Recensione I-Ninja

di Simone Bianchini

I-Ninja nasce dalla singolare collaborazione fra uno dei più famosi publishers nipponici, Namco, ed un team di sviluppo senz'altro noto ai videogiocatori di vecchia data come Argonaut Software, fondato originariamente dal guru Jez San e resosi celebre in passato per la progettazione del celeberrimo acceleratore grafico per le cartridges del Super Famicom/NES denominato Chip FX e la creazione di best seller quali Star Fox e Croc. A fare da mecenate a questo inconsueto binomio, la stessa Sony sotto la cui etichetta il titolo viene distribuito a tutte le latitudini. Non poteva un videogioco originare da una partnership più variegata. Difficilmente un tale iter produttivo avrebbe potuto dimostrarsi così rivelatorio riguardo alla struttura del gioco stesso. I-Ninja è una sorta di action-platformer in tre dimensioni, ovvero un gioco in cui a farla da padrone è l'azione, mediata attraverso componenti tipiche del platform game poligonale, secondo la storica successione logicoludica salta " ammazza " raccogli la moneta. Ma non solo. I-Ninja parte da questi presupposti per ampliare e variegare la struttura classica del genere infondendogli ingenti quantitativi di gameplay attinto da una mezza dozzina di altri generi (in ordine sparso), corrotti all'interno del caratteristico concept sintetizzato da Argonaut, che a tratti sembrerebbe essere più azzeccato per un party game nintendiano piuttosto che per un discendente di Crash Bandicoot.

Introdotto da un esilarante filmato in computergrafica che comincia ad accennare i retroscena della sgangherata vicenda di cui è protagonista il nostro ninja, il giocatore viene catapulato all'interno della prima delle cinque ambientazioni che dovrà visitare per ricacciare da dove è venuta la minaccia rappresentata dal terribile esercito Ranx che agisce sotto gli ordini del malvagio maestro O-Dor. (E gia i nomi sono tutto un programma.) Dall'interno di questa sezione introduttiva sarà in grado di accedere a tutti i livelli relativi a quella ambientazione (solitamente in un numero variabile tra i cinque e gli otto, a seconda del mondo che si sta visitando), semplicemente varcando delle porte che di volta in volta gli verrano aperte dal suo vecchio sensei, tra un proverbio strampalato e qualche utile suggerimento sulla nuova locazione. Il completamento dei vari livelli da parte del nostro ninja permetteranno di collezionare dei gradi, i quali scandiranno la progressiva crescita del personaggio, dando modo di sbloccare diverse cinture. Si parte come da copione dalla bianca poi, nell'ordine, gialla, verde, blu e rossa.

Altri due elementi saranno soggetti ad un incremento graduale durante il corso dell'avventura, ovvero il numero di nemici eliminati (che permetterà di ottenere delle nuove spade), e l'ammontare di monete collezionabili lungo i livelli (che daranno modo di acquistare delle prove addizionali da alcuni buffi non playable character, attraverso le quali conquistare degli ulteriori gradi). Non sarà possibile accedere a tutti i livelli di una certa sin dal principio, dal momento che alcuni saranno protetti da un campo di forza di colore variabile auspicabilmente relazionato a quello delle cinture. Ovviamente verrà dato modo di avere accesso ad un determinato livello, oppure allo scontro con uno dei sei boss di fine livello, solo dopo aver raccolto il numero di gradi necessari ad ottenere la cintura del colore corrispondente al campo di forza che lo protegge. Naturalmente l'ordine con cui verranno affrontati i vari stage è completamente a discrezione del giocatore, libero di scorrazzare per ognuno dei cinque uber-livelli introduttivi, accedendo di volta in volta alla sezione che intende sostenere, nei limiti imposti dal sistema delle cinture, con un occhio alla schermata che riassume la sua progressione nell'avventura per ottimizzare i propri sforzi.

Una buona metà del titolo Argonaut si svolge all'interno di livelli strutturati secondo i dettami classici del platform game tridimensionale, in cui sostanzialmente si è chiamati ad avanzare secondo un percorso più o meno stabilito saltando nei modi più disparati da una piattaforma all'altra, nel tentativo di raggiungere l'obiettivo suggeritoci in precedenza dall'anziano maestro.

Ninja, che se non si fosse ancora capito è il nome del protagonista (semplicemente spassoso), può contare su un buon numero di azioni eseguibili, che riveleranno di volta in volta la propria utilità, anche in relazione alla conformazione dell'ambiente circostante. Oltre al salto normale è in grado di effettuare un doppio salto, dalla portata più ampia, esibirsi su apposite rotaie in slide degni di Tony Hawk, scalare il livello grazie a degli half pipe, planare facendo volteggiare la spada, camminare sulle pareti e ancora utilizzare una catena retrattile per penzolare a qualche metro da terra come un novello tarzan oppure per eseguire virate strettissime lungo brevi circuiti solitamente affrontati di corsa, a velocità assolutamente folli, come solo un certo Sonic sapeva fare.

Il tutto infischiandosene sfacciatamente della forza di gravità, con buona pace di Isaac Newton che, evidentemente, non era un ninja.

Sovente capiterà anche di dover ingaggiare degli scontri con i tirapiedi di O-Dor disseminati per l'area di gioco. Il sistema di combattimento risulta essere piuttosto semplice da assimilare, frenetico ed intuitivo almeno quanto capace di regalare diverse soddisfazioni e strappare qualche sorriso, per gli effetti grafici che è in grado di generare. (nemici divisi in due parti uguali da un fendente, o frattaglie di Ranx che volano per tutto lo schermo, tutto reso con uno stile assai ironico e per nulla cruento). All'attacco semplice (eseguibile anche a mezz'aria), si aggiungono due combo e la possibilità di effettuare assalti a distanza lanciando shuriken e dardi esplosivi, questi ultimi anche grazie all'aiuto di una visuale in prima persona. Intelligente la possibilità di concatenare più avversari semplicemente alternando gli affondi fra due diversi bersagli, che da luogo a sequenze decisamente spettacolari oltre che a combo utili per incrementare il punteggio. L'eliminazione dei soldati avversari permetterà inoltre di accendere alcune icone dislocate nella parte bassa dello schermo a cui corrisponderanno tre tipologie di attacchi speciali (rispettivamente Ninja Rage, Ninja Berserka, e Iron Ninja), che trasformeranno il nostro ninja in una letale macchina da guerra per un periodo di tempo limitato, o in alternativa ad un bonus con cui rimpinguare la barra dell'energia vitale, quando ritenuto necessario.

Ogni livello si dipana attorno ad un tema centrale (solitamente il conseguimento dell'obiettivo che fa avanzare la trama) e dunque può essere affrontato senza troppa propensione per la fase esplorativa. Questa viene però incentivata dalla necessità di rivisitarli in un successivo momento, avendo come scopo l'eliminazione di un certo numero di nemici, o il completamento in un dato limite di tempo, per ottenere ulteriori gradi.

Non è imposta alcuna restrizione alla libertà di deambulazione del giocatore, assolutamente libero di esplorare con tutta calma l'area giocabile, a meno che non si stia cimentando in una gara contro il cronometro. La restante parte del gioco, al di fuori delle sezioni platform oriented, è quella che caratterizza in maniera più spiccata il concept design di questo titolo. Una cospicua porzione dell'esperienza è costituita di tutta una serie di sottogiochi che toccano i generi più disparati, dallo shoot'em up al puzzle game, passando per le diaboliche sfere, da far rotolare con il nostro ninja incastonato, attraverso percorsi costellati da ogni genere di trabocchetto che la mente contorta di un geme designer sia in grado di escogitare.

Durante lo svolgersi dell'avventura vi ritroverete facilmente a scorrazzare in equilibrio su un barile, a cannoneggiare le fregate nemiche da una postazione di difesa, a pilotare un sottomarino, o a fare a pugni ai comandi di un robot alto 15 metri. Questa peculiarità permette di elevare esponenzialmente la varietà del gameplay, allungare sensibilmente il tempo necessario a padronegiare stili di gioco così diversi (che possono fondersi all'interno di uno stesso livello, come costituire sezioni a se stante) e di riflesso estendere la longevità potenziale del titolo, resa gia accettabile dal buon numero di ambientazioni e dall'elevato quantitativo di prove a cui è necessario sottoporsi per giungere allo scontro finale, in accordo col meccanismo di avanzamento.

Il motore grafico implementato dai coders di Argonaut svolge bene il suo lavoro, supportando l'azione spesso forsennata con un adeguato frame rate, senza mai evidenziare rallentamenti o dare luogo a fenomeni di badclipping, nonostante la vastità di alcune sezioni. Il dettaglio dei modelli poligonali e delle ambientazioni (che garantiscono anche una discreta interazione con gli elementi del fondale) è più che dignitoso, generalmente elevata la qualità delle texture utilizzate per ornarli. Ottime le animazioni, particolarmente curate per quanto riguarda il protagonista, ed in numero abbastanza elevato da non risultare, a lungo andare, ripetitive. Il tratto piuù indovinato della componente catodico mediata di I-Ninja è però il production design. La caratterizzazione dei personaggi è strepitosa. E' difficile realizzare qualcosa di così buono utilizzando tali stereotipi, perchè si rischia di essere banali. Argonaut ha fatto davvero un buon lavoro, dando vita ad un protagonista irresistibile, a delle guest stars a dir poco esilaranti e a dei nemici più buffi che malevoli, sempre rimanendo in equilibrio tra la citazione dallo stereotipo orientale e la sana ilarità da classico cartoon americano di fine secolo. Senza (s)cadere nel cattivo gusto e ottenendo una miscela perfetta di stili e contaminazioni, in grado di regalare un'atmosfera unica e quantomai accattivante al titolo.

Il sonoro è assolutamente nella media, con temi musicali orientaleggianti invero un poco ripetitivi ed effetti sonori godibilmente onomatopeici tuttavia talvolta troppo rarefatti e indistinti nell'azione a dir poco caleidoscopica. Il livello di difficoltà è a tratti scandito da qualche incongruenza e tende ad avere un andamento vagamente incostante, con sezioni ridicolmente semplici che fanno da contraltare ad altre che rasentano la frustrazione. Nulla che non possa essere ovviato con un po' di allenamento comunque. I-Ninja è un titolo genuinamente divertente, fondato su meccaniche di gioco semplici tuttavia appaganti in termini prettamente ludici, ed assai eterogenee. In tempi sospetti di avanguardismo videoludico intrattiene senza dover ricorrere ad ore di sequenze filmate, storyboard al limite del melodramma, background ultraviolenti o milioni di poligoni al secondo. E' esattamente come lo si desidererebbe: vivace e colorato, accattivante, intuitivo, decisamente vario e sufficientemente longevo. In sintesi, un ottimo prodotto.

7
Non si può non parlare bene di un prodotto come I-ninja, che riesce veramente a prendersi poco sul serio e a proporre al giocatore un'esperienza di gioco divertente, semplice (anche se a tratti frustrante) e fresca come pochi altri titoli attualmente presenti sul mercato. Certo, le magagne ci sono, senza dubbio, ma la frenesia del gameplay e l'innata simpatia dei personaggi ci faranno chiudere ben volentieri un occhio su questi problemi, tutto sommato marginali.