Recensione Il Padrino 2

E' giunto il momento di tornare a servire la famiglia

di Francesco Romagnoli
La serie Il Padrino aveva rimasto un debito da pagare alle nuove generazioni di console.

Quel debito era dovuto alla scarsa qualità tecnica di quel primo capitolo uscito tempo fa sia su PS3 che su 360, che in fondo altro non era se non una trasposizione in HD dello stesso gioco uscito sulle vecchie console PS2 e Xbox.

Debito ripagato grazie a questo secondo episodio, che finalmente sfoggia una grafica next-gen ed un gameplay piuttosto gratificante.

 

La sostanza di gioco è rimasta quella. Sulla falsariga dei classici free-roaming games si gira per le città, si cercano missioni da svolgere e, in questo caso, si conquista il territorio acquisendo le attività illegali che generano profitto.

Ovviamente profitto tutt'altro che legale. Ebbene sì, a quanto pare l'equazione free-roaming game = crime game pare diventare sempre più un dogma. Evidentemente il concetto di libertà accostato a quello di videogioco vede l'utente desideroso di azione tipicamente alla gangster, con lavoretti che evidentemente piacciono di più se vanno a "ravanare" nel torbido.

In questo caso non si tratta certo di una sorpresa, poiché in un gioco che trae ispirazione dalla famosa trilogia cinematografica del Padrino era difficile non aspettarsi di dover impersonare un qualche componente della "famiglia".

Ed infatti ancora una volta così è: si parte con la personalizzazione estetica del proprio alter-ego con una corposa serie di parametri: naso, orecchie, bocca, zigomi, muscolatura. C'è di che sbizzarrirsi anche se, va detto, alla fine la fisionomia del personaggio rimane spesso indistinguibile da una creazione all'altra, più facile differenziare molto lo stile degli abiti.

 

Una volta vestiti e pettinati veniamo introdotti al gioco. Dopo una breve introduzione filmata in quel di Cuba, partiremo aggirandoci per le vie di New York, dove a quanto pare dovremo di nuovo riconquistare la città. Tuttavia questo compito si rivelerà più semplice del previsto, dato che agiremo solo su una piccola parte della città (del tutto inventata). Una volta conquistate una manciata di attività passeremo in Florida, dove le cose cominceranno a farsi un po' più serie. Infine ci sarà Cuba, ma le tre location avranno continui intrecci e dovremo passare più volte da una all'altra.

Il nostro compito sarà quello di annientare le famiglie rivali, partendo con l'acquisire qualche loro racket per poi passare ad eliminare uno ad uno i capoccia ed arrivare così al boss della famiglia, che dovremo uccidere mediante un'incursione nella base della famiglia rivale.

Più o meno le meccaniche sono le stesse del primo episodio, ma sono state arricchite da una serie di extra che approfondiscono il gameplay, variegando le cose da fare e le opzioni da tenere sotto controllo.

 

Per conquistare un'attività rivale non dovremo far altro che recarci dove questa si trova, uccidere le guardie lasciate a protezione, e rintracciare il titolare dell'attività.

Dovremo poi minacciare questo per convincerlo a passare sotto la nostra protezione. I metodi di convincimento vanno dal pestaggio alla distruzione della sua proprietà o, ancora, al puntargli una pistola addosso. Più lo impauriremo e più denaro verserà sul nostro conto, ma se esageriamo rischiamo di ucciderlo o di farlo rivoltare, il che sospenderà la possibilità di acquisire l'attività e ci costringerà a riprovare in un secondo momento.

A differenza del primo capitolo non basterà conquistare le attività ma bisognerà altresì difenderle da eventuali attacchi delle famiglie rivali. Potremo agire in prima persona, ma dopo le prime volte, diventando il compito noioso, manderemo alcuni membri fidati della famiglia a risolvere la questione. Una delle novità principali di questo Il Padrino II sta proprio nel dover gestire alcuni membri secondari della famiglia.

Infatti, mentre noi occupiamo il vertice della piramide, dovremo assoldare validi scagnozzi che possano fare le nostre veci in queste situazioni, oltre ad accompagnarci nelle nostre malefatte.

Questo avveniva anche nel primo episodio, ma ora, non solo il numero degli scagnozzi che ci possono accompagnare passa a tre,  ma potremo anche migliorarne le qualità acquistando potenziamenti a loro dedicati.

La piccola parte rpg del gioco non si ferma più ai nostri “punti ferita” o alle nostre abilità con le armi da fuoco, ma si estende anche ai nostri compagni.

Compagni che saranno anche specializzabili in attività particolari: dall'esperto in esplosivi per far saltare attività avversarie o mura invalicabili, allo scassinatore, necessario per aprire le casseforti degli esercizi o delle banche, dal tecnico, che disabilita l'allarme, a quello che forse risulta il ruolo più vitale, ovvero il medico, che è capace di ripristinare la nostra salute e rianimarci nel caso ci feriscano mortalmente.

Proseguendo nel gioco potremo anche far fare carriera ai nostri adepti che, così facendo, acquisiranno la possibilità di specializzarsi in più di un'attività speciale.

 

L' IA dei nostri compagni è discreta: essi cercano copertura e rispondono abbastanza solertemente ai nostri comandi. Il loro apporto nelle missioni come accompagnatori si rivela determinante e quando li invieremo a difesa di qualche nostra attività, se l'avremo protetta con un numero sufficiente di guardie, sapranno farsi valere. Ma mentre loro sono impegnati, dovremo fare a meno delle loro abilità, oltre che del loro supporto.

Oltre alla conquista e alla gestione delle attività, come detto, dovremo scardinare le famiglie rivali eliminandone gli “uomini d'onore”, ossia le pedine importanti della famiglia, che vanno eliminate con metodi di uccisione particolari, ognuno diverso dall'altro: dal colpo in testa al lancio da un balcone.

Per farlo avremo bisogno di informazioni per localizzarli, e queste informazioni le potremo rintracciare svolgendo qualche favore per le persone sparse per la città, che ci chiederanno di recuperare una cosa che gli è stata sottratta, di eliminare qualcuno o di far saltare in aria un luogo.

Portare a termine questi favori non solo ci consentirà di progredire nell'estirpazione dei componenti delle famiglie rivali, ma ci permetterà di richiedere anche favori specifici a membri delle forze dell'ordine che ci favoriranno ritirando gli uomini alla nostra ricerca, o permettendo il recupero istantaneo dei nostri compagni mandati all'ospedale nel corso di una missione.

 

Insomma, in quanto alla formula del gameplay non ci sono rivoluzioni, quanto piuttosto delle migliorie che aumentano il piacere della gestione della famiglia e che al contempo rendono concreta e concisa l'azione, evitando punti morti.

Il sistema di puntamento è a sua volta migliorato, e si dimostra così preciso e ben gestibile. Per quanto riguarda la guida non c'è nulla di eclatante da segnalare. Siamo lontani dal rigore di Mafia e, sebbene sia riscontrabile qualche differenza tra un veicolo e l'altro, mettersi al volante non è di certo una delle parti più esaltanti del gioco. Che non sia stato impiegato particolare impegno in questo ambito lo dimostra anche il fatto che non ci sono missioni da eseguire con i veicoli. In particolare mancano compiti da svolgere in un determinato tempo e così i trasferimenti per le vie della città risultano piuttosto noiosi. Anche per via di una planimetria delle città non proprio esaltante (fortuna che viene in nostro soccorso un'ottima mappa tridimensionale, presente nel radar anche per i luoghi chiusi), oltre che ridotta. Più che città sembrano piccoli quartieri e persino il primo capitolo del Padrino possedeva più chilometri di strada da percorrere, anche se va detto che qui i luoghi possiedono ora una caratterizzazione decisamente più marcata.

 

Oltre ad uno scenario più colorato e credibile, il Padrino presenta complessivamente una grafica accettabile. Niente a che vedere con il primo episodio.

I modelli delle autovetture, i personaggi, presentano ora una cura degna di questa generazione.

Non siamo ai livelli di un GTA IV, mancano un po' di filtri ed effetti grafici complessi. Siamo più vicini allo stile di Saints Row, concreto e senza fronzoli.

Si poteva magari auspicare in un maggior dettaglio e soprattutto in una maggior profondità visiva (anche perché qualche scatto, specie quando si è in auto, compare).

Il doppiaggio invece è molto ben realizzato. Le voci (in particolare quella del protagonista) sono azzeccate, e gli effetti sonori possiedono un buon impatto (anche se riprendono sin troppo da vicino quelli del primo Godfather). Ora sono state implementate anche le stazioni radio nelle autovetture come in GTA, anche se la colonna sonora è molto più modesta.

 

Tutto sommato quindi il prodotto come sostanza c'è. Tecnicamente non sarà impressionante, ma è discretamente godibile, anche se con pochi fronzoli.

Il gameplay a noi è parso molto stimolante: certo, bisogna che lo stile free-roaming piaccia, perché altrimenti la ripetitività dopo un po' si fa sentire, ma se si è apprezzato il primo capitolo, non si potrà non fare altrettanto con questo seguito che ha compiuto un netto passo in avanti.

Non è perfetto. Manca di missioni un po' più studiate, di un comparto off-line che non funga da semplice riempitivo (le partite deathmatch, così come le altre modalità non ci hanno entusiasmato), ma di contro sa catturare gli amanti del genere. Il nuovo sistema di gestione fa si che una missione di conquista tiri l'altra e così ci si trova ad aver accumulato quella dozzina di ore di gioco necessarie per arrivare alla fine, quasi senza accorgersene.

Vedremo come se la caverà con il confronto con il prossimo capitolo di Mafia, ma nel frattempo consigliamo l'acquisto a chi piace il genere mafioso alla GTA, che magari ha finito il titolo Rockstar e vuole un'alternativa a Saints Row.

7
Un seguito che si porta finalmente al passo coi tempi. Tecnicamente c'è ancora un pò di gap da recuperare rispetto ai massimi esponenti della serie, ma il gioco grazie ad una formula del gameplay accattivante e rinvigorita dalle novità, sa regalare diverse ore di divertimento per gli amanti del genere free-roaming. Il brand del Padrino può essere un buon richiamo, anche se cinematograficamente i rimandi alla pellicola sono minori rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un vero tie-in. Un buon gioco da prendere in considerazione se avete già finito GTA IV e volete affiancargli qualcosa sul genere.