Recensione Jackie Chan Stuntmaster

di Tiscali News
Ebbene si, c'è ancora qualcuno in giro a cui piacciono i picchiaduro a scorrimento; quelli coi cattivi che arrivano a piccoli gruppi e sembra che non stiano aspettando altro che noi poveri cuochi cinesi armati di padella e canottiera. Jackie Chan Stuntmaster accontenta proprio voi, fan sfegatati dello stuntman-esperto-di-arti-marziali più buffo e simpatico degli ultimi tempi (anzi, direi quasi il più simpatico di sempre...), regolarmente a caccia di guai, regolarmente e sorprendentemente rubacuori, neanche avesse il fascino di Cary Grant, all'apparenza impacciato (e spacciato). In effetti se avessero chiesto a me di inventare un gioco con protagonista Jackie (chissà come mai non me l'hanno chiesto?) non avrei saputo tirar fuori di meglio; il problema è, semmai, che la PlayStation fa un po' di fatica con la grafica 2D, e i picchiaduro a scorrimento sono "storicamente" bidimensionali. Questo sorprendente JCS è invece tutto in 3D, con una grafica a metà tra il realistico e il fumettoso e non promette altro che un sano divertimento da sala giochi, di quelli che al "game over" frughi vorticosamente nelle tasche in cerca di un ultimo e insperato gettone

In effetti, adesso che ci penso, mi sembrerà un po' strano commentare un gameplay che più antiquato non potrebbe essere, e che nonostante ciò mi ha divertito e appassionato. E' chiaro che se non siete estimatori del genere, un gioco come JCS potrebbe risultarvi altamente indigesto... Come spesso accade nel mondo dei videogiochi un buon protagonista è sempre un buon punto di partenza. Vogliamo per esempio paragonare il sarcastico Duke con quell'anonimo bisteccone protagonista di Quake? E quanti di voi si sono divertiti giocando a "The Punisher" solo e unicamente per la presenza del Punitore in persona? Insomma, venendo al sodo, il simpatico Jackie è proprio un alter-ego ideale: buffo ma agile, stereotipato e imprevedibile come pochi, e anche quando sai già che la prossima mossa sarà quella che ti aspetti, ridi lo stesso di gusto

Insomma, dico io, a quando un picchiaduro con protagonista Thomas Milian?

MA LA VUOI FARE 'STA RECENSIONE SI O NO

Come per ogni buon gioco "low budget" che si rispetti JCS non si spreca in inutili e costose presentazioni in Computer Grafica, lasciando al motore grafico del gioco il compito di svolgere l'indispensabile narrazione di background. Dopo questa breve ma già rocambolesca serie di eventi, ritroviamo il nostro eroe alle prese col menù di scelta; poca scelta a dire il vero, visto che c'è una freccia che perentoriamente ci indica China Town... entriamo dunque e prendiamo le misure col pad: calcio, pugno, salto... ok, ci siamo. Dopo un paio di mosse e di "pestate" casuali sui tasti viene fuori anche qualche combo, il che predispone anche meglio all'infornata di cattivoni che ci aspetta. Tra le combo troviamo anche delle gustose prese acrobatiche e qualche mossetta un po' inutile ma tanto coreografica!

Dico subito che la rappresentazione dei movimenti del protagonista è decisamente ben realizzata, con un buon numero di frame di animazione, e con una precisione encomiabile (merito del motion capture, ovviamente). I cattivi sono invece un po' più prevedibili, ci attaccano inizialmente uno per volta, poi andando avanti si gettano in massa. Sono, come al solito, divisi in categorie e vanno picchiati in rigoroso ordine casuale. Le armi a nostra disposizione vanno dalle nude mani a utensili varie: padelle, sedie e così via. Per le stanze dei livelli troveremo anche bonus sparsi a ricaricarci la barra della salute: quasi sempre cartoni di latte intero, poco digeribile, ma tanto nutriente! Detto ciò, che è come dire che l'acqua è bagnata e il sale è salato, passiamo a chiarire la nostra posizione in merito al motore grafico. Quello di JCS è il frutto di una palese scelta: i modelli tridimensionali sono composti da un numero veramente esiguo di poligoni, poi "rivestiti" di texture abilmente sfumate, dando a tutto un aspetto che ho già definito "fumettoso", quindi decisamente poco realistico, ma non per questo da deprecare. Anzi, è questo uno di quei casi in cui si può dire che il gioco ha "stile", cioè è quantomeno originale (che non è poco)

IL DESTINO DEGLI ARCADE

Quanto a grafica e gameplay, insomma, JCS è un "moderato innovatore" e sembra fresco e divertente anche quando propone la solita solfa. Purtroppo un arcade è sempre un arcade, e se non ci mettesse un po' di bastoni fra le ruote sarebbe condannato a una longevità quantomeno esigua. Da questo punto di vista il giochino in questione non ci delude, e il livello di difficoltà è ben calibrato: si inizia con calma, sprecando pugni e calci come fossero involtini primavera e ci si ritrova dopo una mezz'ora con le "vite" risicate; vale a dire a un passo dal game over. I livelli, d'altro canto sono abbastanza lunghi da completare, ma con un numero sufficiente di salvataggi sparsi a non farci perdere la calma. Riguardo proprio al design dei livelli, devo dire che a tratti sono anche carini, e cercano di rendere bene la tipica atmosfera dei film di Jackie. A tratti le sezioni platform stancano un po', costringendoci a ripetere lo stesso salto venti volte e così via: i famosi "bastoni tra le ruote" di cui parlavo prima. Tra una scazzottata e l'altra dovrete anche fare attenzioni a raccogliere i "dragoni" sparsi un po' ovunque (spesso in posti decisamente poco visibili), che alla fine vi verranno conteggiati nel punteggio

Nonostante le poche novità, resta il fatto che JCS è comunque un gioco equilibrato, che penso piacerà soprattutto ai giocatori meno smaliziati, lasciando forse con l'amaro in bocca i "veterani" del gettone, che potrebbero trovarlo un po' facile e monotono. Se non avete mai visto un film di Jackie Chan, insomma, potrebbe essere questo un buon modo per fare la conoscenza col personaggio, e perché no, iniziare ad aspettare trepidanti l'arrivo del suo ultimo film nelle sale. Se siete dei fan di Jackie Chan, potrebbe piacervi ancora di più...

Una volta tanto un gioco "onesto": non promette ciò che non può mantenere, e si dimostra giocabile e divertente anche se non si è proprio espertissimi di picchiaduro a scorrimento. Una sola modalità di gioco e un solo protagonista, per questo arcade dal sapore cinematografico un po' stilizzato e ricco di humor. Per rinfrescare l'estate in attesa del "caldo" invernale.