Recensione Lara Croft and the Guardian of Light

Lara cambia forma ma non la sostanza

di Tiscali News
Avevamo parlato di questo particolare episodio di Tomb Raider qualche tempo fa anche sul nostro podcast, sottolineando il coraggio di Eidos di voler stravolgere una formula di gioco più che vincente (anche se con qualche passo falso) cercando di tastare il polso a nuove, possibili, alternative ad un gameplay che forse aveva già detto quello che si poteva dire. Avevamo anche sottolineato come i videogiocatori siano una razza veramente bastarda. Sempre lì a lamentarsi su come le saghe si ripetano immutate, episodio dopo episodio, a vomitare bile sulla poca fantasia delle “$oftware house “ a sbandierare ai quattro venti come il gameplay debba essere rinnovato e non sacrificarsi sull'altare del successo sicuro. Fatto sta che quando abbiamo pubblicato i primi screenshots relativi a questo episodio “laterale” della saga della pettoruta archeologa, il partito del “vogliamo l'innovazione” si è di colpo schierato sotto l'egida de “la tradizione prima di tutto”.

Troppo isometrico, troppo poco action, troppo poco Tomb Raider. A bocce ferme, manco il beneficio del dubbio. Chi invece aveva salutato con favore questo cambio di rotta delle avventure di Lara Croft, si ritrova tra le mani un gioco che forse non avrebbe sfigurato nemmeno come prodotto “da banco” soprattutto se si confronta la classe e la cura nella realizzazione del gioco, con altri prodotti sfornati recentemente dalla stessa software house (se state pensando ad un duo di criminali maniaco/depressivi, ci avete preso in pieno). Chiariamo subito un po' di cose, però. Questo non è un nuovo Tomb Raider a tutti gli effetti. Il lascito di Underworld sarà presto raccolto da una nuova “major release” che Eidos pubblicherà probabilmente nel 2011 inoltrato. Vedete questo episodio scaricabile come una piacevole “licenza poetica” che alla luce di quanto abbiamo potuto vedere, potrebbe dare vita ad un nuovo filone per Lara & co.

“Il Guardiano della Luce” , scaricabile unicamente da Xbox live, PSN e Steam rappresenta un deciso cambio di rotta nella decennale produzione legata alla signorina Croft. Grafica isometrica “alla” Titan Quest, possibilità di gioco in multiplayer (purtroppo solo in locale e non online) e un gameplay che forse cede qualcosa all'interazione con gli ambienti di gioco ma che miscela al meglio l'azione frenetica fatta di furiosi scontri a fuoco con un “bestiario” a tema e la continua ricerca di risolvere enigmi ambientali veramente ben riusciti anche se forse un po' abusati sul lungo periodo. Quello che invece è rimasto immutato è l'humus narrativo che vede ancora una volta la nostra eroina di turno impegnata a sventare l'ennesimo tentativo di conquista del mondo da parte di un demone azteco bramoso di vendetta.

A voi la scelta se affrontare l'avventura in solitaria o condividere l'esperienza di gioco con un secondo giocatore in cooperativa. Purtroppo, e questa è una pecca che ci auguriamo possa essere risolta a breve, l'unica possibilità di cooperare con un altro giocatore è legato al multiplayer “locale” , tralasciando invece la collaborazione attraverso Xbox Live o servizio similare. Sebbene i puzzle non cambino nella forma, affrontare il gioco in singolo o in cooperativa, obbligherà il giocatore a modificare l'approccio al gioco perché alcune meccaniche legate proprio alla risoluzione degli enigmi obbligheranno la collaborazione simultanea tra i due giocatori. I due, chiamati a vestire i panni rispettivamente di Lara Croft e Totec (Guardiano della luce Atzeco chiamato a sconfiggere il guardiano dell'Oscurità Xolot), dovranno mettere a servizio l'uno dell'altro le proprie capacità e peculiari abilità.

La nostra Lara, per esempio, si rivelerà abile nel gestire il vasto arsenale che raccoglierà nel suo lungo cammino, fatto oltre che dalle classiche pistole, anche di mitragliatrici, bazooka, lanciagranate e fucili di precisione. Sarà inoltre abile e arruolata all'utilizzo del rampino grazie al quale poter raggiungere punti altrimenti inaccessibili ma che funge in diversi momenti come “ponte” tra punti diversi dello scenario per permettere a Totec di esibirsi nelle vesti di equilibrista e attraversare trappole e voragini. Al contrario il nostro Totec non disporrà di un gran numero di armi, ma avrà dalla sua il sapiente utilizzo di una lancia che potrà assolvere non solo all'eliminazione degli avversari, ma fungere da sostegno e trampolino alla nostra archeologa per favorirne le arrampicate per recuperare i bonus sparsi per la mappa o per sbloccare le sezioni degli enigmi. I bonus sono rappresentati da gemme e teschi rossi che troveremo sparsi per gli ambienti e che  andranno ad aumentare un punteggio che raggiunti certi livelli ci permetterà di sbloccare ulteriori benefit utili ai nostri eroi. Ad aumentare le possibilità di avere vita facile nei confronti degli avversari, si troveranno di tanto in tanto alcune stanze “degli enigmi” che ci metteranno di fronte a prove di abilità che saranno ripagate con amuleti o reperti magici che “applicati” alle armi in nostro possesso ne aumenteranno la gittata o la capacità distruttiva.

Il sistema di controllo legato al combattimento prevede l'utilizzo dello stick destro per estrarre l'arma (selezionabile tramite il D-pad) e il trigger destro per far fuoco. I tasti funzione sono invece legati all'immancabile salto, alla capriola laterale per sottrarsi dalle attenzioni degli avversari e al piazzamento delle bombe, utili non solo per tenere a distanza i nemici di turno ma anche per la soluzione degli enigmi, alcuni dei quali richiederanno non solo tempismo e riflessi pronti, ma anche una buona dose di ingegno e creatività per essere risolti. Ed è proprio su questo aspetto che va fatto un plauso particolare a Crystal Dynamics che ha saputo proporre delle sfide per il giocatore ben bilanciate, mai troppo frustranti e capaci comunque di poter dare un certo grado di interpretazione e libertà al giocatore che sarà gratificato a più riprese nel vedere premiati lo sforzo e l'ingegno profuso. Sebbene, come già detto, il meglio del gioco lo si trae dalla cooperazione tra i due partecipanti, anche il gioco in singolo riesce a dire la sua e ad intrattenere piacevolmente, facendo leva sugli stessi elementi anche se opportunamente rivisti per essere fruiti da un solo giocatore. In questo caso,  potremo vestire solo i panni della signorina Croft.

Anche tecnicamente si avverte la volontà di Eidos di creare un prodotto accattivante e non una mera trasposizione in tono dimesso di elementi  presi in prestito dagli episodi ufficiali della saga. Anche se per ovvie ragioni non ci troviamo di fronte alle potenzialità tecniche degli episodi “maggiori”, l'impegno profuso  nel level design e più direttamente sul comparto grafico e sonoro (interamente doppiato in italiano),   è a nostro avviso il segnale che questo “Il Guardiano dello specchio” sarà solo il primo episodio di una nuova saga di uno dei personaggi più amati nel mondo dei videogames.

Nel complesso ci troviamo di fronte ad un prodotto veramente ben confezionato. Una buona storyline (a tema con le avventure di Lara), un prezzo assolutamente abbordabile (15€), una longevità in linea con produzioni maggiori (circa 8 ore di gioco) e un comparto tecnico gradevole e interamente doppiato in italiano. Se Eidos voleva sondare il gradimento dei giocatori per dare vita ad una serie “laterale” di Tomb Raider, non poteva trovare modo migliore. Promosso (quasi) a pieni voti.

8
Quasi ci dispiace non dare il massimo dei voti a questo episodio “laterale” di Tomb Raider ma la mancanza di cooperativa online è una pecca non da poco, soprattutto alla luce del divertimento provato nel corso dei nostri test dove la condivisione di impegni e traguardi si è dimostrata veramente divertente e appagante. Eidos è comunque riuscita a dare alle stampe un prodotto ben bilanciato in ogni sua componente. Bello tecnicamente (pur ovviamente con i limiti imposti ad un prodotto scaricabile), lungo anche più di giochi tripla A e ad un costo contenuto (15€). Cosa volere di più?