Recensione Julia : Istinto Predatore

Per una Mappa in più!

di Alessandro Cossu
Come annunciato nel precedente articolo riguardo alla nuova fatica di Artematica, eccoci ad esaminare il secondo capitolo della trilogia dedicata a Julia Kendall, criminologa dei fumetti creata dalla fervida mente di Giancarlo Berardi - per Sergio Bonelli Editore.

Questo secondo gioco mutua praticamente in toto quello che è stato il suo predecessore, con la singola aggiunta di una Mappa (della quale dovreste vedere una foto in giro su questa pagina),che consentirà al giocatore di spostarsi da un punto all'altro dell'area di gioco.

Altra piccola aggiunta, è la possibilità di impersonare Ben Irving, braccio destro del Tenente Webb e coprotagonista nel fumetto.

 

Purtroppo la disamina del titolo potrebbe concludersi qui, in quanto "Istinto Predatore" è un naturale prolungamento lungo poco più di tre ore, di "Parole Non Dette" e funge essenzialmente da ponte verso il terzo ed ultimo capitolo (in uscita probabilmente a fine Novembre).

L'inserimento di Irving si traduce, purtroppo, in una serie di minigiochi dove logica e casualità di fondono in un mix tutt'altro che esaltante e far spostare il corpulento personaggio da una zona all'altra dei laboratori della scientifica, sarà a dir poco esasperante. Questo perchè i programmatori hanno iniquamente pensato di farlo muovere a corredo di due stampelle, così che per andare da una stanza all'altra, sia richiesto un tempo assurdamente alto.

 

Per il resto, come già detto, è davvero tutto uguale a quanto già visto in precedenza. Si analizzano le locations, si combinano i vari elementi, si interrogano i testimoni e si passa al prossimo enigma. E' ancora presente la possibilità di switchare da un personaggio all'altro (che in questo caso, sono tre, da Julia a Irving passando per Webb) e di utilizzare il telefono per inviare sms o dialogare con gli altri personaggi per aggiornarli sullo status delle indagini.

"Istinto Predatore" ci propone il secondo giorno delle indagini sulla morte di Dalida Howard, con le piste che si sono delineate al termine del primo episodio. Proprio alla fine di "Parole Non Dette", qualcosa lascia supporre che Julia sia in quale modo legato all'assassino con la maschera di Pierrot visto nel filmato iniziale; esplorare questa possibilità si rivelerà piuttosto interessante anche se non verrà rivelato nulla di particolarmente eclatante...probabilmente per mantenere una buona dose di suspance per il terzo e probabilmente conclusivo capitolo.

Sul fronte tecnico si riscontrano esattamente i stessi limiti del prodotto precedente (anche perchè,essenzialmente,si tratta esattamente dello stesso gioco). Sussistono le atroci aree nere ingame, che ricordano titoli di diversi annetti or sono ed il numero di poligoni non è aumentato da un capitolo all'altro...il doppiaggio si attesta sui livelli mediocri e privi di enfasi a cui ci siamo già abituati,mentre le musiche,nel complesso, risultano orecchiabili e piacevoli. Sono aumentati gli intermezzi stile fumetto fra una scena e l'altra e anche i dialoghi sono leggermente più numerosi. "Istinto Predatore" richiederà poco più di tre ore per essere completato ed il grado di rigiocabilità è pressochè inesistente.

Riponiamo quindi tutte le nostre speranze nel terzo capitolo di questa trilogia; "Istinto Predatore" è lacunoso anche sul fronte dei "colpi di scena", data la sua natura di anticamera per una conclusione che, speriamo, risollevi le sorti di una buona idea, realizzata in maniera non esattamente convincente.

 

5
Capitolo due di una trilogia che continua a percorrere la strada della mancata sufficienza. Al di la del carisma (sulla carta,intesa come fumetto),della protagonista e dei suoi comprimari, anche questo secondo titolo non vanta particolari frecce al suo arco, se non un minimo di longevità in più e qualche enigma meglio strutturato.