Recensione K-Hawk

di Tommaso Alisonno

K. COME KITTY, OSSIA KATHERINE

L'avvenente Katherine Hawk, per tutti Kitty a causa dei suoi occhi dal taglio felino, eredità delle sue origini sovietiche, è un promettente Tenente della Marina Americana, assegnata al corpo dei Seal. Une specie di "Soldato Jane", dunque? Beh, non esattamente, perché la sua specializzazione sarebbe in realtà quella di elicotterista, nonostante abbia comunque ricevuto un addestramento militare degno di un incursore.

Ma questo addestramento le risulterà improvvisamente molto utile il giorno in cui il suo elicottero verrà abbattuto da un missile mentre sarà impegnata nel trasporto del Maggiore Max Jeffreys, un vero Commando, ad un'isola tropicale dove avrebbe dovuto intraprendere una missione di infiltrazione della durata stimata di 20 ore.

La bella ma determinata Kitty si ritroverà così sola e disarmata in un territorio sconosciuto e zeppo di soldati nemici, senza avere neanche un'idea di dove sia finito il maggiore Jeffreys ed in che cosa consistesse originariamente la sua missione: sarà vostro compito quello di aiutarla a riportare a casa la pelle e nel contempo dipanare la matassa degli eventi accaduti.

QUANDO SOLID SNAKE INCONTRA LARA CROFT

Non preoccupatevi: non voglio svelare i piccanti retroscena di un'eventuale relazione tra questi due arcinoti personaggi di videogames. Semplicemente, è indubbio che il gioco ed la protagonista di K. Hawk attingano a piene mani da questi due eroi. Il gioco, infatti, è uno Stealth Adventure che molto ha in comune con Metal Gear Solid: in esso dovrete infatti guidare Kitty attraverso una serie di livelli successivi cercando di non farvi individuare dalle guardie e dalle telecamere nemiche ed evitando per quanto possibile gli scontri a fuoco. Cos'ha in comune pertanto il gioco con il celeberrimo Tomb Rider, che ha un gameplaying completamente differente, molto più dinamico, frenetico e zeppo di ogni genere di scontri?

Beh, innanzitutto il "carisma" della protagonista, che dimostra sin dalle prime scene di essere una donna decisa, sicuramente ben addestrata e per nulla timorosa di confrontarsi con controparti maschili, oltre che decisamente avvenente e prosperosa; in secondo luogo l'inquadratura della stessa, che per la maggior parte del tempo è ripresa di spalle da una telecamera virtuale che fluttua a circa un metro di distanza dalla testa; infine, e questa è una conseguenza dell'inquadratura, il sistema di controllo, che per quanto molto meno dinamico di quello di Tomb Rider (per dirne una, Kitty non è neppure in grado di saltare) ed in effetti molto più simile a quello di un FPS (è infatti ottimizzato l'uso di tastiera e mouse) è sicuramente molto ma molto diverso da quello di Metal Gear Solid.

TRA JUNGLE E BASI MILITARI

Un ottimo modo per prendere rapidamente confidenza coi controlli del gioco, che alla fin fine sono piuttosto limitati e semplici, è quello di percorrere il breve ma completo ed esaustivo tutorial, terminato il quale, senza neppure passare per il menù principale, vi ritroverete direttamente a bordo dell'elicottero di Kitty prima che questo venga colpito dal missile che darà il via a tutta la vicenda del gioco.

I controlli di movimento di Kitty si limitano ai canonici tasti per avanzare, retrocedere o spostarsi di lato, all'uso del mouse per guardarsi liberamente intorno. Come già detto, Kitty non sa saltare (beh, non lo faceva neppure Solid Snake...) ma può correre e inchinarsi.

In alto a sinistra nel campo visivo è presente un radar che segnala la posizione di tutti i nemici nell'area, nonché il loro angolo di visuale e la circonferenza entro la quale sono in grado di avvertire rumori: per evitare di essere individuata, Kitty dovrà tenersi alla larga di queste zone, che naturalmente si sposteranno in corrispondenza di coloro che le generano. Fortunatamente potremo solitamente contare su numerosi anfratti, colonne ed altro ancora dietro cui potremo nascondere la nostra eroina all'avvicinarsi dei nemici in modo che non sai visibile, così come camminare inchinati contribuirà a ridurre notevolmente il cerchio di rumore prodotto muovendosi normalmente o, peggio ancora, correndo; il cerchio di rumore prodotto sarà comunque ben visibile nel radar attorno al simbolo di Kitty.

Per quanto concerne le armi, l'arsenale a disposizione di Kitty è piuttosto limitato: può infatti avere con se massimo tre armi, e mai più di una per tipo (in pratica sono presenti tre Slot, uno per la Pistola, uno per il Fucile e uno per un qualche tipo di arma che non ho mai avuto la fortuna di reperire). Le munizioni sono rare ed estremamente inefficaci: a meno che non mettiate a segno un colpo in pieno volto avrete solitamente bisogno di diverse pallottole per aver ragione anche del più semplice soldato, ed il fatto che il rumore di un combattimento metta spesso in allarme tutta la base completa alla perfezione un quadro che ci dice "non combattere salvo quando assolutamente necessario (ossia contro i Boss) o quando in grado di uccidere in maniera silenziosa (ad esempio con un fucile da cecchino o una pistola con silenziatore)".

L'equipaggiamento, infine, si riduce quasi esclusivamente a kit curativi, chiavi e codici per aprire le porte e ad un paio di tipi di granate, che possono essere lanciate per ottenere ampie zone di danno ma che naturalmente fanno un baccano tremendo.

REALIZZAZIONE

Dal punto di vista tecnico, K.Hawk non brilla per bellezza sfolgorante. A favore del motore grafico 3D c'è da dire che è molto preciso nella gestione delle delicatissime aree di visibilità e di rumore, per lo più esente da bug "tipici" quali il Bad-Clipping (l'unica volta che mi è capitato è stato quando un cadavere, morendo, è finito attraverso il muro) oltre che privo di noiose "grucce" come il fogging che mirano a migliorare le prestazioni limitando il campo visivo, ma nel complesso è comunque molto semplice, realizzato con modelli piuttosto elementari e con textures per niente eccezionali che se applicate su grandi superfici (ad esempio, su un vasto pavimento) tendono a dare quell'effetto di ripetizione che certo non è bello a vedersi. Diciamo che per sommi capi può essere paragonato al motore del primo Unreal, se non ancora più semplice.

Alcune features, come le piante che si spostano al passaggio di Kitty, contribuiscono invero a migliorare il risultato, ma per il resto gli effetti di luci ed ombre sono quasi assenti, e giusto l a gestione di fumi e fiamme è veramente soddisfacente. Inoltre, il motore ha qualche problema nella gestione dell'HUB (l'interfaccia grafica bidimensionale in sovrimpressione), cosicché mi è capitato, ad esempio, che aprendo l'inventario durante il combattimento con un boss di cui mi era segnalata la distanza in metri in alto a destra, questa sparisse per far spazio alle icone dell'equipaggiamento e non ritornasse più alla chiusura dello stesso (tanto per citare un esempio: non sono tanti i casi, ma sono tutti piuttosto gravi).

Dal punto di vista del sonoro, c'è da dire che le musiche e gli effetti sonori sono molto ben realizzati, ma i doppiaggi in inglese sono piuttosto approssimativi e oltretutto non seguono per nulla il movimento delle labbra dei personaggi, evidentemente realizzati sulla fonetica originale tedesca. Infine, la mancanza totale dei sottotitoli rende la comprensione di tutta la vicenda piuttosto difficoltosa per chi non abbia una perfetta conoscenza dell'inglese orale, e sinceramente questa è una cosa che mi indispettisce notevolmente: cosa gli sarebbe costato inserire quelle poche righe di testo? Si arriva a rimpiangere la comprensibilità delle avventure testuali per C64...

GIOCABILITA' E LONGEVITA'

Il concept semplice, i controlli limitati ed intuitivi e la completezza del tutorial rendono l'approccio al gioco molto immediato, cosicché, per quanto manchi una selezione del livello di difficoltà, è piuttosto semplice affrontare incolumi perlomeno il primo livello. Andando avanti nel gioco le zone da superare diventano via via più complesse, fino a sfociare in vere e proprie basi militari maledettemente ben sorvegliate ed in cui dovrete ripetutamente avvalervi della facoltà di salvare (a piacimento) e ricaricare la partita. La trama appare inizialmente decisamente banale e anche in seguito non brilla per particolare originalità, ma si fa comunque via via più interessante a partire dal 6°-7° livello, spingendo il giocatore a proseguire nella sua avventura per tentare di scoprire tutti i retroscena della missione originariamente destinata al Maggiore Jeffreys.

Insomma: per farla breve, il gioco è decisamente divertente, giocabile, interessante, coinvolgente, non facile ma neppure impossibile e non brevissimo. Sicuramente è in grado di tenere il giocatore incollato al monitor per diverse ore, e chissà che alla conclusione non si ottenga qualche nuova modalità di gioco, dubbio alimentato dal fatto che ogni nemico ucciso lascerà la propria piastrina di riconoscimento in terra, pronta per essere raccolta (Metal Gear Solid II docet...).

CONCLUSIONI

La mia prima impressione su K.Hawk, lo ammetto, è stata sbagliatissima, poiché mi sono lasciato trarre in inganno dall'aspetto grafico decisamente datato: il gioco è decisamente un lavoro grosso, molto divertente e coinvolgente.

Nella speranza che possa al più presto essere tradotto in italiano, in modo da aumentarne la comprensione, non posso che consigliarvi di provarlo, perché potreste avere la mia stessa sorpresa.

K.Hawk Survival Instinct è la dimostrazione che per fare un bel gioco non è indispensabile una grafica d'ultimo grido e che richieda computer Ninja: il gameplaying concettualmente semplice ma dannatamente competitivo, il carisma della protagonista, il coinvolgimento della trama (eccezion fatta per i primi livelli) e la precisione del motore grafico 3D ne fanno infatti un ottimo prodotto per quanto concerne la giocabilità. È veramente un peccato che il profilo estetico non sia altrettanto curato e che siano presenti alcuni bug e imperfezioni...