Recensione Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

di Paolo Mulas

E sono tre!

In concomitanza con l'uscita nelle sale cinematografiche, ecco arrivare anche su Playstation 2 il terzo capitolo delle avventure di Harry Potter, il celebre personaggio nato dalla penna di J.K. Rowling vero fenomeno librario e non solo degli ultimi anni, stavolta impegnato a sventare un'entità malvagia che minaccia la sua stessa vita. È, infatti, evaso dal carcere il famigerato Sirius Black, un potente mago probabilmente invischiato con l'omicidio dei genitori di Potter, che pare voglia completare "l'opera" uccidendo anche il povero Harry. Siamo giunti al terzo anno nella scuola di Hogwarts, il luogo in cui giovani apprendisti maghi provenienti da tutto il mondo cercano di imparare e di affinare le principali tecniche magiche. In questi tre anni Harry e i suoi amici sono maturati e cresciuti, e la vicenda che li riguarda inizia a diventare più cupa e da toni più adulti anche se, come vedremo più avanti, questa atmosfera di cambiamento presente nel libro non sembra essere stata perfettamente capita degli sviluppatori.

L'unione fa la forza.

Il titolo è ancora una volta un'avventura, con numerosi elementi action, platform e da gioco di ruolo. La principale differenza dai due precedenti episodi è legata all'utilizzo dei personaggi: il buon Harry sarà, infatti, coadiuvato dai suoi migliori amici, Ron ed Hermione che oltre ad aiutarlo nella risoluzione di alcuni enigmi legati allo svolgersi di azioni in concomitanza, potranno essere loro stessi controllati dal giocatore, sfruttandone le peculiari caratteristiche. Ron, per esempio, grazie ad una sorta di sesto senso, sarà in grado di individuare ed aprire numerosi passaggi segreti, Hermione essendo la più piccola potrà addentrarsi in ristretti anfratti ed Harry potrà sfruttare la sua proverbiale agilità per le fasi più platform, che richiedono una certa dose di precisione anche se i salti avvengono in maniera automatica, inoltre ognuno dei tre potrà vantare di incantesimi esclusivi. La possibilità di alternare più personaggi (non in ogni momento però) assicura al titolo maggiore varietà ed un'impronta leggermente più strategica per superare talune sezioni. Tatticismo, in parte, rovinato dal gioco stesso che spesso suggerisce in maniera troppo esplicita quale personaggio utilizzare in un determinato contesto.

A scuola di magia.

Come nel precedente titolo anche stavolta l'alternanza giorno/notte avrà delle ripercussioni sul gameplay. Di giorno saremo quindi impegnati nelle lezioni delle più svariate discipline magiche, ed avremo modo di imparare nuovi ed utili incantesimi, generalmente dopo aver recuperato l'apposita pergamena nel corrispettivo dungeon. Questi ultimi appaiono ben strutturati, non eccellono per morfologia o per originalità, però presentano numerosi enigmi che 'invitano' a sfruttare le caratteristiche dei tre personaggi a disposizione. I rompicapo, non troppo ostici a dir la verità, sono ben strutturati e mantengono viva l'attenzione e l'interesse del giocatore, creando una tensione costante che accompagna lo svolgersi degli eventi durante tutto l'arco del gioco. Sempre all'interno dei dungeons e non solo, avremo a che fare con numerose creature contro cui combattere: i combattimenti sono piuttosto semplici soprattutto ad un sistema di combattimento che demanda ai tasti 'R1', 'X' e 'Quadrato' il compito di agganciare e lanciare i vari incantesimi a nostra disposizione. Mentre per i nemici più semplici basteranno pochi "colpi" di bacchetta, con i numerosi boss dovremo adottare delle strategie certamente più elaborate.

Tornando alla differenziazione delle fasi di gioco tra giorno e notte, al calare della sera avremo maggiori possibilità di esplorazione, dovremo però preoccuparci di non farci scoprire (in alcuni casi l'azione prenderà una piega sthealt) perché vige l'assoluto divieto di lasciare le proprie stanze, avremo comunque occasione di recuperare numerose caramelle tuttigusti+1 (da utilizzare poi come moneta di scambio), le figurine degli stregoni e le pagine di un antico libro di magia. Di certo però non giova all'esplorazione il fatto che i nostri due compagni di avventura ci richiameranno numerose volte ricordandoci il nostro prossimo obiettivo in maniera davvero insistente e fastidiosa. È stata una mossa degli sviluppatori probabilmente per rendere i personaggi più vivi e quindi realistici (ogni tanto li sentiremo tossire o schiarirsi la voce) che purtroppo non è stata realizzata al meglio.

La giocabilità nel complesso è buona, pur non offrendo niente di particolarmente innovativo il titolo Ea riesce a ben amalgamare più generi che riescono ad assicurare una buona varietà al gameplay, ma il ritmo del gioco è troppo spesso spezzato da numerosi caricamenti. Buona l'idea dei tre personaggi intercambiabili, anche se l'intelligenza dei "due" non controllati non è di altissimo livello, in caso di combattimenti saremo talvolta colpiti accidentalmente e durante la risoluzione degli enigmi ci aiuteranno in maniera troppo esplicita.

Tecnicismi vari.

Per quel che riguarda il comparto tecnico, il motore grafico ricorda da vicino quello del precedente episodio (già di buona fattura) con alcuni opportuni miglioramenti capaci, per esempio, di aggiungere dettagli e nuove locazioni dettagli ad Hogwarts, dando un complesso visivo più che accettabile. I personaggi sono ben realizzati e piuttosto verosimili alle loro controparti in carne e ossa, mossi da animazioni sempre credibili e ottimi effetti speciali relativi per lo più all'utilizzo di incantesimi. Buono il frame rate anche se non manca qualche sporadico rallentamento. Il sonoro può vantare un doppiaggio in italiano, ampiamente sufficiente ma che non risulta essere particolarmente espressivo nemmeno nelle situazioni con più "phatos". Non sono di particolare aiuto le musiche di sottofondo, anch'esse attestate solo su livelli discreti così come i vari effetti sonori. La longevità dell'avventura in singolo si attesta su buoni livelli, inoltre avanzando nel gioco avremo modo di sbloccare dei minigiochi, disponibili anche per il multiplayer (combattimento tra maghi, gare tra gufi, ecc.), ed altri che richiedono l'utilizzo dell'Eyetoy, la telecamera usb di Sony.

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è un titolo indirizzato ai fans del maghetto, e da questo punto di vista raggiunge in maniera pressoché perfetta tutti i suoi obiettivi, giacché grazie ad un comparto tecnico adeguato e ad una giocabilità piuttosto varia riesce a ricreare l'atmosfera del film (e quindi indirettamente quella del libro), anche se la sfaccettatura dalle tinte dark e più adulte di questo terzo episodio non riesce sempre ad emergere, soffocata da una spensieratezza nella recitazione dei personaggi e dalla narrazione di fondo, che non riescono a riprodurre in maniera adeguata la crescita spirituale e mentale del giovane Potter. Il problema nasce per il giocatore meno avvezzo alla saga, gli sviluppatori danno, infatti, per scontata la trama che ha dato il via alla vicenda (in pratica i primi due libri/film) lasciando il giocatore "ignorante" spaesato ed introdotto in maniera troppo brusca nell'avventura.

In conclusione si tratta di un titolo da prendere in considerazione per chi è alla ricerca di un'avventura per tutte le età.

7
Il terzo capitolo di Harry Potter approda nel mondo delle console con un titolo che non si discosta molto dai precedenti episodi, ma aggiunge ad una collaudata struttura composta da una base d'avventura mista poi a più generi alcuni nuovi ed interessanti elementi tra i quali spicca senza dubbio la possibilità di alternare ben tre diversi personaggi che donano maggiore varietà al tutto. Per il resto ci troviamo davanti ad un comparto tecnico all'altezza, mentre l'unica vera accusa da fare agli sviluppatori è quella di essersi adagiati un po' troppo su un'importante licenza realizzando un titolo quasi esclusivamente per i (tantissimi) fans del celebre maghetto.