Recensione La Battaglia per la Terra di Mezzo

di Gabriele Cazzulini
UN NUOVO IBRIDO: L'AZIONE STRATEGICA?

In prima approssimazione, la struttura di gioco di BFME scorre lungo una duplice direttrice: da un lato l'azione si concentra nel combattimento includendo anche piccoli quests, che tuttavia risultano secondari, e dall'altro la strategia in tempo reale strutturata però in maniera lineare, strizzando l'occhio alla giocabilità che non al puro calcolo strategico. Senza ripudiare o sminuire tutte le principali variabili del genere rts - BFME li inserisce in una cornice estremamente godibile perché accessibile ai tanti che si affacciano per la prima volta alla strategia attratti dal marchio di Tolkien - o meglio: delle pellicole cinematografiche firmate da Peter Jackson. Più che la combinazione più geniale o la manovra più complicata ma decisiva, qui vale la scelta del tempo giusto, del personaggio o dell'eroe, della magia o dell'arma letale per un particolare nemico, fermo restando che la sopravvivenza della compagnia è la condizione fondante di ogni missione e che da sola può scarificare un'azione di successo.

Strategia filtrata attraverso le lenti dell'azione: questa la parola d'ordine messa in atto così efficacemente da BFME. La strategia si colloca dunque in posizione funzionale all'azione senza però perdere lo smalto del suo coinvolgimento e, soprattutto, della sua difficoltà. L'azione di gioco resta istantanea, nel senso di provvedere a determinati compiti che si presentano in rapida successione. Il ruolo della strategia in tempo reale è appunto quello di supportare tale azione in una struttura di gioco che resta abbondantemente ancorata al concetto dell'azione e del combattimento.

Da questo deriva una considerazione della massima importanza: è vero che BFME mette il giocatore dinnanzi alla gestione di molteplici tipi di risorse, quindi sottoponendo l'attenzione ad un ampio ventaglio di variabili; eppure l'effettiva libertà di manovrare tali variabili è di volta in volta subordinata alle ragioni dell'azione. La strategie pura e cruda non viene certo annacquata ma diluita per essere confacente alla forte impronta da "action-game" che contraddistingue BFME.

Questo costituisce un solido incentivo allo sviluppo naturale di abilità strategiche che s'impongono quale unica risorsa per giocare, attivando così un approccio basato su tentativi ed errori.

MENU E STRUTTURA DI GIOCO

Sotto ad una suggestiva raffigurazione della torre di Isengard e del Monte Fato, il menu principale contempla la partita in single mode, in multiplayer, le immancabili opzioni (davvero limitate al minimo indispensabile, soprattutto per la gestione grafica), e l'utilissima guida filmata (purtroppo non interattiva) per iniziare a muovere i primi passi con BFME. Iniziando con una nuova partita nella modalità single player, le opzioni sono chiare: campagna oppure schermaglia, ovvero l'intera saga narrata nel gioco attraverso le vicende eroiche dei protagonisti della trilogia, oppure gettarsi nella mischia per affrontare una serie di scontri - modalità particolarmente adatta per impratichirsi o sperimentare nuove tattiche, sconsigliato per chi è letteralmente alle prime armi. La schermaglia permette di selezionare la mappa tra quelle già presenti, oppure utilizzarne una creata tramite il World Builder, l'editor di livelli appositamente sviluppato per BFME.

Proseguendo nella modalità principe di BFME, la campagna, la scelta successiva è quella del campo di forze: campagna del Bene o del Male? Da una parte Rohan e Mordor, che schierano i loro valorosi arcieri, affiancati dalla fulminante forza d'urto dei destrieri. Dall'altra si distende la tenebrosa oscurità di Isengard, dalle cui viscere lavoratori Orchetti formano temibili Uruk-hai, Berserker e Cavalieri Warg, mentre sotto le insegne di Mordor, dove riluce di malvagità l'occhio di Sauron, si battono i lancieri di Haradrim, i soldati di Rhun a cavallo di giganteschi olifanti. Ogni missione all'interno di una campagna è ambientata di volta in volta in uno degli scenari che compongono la Terra di Mezzo, da Moria a Rohan e Lothlorien. Per quanto incantevole, ogni scenario presenta una particolare configurazione geografica, che tuttavia non è quasi mai traducibile in una risorsa strategica.

In principio, la dotazione di risorse è incentrata su una cittadella, sia per il Bene che per il Male, al centro della quale è eretta una fondamenta che è il vero totem di ogni scenario, e il cui crollo per mano nemica sancisce la sconfitta. Oltre a far sopravvivere ogni membro della Compagnia, è dunque imperativo evitare il crollo del cuore della cittadella. Quest'ultima è poi organizzata secondo determinate aree in cui, ciccando, è possibile selezionare l'edificazione di strutture elementari, quali fattorie, scuderie, campi di addestramento, fucine, punti di ristoro e così via. Obbedendo ai canoni dei giochi strategici, la costruzione di ciascuna struttura comporta un costo in termini di risorse, obbligando quindi a provvedere ad un rifornimento sistematico di risorse, estraibili dall'ambiente sia all'interno della cittadella mediante fattorie e lavoratori Orchetti (la stessa logica generale riguarda tanto il Bene quanto il Male). Da tali strutture sono prodotte le unità di entrambi i fronti, in grande varietà e dalle qualità e poteri in aggiornamento, sia relativamente all'esperienza acquisita sul campo di battaglia che accresce la forza delle unità, sia per quanto concerne i potenziamenti delle singole unità o la creazione di nuove particolari unità. Manovrare le unità è semplice e intuitivo: tutto è controllato col mouse e tutto è ridotto a movimenti elementari: spostamento, attacco con o senza movimento, raccolta, arresto. È possibile unire più unità formando battaglioni, comunque guidati

LA GRAFICA DI GIOCO

All'inizio di ogni missione viene proposta un'inquadratura che si potrebbe definire in termini moderni, un'inquadratura "dal satellite" perché raccoglie l'intera vastità della Terra di Mezzo raffigurandola sottoforma di cartografia vivente, includendo l'atmosfera, le nubi, i raggi di sole e l'immancabile, inquietante, occhio di Sauron che scandaglia ogni angolo alla ricerca dell'anello. Tale rappresentazione cartografica è suddivisa in regioni ognuna delle quali costituisce uno scenario di gioco nel quale si sposta la Compagnia, sottoforma di fascio di luce verticale. In sottofondo la voce suadente di ??? narra lo svolgimento delle vicende in atto, fornendo un'anticipazione di quanto sta per accadere. Una volta selezionata la regione, scelta normalmente ristretta ad una coppia di opzioni, la visuale di gioco assume la fisionomia di una visione aerea, con possibilità di zoomare e orientare la disposizione della mappa, agilmente mossa spostando il mouse sui lati estremi dello schermo. Sempre vestendo con eleganza e funzionalità la veste grafica tipica della rts, BFME posiziona nell'angolo inferiore sinistro lo strumento essenziale per controllare il gioco: l'indicatore delle risorse, che comprende sia l'individuazione dell'unità o dell'eroe al momento selezionato, sia il livello della sua salute, sia ancora le differenti icone per attivare i poteri speciali, sbloccati a seconda dei progressi compiuti e che comunque richiedono un tempo di "ricarica" variabile. Accanto a questo indicatore è posizionato il palantir, che rappresenta una sorta di sfera sulla quale sono incastonate tre icone: la stella del vespro che fa accedere ai poteri del Bene, l'unico anello per i poteri del Male e l'icona per richiamare le opzioni di gioco. L'utilità del palantir si rivela preziosa qualora sia possibile lanciare incantesimi o attivare comandi supplementari.

GIOCANDO ONLINE...

Per quanto riguarda le opzioni di rete online (a parte la consueta modalità su LAN), BFME permette di configurare il proprio IP da utilizzare per il gioco online, oltre ad offrire soluzioni per connessioni tramite firewall in modo tale da favorire l'accesso ad uno dei pilastri della giocabilità per BFME (possibilità di collegarsi alla pagine principale qualora non sia possibile raggiungere direttamente altri giocatori online, e aggiornamento della configurazione per l'accesso online dopo aver cambiato quella del firewall). Una volta online, è possibile creare un nuovo account per poi sfogliare i server disponibili che sono classificati in base ai criteri tradizionali del tipo di connessione, del ping e della località. E' presente l'opzione di quaickmatch, con le impostazioni per il numero di giocatori, il colore della fazione, l'esercito e il tipo di connessione. E' altresì possibile creare una partita personalizzata oppure partecipare ad una già esistente. Ogni sfidante online è inserito in una graduatoria di 10 scalini che inizia dal livello popolano/feccia per svettare a Re/Oscuro Sire: ogni vittoria equivale ad un guadagno di 3 punti, mentre una vittoria costa solo un punto di retrocessione.

UNA GRAFICA DA KOLOSSAL

E' difficile trovare le parole per descrivere lo splendore e l'incanto che incoronano la grafica di BFME, l'attenzione per il particolare, per la riproduzione cromatica che pulsa di vitalità, per la fauna, la vegetazione, gli effetti meteo e così via.

Il motore grafico, l'ultima derivazione del motore di Sage 3D, pluridecorato per il merito di aver realizzato i capolavori Command & Conquer e Red Alert 2, sostiene un'ingente mole di poligoni ed effetti grafici direttamente sfornati dalla più sofisticata evoluzione tecnologica - la scheda video ideale resta quella con il pieno supporto alle direct 9.0c le cui funzionalità sono attualmente implementate soltanto dalla fascia high-end di Nvidia (la famiglia Geforce 6x00). Tuttavia anche le schede basate su chipset Radon , in particolare le x800pro e x800xt, si comportano in maniera ottimale anche se BFME è particolarmente sensibile alla risoluzione grafica che, superata la soglia del 1024x768 full detail, inizia a tentennare negli spostamenti rapidi sulla mappa.

Zoomando sui personaggi, la loro rappresentazione grafica continua ad attestarsi su livelli alti, eppure più di un dettaglio tradisce un'impressione, peraltro percepita nell'arco dell'intero gioco, di una realizzazione per assemblaggio, facendo dei corpi un insieme, certamente meticoloso e variegato, di singole parti. Così che nel corso dei movimenti, si consolida la sensazione di una certa rigidità o disarticolazione, che non è monotonia o ripetitività, ma una scarsa naturalezza che non affossa la soddisfazione finale ma rischia di attenuarla davanti all'occhio più attento. A parte un certo bisogno di antialiasing che si fa sentire anche a risoluzioni elevate, tutto scorre fluido e coinvolgente, senza alcun particolare disturbo. Ma tutto è anche debitore della traduzione cinematografica dell'opera di Tolkien che, se rende probabilmente memorabile la fattura grafica di BFME, potrebbe instillare il dubbio sulla dipendenza, ormai cronica, di ogni gioco su Tolkien dai film su Tolkien. Quindi si è forse perduta la fantasia, l'inventiva artistica per riprodurre mimeticamente quanto già raffigurato sulla pellicola. Tutto qui? Anche l'imitazione a volte è un'arte.

I SUONI DELLA TERRA DI MEZZO

Vale per il suono lo stesso discorso per la grafica. Oltre al campionamento davvero eccellente per le voci italiane della pellicola, la principale qualità, apparentemente sottovalutata, è piuttosto la capacità di aver intessuto una trama continua di suoni, voci e musiche che accompagnano il giocatore alternandosi in modo ritmato per produrre e conservare l'atmosfera adatta. Le singole battute durante i combattimenti, che intensificano la foga del momento, sottolineano il realismo fiabesco dell'azione, soprattutto in concomitanza dei poteri magici.

8
Ancora un gioco su Tolkien, ancora un gioco sui suoi film, ma l'incanto non s'arrugginisce, illuminato anche da una strategia in tempo reale profumata dalla fresca fragranza dell'azione in combattimento, avvolta in un fascio di grafica dalle tinte sublimi e un suono che è un vellutato tessuto di voci e musiche. Tecnicamente quindi maestoso, una giocabilità solidamente basata su un efficace sistema di controllo, anche se la strategia pura è un'altra cosa. Se però non ci fosse stato il marchio cinematografico del signore degli anelli, sarebbe stato lo stesso gioco? <br /><br /><b>Secondo Commento</b><br />Veramente un gran titolo questo "Battaglia per la Terra di Mezzo". Chi ha amato la trilogia tolkeniana targata Peter Jackson non potrà non bearsi di fronte ai continui richiami che l'ultima fatica strategica della EA mette in campo durante tutta la durata del gioco. Peccato dover anche dire che in alcuni punti BTM pecca in quello che dovrebbe invece essere il vero punto di forza del gioco, ovvero gli scontri di massa. Frutto, tutto questo, di una realizzazione tecnica di altissimo livello ma che forse avrebbe necessitato di qualche altra sessione di ottimizzazione. Al limite dello sfottò, infatti, le richieste hardware dichiarate da Ea sulla confezione del gioco che hanno sicuramente rassicurato la maggior parte dell'utenza ma che l'ha costretta spesso e volentieri a trovarsi di fronte a tantissimi "fermo immagine in (lieve) movimento". Gli stessi che ci siamo ritrovati davanti in più di un'occasione, con un sistema decisamente superiore all'entry level dichiarato dal produttore. Ad ogni modo, se avete un PC adeguato potrete godervi uno degli RTS più riusciti e d'impatto di tutto il 2004.<br /><br /><i>Luca 'Lord Axl' Gambino</i>