Recensione Kessen III

di Tommaso Alisonno
Siamo in Giappone verso la fine del sedicesimo secolo: la Nave Nera dei Portoghesi ha già fatto il suo primo scalo e le armi da fuoco stanno lentamente integrandosi con le tradizionali armi locali, vale a dire le Katane e le Naginata. Il potere dello Shogun Ashikaga è in declino, e diversi signori locali nonché generali di cospicue armate, i Daimyo, cominciano a mobilitarsi per una guerra che porterà un nuovo ordine. Uno di questi Daimyo risponde al nome di Nobunaga Oda, e per quanto il filmato introduttivo ce lo mostri ormai non più giovanissimo ed impegnato a difendere il suo castello dall'attacco delle truppe di un traditore, è dall'inizio della sua carriera che parte la trama di Kessen III.

Sviluppato da Koei, arcinota software house che ha fatto delle battaglie di tutti i generi ed ambientazioni la sua principale ragione d'esistenza (Dynasty Warriors, Samurai Warriors, Mystic Heroes, Crimson Sea), ci troviamo al cospetto del terzo tentativo di ricostruzione storico-ludica delle battaglie medioevali nipponiche. La differenza fondamentale tra Kessen e le altre produzioni Koei risiede nel fatto che in questo titolo non vi ritroverete, di norma, a controllare un singolo eroe in mezzo ad una battaglia contro centinaia di nemici e con alleati più o meno efficientemente pilotati dall'IA, ma bensì sarete chiamati a controllare direttamente dei plotoni di soldati ("plotone" è in realtà un termine inesatto, dato che significa "gruppo di 50 soldati", mentre qui le quantità sono molto più cospicue, ma rende bene l'idea) in quello che risulta essere in tutto e per tutto un vero e proprio strategico in tempo reale con qualche ibridazione da picchiaduro e gioco di ruolo.

Ma andiamo con ordine.

Tutorial a parte, la prima fase di ogni sessione di gioco vi vedrà al cospetto di una mappa del mondo dove potrete assegnare i plotoni disponibili ai vari ufficiali, nonché modificare le armi, le armature e tutti gli oggetti da essi equipaggiati, eventualmente acquistandone altri presso l'apposito mercante. L'ultima selezione che effettuerete in questa fase sarà quella dello scenario di guerra che desiderate affrontare, tenendone presente la difficoltà intrinseca, lo stato dei vostri vari plotoni e l'importanza storica dello scenario (alcune battaglie sono puramente opzionali, anche se vivamente consigliate per acquisire esperienza e premi): accederete così alla fase di briefing strategico del singolo scenario, dove dovrete selezionare i plotoni da schierare (negli scenari di trama sarà di norma obbligatorio schierare Nobunaga); il numero dei plotoni schierabili varierà da scenario a scenario, così come la possibilità di schierarli come "principali" o come "di supporto".

Potrete accedere a questo menù anche durante la battaglia vera e propria, ma non potrete cambiare i plotoni schierati: potrete però impartire loro degli ordini di massima, quale il target da raggiungere (locazione o unità nemica nota) o il comportamento che dovrà tenere il plotone qualora controllato dall'IA.

A questo punto potrete scendere effettivamente sul campo, dove potrete controllare direttamente un plotone, controllandone gli spostamenti, gestendone gli attacchi standard e speciali, le abilità peculiari del comandante, oppure lasciare tutto in mano all'IA limitandovi a gestire i comandi dal succitato menù strategico, o ancora intervenendo di tanto in tanto dove ci sia più bisogno del supporto umano, cosa che costituisce probabilmente la scelta migliore. Quando avrete il controllo diretto di un plotone, come già detto, potrete guidarlo lungo la mappa, facendo però attenzione a fermarvi di tanto in tanto a riorganizzare lo schieramento, in quanto lunghi spostamenti tendono a renderlo meno inquadrato e pertanto meno efficiente in battaglia. I comandi da battaglia sono solo due, vale a dire l'attacco semplice (concatenabile fino a quattro colpi) e quello potente (che può essere caricato indipendentemente o utilizzato per concludere una combo di attacchi semplici); a questi si aggiungono il già citato comando di riorganizzazione, che funge più o meno da parata, ed il comando della "fuga", che serve per allontanarsi velocemente da una mischia accettando però di farlo subendo qualche danno.

L'unità più importante del plotone sarà ovviamente il comandante: per quanto sia efficientemente protetto dai suoi soldati, infatti, può essere colpito e ferito in battaglia, e la sua sconfitta manderà il plotone in rotta, annientato. Di contro, il comandante può contare su armi, armature e caratteristiche incredibilmente superiori a quelle del resto della truppa, cosa che già da sola fa si che solitamente non si riesca a sconfiggerlo prima di aver letteralmente decimato il plotone; a questa superiorità si aggiungo alcune determinate abilità speciali, variabili da comandante a comandante, in grado di alterare a proprio vantaggio le caratteristiche degli alleati o dei nemici, oppure scagliare potenti attacchi magici. Un'abilità a disposizione di tutti i comandanti, chiamata "Rampage" (furia, più o meno) permette di assumerne il controllo diretto, aprendo per così dire una piccola parentesi nella battaglia in cui il gioco smetterà di comportarsi da strategico in tempo reale assumendo le tinte molto più picchiaduro-arcade dei "classici" titoli Koei: in questa fase dovrete cercare di infliggere il maggior quantitativo di perdite al nemico, possibilmente danneggiando anche il comandante avversario, cercando di non ferire troppo il vostro stesso, che comunque non potrà morire in questa fase eroica. Naturalmente il numero di abilità speciali utilizzabile è limitato, ma si ricarica col tempo.

La battaglia termina nel momento in cui conseguite l'obiettivo prefissato (solitamente la sconfitta di uno specifico o di tutti i plotoni nemici) o viceversa quando venite sconfitti (anche qui spesso basta perdere anche solo un plotone). In caso di vittoria, si passerà alla schermata di valutazione, dove il tempo impiegato, i nemici abbattuti, le perdite subite e la condotta in battaglia andranno a determinare gli incrementi di esperienza dei comandanti e la conquista di eventuali premi in denaro o equipaggiamento. Man mano che acquisiranno esperienza, come in un gioco di ruolo, i comandanti diverranno più forti in battaglia, potranno guidare più truppe e in maniera più efficiente, ed acquisiranno nuove abilità speciali. Se la valutazione non ci soddisfacesse e fossimo sicuri di essere in grado di ottenere punteggi migliori (magari perché ci stiamo ancora mangiando le mani per aver commesso qualche errore stolto ed evitabile), potremo decidere di rigiocare immediatamente lo scenario, come se non si fosse mai tenuto; se, viceversa, accettassimo la valutazione, lo scenario verrà definitivamente (ed irripetibilmente) concluso, ritornando alla prima fase di programmazione strategia.

Tecnicamente parlando, il gioco presenta una versione ancora migliorata del motore grafico dei vari Dynasty Warriors e Samurai Warriors, con un ottimo dettaglio delle numerose truppe in campo, che ovviamente raggiunge cime di eccellenza nei modelli dei vari comandanti, in cui sono individuabili, a seconda dell'inquadratura, persino i più minuti particolari delle armature, oltre che le espressioni del viso, e non è roba da poco. Si aggiunga che il campo visivo è notevolmente aumentato, cosa indispensabile per un gioco che deve gestire le sorti di numerosi modelli e non solo di quelli che si trovino a portata di spada: il fogging, comunque presente, è molto più distante dei precedenti lavori. L'unica limitazione del motore grafico, indubbiamente voluta, risiede nelle animazioni: fatta eccezione per le abilità speciali dei comandanti in Rampage, infatti, i movimenti delle truppe sono relativamente semplici, ma non avrebbe avuto senso realizzarli altrimenti (dopotutto devono agitare lance di due metri, non ballare la mazurca); in compenso, il frame rate è ottimo in qualsiasi frangente. Presente il bad clipping (compenetrazione dei modelli) in quantità industriali durante le mischie, ma mai in circostanze tali da rovinare il gameplaying. La colonna sonora si avvale di ottimi brani musicali orientali rivisitati in chiave marziale, cosa che è inutile dire sia quanto di più adatto per questo genere di gioco.

I doppiaggi sono disponibili tanto in inglese quanto in (udite udite) originale Giapponese, ed in entrambi i casi sono di primissima qualità. Un po' banali gli effetti sonori in battaglia, anche se in fin dei conti realistici.

Il sistema di gioco è piuttosto flessibile, come già detto, e consente un approccio tanto strategico, quanto prettamente arcade, quanto ibrido tra i due: l'IA è ovviamente legata a delle routine non particolarmente complesse da individuare (e da contrastare nel nemico), ma nel complesso svolge il suo lavoro in maniera piuttosto discreta, cosicché qualora dovessero scoppiare contemporaneamente più scaramucce (cosa piuttosto frequente) potrete tranquillamente occuparvi di una di esse senza il patema che in pochi secondi l'atra possa mutare in tragedia; sarà comunque consigliabile fare spesso la spola tanto per maggiore tranquillità, quanto perché l'intervento umano può spesso essere determinante. I comandi non sono complessi, ed anche grazie al tutorial si riesce a prenderne il pieno controllo nell'arco di poche (2-3) battaglie. Un problema intrinseco della giocabilità potrebbe essere quello della ripetitività, ma gli sviluppatori sono corsi al riparo inserendo di tanto in tanto elementi peculiari di trama, come l'arrivo di alleati inaspettati o il presentarsi di problemi imprevisti, o ancora di evoluzioni tecniche che possono variare le strategie in campo.

La trama a sfondo storico, per quanto romanzato fin quasi al leggendario, è indubbiamente molto solida, e comprende anche alcune schede consultabili per sapere quando, come e perché si siano svolte in realtà le battaglie ricreate. I singoli scenari non sono angosciosamente lunghi, dato che solitamente si sviluppano nell'arco di una trentina di minuti, ed in compenso sono in numero decisamente elevato, cosa che garantisce moltissime ore di gioco. Il titolo può inoltre importare dati da Samurai Warriors e da Samurai Warriors Xtreme Legends, cosa che ne prolunga la longevità per chi possedesse uno o entrambi questi titoli. In conclusione, Kessen III ricrea piacevolmente ma non troppo noiosamente uno scenario storico-bellico realmente accaduto, dimostrandosi uno strategico in tempo reale immediato, divertente e piuttosto gradevole: dategli una buona occhiata se siete interessati al genere.

7
Kessen III è un gioco decisamente ben realizzato che offre la possibilità di rivivere in chiave romanzata (quasi leggendaria) le vicende belliche cha hanno realmente avuto come protagonista Nobunaga Oda nel medioevo giapponese. Il sistema di gioco è interessante e fonde bene strategia a tavolino, affidamento nell'IA e capacità di intervento umano, seppur assumendo solo a tratti vere e proprie tinte arcade. La natura intrinseca del gioco e la ripetitività solo un po' camuffata dagli elementi di trama ne fa però un gioco splendido solo per gli appassionati, mentre per gli altri un titolo da visionare con attenzione.