Recensione Hunter The Reckoning Wayward

di Tommaso Alisonno

Ai più scafati giocatori di ruolo sicuramente si accende una lampadina al sentir nominare la White Wolf: questa casa editrice americana, infatti, è nota soprattutto per aver creato la bellissima ambientazione del "Mondo di Tenebra", che con una serie di titoli compatibili tra loro (parlo di giochi da tavolo, attenzione) offre ai giocatori la possibilità d'impersonare creature inumane in un mondo che è una versione distorta di quello reale. Tra i vari titoli (il più famoso è sicuramente Vampire - The Masquerade, ma anche Werewolf - The Apocalypse gode di una cospicua fama), il più peculiare risulta paradossalmente essere proprio l'unico in cui si impersonano esseri umani: i "Cacciatori" di Hunter - The Reckoning, impegnati ovviamente a contrastare le creature protagoniste dei titoli confratelli.

"Wayward" è il sottotitolo del primo videogioco che sfrutta questo lato dell'ambientazione, proponendo al giocatore (o ai giocatori) di impersonare un Cacciatore di mostri impegnato nell'annosa lotta contro le creature sovrannaturali. Per il 99% il gioco si comporta fondamentalmente come il tipico sparatutto o picchiaduro Arcade a scorrimento multidirezionale, visto che lo scopo primario sarà quello di abbattere uno dietro l'altro tutti i nemici che ci pioveranno addosso quali colombe dal disio chiamate, ma un minimo di componente RPG è stata comunque rispettata sottoforma di poteri speciali (denominati "Edge") utilizzabili dai personaggi e dall'incremento progressivo delle loro caratteristiche.

Una volta superato il Tutorial (la prima volta sarà obbligatorio, nelle successive partite lo potrete saltare allegramente), vi troverete a poter scegliere la missione da affrontare: ogni missione avrà specifici obiettivi assegnati e altri segreti, e salvo casi particolari potrà essere ripetuta più volte, addirittura talvolta per esigenze di trama. Alla schermata di selezione della missione segue la selezione del Cacciatore da utilizzare, ed è in questa che un eventuale secondo giocatore deve inserirsi (non impazzite, dunque, a cercare altrove la modalità MultiPlayer): per le caratteristiche generiche dei vari Cacciatori vi rimando all'apposito Box. E' possibile cambiare Cacciatore all'inizio di ogni missione, ma non giocare in due con entrambi lo stesso Cacciatore contemporaneamente.

I comandi sono piuttosto semplici: mediante l'analogico sinistro muovete il vostro cacciatore, e con due appositi tasti (solitamente R1 ed R2) effettuate gli attacchi con l'arma da corpo a corpo (fissa per ogni personaggio) o con quella a distanza (ogni personaggio ha la sua, ma possono esserne raccolte altre, oltre alle munizioni). Generalmente sferrerete gli attacchi nella direzioni verso cui vi state spostando, ma utilizzando l'analogico destro potrete fissare una direzione di fuoco, in modo da sparare mentre indietreggiate o vi spostate lateralmente. Altri tasti permettono di selezionare l'arma a distanza, estrarla, ricaricarla, saltare (è possibile l'attacco in salto), oltre a selezionare e attivare un Edge: gli Edge disponibili e la potenza degli stessi dipenderanno dal Cacciatore selezionato e dall'esperienza incamerata.

Nel gioco avrete tre indicatori: il primo è la barra rossa della Salute, il secondo quella azzurra del Mana, il terzo mostra le munizioni residue per l'arma selezionata. Inutile dire che lo svuotamento della Salute implica la morte del Cacciatore (e la necessità di utilizzare un Credito), e che il Mana viene consumato dall'utilizzo degli Edge.

Tecnicamente parlando, il gioco non offre nessuna particolare innovazione: se è vero che le mappe sono piuttosto ben curate, infatti, c'è da dire che nei modelli è stata posta una cura piuttosto esigua, cosicché, pur non essendo affatto brutti, non reggono assolutamente il confronto con altri prodotti. Gli effetti speciali sono ridotti all'osso, e l'unica nota di merito va alla cura di alcune particolari animazioni: selezionate la Martire e camminate lentamente per visionare uno degli ancheggiamenti più grezzi (o tamarri, o coatti, o come si dice dalle vostre parti) della storia videoludica. Anche il sonoro non è niente di fenomenale: per quanto le musiche che si attivano in determinate situazioni (e che è possibile sbloccare raccogliendole in giro) siano molto belle e realizzate da gruppi professionisti, sono talmente poco sfruttate da lasciarne sprovvisto gran parte del gioco. Nella norma gli effetti sonori e pregevoli i doppiaggi.

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Per quanto riguarda la giocabilità, indubbiamente ci troviamo di fronte a qualcosa di decisamente immediato e leggero, facile da cominciare e altrettanto semplice da sospendere e riprendere. Diciamo che il concept di gioco, per quanto trito e ritrito, ha sempre qualcosa da dire, e alla fin fine massacrare Zombie a colpi di ascia è pur sempre uno splendido diversivo alla monotonia di tutti i giorni. Magari, però, è bene prenderlo a piccole dosi, anche se giocando con un amico il divertimento aumenta di molto. Una cosa molto spiacevole è che i filmati non siano sottotitolati, cosa che nuoce gravemente alla comprensione della trama.

Un ultimo discorso per la longevità: tre livelli di difficoltà (di cui uno inizialmente non selezionabile) uniti a quattro Cacciatori selezionabili (inizialmente) e la possibilità di giocare con un amico prolungano parecchio l'attrattiva di questo titolo, ma in generale il gioco rimane piuttosto elementale ed è destinato ad essere secondo a tanti altri.

Ma non ultimo: è comunque un leggero e piacevole diversivo.

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6
Wayward non brilla sicuramente per nessun particolare, sia esso di natura tecnica o di giocabilità, se non per il fatto che ci ricorda che il Mondo di Tenebra non è popolato solo da Vampiri e Licantropi. Sicuramente guadagna parecchi punti se giocato in compagnia di un amico, così come i quattro personaggi (iniziali) utilizzabili ed i tre livelli di difficoltà possono prolungare la longevità di un gioco non eccellente, ma col pregio di essere leggero e rilassante. Da affiancare ad altri.