposita barra orizzontale, potrà effettuare un vero e proprio Critical Hit che si rivelerà devastante per tutto quanto respiri o si muova nelle nostre vicinanze. Lungo l'arco dell'avventura sarà possibile venire in possesso delle "Telekinesis Runes", degli "Arcane Tomes" e degli "Health Talismans" che andranno rispettivamente ad incrementare la barra verticale della telecinesi (Tk Meter), i bonus (dieci per Raziel e altrettanti per Kain) ed infine, come deducibile dal nome, la barra dell'energia e la vitalità dei protagonisti.

I nostri sentieri (come da tradizione) si divideranno fondamentalmente tra l'esplorazione del mondo in superficie (Nosgoth) e di quello spettrale (Underworld o Spectral World). Le diverse ambientazioni (alle due citate se ne aggiungeranno altre, direttamente tratte dal passato della serie) sono particolarmente curate da un più che felice motore grafico che fa sfoggio delle sue encomiabili textures (fra le migliori della piattaforma ospitante) e di alcune vedute e particolari che pur non elevandosi ad inarrivabili vette estetiche sanno dire la loro nel contesto del background. Alcuni elementi da addurre al nostro discorso sono le statue mutile e gli affreschi profanamente apocalittici (che immortalano l'ancestrale guerra fra Vampiri ed Hylden), l'immensa mole della fortezza dei Sarafan (laddove Kain muoverà i primi passi nel gioco), la straordinaria altezza dei Pilastri di Nosgoth e l'effetto blur (con prevalenza cromatica di verde e blu) che rende sapientemente eterea l'immaterialità del mondo spettrale e sfumati i suoi volumi e linee di contorno. Un pregevole ammontare di poligoni compone i protagonisti principali sebbene non altrettanti ne siano stati destinati ai nemici e ai personaggi subalterni.

Sembrerebbe tutto molto bello ma dietro l'angolo (ed è proprio il caso di dirlo) si nasconde la pecora nera: un infido sistema di telecamere, spesso frustrante e che risulta essere il più ostico fra tutti i nemici del gioco (per i quali, invero, sarà sufficiente la forza bruta e pochissimo altro impegno). Meno gravi ed irritanti ma non per questo esenti dalla segnalazione sono alcuni rallentamenti che si presentano in situazioni piuttosto inusuali (tra le quali alcuni filmati), dove unica compagna presente nello schermo è la solitudine e non una moltitudine di poligoni. Eccezioni a parte, la fluidità è ampiamente garantita. Sul versante dell'acustica il gioco vanta un novero d'effetti sonori ben riusciti (lamenti delle anime nei pressi dell'Elder God e cozzare di lame su tutti) ed una colonna sonora che se non esplode nella sublimità è funzionale quanto basta agli ambienti ed agli eventi che i Crystal Dynamics hanno preservato per tutti noi. Il parlato italiano appare meccanico nella recitazione e per nulla all'altezza dell'ottima controparte anglosassone (divario che rappresenta ormai una preoccupante ovvietà), ma l'adattamento nella nostra lingua risulta nel complesso utile se non indispensabile per coloro che non si cimentano con la lingua più parlata del globo.

The Wheel will turn...

Attraverso trenta capitoli (quindici per ciascuno) e servendoci delle loro abilità per superare ogni sorta di ostacoli, saremo dunque testimoni di un libro cupo, intinto di vermiglio e firmato Crystal Dynamics (genesi a parte, di paternità Silicon Knights). Il suo epilogo (per veder scorrere i titoli di coda non andrete oltre la ventina d'ore) è caratterizzato da un frasario come sempre enigmatico ma dannatamente efficace che indubbiamente saprà far breccia fra i più accaniti sostenitori della saga e non. Per costoro il titolo si rivelerà avvincente ed imperdibile, ma non temano quanti si ritengono interessati poiché Legacy of Kain - Defiance potrebbe dimostrarsi un piatto piuttosto succulento caratterizzato dal proprio personalissimo fascino e dai suoi alti che a dispetto dei bassi non meritano di essere lasciati nel dimenticatoio.

7
Da non perdere per gli appassionati della saga e meritevole per tutti coloro che cercano un'avventura movimentata ma senza pretese da capolavoro, Legacy of Kain Defiance è un Action Adventure che sfoggia un eccellente motore grafico ed una lodevole recitazione anglosassone, dei combattimenti frenetici al punto giusto e due personaggi, Kain e Raziel, che ormai hanno ciascuno il loro rispettoso numero di seguaci. Il quinto esponente della saga madre (che qui unifica i due filoni narrativi di Legacy of Kain e Soul Reaver) non è certo orbo di difetti che in quanto tali ne minano, ahinoi, il giudizio finale (a partire dalla superficiale gestione di telecamere, fino ad arrivare ad enigmi scontati e ad un'eccessiva mancanza di sfida). Su tutto sa fortunatamente emergere una trama tanto oscura ed avvincente nella narrazione quanto portatrice di luce in alcuni misteri ed interrogativi che il prolungato racconto ha spesso fatto emergere in questi anni senza troppo nasconderne l'intenzionalità.