Recensione I tre regni 2: La battaglia di Red Cliffs

di Daniele Palmas

THE THREE KINGDOMS

Credo che tutti conosciate il romanzo storico "The Romance of the Three Kingdoms", attribuito a Luo Guangzhong e scritto attorno al 1350 d.C. Pensate, invece, che, sebbene questo libro venga ritenuto il più letto dopo la Bibbia, io non l'avevo neanche mai sentito nominare... Poco male! Considerato che "I Tre Regni" si basa sulle vicende e gesta narrate nel celebre romanzo epico, ho colmato le mie lacune grazie alle numerose informazioni fornite nel libretto delle istruzioni e nel gioco stesso. Ho scoperto, così, che con il termine periodo dei Tre Regni s'intende un arco temporale che va dal 220 d.C. fino al 280: durante questi anni tre generali (Cao Cao, Liu Bei e Sun Quan) combatterono aspramente tra loro per conquistare la supremazia territoriale e unificare tutte le terre, dopo il vuoto lasciato dall'inesorabile declino del potere e dell'autorità della dinastia Han.

Il culmine delle lotte fra i tre generali si ebbe nella battaglia di Red Cliffs (208 d.C.), la più famosa della storia cinese, in cui Cao Cao, pur disponendo di forze numericamente superiori, venne clamorosamente sconfitto dagli eserciti alleati di Liu Bei e Sun Quan. A margine delle battaglie si deve notare, anche, che grazie a questi tre grandi condottieri il periodo dei Tre Regni non fu solo un periodo di lotte, ma anche di grande sviluppo culturale nella medicina, nelle scienze, nella letteratura e nelle arti.

NE RIMARRA SOLO UNO

Si, ma il gioco? Vi starete chiedendo... L'unica tipologia di gioco che poteva conciliare un'accurata ricostruzione storica con scontri tra eserciti, è quella degli strategici in tempo reale; e, effettivamente, ci troviamo di fronte all'ennesimo RTS, in cui vi troverete a impersonare uno dei tre generali (con le relative tre campagne) cercando di conquistare il potere e la Cina. I Tre Regni presenta più di una somiglianza con Age Of Empires, tuttavia riesce anche a mostrare qualche lato innovativo (niente però che non sia già stato visto nell'immenso mare magnum degli RTS). Iniziamo, trattando l'argomento della raccolta risorse, che nel gioco è uno dei più complessi: esistono infatti ben sette tipi di risorse, tutte ugualmente necessarie.

Abbiamo: l'oro, ricavabile dalle tasse (attenti a non alzarle troppo) e dal commercio, fondamentale per costruire i vostri eserciti e per le ricerche scientifiche; il ferro e il legname, il primo estratto nelle miniere e il secondo, ovviamente preso dagli alberi, utilizzabili per costruire edifici, armamenti e fare ricerche; il grano e la carne cruda, ottenuti nelle fattorie e nei macelli, e necessari per reclutare la manodopera e produrre le ultime due risorse che sono il vino e il cibo, obbligatorie per il sostentamento delle vostre truppe. Mentre la maggior parte di queste risorse possono essere definite di base, cioè ricavabili direttamente dall'ambiente circostante (anche facendo uso di alcune particolari costruzioni, come ad esempio la fattoria che permette di ricavare il grano e la carne), il cibo e il vino sono realizzate in seguito alla lavorazione del grano e della carne. Sarà dunque necessario un edificio chiamato, stranamente, laboratorio per effettuare questa lavorazione.

Entrano, così, in gioco i manovali, la cui creazione richiede una certa quantità di grano: costoro, oltre che per il recupero delle risorse, per la creazione degli edifici e per la loro riparazione, sono richiesti anche per le attività che si svolgeranno all'interno di alcuni edifici: ad esempio, affinché il grano e la carne vengano trattati per la realizzazione del cibo e del vino dovremmo assegnare al laboratorio un certo numero di manovali (al massimo cinque); ovviamente maggiore è il numero delle persone assegnate, maggiore sarà la produzione di manufatti. Stesso discorso può essere fatto per il laboratorio meccanico (in cui vengono prodotti gli armamenti come la catapulta e la balista) o per la stalla (in cui vengono allevati i cavalli da dare ai soldati).

I manovali sono anche coloro che, adeguatamente addestrati, formeranno il grosso del vostro esercito: sarà sufficiente mandarli all'interno di un baraccamento (il cui tipo determinerà anche il tipo di soldato creato, ad esempio il baraccamento degli arcieri o quello dei picchieri) per ottenere un combattente devoto al suo generale (ovviamente con una modica spesa di risorse). E' interessante sottolineare che, se pensaste di non aver più bisogno di un particolare soldato, sarà possibile riconvertirlo in un manovale per dirottarlo verso i lavori civili: inoltre i punti esperienza acquistati in entrambi gli ambiti (punti che nel caso di un guerriero vengono accumulati combattendo e, nel caso di un manovale, lavorando) sono interscambiabili.

Notare che esistono alcune particolari unità che non potranno essere più riconvertite in manovali come, ad esempio, i picchieri o i tiratori d'ascia.

Esistono, poi, delle figure speciali nei vostri eserciti, i cosiddetti guerrieri, personaggi storici realmente esistiti nel periodo della dinastia Han e in quello della dinastia Jin Occidentale. Essi sono divisi in tre gruppi principali: Pubblici Funzionari, Maghi e Generali. Un guerriero ha caratteristiche nettamente superiori rispetto a quelle di un semplice soldato; possiede inoltre poteri speciali in grado di valorizzare le proprie truppe (ad esempio il potere Accresci Valore, Gambe Veloci, Guarisci) o di contrastare il nemico (come Attacco con Pietre, Congelamento e altri).

Si può capire come, un uso accorto dei guerrieri e delle loro peculiarità, possa fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Come anche i normali soldati, i guerrieri potranno accumulare punti esperienza e aumentare il proprio livello; questo, oltre a un miglioramento generale delle caratteristiche, porterà, solo ai guerrieri, anche nuovi poteri speciali e il potenziamento di quelli vecchi, secondo i vostri desideri. I guerrieri non vengono arruolati in maniera normale: essi, infatti, se sono privi d'incarico, si trovano nelle locande da dove sarà possibile assoldarli, ad un prezzo variabile a seconda del valore del guerriero e della vostra reputazione. Ai guerrieri potranno, poi, essere assegnate determinate cariche (come ad esempio "Funzionario della Ricerca") per aumentare le azioni che è possibile compiere nella gestione dell'impero.

Immancabilmente ci sarà la possibilità di studiare upgrade sia militari che civili; queste ricerche vengono fatte nell'Accademia Nazionale, al prezzo di un certo numero di risorse e garantiscono truppe migliori e lavoratori più efficienti.

Di tanto in tanto potranno, poi, capitarvi delle calamità (come ad esempio il terremoto) che produrranno un certo numero di danni: a voi la scelta di aiutare o meno la popolazione colpita, scelta che influirà sulla vostra reputazione. Avendo a disposizione un Tempio, sarà anche possibile effettuare sacrifici per scongiurare o attenuare le calamità, ma anche, ad esempio, per migliorare i raccolti o avere altri vantaggi.

Il fine ultimo delle vostre fatiche sarà, ovviamente, quello di sconfiggere il nemico; oltre alle classiche missioni del tipo costruire la base e conquistare la città avversaria, ci saranno anche le (ormai) ugualmente classiche missioni in cui, comandando un manipolo di soldati, dovrete riuscire a raggiungere un qualche obbiettivo.

Oltre alle tre campagne avrete la possibilità di realizzare partite in skirmish, personalizzabili negli scenari e in altri dettagli di gioco; come da copione, ci sarà poi la modalità multiplayer via Lan o Internet.

DALLA CINA CON FURORE

Sottolineo subito l'ilarità causata dai dialoghi, sottotitolati in italiano, ma pronunciati in un (ritengo, ma non ne ho la certezza) perfetto cinese; avrete così modo di sentire l'esaltazione di questi guerrieri, il loro fortissimo senso dell'onore e la devozione al loro generale, tutte cose che renderanno i toni dei dialoghi molto accesi, in una maniera che noi occidentali difficilmente comprendiamo. Ripeto: personalmente li ho trovati molto divertenti, tuttavia le persone che, di tanto in tanto, mi erano vicine mentre giocavo non sono sempre state dello stesso parere, diventando motivo di pericolo per gli altoparlanti del mio sistema, in seguito a un mio rifiuto di abbassare il volume.

Il resto del reparto audio è formato da piacevoli musiche orientali e normali effetti sonori delle battaglie: niente di cui rimanere stupefatti.

Niente di cui rimanere meravigliati neanche per quanto riguarda l'aspetto video, anzi... Il motore di gioco è di tipo bidimensionale, ma in questo caso la mancata scelta di un motore tridimensionale è perdonabile, perché il gioco non sembra averne particolare bisogno (sebbene ritenga che ormai i motori alla Age of Empires abbiano fatto il loro tempo). C'è da dire, tuttavia, che, a parte le immagini statiche di buona fattura (in particolare i ritratti dei guerrieri e certe costruzioni), la grafica sembra mancare di una sua originalità propria: in sostanza è tutto abbastanza anonimo e neanche realizzato benissimo. Ad esempio i guerrieri non si distinguono poi tanto dai soldati normali e questo è grave, poiché, nei momenti concitati, o formate un gruppo esclusivamente per il vostro leader, oppure difficilmente riuscirete a sfruttarne le caratteristiche.

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HARAKIRI!

Dove i Tre Regni mostra le sue carenze è soprattutto nel reparto giocabilità. Nonostante il gioco possa vantare una ricostruzione storica davvero molto curata, grazie appunto al romanzo storico già citato di cui vengono riportati dei pezzi all'inizio di ogni missione, e un'ambientazione molto affascinante, il titolo non decolla. Il motivo fondamentale è la difficoltà di gioco, che, anche a livello normale, risulta troppo frustrante, pure per un patito degli RTS. I problemi inizieranno sin dalle primissime missioni e vi costringeranno a ripeterle numerose volte; in particolare gli assalti alle città saranno davvero ardui. Non aiuta, poi, un sistema di fog of war alquanto strano, e il raggio visivo delle unità che risulta davvero troppo limitato. Senza dubbio, queste cose renderanno il gioco molto longevo, tuttavia lo rendono anche abbastanza frustrante.

Bisogna notare, inoltre, che le tre fazioni sono praticamente tutte uguali tra loro: non c'è infatti niente che possa anche lontanamente somigliare alla differenziazione che, ad esempio, c'era tra le razze di Starcraft. Certo, c'è da considerare che si tratta di un gioco tratto dalla realtà quindi non c'era molto spazio per l'inventiva, tuttavia si sarebbe dovuto studiare qualche meccanismo per fornire al giocatore forti motivi per continuare a giocare, oltre a quello di sapere come va a finire la storia. Altre pecche possono essere trovate nel fastidioso sistema di pathfinding e nella bassa intelligenza artificiale (sia delle vostre unità che di quelle nemiche). In conclusione non è completamente da buttare, soprattutto per quelle persone a cui piacciono i giochi che fanno tremare i mouse, ma in giro c'è molto di meglio, senza neanche stare a scomodare i grossi calibri come Warcraft III e compagnia.

Un'ultima nota: nella confezione originale è presente il libro "L'arte della guerra" scritto da Sun-tzu, il più antico trattato cinese di arte militare. Per molti questo potrebbe essere un vero valore aggiunto; per quanto mi riguarda, lo ritengo un buon modo per addormentarmi quando non ho sonno.

6
I Tre Regni si và ad aggiungere alla folta truppa degli RTS, ma non credo che in molti lo noteranno. La sua pecca fondamentale è che non è divertente a causa della sua eccessiva difficoltà e, in un mercato così competitivo, è facile trovare un prodotto migliore. Questo è un peccato, poiché sia l'ambientazione, che la ricostruzione storica del periodo in cui si svolgono le vicende è stata davvero accurata. Tuttavia, se alle pecche citate prima, aggiungete una realizzazione grafica che, oramai, sa un po' di antiquato e un'intelligenza artificiale che provoca tristezza, si capisce come I Tre Regni non passerà, probabilmente, alla storia come il nuovo capolavoro degli RTS. Consigliato solo alle persone pazienti che amano i giochi veramente difficili.