Recensione L.A. Noire

Il vero crimine sarebbe quello di non giocarci.

di Tiscali News
La Los Angeles degli anni '40 non è un bel posto dove vivere. Il crimine serpeggia nelle strade, bande di criminali armati e serial killer sembrano avere la meglio sui pochi poliziotti messi a disposizione dei cittadini. Come se non bastasse, sembra che la violenza abbia raggiunto le sacre mura domestiche. Uno scenario da incubo dove è costretto a operare Cole Phelps, ex eroe di guerra che riposto nel cassetto la medaglia conquistata in battaglia per mettere a disposizione le proprie capacità affinate proprio nel corso della seconda guerra mondiale. E anche quella al crimine losangelino è una guerra, senza esclusioni di colpi.

La carriera di Cole inizia dal basso, come uno dei tanti "piedipiatti" costretti a piantonare giorno e notte le strade di una città che non dorme mai. Sparatorie, rapine, furti, tradimenti; qualsiasi sia il motivo del contendere, ci scappa quasi sempre il morto. Il giovane Phelps quindi non solo deve far funzionare il cervello per risolvere il caso, ma deve anche fare andare il dito sul grilletto per salvarsi la pelle. Giorno dopo giorno. L'aspirazione di trovare un posto di prestigio, lontano dalle strade, alla sezione omicidi è quindi più che lecita ma come per (quasi) ogni carriere che si rispetti, servono i risultati. Ed è proprio qui che entrate in gioco voi.

Il caso inizia sempre dal luogo dell'omicidio. Non fate troppo gli schizzinosi e toglietevi dalla testa tutto quello che avete potuto vedere nei vari CSI dei giorni nostri. Sul finire degli anni 40 non esistono troppe diavolerie elettroniche in grado di facilitarci la vita. Quindi non inorridite di fronte al nostro protagonista che tocca la possibile arma del delitto senza gli odierni guanti di lattice, quando calpesta senza ritegno le chiazze di sangue sulla scena del crimine o senza troppi complimenti tocca il cadavere facendo inorridire il Grissomm che è in tutti noi. Del resto non sarà certo la prova del DNA o il riconoscimento delle impronte digitali che ci darà la soluzione del caso. Al contrario, tutto dipende dalla nostra abilità nella minuziosa ricerca di indizi, elementi e prove da raccogliere con attenzione proprio sulla scena del crimine per iniziare a tessere quella tela fatta di intuito, interrogatori ai possibili testimoni e sospetti che porteranno poi alla soluzione del caso.

Sulla scena del crimine saremo liberi non solo di controllare il cadavere, analizzando le ferite o cercando nelle tasche dei vestiti (capiterà spesso che i vestiti proprio non ci siano) ma anche setacciando il terreno circostante alla ricerca di elementi utili. Chiazze di sangue, oggetti, tracce, impronte. Tutto può essere importante e ricondotto al caso e, soprattutto, dare delle indicazioni utili sulle prossime mosse da seguire e sulle persone correlate alla vittima da interrogare in un secondo momento. Quando inizierete ad investigare sul luogo del delitto, una musica "a tema" vi accompagnerà lungo il corso dell'indagine, segnalandovi di volta in volta gli oggetti di possibile interesse per il caso. Il "crescendo" musicale sarà accompagnato anche da una leggera vibrazione del pad che richiamerà al vostra attenzione verso un punto di particolare interesse. Ovviamente agli utenti Ps3 sprovvisti di DualShock 3 consigliamo di tenere sempre le orecchie ben tese. Quando gli elementi d'interesse saranno finiti, la musica d'indagine scemerà fino al silenzio assoluto. Ogni oggetto ritrovato, ogni possibile interazione con la vittima o con i possibili sospetti sarà attentamente appuntata sul taccuino, che funzionerà da vera e propria guida verso la soluzione del caso.

Il passo successivo è appunto quello dell'interrogatorio, presentato dal Team Bondi come uno dei veri punti di forza di tutto il gioco. Una volta di fronte al possibile sospetto, o comunque ad un qualcuno utile ai fini dell'indagine, potremo iniziare a fargli delle domande, scegliendo quelle appuntate sul nostro fedele taccuino. La risposta dell'indiziato dovrà essere attentamente valutata come veritiera, falsa o dubbia. Ad aiutarci in questa scelta (a volta decisamente complicata), ci saranno le espressioni facciali dell'interrogato che spesso non riuscirà ad avere la classica "faccia da poker" ma tradirà le proprie affermazioni con tic ripetuti e la generale incapacità di sostenere il nostro sguardo. A questo punto starà a noi decidere se assegnare all'affermazione del sospettato lo status di "dubbio" o "falso". Attenzione, però. Se decidiamo di sbugiardare l'indiziato sarà meglio avere delle prove concrete a supporto perchè il risultato di una nostra insinuazione errata o di un'accusa lanciata o vuoto potrebbe essere la chiusura a riccio del sospetto con conseguente perdite di ulteriori informazioni di vitale importanza.

Il sistema dell'interrogatorio sembra funzionare piuttosto bene anche se abbiamo notate alcune incongruenze nello scambio di battute tra il detective e l'indiziato, con il primo pronto a discutere di indizi effettivamente mai raccolti. Abbiamo rigiocato più volte lo stesso caso e abbiamo notato come a volte il detective dia per assodato indizi raccolti magari da precedenti sospetti ma che, di fatto, non ha mai ottenuto. Il che, ovviamente,  destabilizza un pò quella "sospensione dell'incredulità" che è uno dei perni principali di un titolo di questo stampo. A questo deve essere aggiunto il fatto che in alcuni frangenti si avverte il peso di non avere il pieno controllo dell'interrogatorio. Se, fatta una domanda ad un sospetto, percepiremo un suo certo disagio ed è nostra intenzione, per esempio, approfondire la questione, potremo instillare il seme dell'incertezza opzionando per il "dubbio".

Spesso però la reazione del nostro personaggio è del tutto spropositata.

Alla nostra volontà di approfondire la questione da una posizione comunque di "prudenza", il nostro detective partirà come un toro muovendo accuse spesso del tutto inconsistenti e diametralmente opposte a quelle che erano le nostre intenzioni iniziali. Si sente, in questo senso, la mancanza di un set di frasi e di ipotesi pre confezionate che si sarebbero potute usare per cercare di scardinare le difese del sospetto senza per questo lanciarsi a testa bassa verso ipotesi assurde e che, di fatto, rendono troppo simili il "dubbio" e il "falso". Ad ogni modo, dopo qualche interrogatorio, si riesce a prendere le misure anche a questo evidente problema, riuscendo ad ottenere quasi sempre una buona percentuale di successo. Le domande portate a buon fine sbloccheranno positive valutazioni sul nostro operato che andranno a loro volta a metterci a disposizione particolari "punti intuito" che ci aiuteranno ad eliminare possibili risposte errate nel corso dell'interrogatorio o al ritrovamento immediato degli indizi sulla scena del crimine.

Una volta dipanata la matassa che lega i vari indiziati con la vittima, dovremo tirare le somme e catturare l'assassino. Chiariamo subito che il caso, comunque vada, viene portato a termine in un modo o nell'altro e che bisogna dare atto al Team Bondi di aver costruito una buona ragnatela di eventi che si dirigono ovviamente verso un'unica soluzione ovvero la cattura dell'omicida. Impossibile, quindi, seguire una propria linea d'indagine, magari errata che porti a soluzioni non corrette. Quello che invece andrà ad incidere sulla nostra valutazione finale sarà per esempio, non aver immediatamente sbattuto in prigione il colpevole perchè l'interrogatorio è stato effettuato nel modo sbagliato, oppure aver portato in centrale per accertamenti personaggi che invece erano del tutto estranei all'omicidio. Il caso, però, viene comunque portato a termine.

Ad ogni modo è proprio la natura "procedural" di ogni singolo caso a risultare avvincente. Il mix di ricerca, interrogatorio e l'applicazione di un certo tipo di ragionamento a quanto ottenuto dalle prove sul campo riescono a trascinare il giocatore all'interno della vicenda, costringendolo a portare a termine il caso per verifica la veridicità dei sospetti e delle teorie che immancabilmente si creano man mano che il caso prende forma. Capiterà che per portare a termine l'arresto verremo chiamati ad un inseguimento a perdifiato per i vicoli della città o alla classica corsa sui tetti dei palazzi, saltando di terrazzo in terrazzo o, alla peggio, a regolare i conti una volta per tutte con il più classico scambio di favori "via piombo". In quest'ultimo caso ci sarà dato modo di sfruttare anche un semplice sistema di coperture, non troppo evoluto invero ma comunque efficace per eliminare gli avversari di turno (e in alcuni momenti non saranno nemmeno pochi). Se invece scegliere di rincorrere i criminali di turno, sappiate che molte delle azioni come salti, scalate e arrampicate sono completamente automatizzate. Dovrete semplicemente avvicinarvi al punto corretto per vedere il vostro personaggio saltare l'ostacolo o arrampicarsi sull'ennesima scala antincendio disseminata per i vicoli della Los Angeles anni '40.

La natura dei casi prenderà in esame alcuni dei classici della letterature poliziesca, dalla truffa mal riuscita, alla fuga d'amore finita in tragedia fino alla caccia all'inafferrabile serial killer di turno. Precisiamo subito che i temi trattati sono effettivamente "adulti" e non sarà raro trovarvi di fronte a cadaveri completamente denudati, scambi di battute volgari e temi scomodi come la violenza domestica o le molestie sui minori. A fare da filo conduttore nei singoli casi che andremo a risolvere ci sarà anche una sotto-trama che prenderà spunto dal passato del nostro protagonista, raccontata sotto forma di flashback. Aspettatevi ovviamente anche i consueti sgarri tra i vari dipartimenti di polizia, la comparsa di elementi corrotti in seno alle forze dell'ordine e altri elementi di cui ovviamente non vi diciamo di più per non rovinarvi la sorpresa ma che vanno ad arricchire un piatto già succulento di suo.

Ovviamente la semplice risoluzione dei casi messi a disposizione uno di dietro l'altro sarebbe potuto risultare un pò troppo monotono, ed ecco quindi che capiterà spesso che tra uno spostamento e l'altro a bordo dei veicoli a nostra disposizione, potremo ricevere delle chiamate che segnalano particolari crimini nelle nostre vicinanze e a cui potremo accorrere lasciando da parte la quest che riprenderemo in un secondo momento. In questo caso gli interventi saranno legati più alle parti action e non ci vedranno coinvolti in attività di interrogatorio/analisi. Ovviamente il nostro protagonista avrà a disposizione una mappa completa della città, dove potrà visualizzare non solo gli elementi utili al caso, ma anche i luoghi di particolare interesse che sbloccherà nel suo girovagare per la città a bordo degli oltre 90 veicoli messi a disposizione. A questo proposito dobbiamo precisare che al contrario di quanto visto in altri titoli del genere (Mafia e GTA giusto per dirne due), le macchine presenti non sembrano differenziarsi troppo in termini prestazionali, dando l'impressione di guidare sempre lo stesso mezzo semplicemente con una differente livrea.

Un peccato veniale che però incide in un settore tecnico sicuramente buono ma che non fa gridare al miracolo. Nei mesi di sviluppo di LA Noire ci siamo abituati alle immagini che ritraggono la riproduzione facciale di attori conosciuti e inseriti nel gioco grazie all'ausilio di tecnologie d'ultimo grido. Ed effettivamente più di una volta ci siamo ritrovati a riconoscere sullo schermo i volti di attori di buon livello, le cui animazioni facciali riuscivano a dare giustizia al termine di "interpretazione digitale". Il problema sul versante tecnico è che i volti sono inseriti all'interno di modelli poligonali fin troppo spigolosi e poco definiti con l'impressione complessiva di avere delle "teste parlanti" montate su manici di scopa a cui si devono anche sommare numerose imprecisioni nelle animazioni e compenetrazioni poligonali tutt'altro che gradevoli alla vista. Appare chiaro come il Team Bondi abbia preferito concentrarsi maggiormente sulle espressioni facciali perchè legate a doppia mandata con il gameplay stesso del titolo ma la mancanza di equilibrio tra i vari elementi grafici presenti sulla scena, salta agli occhi più di una volta nel corso del gioco.

Diverso discorso invece per l'audio. Al di là della colonna sonora a tema si evidenzia la qualità del doppiaggio originale, che riesce a dare quel tocco di drammaticità altrimenti impossibile con un doppiaggio in italiano, reso comprensibile dagli immancabili sottotitoli in italiano. Unico neo, leggere i sottotitoli nel corso degli spostamenti in macchina che spesso porta come conseguenze dirette, spiacevoli escursioni sui poveri pedoni.

Insomma, L.A. Noire è un titolo da avere, assolutamente. Seppure con qualche difetto strutturale e forse con un versante tecnico non all'altezza, è un gioco capace di tenervi incollati davanti al monitor lungo le 12 ore (ma che diventano tranquillamente 15 con le missioni aggiuntive e i collezionabili), usando tanto i vostri riflessi, quanto quel poco di materia grigia che vi è rimasto. Allora perchè non il massimo dei voti? Innanzitutto perchè anche se ci rendiamo conto che era praticamente impossibile aprire infinite linee d'indagine, non possiamo far finta di niente di fronte a qualche errore nella "consecutio" delle procedure. Comprensibile, intendiamoci, ma pur sempre un errore. A questo aggiungete l'impossibilità di dirigere esattamente l'indagine dove volete voi, affidandovi unicamente all'approccio di un protagonista che a volte sembra partire per la tangente e non fare troppe distinzioni tra un lecito "dubbio" e il "falso". Oltre a questo c'è anche un versante tecnico più che discreto ma che risulta meno bello e meno "vivo" di quanto visto in altri titoli del genere, come Mafia 2. Seguite però il nostro consiglio e investite i vostri soldi in L.A. Noire, non giocarci sarebbe un vero crimine.

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Insomma, L.A. Noire è un titolo da avere, assolutamente. Seppure con qualche difetto strutturale e forse con un versante tecnico non all'altezza, è un gioco capace di tenervi incollati davanti al monitor lungo le 12 (ma che diventano tranquillamente 15 con le missioni aggiuntive e i collezionabili), usando tanto i vostri riflessi, quanto quel poco di materia grigia che vi è rimasto. Allora perchè non il massimo dei voti? Innanzitutto perchè anche se ci rendiamo conto che era praticamente impossibile aprire infinite linee d'indagine, non possiamo far finta di niente di fronte a qualche errore nella "consecutio" delle procedure. Comprensibile, intendiamoci, ma pur sempre un errore. A questo aggiungete l'impossibilità di dirigere esattamente l'indagine dove volete voi, affidandovi unicamente all'approccio di un protagonista che a volte sembra partire per la tangente e non fare troppe distinzioni tra un lecito "dubbio" e il "falso". Oltre a questo c'è anche un versante tecnico più che discreto ma che risulta meno bello e meno "vivo" di quanto visto in altri titoli del genere, come Mafia 2. Seguite però il nostro consiglio e investite i vostri soldi in L.A. Noire, non giocarci sarebbe un vero crimine.