Recensione La Mummia

di Fabio Abbruscato

In questo periodo le conversioni di film di successo stanno andando particolarmente di moda (Reign of Fire, Minority Report, Le due Torri..), e c'è da dire che non sempre, anzi, direi difficilmente, riescono ad uscirne fuori dei buoni titoli in termini di giocabilità. La Ubisoft però ora ci riprova con un gioco che ci porta in Egitto, nel tentativo di impedire il risveglio di una mummia ferocissima.. avete già capito di cosa parlo, vero? Si tratta de La Mummia, uno dei film più di successo di qualche stagione fa.

Il titolo è un action-adventure, molto tipico: ci si muove con il D-Pad in un paesaggio visto da tre quarti di altezza, e si usa B per fare le azioni. Quando dovremo combattere, perchè capiterà spesso durante il corso del gioco, il personaggio andrà direttamente in posizione, e allora ci muoveremo lateralmente o avanti e indietro, sempre puntando il nemico, e lo potremo colpire con B, o parare i suoi colpi con A, anche se alla fine risulta piuttosto semplice fare fuori i nemici.

Praticamente tutta l'avventura è cosparsa di enigmi di oggetti da trovare e inserire in certi buchi, il tutto cercando di fare fuori i nemici ed evitare o saltare pericolose trappole. Il gioco, nonostante si chiami "La Mummia", riprende soprattutto la storia del secondo film, "La Mummia: il Ritorno", uscito da poco, sul quale è anche stata fatta una serie animata (come si vede dallo stile della copertina).

Quindi vedremo Rick O'Connell già con la moglie Evy e il figlio Alex. I quali però non saranno solo personaggi di contorno per la storia, ma saranno controllabili anche loro, non nello stesso tempo degli altri, ma comunque in contemporanea... confusi? Mi spiego meglio: nel gioco possiamo controllare un personaggio alla volta, ma possiamo comunque passare ad un altro istantaneamente premendo il tasto R. Questo è fondamentale durante il corso del gioco, poichè ogni personaggio ha delle abilità particolari: Rick ad esempio è più forte, e può tirare leve arrugginite o spingere grossi massi, ma è più lento degli altri. Evy è mediamente forte, mediamente veloce e può fare salti a capriola per superare certi ostacoli tipo buche nel pavimento, o tradurre le scritte in geroglifici presenti nelle steli, che generalmente ci daranno informazioni su come andare avanti nel gioco.

Alex è il più veloce, ma anche il più debole in combattimento: comunque compensa con il bracciale di Osiride, con il quale può lanciare incantesimi di fuoco, ma che gli servirà anche per aprire le casse sigillate. Quindi a seconda della situazione, dovremo passare da personaggio a personaggio, per superare l'enigma di turno. In più ognuno ha una sua barra di energia (quindi se veniamo troppo feriti con uno, possiamo lasciare il posto ad un altro, in attesa di trovare qualche ampolla di salute) e un piccolo inventario degli oggetti (Alex la magia rimanente per utilizzare gli incantesimi, Rick i candelotti di dinamite rimasti e Evy i bastoni da lanciare). L'inventario vero e proprio invece si presenta solo come un a serie di riquadri dove sono indicati: il nostro numero di monete, che troviamo uccidendo i nemici o aprendo i bauli, e possiamo usare per comprare oggetti o resuscitare uno dei membri della nostra squadra; il numero di scarabei di giada, i quali sono degli oggetti che si raccolgono e vanno usati come chiavi per aprire le porte piccole; il numero di chiavi a stella, in tre colori diversi, utili per aprire le porte più grosse e finire le missioni.

Poi, gli status dei nostri tre amici, e la password necessaria per ricaricare il gioco quando spegniamo (niente salvataggio su cartuccia..). Il problema fondamentale del gioco si risolve attorno alla sua monotonia: i combattimenti sono troppo facili, le dungeon dove trovare le stelle sono molto lineari e poco pericolose, e tutte le missioni si risolvono sul trovare le tre stelle di colore diverso. Praticamnte, il gioco è tutto uguale, e anche le locazioni non varieranno molto. Quindi se all'inizio può risultare divertente, dopo un po' diventa solo noioso.

La grafica presenta qualche buon personaggio e delle discrete animazioni per i 3 giocabili, però gli sfondi non sono niente di particolare, e non presentano grandi effetti o altro. Il sonoro contiene delle musiche in stile egiziano antico, e anche gli effetti sonori tipo passi e rumori di porte che si aprono e nemici che vengono colpiti, non sono male. Sul termine della longevità invece non ci siamo: non solo il gioco è molto facile, ma risulta anche un po' corto, e in più potreste decidere di mollarlo presto vista la sua monotonia. Dimenticavo, il tutto è completamente in italiano con la possibilità di scegliere fra altre 4 lingue, caratteristica sempre più comune ultimamente...

Beh, non posso parlare molto bene di questo gioco: se è vero che la grafica fa il suo dovere, e che il sonoro non è male, è anche vero che i due fattori più importanti, cioè giocabilità e longevità, peccano alla grande. I combattimenti sono troppo facili, gli enigmi si basano sempre sullo stesso criterio. La presenza dei tre personaggi utilizzabili purtroppo non riesce a dare la giusta carica di differenziazione degli enigmi, e tutto questo pregiudica anche la lunghezza del gioco, o la voglia di continuarlo.