Recensione I figli del Nilo

di Gabriele Cazzulini
CHE COSA E'

Children of the Nile (COTN) è un titolo di strategia in tempo reale ambientato nell'antichità egizia che permette al giocatore di sviluppare, sostanzialmente dal nulla, una serie di piccoli centri urbani dai quali progressivamente evolverà un'intera civiltà attraverso tre grandi periodi: antico, medio PERIODO. Il giocatore si ritrova nelle vesti dei faraoni di un dinastia che si susseguono nel governare la propria civiltà, provvedendo ad un'estesa organizzazione della vita comune, dai fabbisogni più elementari fino a questioni che coinvolgono il benessere, la religione, l'economia e la guerra. Con la necessaria, ma non irraggiungibile, dose di impegno, nel volgere di un ragionevole lasso di tempo COTN struttura un'evoluzione sempre più complessa affidando alle mani - o ai pulsanti - del giocatore lo scettro per guidare lo sviluppo di una civiltà antica.

L'INTERFACCIA DI GIOCO

E' intuitiva la centralità che assume la struttura e la disposizione dei comandi su schermo attivabili via mouse di fronte ad una simile mole di attività. Non è così intuitiva la facilità d'uso, soprattutto per i principianti, dell'interfaccia di gioco. Tuttavia COTN non si discosta dalla scia della tradizione collocando i principali elementi dell'interfaccia secondo lo standard consolidato degli rts "civili". Così, accanto all'immancabile mappa geografica, compaiono gli indici di tutto quanto compone la città, dai membri della famiglia reale fino ai contadini, dai commercianti alle casupole dei contadini. In questa direzione è posto un utilissimo e accattivante strumento che mette istantaneamente a fuoco le condizioni materiali e psicologiche di una qualunque - proprio così - unità umana della città. Non finisce qui: disponendo di tre differenti visuali, è possibile seguire da vicino ogni azione che in quel preciso momento quel particolare protagonista sta compiendo. Sul lato sinistro infine sono poste le icone di azione, per costruire e demolire le strutture.

GIOCABILITA' ALL'OMBRA DELLE GRANDI PIRAMIDI

Il menu di gioco di COTN è essenzialmente ridotto a tre grandi opzioni: gioco, editor e impostazioni. Queste ultime offrono un notevole grado di scalabilità quindi di personalizzazione per venire incontro ad un ampio raggio di configurazioni hardware. Quanto al nocciolo duro, il gioco, ogni partita può basarsi su una campagna o su un singolo scenario; in entrambi i casi è caldamente raccomandato avvalersi del tutorial interattivo, esauriente per i veterani del genere, ma anche "benevolo" per i neofiti. Muovendo i primi passi, è relativamente facile raggiungere un livello medio di sviluppo. Ma nel momento in cui questa massa critica supera un certo livello affacciandosi sulla vertigine della complessità, cosa diviene del giocatore? Infatti uno dei risvolti più attraenti, ma anche una delle incognite che può pregiudicare la giocabilità, è il ruolo assegnato al giocatore quando il gioco si fa pesante. Inseguire o fare esperimenti? Fondamentale è il rapporto tra amministrare rincorrendo le risorse e i bisogni-desideri dei nostri sudditi, oppure decidere di fare il demiurgo e plasmare a propria immagine e somiglianza la nostra civiltà, tentando esperimenti economici e sociali e "vedere l'effetto che fa". Da questo punto di vista, COTN si dimostra sobriamente equilibrato, senza propendere né per una giocabilità da ragioneria, né per una libertà assoluta di fare e disfare a proprio piacimento. Ci sono vincoli, il cui numero cresce in progressione geometrica allo sviluppo della città-civiltà, ma ci sono anche opportunità, quindi zone di libertà per la scelta del giocatore. Al fondo del ragionamento restano comunque decisive le preferenze del giocatore.

PEACE AND LOVE? STRATEGIA PER IL FOCOLARE DOMESTICO...

Children of the Nile propone l'inversione dell'angolatura di gioco, questa volta focalizzata sulla vita sociale all'interno della città. Questo approccio alla strategia offre spaccati di vita casalinga, quasi intima, altrimenti trascurati da uno stile imperniato sulla battaglia, sullo sforzo bellico che monopolizza l'attenzione del giocatore. Questa volta non solo l'accento, ma l'interlo lessico di COTN descrive scene di vita quotidiana, di lavoro nei campi, di edilizia di primitive baracche sulle rive del Nilo quanto di solenne erezione di piramidi e templi, di piccolo commercio e baratto, fino a coinvolgere, seppur in un ruolo secondario, le emozioni e gli stati d'animo degli abitanti. Resta da precisare che questo realismo, quasi introspettivo, tutto concentrato tra le mura virtuali della nostra città, non soffre di amnesie né intende propagare utopie pacifiste: la guerra c'è, va fatta, ma al di fuori della città, e il suo esito sfugge al controllo che, all'interno, invece è simile all'occhio divino che vede e provvede. E' sicuramente una forzatura dovuta all'impossibilità di estendere il ramificato controllo interno anche sul campo di battaglia. E' questione di funzionalità, che non deprime però la giocabilità.

GRAFICA: EMOZIONE E FEDELTA'

Isonometria: una parola complicata per esprimere un concetto semplice, anzi un'immagine semplicissima, che permette di controllare lo spazio da una prospettiva tridimensionale che COTN personalizza al di là delle classiche manovre di spostamento-rotazione degli assi. Il plusvalore di COTN sgorga dall'opportunità di adoperare uno zoom che focalizza l'occhio fino a centrare lo schermo sulla figura intera di un contadino o del faraone stesso. Non è un vezzo grafico, perché col trascorrere del tempo e quindi l'aumento della complessità della nostra civiltà, diventa assolutamente necessario misurare il termometro dei bisogni e dei sentimenti diffusi, dai quali dipende in larga misura il successo della nostra strategia di "civilizzazione". Uno zoom di questa portata permette di scalare, non senza un certo stacco, dalle ampie vedute generali a quelle sui singoli abitanti, seguendone il comportamento come fossero individui dotati di una propria esistenza - brandelli di bit o carne ed ossa, poco importa. E' un'edizione videoludica del Grande Fratello che spia le sue creature giocando con loro come topi in gabbia? Non proprio: i nostri sudditi, per quanto fedeli, sono capaci di inscenare cruenti ribellioni minacciando direttamente la sopravvivenza del faraone e della sua dinastia.

Anche se l'intelligenza artificiale avrebbe potuto sicuramente collimare meglio i momenti di crisi con la situazione effettiva dello sviluppo e della distribuzione delle risorse, riducendo gli spiacevoli casi di rivolte inspiegabili. I meriti del motore grafico di COTN sono certi: senza raggiungere picchi mostruosi nella rifinitura poligonale, la schermata di gioco è popolata da un mondo in miniatura all'interno del quale si muovono, con relativa naturalezza, una vastità di personaggi ognuno ottimamente caratterizzato, più storicamente che graficamente. E' soprattutto la palette cromatica che riesce ad affascinare l'occhio del giocatore, sfoggiando albe e tramonti che valorizzano il realismo, quindi il coinvolgimento. L'ambiente geografico è curato nei particolari della flora e della fauna, così come dettagliati sono gli insediamenti urbani. Anche da una visuale relativamente lontana è facile distinguere le singole tipologie di oggetti urbani, mentre la visibilità, e l'audio, delle persone si attiva solamente ad un certo grado di avvicinamento dello zoom. Emozione e fedeltà però non sempre fanno rima con qualità, e COTN conferma questa precisazione. La qualità c'è, si vede e si lascia vedere e applaudire, senza offrire però quell'innovazione tecnologica che avrebbe dato un'accelerazione verticale ad un titolo che vanta ottime credenziali. Sono gli effetti grafici a scarseggiare, soprattutto la resa dell'acqua eccessivamente rigida avrebbe potuto godere di maggior cura, come alcune animazioni dei personaggi.

VOCI DALL'ANTICO EGITTO

La colonna sonora evoca con suggestione l'ambientazione storica del gioco, adattandosi ai suoi ritmi anche se a lungo andare non riesce a scandire le differenti fasi di gioco, i momenti di prosperità da quelli di crisi, così come le differenti stagioni dell'anno. Lo zoom sui protagonisti ne attiva le voci con espressioni di vita quotidiana, di buona fattura ma ripetitive. I rumori del mondo naturale non fanno che estendere questa struttura sonora che diventa un pilastro della giocabilità.

TIRANDO LE SOMME...

Tecnicamente affidabile, una giocabilità solida quanto basta ad intrattenere o, meglio, a far immaginare l'ampio ventaglio di opportunità offerte al giocatore, un apparato scenografico e storico di indubbia caratura. E poi? Scarseggia una salutare dose di carisma, di fascino che colpisca frontalmente il giocatore incollandone le articolazioni al mouse. Ma soprattutto: qual è l'incentivo che sprona a continuare nello sforzo di avanzare in una civiltà che resta dentro al perimetro di una "micro-poli" antica, senza elementi sovrannaturali? Il piacere di fare l'architetto, l'economista, il politico, ...insomma: giocare al faraone!

7
Il suo pregio principale è quello di raggruppare qualità discrete, ma non eccezionali, dentro ad un fascio che avvolge facilmente il giocatore in una simbiosi con l'ingegnosità di fondare e guidare una propria città-civiltà e con e panorami affascinanti. La grafica immerge gli occhi in una natura lussureggiante e animata dal dettaglio, forse più immaginata che rappresentata da una grafica efficiente ma troppo modesta, allietata da una colonna sonora coinvolgente abbinata al sottofondo di voci che rende affascinante l'impegno "faraonico" per far evolvere la propria città-civiltà.