Recensione Legacy of Kain: Defiance

di Alessandro Cossu

LET'S PLAY AKAIN

E'stata una lunga attesa, ma alla fine i signori della Crystal Dynamics hanno sfornato una nuova avventura della saga vampiresca più amata dai gamers un po' per tutto il globo; LoK:D promette di mettere il punto su tanti aspetti della storia di Kain e Raziel, ma, inevitabilmente, solleverà un sacco di domande, domande che, sono pronto a scommettere, troveranno risposta solo in una futura avventura di questi due carismatici personaggi...

Prima di iniziare a parlare di questo nuovo titolo, che ricordo essere una conversione da console, è bene fare qualche passo indietro nella cupa leggenda delle terre di Nosgoth, raccapricciante regno perennemente in bilico fra la vita e la morte. La storia inizia in quella che viene definita dagli storici l'"Età della Corruzione". Il cerchio dei Nove, una compagine di maghi votati tanto al bene, quanto al male, reggevano le delicate fila dell'equilibrio nel regno. Quando Ariel, la strega custode del Tutto, venne uccisa, il circolo precipitò nella follia. In questo regno tinto di malvagità e disperazione nacque Kain. Uomo d'azione, ma fin troppo arrogante e spavaldo, dopo mille combattimenti venne ucciso nella battaglia di Ziegerstulch, una delle capitali del regno. Ma la brama di potere di Kain non poteva essere fermata, neanche dalla morte; il suo spirito si recò allora dal Negromante Mortanius, ed ottenne di essere mutato in un vampiro. In un nuovo corpo e in una nuova vita, Kain cercò per tutto il regno i propri assassini, regalando loro una morte orribile, non prima di aver scoperto che quegli stessi gentiluomini si erano macchiati dell'omicidio di Ariel. Ma la cosa che lasciò sconcertato Kain fu che quegli assassini erano stati comprati dallo stesso Circolo dei Nove. Folle di rabbia, Kain decise di sterminare uno ad uno l'intero consiglio e, in una serie di epiche lotte, li sconfisse tutti, decidendo di diventare il signore incontrastato di Nosgoth.

Per ottenere il suo scopo divise il regno in sei parti, con sei luogotenenti: Turel, Dumah, Rahab, Zephon, Melchiah e Raziel. Dopo anni di lotte e caos, Raziel si rivoltò contro Kain il quale, per punirlo, lo scagliò nel lago della morte, dove Raziel perse tutti i suoi poteri e fu relegato nel piano spettrale per l'eternità. Ma una forza esterna, nemica di Kain, donò a Raziel nuovi poteri, svelando all'ex luogotenente il suo destino di cacciatore di vampiri e Sarafan. In uno scontro divenuto ormai leggenda, Kain, sentendo l'approssimarsi della sconfitta, si rifugiò nella cripta dell'Oracolo, luogo inaccessibile a Raziel, dove Kain interrogò Moebius a proposito del proprio destino. Nel frattempo, Raziel ottenne dallo spirito di William il Giusto un'informazione preziosissima: il luogo esatto dove era sepolta la Soul Reaver, la stessa lama usata da William nella lotta contro Kain. Grazie alla magica lama, Raziel ebbe ragione degli eserciti di Kain, ma quando i due si trovarono faccia a faccia, Kain ebbe la meglio, riuscendo a sconfiggere - ma non uccidere - Raziel e prendendo con se la Mietitrice di Anime (La Soul Reaver, appunto). Tuttavia, grazie all'intervento di Moebius, ambiguo personaggio, Raziel potè riavere la sua lama, ma Kain, in inferiorità numerica, decise di fuggire, in attesa di una migliore occasione.

Tramite l'Oracolo, Raziel venne a conoscenza del fatto che Kain andava ucciso, o sarebbe stato la causa centinaia di anni di morte e distruzione al già martoriato regno di Nosgoth. Allo stesso modo, l'oracolo informò Kain che solo Raziel era in grado di mettere fine al suo dominio. Scontrandosi un'ultima volta nel luogo dove venne forgiata la Soul River, Kain riuscì ad impalare il suo nemico, cercando di risucchiarne l'anima, ma ciò non potè accadere: come l'oracolo aveva predetto, lo spirito di Raziel dimorava già all'interno della lama, quindi quello che doveva essere un colpo mortale si trasformò invece in un terribile vortice che avviluppò Raziel scagliandolo nel piano spettrale e privò Kain della sua memoria, lasciando nella mente del condottiero solo due cose: la prima, trovare i traditori ed ucciderli. La seconda, tornare a dominare su Nosgoth. Ed è qui, che entriamo in scena noi...

RITORNO AL FUTURO, DAL PASSATO.

Defiance è un adventure 3D, nel quale saremo chiamati ad impersonare ora Raziel ora Kain, cambiando fra i due di livello in livello. Il gioco si presenta su due dischi, in una elegante scatola completa di manuale, in lingua originale. La versione testata da Gamesurf è inglese, anche se già mentre leggete queste righe, sugli scaffali troverete il gioco localizzato in Italiano. Dopo una lunga installazione, che porterà via dal nostro HDD quasi 2 GB di spazio, salvataggi esclusi, LoK:D, ci permetterà di impostare i consueti parametri, nei quali vi invito a mostrare un occhio di riguardo ai comandi. Essendo una conversione al 100%, è consigliabile utilizzare un joypad o, se come me li odiate, di settare tutti i comandi sulla sola tastiera, trascurando temporaneamente il nostro beneamato mouse. A questo punto, siamo pronti a giocare: dopo aver assistito al consueto filmato in Full Motion Video, eccoci nelle vesti insanguinate di Kai, pronti a sfare sfacelo dei nemici... Il primo impatto con Defiance è assolutamente positivo: graficamente, questo nuovo episodio è superiore al suo illustre predecessore Blood Omen 2, con un Kain in splendida forma, curatissimo e con una libertà di movimento che non ha eguali nella saga. Aggraziato e letale, il nostro malvagio protagonista, pur mostrando sul volto i segni del tempo, è sempre pronto ad elargire morte e distruzione...Raziel, invece, lo troviamo tale e quale a come lo abbiamo lasciato in Soul Reaver, anche se Mr boccuccia di rosa consta una quantità di poligoni mai vista prima. Come nei precedenti capitoli, i nostri due amici-nemici, dovranno necessariamente nutrirsi per tutto il corso del match, con sangue o anime a seconda di chi stiamo impersonando. Kain e Raziel sfruttano un sistema di controllo di movimento come si è già visto in numerosi altri titoli, quali il recente Principe di Persia, sia pure con una minore possibilità di gestire la telecamera (l'inquadratura può essere corretta, ma non spostata), regalandoci comunque un notevole taglio cinematografico in tutte le inquadrature. Anche in questo titolo, le ambientazioni gotiche e intrise di disperazione la fanno da padrone, regalandoci un mondo romanticamente violento e oscuro, ma con una differenza; alla Crystal Dynamics hanno pensato bene di non creare un mondo vasto e - a volte - monotono come era accaduto in BO2, ma di concentrare la loro attenzione su quanto viene effettivamente inquadrato dalla telecamera, con risultati al limite dello spettacolare.

Impersonando Raziel, quando ci troveremo nel mondo delle ombre, tutto ci apparirà sfocato, alterato, in una sorta di grottesca parodia di quello che è il mondo reale. Anche questo effetto è stato ricreato magistralmente, rendendo il piano spettrale uno dei luoghi più angosciosi che io abbia mai affrontato nella mia lunga carriera di videogiocatore. Grafica di prim'ordine, quindi, ma con qualche pecca, come temo sia inevitabile, anche se certuni problemi riscontrati durante le sessioni di gioco minano quella che sarà l'impressione globale sul titolo. A fronte dei consueti problemi di bad clipping, troviamo anche texture caricate in maniera errata, rendendo de facto impossibile proseguire nei livelli. Sul comparto audio, invece, nessuna rimostranza da fare. Defiance si comporta a dir poco ottimamente su tutti i fronti, dall'ottimo doppiaggio (i doppiatori sono gli stessi di BO2) agli effetti sonori, con una soundtrack mai invasiva e generalmente ben curata che diventa più "rullante", in fase di combattimento fino a divenire un piacevole accompagnamento durante le nostre scorribande nel tetro reame di Nosgoth.

A fronte, poi, di una trama a dir poco innovativa e ricca di colpi di scena che trascina il giocatore con "Voglio sapere cosa accade dopo", e grazie anche a mille piccole chicche grafiche (l'acqua sembra finalmente Acqua), abbiamo un gameplay incentrato molto sulla trama e sull'azione, relegando l'utilizzo della materia cerebrale a sporadici momenti, che contribuiscono comunque a spezzare quella che potrebbe facilmente diventare una storyline noiosa, ma che grazie ad un sapiente di mix di azione & dialoghi, rimane sempre a livelli di interesse ottimali. Data la sua natura, Defiance non si presta minimamente ad alcuna attività multigiocatore. Prima di mandarvi al commento finale, aggiungo una piccola nota personale: ho amato alla follia Blood Omen 2, portando a termine per ben tre volte, quindi ho accolto con somma delizia la venuta di Defiance. Non tutte le mie aspettative sono state compensate, perché, fondamentalmente, abbiamo il solito calderone di roba confezionata in una scatola diversa. Ma, pur non avendo nulla di davvero innovativo, Defiance è un titolo realizzato nel migliore dei modi, divertente e coinvolgente. Guidare due nemici giurati in epoche diverse, per portarli a scoprire cosa riserva loro il destino dona al giocatore il senso di esserci, di essere parte integrante della storia che si sta vivendo e se per caso una volta finito di giocare sentire il bisogno di mordere qualcuno sul collo, non preoccupatevene...

7
Defiance si attesta come il miglior titolo della saga in fatto di grafica, anche se ambedue i personaggi, ma Kain in particolare, perdono un po' del loro carisma. Il signore dei Vampiri, pur essendo nel pieno delle sue forze, appare invecchiato ed è una figura lontanissima rispetto al Kain che abbiamo imparato ad amare in BO2. In ogni caso, siamo di fronte ad una conversione con tutti i crismi: la Crystal Dynamics non ha certo fallito il colpo, regalandoci un titolo che, più che giocato, merita di essere vissuto davvero fino in fondo. Se non fosse per alcune pecche, come un a volte ostico sistema di controllo e qualche compenetrazione di troppo, LoK:D avrebbe ottenuto un voto ancora più alto. Chi ama la serie, non potrà non giocare a questo prodotto, pur non trovandovi nulla di davvero nuovo. Chi si avvicina per la prima volta al mondo di Nosgoth, scoprirà quanto sia difficile separarsi da Kain e quanto gli ruota intorno...