Recensione Jedi knight 2: Jedi Outcast

di Manuel Orrù
Dopo l'uscita di Return To Castle Wolfenstein della Activision e Medal Of Honor della Electronic Arts abbiamo analizzato per i lettori di Gamesurf la risposta della LucasArts, che si è affidata alle esperte menti degli sviluppatori della Raven per trasportarci nuovamente nell'universo di Guerre Stellari, dando un seguito al suo first person shooter di maggior successo, Jedi Knight.

Vediamo insieme i pregi ed i difetti di Jedi Knight 2 - Jedi Outcast...

A LONG TIME AGO, IN A GALAXY FAR, FAR AWAY

Sono passati ormai molti anni da quando Kyle Katarn, scoprì i segreti della valle dei Cavalieri Jedi, sconfiggendo Jerec, il malvagio Jedi oscuro che ne sfruttava i poteri, e, allo stesso tempo, vendicando la morte di suo padre. In tutti questi anni Kyle non ha più usato i poteri che gli derivano dalla sua capacità di usare la Forza, facendoli cadere nell'oblio nel timore che lo potessero portare verso il lato oscuro. Consegnata la sua spada laser nelle mani di Luke Skywalker, giurò di non usarla mai più, prima di riprendere la sua attività come agente, spia e allo stesso tempo mercenario, al servizio della neonata Nuova Repubblica.

Mon Mothma, presidente della Nuova Repubblica, affida a Kyle una missione inizialmente di scarsa importanza, investigare sull'origine di una chiamata di soccorso di origine imperiale, proveniente da un pianeta che si pensava disabitato; raggiunto il pianeta insieme alla sua compagna d'avventura Jan Ors, i due si imbattono in una guarnigione imperiale comandata dall'ammiraglio Fyyar e in cui i migliori scienziati dell'impero sono impegnati in un progetto di ricerca con cui sferrare un colpo potenzialmente decisivo per l'esito guerra contro la Nuova Repubblica: creare un esercito di adepti in cui possa essere infusa tecnologicamente la capacità di usare la Forza.

Il seguito dell'universalmente acclamato Jedi Knight, si presenta con le stesse caratteristiche di base del suo predecessore: utilizzo di una moltitudine di armi accoppiato alla risoluzione di numerosi enigmi, il tutto ambientato nell'universo di Guerre Stellari e arricchito da una trama di taglio cinematografico.

Dovrete guidare il vostro alter-ego (Kyle Katarn), attraverso ventiquattro missioni ambientate in luoghi che i patiti della serie ricorderanno senz'altro: si va da Yavin IV, a Cloud City su Bespin ad altre locazioni meno famose, ma realizzate anch'esse in maniera perfetta come la città di Nar Shaadaa, costruita nello spazio e già visitata nel primo Jedi Knight. Le armi che potrete usare sono molteplici: un fulminatore, il fucile delle truppe d'assalto imperiali, un fucile di precisione, una balestra wookie, fucili a onde elettromagnetiche, a ripetizione, sparagranate e svariati tipi di esplosivi; nonostante l'abbondanza per la maggior parte del tempo vi troverete ad avanzare per le locazioni di gioco con in mano nient'altro che la vostra fida spada laser, riconquistata su Yavin dopo aver superato tante fatiche. Ad aiutarvi nelle vostre imprese ci sarà sempre la Forza: come in Jedi Knight potrete, infatti, utilizzare i vostri poteri da Cavaliere Jedi per portare avanti le vostre imprese.

Per la precisione potrete usare le seguenti tecniche: Force Push e Force Pull, permettono di spostare oggetti; Force Speed, vi farà spostare più velocemente (anche se a voi sembrerà che siano gli altri a muoversi più lentamente); Mind Trick permette di far compiere a delle menti più deboli delle semplici azioni (come premere un pulsante); Force Grip (la tecnica preferita da Darth Vader) permette di stringere le vie respiratorie del malcapitato che lo subisce portandolo alla morte per soffocamento; Lightning serve per sprigionare dei fulmini di energia (simili a quelli utilizzati dall'Imperatore Palpatine ne "Il Ritorno dello Jedi"); infine il Force Jump vi permetterà di compiere balzi svariate volte più lunghi o più alti di quelli che un essere umano può compiere. Tutte le tecniche vengono apprese o migliorate con il superamento dei livelli di gioco, contemporaneamente al miglioramento della vostra abilità nell'uso della spada laser che con l'andare del tempo vi farà respingere un maggior numero di attacchi nemici e imparare nuovi stili di combattimento.

Ognuna delle missioni di Jedi Outcast è composta da un numero variabile di obbiettivi da completare per terminare la missione, al quale si affiancano delle aree segrete sparse per la mappa del livello in cui potrete trovare dei bonus utili per ricaricare il vostro livello di energia o il livello degli scudi. Pur essendo Jedi Outcast assimilabile ai vari first person shooter (anche se è presente anche una visuale in terza persona, la quale si attiva automaticamente con l'uso della spada laser) usciti ultimamente sul mercato, i livelli del titolo della Raven si caratterizzano per un numero di enigmi enorme, se paragonato alla media del genere, in cui è necessario utilizzare il ragionamento più che le armi. Non sono pochi, infatti, i punti in cui è possibile rimanere bloccati, fatto che ultimamente era diventato inusuale negli FPS, ma che aggiunge al gioco un elemento di riflessione e ne aumenta in maniera drastica la longevità. Infatti al livello di difficoltà medio, andare avanti richiede un impegno sia di concentrazione sia in termini di tempo non indifferente, essendo impossibile avanzare alla garibaldina per gli ambienti di gioco visto che si correrebbe il rischio di perdersi o di essere bruscamente fermati dal fuoco nemico o di non vedere uno dei passaggi laterali, o una delle grate nascoste, fondamentali per risolvere alcuni livelli.

Questo non vuol dire che a Jedi Outcast manchi l'azione... gli scontri a fuoco con gli imperiali sono, anzi, molto numerosi e nei livelli avanzati vengono intervallati da spettacolari duelli con la spada laser, che rappresentano, grazie al divertimento che offrono e al gran numero di mosse che è possibile compiere, il vero punto di forza del gioco.

Un ultimo accenno sull'intelligenza artificiale dei nemici... In Jedi Outcast i nemici si comportano abbastanza realisticamente: gli stormtrooper attaccano in gruppo salvo poi cercare di fuggire quando, dopo aver ucciso gli altri, avanzate verso gli ultimi rimasti con la spada laser in mano; i "reborn" (i soldati nemici che usano la Forza) seppur non difficilissimi da eliminare si comportano anch'essi molto validamente con la spada laser ed in generale tutti i nemici cercano di attendere il momento migliore e di cercare il posto migliore per spararvi addosso invece di avanzare stupidamente senza copertura (come accade ad esempio in Command & Conquer : Renegade).

REALIZZAZIONE TECNICA

Così come in Return To Castle Wolfenstein ed in Medal Of Honor, anche in Jedi Outcast si è fatto uso del motore di Quake 3 Team Arena, con tutti i suoi pregi ma anche i suoi difetti: il bad-clipping che da sempre lo caratterizza è, purtroppo, presente anche nel gioco della Raven; vi capiterà, a volte, di vedere delle armi che rimangono sospese per aria o dei problemi grafici che talvolta, si notano avvicinandosi a un muro con la visuale in terza persona e ruotando il punto di vista. Nonostante ciò i pregi sono sicuramente in numero maggiore rispetto ai difetti: le luci calcolate in tempo reale, comprese quelle proiettate dalla spada laser accesa, sono assolutamente perfette i modelli dei nemici sono ben costruiti e ben animati ed in generale il motore di gioco non ha mai momenti di indecisione e non scatta mai anche alle risoluzioni più elevate. E' da rimarcare inoltre il supporto per il filtraggio anisotropico delle texture. La ricostruzione grafica degli ambienti è sempre di altissimo livello e in alcuni casi, ad esempio nel livello di Nar Shaadaa, raggiunge alti picchi di spettacolarità, secondi solo alla ricostruzione dei movimenti durante i duelli con le spade laser. Vedere gli effetti di luce che si sprigionano quando le due spade laser si incrociano fa capire l'accuratezza posta dagli sviluppatori anche nei minimi particolari. Inoltre in Jedi Outcast, per motivi di realismo, non sono presenti mutilazioni sanguinolente tipiche del genere degli FPS, ma è possibile con la spada laser tagliare gli arti dei vostri malcapitati avversari. Anche i filmati di intermezzo sono realizzati discretamente e mixati perfettamente con l'azione di gioco.

Dal punto di vista del sonoro Jedi Outcast è all'altezza delle precedenti produzioni della LucasArts: gli effetti sono realizzati ottimamente attingendo a piene mani da quelli che caratterizzavano i film della saga ma è dal punto di vista delle musiche che il gioco raggiunge livelli di eccezionalità. Infatti le musiche si adattano dinamicamente all'azione di gioco, in una maniera altamente coinvolgente e ricostruiscono l'atmosfera epica tipica dell'ambientazione del gioco, realizzando la perfetta fusione, di stampo cinematografico, tra i momenti di tensione ed i momenti di azione, rimanendo in sottofondo, più attenuata, durante gli intermezzi.

Sotto il profilo sia della giocabilità (come abbiamo già illustrato) che della longevità Jedi Outcast si erge a nuovo metro di paragone per i futuri prodotti del genere: finalmente esce un prodotto la cui durata non è ristretta ad una decina di ore di gioco ma si estenderà per svariati giorni e, grazie al supporto per il multiplayer, probabilmente per mesi o anni.

Anche la parte multiplayer di Jedi Outcast è stata curata in modo perfetto: esistono, infatti, svariate modalità in cui è possibile giocare in rete; si va dal "Free For All", realizzazione del classico tutti contro tutti, al gioco a squadre, al "Capture The Flag", fino alle nuove modalità "Capture The Ysalamiri" e "Duel". Nella prima dovrete catturare gli Ysalamiri, animali sessili che vivono nelle foreste del pianeta Myrkr e che possiedono la peculiare caratteristica di creare delle bolle di una decina di metri di diametro all'interno delle quali non è possibile usare la Forza; avvicinandosi agli Ysalamiri i giocatori perdono quindi la capacità di usare i poteri Jedi ma anche i loro avversari non potranno più utilizzarli. La seconda è la realizzazione delle sfide uno contro uno: due persone giocano e gli altri aspettano in coda pronti ad entrare in gioco al decesso di uno dei due partecipanti.

7
Finalmente la LucasArts decide di sfornare il seguito di Jedi Knight e di affidare il compito di svilupparlo alla Raven: mai scelta fu così giusta! Jedi Outcast si erge di forza al top della categoria degli sparatutto in prima persona in virtù di un concept di gioco che non è tipico del genere: era dai tempi di Doom e Doom II (o forse del primo Jedi Knight) che in un FPS non si aveva notizia di un simile numero di enigmi che si integrano alla perfezione con sequenze di azione pura e adrenalinica.<br />Tutta la sostanza del gioco è stata racchiusa in un contenitore perfetto: grafica e sonoro di altissimo livello, grande longevità di gioco, grande divertimento, il mondo di Guerre Stellari in cui è ambientato il gioco e dei tocchi di classe come i combattimenti con le spade laser che varrebbe la pena espandere ancora perché rappresentano il pezzo forte del gioco. In più vi viene offerta una modalità multiplayer ben realizzata e che non è flagellata dalla lag nemmeno con una ADSL interleaved). L'unico difetto, anche se molti (me compreso) lo considereranno un pregio, è l'elevata difficoltà del gioco che potrebbe frustrare alcuni utenti.<br />Consigliato senza riserve a tutti coloro che cercano un gioco innovativo e divertente allo stesso tempo, nuovo metro di paragone per il genere.<br />