Recensione Grand Theft Auto V

Salutate fidanzate, amici e parenti, il re dei free roaming è tornato!

di Valerio De Vittorio
Cinque anni di polemiche su GTA IV potrebbero essere nulla di fronte ad un quinto episodio ancora più controverso, brutale e disturbante. Ma la serie Rockstar a differenza di quanto vogliono farci crede i notiziari non è solo violenza gratuita. Il signore dei free-roaming è talmente tante cose da rappresentare un'esperienza videoludica a sé stante, che mescola con abilità magistrale una sceneggiatura curatissima, sequenze di gameplay mozzafiato e libertà d'azione più unica che rara. GTA V è tutto questo e ancora di più, rappresentando, ve lo diciamo subito, il capitolo meglio riuscito della serie.

Ci sono un pensionato, un gangsta ed uno psicopatico...

Michael, Franklin e Trevor sono il bizzarro trio di protagonisti di una vicenda che sa di Rockstar sin dal concitato prologo. Non vi sveleremo nulla di una trama che già da sola vale il prezzo del biglietto per Los Santos, grazie ad una sceneggiatura invidiabile, che setta nuovi standard con i suoi dialoghi sopra le righe, volgari, densi di un umorismo nero piacevolmente irritante. GTA V, come ci si poteva aspettare, non è un gioco per stomaci deboli. I personaggi che popolano la storia vissuta tra le strade di San Andreas sono folli e senza scrupoli. Hanno un'unica regola: sopravvivere. Lo sa bene Michael, ex-ladro di professione, che spera di ritirarsi per dedicarsi ai suoi amati film e alla sua famiglia che lo disprezza. Franklin lo imparerà strada facendo, mentre da stereotipato afroamericano gangsta cercherà di far carriera nel mondo del crimine, sperando nella nuova amicizia con Michael. E poi c'è Trevor. Uno psicopatico fatto e finito, che per certi versi rappresenta insieme il meglio ed il peggio di GTA V. Le sue azioni non sono sempre ben spiegate, la parte di sceneggiatura a lui dedicata a volte scricchiola, ed altre volte raggiunge i punti più alti.

Quello che riesce a fare in pieno è disturbare, mettendo il giocatore nei panni di una persona senza una coscienza. Instaurare una relazione con Trevor tramite il pad scatena delle emozioni difficili da descrivere, ma possiamo tranquillamente affermare che le azioni che vi costringerà a compiere faranno sembrare le vecchie polemiche sulla violenza nei videogiochi una barzelletta. GTA è sempre stato un prodotto controverso e d'altronde quando fai vestire al giocatore i panni di un criminale è difficile che non sia così. Eppure Rockstar va oltre e con questo capitolo supera nuovi limiti spingendo con forza sulla volgarità dei dialoghi, che fanno sembrare le chiacchierate tra veneti una conversazioni di due bambini dell'asilo.

Non sempre stemperare le situazioni con l'umorismo funziona purtroppo, sottolineando se ce ne fosse ancora bisogno come GTA V sia un titolo che, come potrebbe essere per un film di Tarantino, solo un adulto può capire ed apprezzare realmente. Micheal rappresenta il personaggio più interessante, meglio caratterizzato e tratteggiato dei tre. I suoi scatti d'ira vi faranno ridere di gusto, non ne dubitiamo. Al contrario Franklin ci è parso fin troppo stereotipato, e fino a metà avventura stenta a brillare di luce propria. Trevor come già detto è un po' un caso a parte e rappresenta un'occasione in parte mancata. Il suo essere psicopatico giustifica solo in parte quanto vedrete a schermo, risultando troppo spesso gratuito ed inutilmente provocatorio. La sensazione è che gli sceneggiatori abbiano voluto approfittare del personaggio per rompere nuovi taboo, dimenticandosi però a volte di intrattenere anche il giocatore che difficilmente troverà divertente certe sequenze. Non possiamo andare troppo oltre, purtroppo, nel descrivervi di cosa parliamo per non incappare in fastidiosi spoiler, ma aspettatevi il peggio.

A parte questo elemento che riteniamo una parziale caduta di stile, la trama di GTA V funziona egregiamente, risultando molto più organica e godibile rispetto a quanto visto nel diretto predecessore, grazie anche alla riuscitissima alchimia fra i tre protagonisti. Rimane la barriera linguistica, difficile a tratti da superare visto l'accento forte di alcuni personaggi ed il tipo di linguaggio utilizzato, e non sempre i sottotitoli aiutano. Chi ha giocato ai predecessori sa bene quanto sia difficile leggere e guidare allo stesso tempo. D'altro canto la qualità del doppiaggio in inglese è tale che sarebbe impossibile pensare ad una traduzione anche del parlato e la scelta di localizzare unicamente la parte scritta ci sembra ancora oggi la migliore.

Ben tornati a San Andreas

Il debutto in questa generazione per la serie ha portato con se un motore di gioco impressionante, non solo esteticamente ma soprattutto nella gestione della fisica. Ciò ha però anche costretto gli sviluppatori a pesanti rinunce, riducendo la mappa del titolo notevolmente rispetto a quanto fatto con San Andreas. GTA V in tal senso rappresenta un gradito ritorno ai fasti di un tempo, grazie ad un'estensione impressionante, che supera in quanto a chilometri quadrati i predecessori. Non pecca neanche in varietà, visto che l'area di gioco comprende la città vera e propria e la periferia agricola, con zone costiere, collinari e desertiche. Non mancano poi le cose da fare, e Los Santos ospita intrattenimenti di ogni genere, dalle gare in moto d'acqua al golf, passando per tennis, triathlon, yoga e quant'altro. Si potrà poi personalizzare i tre protagonisti, con abiti e capigliature e persino i mezzi.

Il titolo Rockstar, insomma, non deluderà i fan dei compiti accessori, ulteriormente arricchiti da una folta schiera di missioni secondarie chiamate Sconosciute e Folli, nome quanto mai azzeccato. Il perché vi lasciamo il piacere di scoprirlo giocando! L'esplorazione della mappa permette di scovare diversi segreti, zone dove poter ad esempio compiere delle acrobazie in macchina o di venire coinvolti in eventi casuali. Notevole il lavoro di restauro subito dalle fasi di guida, che partendo dall'iniezione di fisica calcolata in tempo reale effettuata nel precedente capitolo, garantisce ora un feeling al volante davvero eccezionale. Qualsiasi sia il mezzo controllato da uno dei tre protagonisti, le sensazioni pad alla mano sono al contempo credibili e piacevoli, con reazioni alle sollecitazioni profondamente diversificate ma mai frustranti. Sfrecciare a tutta velocità in mezzo al traffico è un piacere ben più governabile che in passato, così come mettersi al volante di un enorme camion fa sentire tutto il peso del rimorchio che si sta trascinando.

Mettere in scena la storia di tre personaggi non è servito a Rockstar solo come pretesto narrativo, ma implica delle conseguenze anche a livello di gameplay. Durante le fasi libere è possibile in ogni momento passare da uno all'altro, per occuparsi delle faccende personali che ognuno avrà. Che siano missioni legate alla trama o secondarie, queste saranno uniche per ogni personaggio, nonostante spesso si intreccino con le trame degli altri. Il conto in banca sarà unico per ognuno, così come i folli protagonisti saranno caratterizzati da un potere peculiare e statistiche fisiche differenti. Trevor è un mago del volo, mentre Michael è il più bravo con una pistola in mano e Franklin è un asso al volante. Un po' come accadeva in San Andreas, le caratteristiche fisiche possono essere migliorate, ad esempio facendo sport o prendendo lezioni di volo. Per quanto l'idea sia azzeccata e nelle missioni a tre impreziosisca la pianificazione assegnando ruoli adeguati alle capacità del trio, le conseguenze a livello di giocabilità sono poco evidenti. Inoltre nulla vieta di massimizzare ogni statistica rendendo di fatto i tre personaggi molto più simili. Rimane la skill peculiare di ognuno, ovvero una sorta di bullet-time attivabile però in occasione diversa a seconda del personaggio. Franklin potrà farne uso in macchina, Michael trasformarsi in un novello Max Payne attivandolo durante le sparatorie, mentre Trevor oltre a rallentare il tempo fucile a pompa alla mano, guadagnerà un boost nei danni inferti, scatenando tutta la sua follia.

Rapina a mano armata

Un'innovazione davvero ben riuscita è rappresentata dagli Score. Tradotto in italiano come Colpi, questi sono delle missioni in più fasi che ispirandosi a pellicole come Ocean's Eleven o Inside Man hanno come finalità una rapina più o meno avventata. Che sia svuotare una gioielleria piuttosto che prelevare l'auto da un set cinematografico, la procedura prevederà la pianificazione, preparazione delle varie fasi e messa in atto. Il gioco permette un minimo di personalizzazione, garantendo sempre due approcci alternativi al medesimo Colpo oltre alla scelta di membri della squadra nel caso i tre protagonisti non siano sufficienti. Questi hanno a loro volta delle caratteristiche peculiari che influenzano la ricompensa, e se assoldati più volte diventeranno più affidabili ma ovviamente anche più costosi.

I compiti da svolgere per preparare il colpo varieranno in base all'approccio scelto, così per ripulire una gioielleria si potrà scegliere di addormentare i clienti ed entrare travestiti da servizio di infestazione, piuttosto che sfondare la porta e fare razzia col fucile spianato. Dagli annunci fatti prima dell'uscita ci eravamo fatti un'idea un po' diversa in merito a queste missioni, che sembravano più flessibili e soprattutto più numerose. In realtà il gioco ne prevede un numero limitato, tutte parte della trama principale, quindi obbligatorie. Ci saremmo aspettati poi una maggiore quantità di opzioni in fase di pianificazione, mentre quanto proposto rimane in fin dei conti abbastanza lineare e guidato. Non è un vero problema, comunque, perché gli sviluppatori sono riusciti a creare situazioni divertenti e soprattutto incredibilmente variegate, capaci di stupire con imprevisti esaltanti e sequenze sorprendenti. Viene poi sfruttata con grande abilità la presenza dei tre personaggi, che bisognerà gestire alternativamente nei compiti assegnati ai singoli. Una situazione tipo può prevedere Trevor in volo sul suo elicottero, Franklin impegnato in auto e Michael di supporto con un fucile da cecchino in pungo. GTA V riesce in tal senso a non costringere troppo l'utente in un gameplay che comunque rimane lineare e guidato, lasciando la sensazione di libertà, proponendo di tanto in tanto delle scelte. Questa corposa parte del gameplay rimane un'ottimo punto di partenza per sviluppi futuri, che siano DLC piuttosto che espansioni più corpose e per il multiplayer, quel GTA Online che verrà lanciato tra un mese.

Magna Opera

Un aspetto che ha subito una profonda ristrutturazione è poi tutta la componente shooter. Dimenticatevi l'impacciato ed imprecisio Niko Bellic, Rockstar ha fatto i compiti e finalmente imbracciare un'arma da fuoco non sarà una sofferenza ma anzi nascondersi dietro alle coperture e fare fuoco sui malcapitati poliziotti, bande rivali o mercenari sarà un piacere. L'esperienza maturata con Max Payne 3 ha dato i propri frutti e si vede: tutto l'insieme di elementi citati con l'aggiunta della gestione dell'inventario circolare ed un iniezione di bullet-time nel caso di Michael, avvicinano i due giochi. GTA V rappresenta così non solo il capitolo meglio riuscito e completo di tutti, ma anche la somma dell'opera di Rockstar che maturando quanto appreso e creato in questi anni, da alla luce un prodotto finalmente curato e perfezionato in ogni aspetto.

Siamo di fronte ad un gioco perfetto? No, ma al GTA perfetto forse sì. C'è tutto quello che i fan vogliono da un seguito della loro serie preferita e anche di più. Una mappa enorme piena di cose da fare, un motore fisico in grande forma ideale per creare le situazioni più assurde, missioni in gran quantità, tutte divertenti, varie ed esaltanti ed una trama sceneggiata in pieno stile Rockstar a tenere insieme il tutto. La longevità è alle stelle, se considerate che solo per arrivare ai titoli di coda deviando il meno possibile dalla trama principale c'è voluta una trentina abbondante di ore. Inoltre ogni missione assegna un punteggio in base ad obiettivi opzionali che si scoprono solo alla fine, spingendo così a rigiocarle singolarmente. E poi ci sono tutti i compiti accessori, le proprietà da acquistare e il caos da creare per strada. E ancora, tra un mese arriverà GTA Online, la componente multiplayer del gioco che promette di annullare quanto rimane della vostra vita sociale.

Rockstar Advanced Game Engine

A chiudere questa complessa analisi non poteva mancare uno spazio dedicato al comparto tecnico. Se avete visto i trailer rilasciati prima dell'uscita, avete già un'idea di cosa attendervi. GTA V rappresenta senza ombra di dubbio il picco massimo raggiunto e probabilmente raggiungibile in questa generazione ormai terminata. La mappa di gioco non solo si estende a perdita d'occhio, ma garantisce un dettaglio impressionante, con strade e strutture disegnate e posizionate con una cura maniacale. Niente è lasciato al caso e se vi perderete ad esplorare i vicoli della città scoverete sempre qualcosa di nuovo. Rockstar è consapevole di aver messo insieme un ambiente di gioco vasto e ricco, tanto che lo sfrutta già appieno posizionando con grande intelligenza le diverse missioni grazie alle quali vedrete già praticamente ogni punto della mappa.

Le cut-scene esprimono il meglio che l'engine sappia dare, grazie a personaggi modellati ed animati in maniera eccellente ed una pulizia a schermo invidiabile. Tutto quanto viene impreziosito da un rendering che segna un evidente passo in avanti riprendendo il meglio del sistema di illuminazione visto in Red Dead Redemption. Diciamo che per descrivere quanto abbiamo visto ci vorrebbe un'intera recensione a parte. C'è qualche inevitabile sbavatura, comunque, come qualche sporadico bug piuttosto che bordi un po' sgranati nelle fasi esplorative che sembrano godere di una risoluzione leggermente più bassa rispetto alle sequenze al chiuso, ma nulla che possa intaccare un comparto grafico che spreme fino all'ultima risorsa le console.

Da sempre Rockstar ci ha abituati ad accompagnamenti sonori da oscar e GTA V non delude. Le radio sono dense di tracce musicali oltreché di notiziari che col solito umorismo un po' satirico tipico della serie commenteranno fatti accaduti, spesso inerenti alle vostre azioni. Le linee di dialogo dei personaggi sono infinite, e dettagli come una battuta che si interrompe nel caso urtiate qualcosa in macchina, seguita da un'imprecazione e la ripresa del discorso evidenziano quanta attenzione sia stata messa dagli sviluppatori nel cercare di rendere il mondo di gioco quanto più credibile e coerente possibile. Non mancano delle eccezioni, come la polizia sempre pronta a chiudere un occhio sulla vostra condotta alla guida, almeno fino a che non ammazzate un passante, o la possibilità di manovrare una macchina in volo, utile per compiere delle acrobazie, ma in generale la vera forza di GTA V è proprio nella coerenza tra azione e reazione.

9
Rockstar c'è riuscita di nuovo e consegna alle masse un capolavoro sterminato, di cui parleremo per mesi se non anni, settando nuovi metri di paragone per taboo infranti e per vette di qualità strettamente videoludica raggiunte. Non importa se nel frattempo altri prodotti di genere hanno tentato qualcosa di diverso, GTA V non ha paura di rimanere fedele alla propria tradizione, dalla quale parte per impreziosire e rifinire l'esperienza di gioco che tutti i fan attendevano ormai da cinque anni. I pochi difetti sono ampiamente compensati da un gameplay perfezionato, che finalmente risolve le fasi pistola alla mano e rinfresca le sezioni alla guida. Una sceneggiatura disturbante ed azzeccata, tre protagonisti indimenticabili ed un comparto tecnico da urlo sono gli elementi che più ci sono piaciuti, assieme alla meccanica delle rapine decisamente riuscita. Se il vostro stomaco è pronto ad una prova dura come poche altre, non indugiate oltre e fate vostro questo nuovo pezzo di storia videoludica.