Recensione Jak II

di Gabriele Idda

Cosa accadde dopo.

Jak e Dexter, dopo aver salvato il loro pianeta dai loro spietati nemici, i Precursor, si godono la fama dell'eroe e la tranquillità della pace che tutto il pianeta ha ottenuto grazie a loro. È una limpida giornata e il sole bacia il volto chiaro e rilassato dei nostri eroi, mentre la giovane scienziata in erba amica di Jak si appresta a studiare uno dei manufatti alieni per comprenderne il funzionamento; la ragazza non è la sola ad essere eccitata, anche Dexter appare curioso (sebbene questa non è una novità). La sua irruenza, alimentata dall'inesauribile curiosità, spinge Dexter a premere gli invitanti, quanto colorati, pulsanti del quadro di comando; a frenare il suo entusiasmo è la voce severa del vecchio saggio, che gli ordina perentoriamente di non toccare niente dall'alto delle passate esperienza, forse quella folta chioma bianca non era tutta colpa dell'età! Sebbene la curiosità del simpatico animaletto possa essere tenuta a freno, quella dello scienziato che anima la ragazza è divenuta orami un fiume in piena; le veloci dita scorrono sul quadro di comando, premendo a caso i tasti fino al momento in cui accade qualcosa che nessuno può immaginare, nemmeno nel peggiore dei propri incubi. L'enorme anello di pietra che si erge dinanzi al gruppo spezza le impalcature che lo sorreggono per librarsi in aria a poca distanza da dove era prima: inizialmente incantati dallo straordinario evento e dalle strane luci che provengono dall'interno dell'anello, i nostri amici rimangono silenziosi per poi squarciare il loro stesso mutismo con un urlo di sorpresa mista a terrore quando, dall'interno dell'anello, si affaccia il loro peggiore incubo, tuonando minacce verso colui che tempo prima lo aveva sconfitto.

Il momento era critico: infernali insetti fuoriescono dalla breccia aperta nell'altra dimensione, la situazione esige un colpo di mano e Jak è la persona giusta, individuando un grosso pulsante lo calca con decisione provocando l'immediata accensione del fatiscente mezzo sul quale i nostri eroi sono seduti: il mezzo, partendo con un'inaspettata velocità, ricaccia dentro la minacciosa creatura, ma spedisce il gruppo d'amici in un tunnel di luci. Ben presto, l'eccessiva velocità e le fortissime vibrazioni sconfiggono l'integrità strutturale della slitta che, finendo in pezzi, divide il gruppo; il viaggio non era destinato a durare a lungo, Jak e Dexter si trovano scaraventati nella piazza di una futuristica città fortezza dove gendarmi poco delicati arrestano il nostro eroe separandolo dal suo fidato amico. La storia avanza così di due anni per presentarci il personaggio principale saldamente incatenato ad una sedia mentre viene bombardato da radiazioni di Eco oscuro, elemento tanto raro quanto instabile, ma ben conosciuto dal malvagio Barone Praxis, che da due anni tenta invano di ottenere un'arma micidiale sperimentandone gli effetti sui prigionieri. Queste sono le premesse al secondo capitolo di uno dei migliori platform disponibili sull'amata PS2, siete pronti ad aiutare i nostri eroi ad uscire vivi anche da quest'avventura?

In azione.

La giocabilità di Jak II è alta, e questa non è una frase fatta; come nelle migliori tradizioni in questo genere di giochi il primo "livello" (capirete tra poco perché virgolettato) è stato strutturato in modo da fornire un veloce e chiaro Tutorial delle potenzialità del personaggio. Il classico bagaglio di mosse di tutti i platform è presente al gran completo: il salto singolo, doppio e in corsa, il pugno, il calcio, l'aggrapparsi, le armi e la possibilità di distruggere parti di fondale specifiche per avere accesso a nuovi ambienti, ma questo non è tutto. È possibile, concatenando velocemente due o più azioni, incrementare il danno inflitto al vostro avversario: un esempio può essere eseguire rapidamente il salto seguito dalla testata e una volta a terra dal calcio a giravolta, che vi permetterà non solo di essere maggiormente devastanti, ma anche di essere meno vulnerabili ad attacchi improvvisi di singoli o più nemici in mischia. Ricordate quelle virgolette galeotte che incorniciavano il termine livello? Bene, è giunto il momento di spiegarle: una volta che avrete superato gli insidiosi salti e le agguerrite guardie Kremisi, riuscirete infine ad evadere dalla prigione che per due anni vi ha ospitato contro la vostra volontà, ritrovandovi cosi in una vera città.

Infatti, il gioco si svolge in tempo reale all'interno e all'esterno della città fortezza con tutto ciò che possiamo trovarci dentro: cittadini, ma soprattutto cittadine, strade e vicoli bui, guardie, traffico e posti di blocco. Tutto ciò interagirà in tempo reale intorno a noi: per esempio, dovendo stare fermi in un punto, i passanti si sposteranno per non andarci addosso, se dovessimo infastidire le guardie Kremisi queste chiameranno subito aiuto e ci daranno la caccia in tutta la città; potremmo anche rubare i mezzi volanti usati normalmente dalla popolazione per i lunghi spostamenti (se non avete mai giocato a Vice City, non sapete quanto possa essere divertente, all'interno di un videogioco, prendere auto in "prestito"). Le sorprese non finiscono qui, infatti vi troverete anche a dover fare i conti con il traffico, i limiti di velocità e i sensi di marcia che per tutta la durata del tragitto vi tenderanno costanti agguati: infatti, non solo le forze dell'ordine s'insospettiranno se la vostra guida dovesse essere troppo aggressiva e scatteranno subito in inseguimenti degni della più zelante polizia americana, ma dovrete fare i conti anche con i danni riportati dal "vostro" veicolo durante tamponamenti e scontri con i laser delle guardie Kremisi che, secondo il modello e la quantità di danni subiti, potrebbe lasciarvi a piedi nel momento peggiore. I mezzi risultano, in ogni caso, utilissimi vista la vastità della città, nella quale vi muoverete per raggiungere le varie aree relative alle missioni assegnate che, non sempre, saranno nelle immediate vicinanze della vostra posizione.

Jak II Renegade è sicuramente un prodotto da giocare e rigiocare, non solo per le sue peculiarità antistress o per il semplice piacere di spegnere il cervello per qualche ora, ma per altre motivazioni: i segreti da sbloccare mediante le rosse gemme Precursor, le nuove tecniche derivanti dal potere oscuro insegnate dall'Oracolo, armi sempre più potenti ed infine l'esplorazione di un vasto mondo virtuale che offre generose mappe per tutti coloro che cercano l'azione e l'avventura. Difficilmente potrete sottrarvi al suo fascino magnetico ed al caotico divertimento offerto, un gioco per tutte le età e gusti, non più il solito platform, ma un gioco completo e coinvolgente con parecchie frecce al suo arco.

Anche gli eroi cambiano col tempo.

La tridimensionalità ormai non fa più notizia da un bel po', ma quando viene usata a determinati livelli colpisce piacevolmente il giocatore, che trae piacere non solo da quello che compie, ma anche da quello che vede. Ovvietà? No, ribatto io, realtà. Questo gioco sorprende ogni qual volta si scopra qualcosa di nuovo: l'aspetto dei personaggi, benché cartoonistico per ovvie motivazioni di marketing, risulta nel suo genere uno dei più curati, con modelli poligonali ben studiati e la quasi totale assenza di badclipping sul personaggio, e inoltre dotato di una mimica facciale ben realizzata e specifica per ogni singola occasione. I personaggi non sono gli unici ad essere stati curati a questi livelli: anche i nemici presentano le stesse caratteristiche di fluidità ed attinenza al modello fisico, che sono peculiarità tipiche di ogni avversario. Le sorprese non finiscono qui: infatti, persino i modelli dei cittadini sono stati realizzati tentando di differenziarli l'uno dall'altro il più possibile, anche se alla fine i modelli sono al massimo quattro o cinque.

Una menzione speciale voglio attribuirla agli sfondi che, oltre ad essere vari ed in tema con le caratteristiche del gioco e dell'ambiente visitato in qual momento, presentano un'interattività davvero sorprendente. Gli esempi più concreti sono dati dai veicoli che, man mano che si danneggiano, presentano visivamente fumo dagli scarichi, mentre fisicamente una riduzione della velocità e della manovrabilità, inoltre non possiamo dimenticare tutti quei piccoli particolari, come assi di legno, impronte ed effetti quali fumo, cenere e sabbia che subiscono variazioni permanenti al nostro passaggio. Finalmente un ottimo lavoro, portato a termine prescindendo dalla capacità di osservazione del giocatore medio e con un livello qualitativo all'altezza non solo della macchina, ma anche dei linguaggi informatici più evoluti, una scuola di pensiero che non tutte le case di sviluppo seguono. Difficilmente in Jak II si riesce a trovare un lato tanto negativo da abbassare la valutazione complessiva del gioco (la problematica gestione della telecamera è, forse, l'unico difetto che inficia la perfetta giocabilità): infatti, sia gli effetti sonori sia il doppiaggio si dimostrano all'altezza del generale livello del gioco.

I rumori di fondo non solo sono diversificati per ambiente, ma appaiono anche verosimili, donando così al gioco la giusta atmosfera; purtroppo, risultano leggermente ripetitivi i vari rumori causati dai disastrosi crolli e distruzioni, ma del resto questo è normale. Ciò che non risulta ripetitivo sono le voci di tutti i personaggi, primari e non: le scelte dei doppiatori ed il lavoro svolto hanno permesso di arrivare ad un ottimo risultato, sia per ciò che riguarda il grado d'attinenza voce-personaggio, sia per la capacità interpretativa dimostrata dai doppiatori. Questo metodo di lavoro ha permesso di caratterizzare ed enfatizzare al massimo le peculiarità espressive del personaggio che, in questa edizione, a mio modesto parere, raggiunge il massimo livello, non avendo nulla da invidiare all'edizione in lingua inglese. Risulta ottima anche la sincronizzazione degli svariati effetti che armi, contrasti ed esplosioni producono durante le fasi di lotta.

Game over.

La valutazione finale di questo gioco non può che essere positiva, e se questa scaturisce da una persona che non ha mai provato un interesse particolare per questo genere di giochi, avrà pure un significato.

Un gioco per tutte le età, sempre divertente e coinvolgente ogni volta che si rigioca, in definitiva un ottimo acquisto consigliato a tutti coloro in cerca di un ottimo gioco per ogni stagione.

8
Nel luglio di quest'anno usciva l'anteprima del secondo capitolo di Jak & Dexter, dalla demo si potevano intravedere la migliorie e i cambiamenti del personaggio, che tornava per una nuova avventura due anni dopo la prima epica impresa. Nella versione definitiva troviamo un'opera completa ed interessante, capace di mettere alla prova l'appassionato e divertire il neofito, grazie allo splendido lavoro della casa di sviluppo Naughty Dog (la stessa di Crash Bandicot). Il gioco presenta un aspetto grafico interessante, sia per la gradevolezza della grafica, sia per il suo stile cartoon, e la stessa valutazione ci aspetta se esaminiamo gli ambienti che, come i personaggi, si adattano totalmente alle atmosfere, un aspetto, questo, volutamente ricercato per motivi di marketing, che però non ghettizza il titolo in una ristretta fascia d'appassionati. Parte integrante del gioco sono i filmati, dove le ottime scelte di regia danno tono ad una storia non cosi banale come si poteva credere.