Recensione Grand Theft Auto Double Pack

di Giuseppe Schirru

Che ad Hollywood sia il cattivo ad attirare la gente nei cinema lo si era capito da parecchi anni; nel mondo dei videogiochi è una scoperta più recente. In barba a lezioni pedagogiche o a norme di comportamento civili o dettate dal buon senso, la Rockstar ci propina uno di quei videogiochi che si potrebbe tranquillamente etichettare come off-limits, considerato quel che si vede su schermo. Alla faccia di chi dice che i videogiochi sono violenti, diseducativi, immorali o dannosi, in GTA Double Pack vi è una rappresentazione pessimistica della realtà, dove la vita sociale è regolata da puri rapporti di forza, per cui il più forte ha la meglio e il più debole soccombe. Di bontà e onestà nemmeno l'ombra, tutto è all'insegna della cattiveria più assoluta e se credete nel vostro arrivo come l'avvento del salvatore pronto a dare una raddrizzata al sistema, vi sbagliate di grosso: voi siete peggio degli altri!

Ora anche l'Xbox può vantare il suo GTA. Anzi due. GTA Double Pack è un gigantesco affresco sulla vita criminale, diviso in due grandi episodi, GTA 3 e GTA Vice City. In un unico cofanetto sono racchiusi due giochi che hanno fatto storia e che hanno lasciato un marchio indelebile nel panorama videoludico. La scelta Take Two ci pare azzeccata (il numero di copie vendute in America parla chiaro) e molto meno "commerciale" di quanto visto fare da altre software house, che persistono a sfornare giochi multipiattaforma in nome del dio denaro. In questo contesto l'idea di GTA Double Pack ci pare più che onesta: due giochi al prezzo di uno, un porting che sfrutta le nuove potenzialità di X-Box quel tanto per far girare il motore grafico alla perfezione e la possibilità, da parte degli seguaci della casa di Redmond, di gustarsi due dei titoli di maggiore successo degli ultimi anni. Quantità e qualità insieme, ben fatto Rockstar!

Oh the night, is my world!

Lo sfondo: una metropoli statunitense, Liberty City, di notte, con le sue insegne al neon, le sue strade. Il protagonista: un tamarro al cui confronto Tony Manero sembra un lord inglese. Tutto negli anni ottanta. Le trame che fanno da sfondo ai due grandi episodi in cui GTA DP si articola sono più o meno simili. Le differenze riguardano sostanzialmente l'ambientazione, che in GTA 3 vede come protagonista Liberty City (libera interpretazione della Grande Mela), mentre in Vice City appunto Vice City (che dovrebbe invece essere Miami). Due ambientazioni ricreate magistralmente, due città che pullulano di vita e dove è la malavita a farla da padrone. In questi due contesti entrate in gioco voi, non l'eroe impavido senza macchia e senza paura, non l'agente segreto pronto a dare una raddrizzata al sistema ma il cattivo di turno. Voi siete peggio degli altri.

Il gameplay è il punto forte del titolo Rockstar: semplice e intuitivo, lascia grande libertà al giocatore non più intrappolato in schemi rigidi da seguire, ma artefice del proprio destino. Una volta a piede libero, sia in GTA III che in Vice City, il giocatore potrà cominciare a girare per la città, rubare auto e farsi qualche corsetta contromano o seguire la trama, portare a termine le missioni ed esplorare l'immenso palcoscenico che i programmatori hanno allestito per noi. Una città, le sue vie, i suoi palazzi, la possibilità di girarla tutta senza mai fermarci, senza nessun limite. Un'altra parte di città, i suoi quartieri particolari, le persone da picchiare allegramente per strada, la polizia che ci corre dietro e gli inseguimenti in macchina. Il tutto all'insegna della libertà più assoluta, o almeno una delle maggiori mai trovate in un videogioco. Il sistema di controllo, la facilità nell'eseguire qualsiasi tipo di operazione fattibile, l'accessibilità a qualsiasi fascia di videogiocatori, fanno di GTA un gioco universale, capace di sorprendere un po' tutti, adatto per partite veloci o lunghe sessioni.

Violence is all around

La carta vincente è l'enorme varietà, prerogativa principale che contraddistingue GTA 3 e GTA VC. Già di per se giocare nei panni di un malavitoso e immergersi totalmente nella più viscida feccia della città tiene alto l'interesse. Se poi aggiungiamo la possibilità di ampie e illimitate esplorazioni cittadine il quadro è completo. Lasciar perdere tutti i nostri obblighi e andare a bighellonare è cosa assai apprezzata: la quantità di azioni da compiere è davvero elevata e non mancherà di soddisfare anche i palati più fini ed esigenti. Le variazioni sul tema sono innumerevoli e l'attività favorita è, senza alcun dubbio, quella di poter guidare qualsiasi auto o mezzo troveremo sul nostro cammino. Il parco macchine, ampio e ben assortito comprende veicoli per tutti i gusti. Decisamente insolito, poiché effettivamente nessuna di queste auto è nostra, ma potremo liberamente impossessarcene grazie alle nostre grandi abilità di ladro e malfattore. La linea di confine che separa il vedere una bella auto sportiva e il poterla guidare è quasi impalpabile, considerato che potremo facilmente scassinare qualsiasi mezzo di trasporto parcheggiato, o impadronirci con la forza di quelli in movimento, scaraventando fuori dall'abitacolo il povero proprietario che come unica colpa avrà quella di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. A bordo di auto, moto, o nell'occasione di Vice City, anche dei motoscafi della polizia, potremo sfrecciare e misurare la nostra abilità nel lanciarci ad alta velocità sulle strade trafficate, causare incidenti, investire pedoni, divellere pali della luce, semafori o idranti. Una volta scesi dal mezzo, potremo fare un'innocua passeggiata, ma anche infastidire automobilisti e pedoni, fare a botte, scaricare tonnellate di piombo addosso ai passanti e mettere a dura prova le forze dell'ordine. Inoltre potremo impadronirci dei mezzi tipici di un determinato mestiere, come auto della polizia, ambulanze, taxi e autobus ed intraprenderne la carriera.

Le due città sono enormi, totalmente esplorabili e percorribili e celano svariate locazioni segrete. A partire dalle rampe, poste nei luoghi più disparati, che ci consentiranno di eseguire salti da vero e proprio stuntman e guadagnare soldini che fan sempre comodo; quindi strade secondarie, stradine e viuzze nascoste celeranno ogni sorta di articolo, dalle armi ai bonus. Tuttavia, in questo marasma di possibilità concesse al giocatore gli errori non mancano, soprattutto per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, per cui si notano enormi disparità e diversità che in alcuni casi non mancheranno di suscitare ilarità nel giocatore. Qualche errore da una parte, qualche bug dall'altra, ma tuttavia i due titoli offrono una tale varietà che le suddette mancanze passano realmente in secondo piano. Sostanzialmente il più grosso problema di questo gioco è senz'ombra di dubbio la mancanza di reali novità rispetto a due titoli usciti da diverso tempo su PS2, e che ora risultano un po' obsoleti. Certo si sentiva proprio la mancanza della fortunata serie Rockstar anche su X-Box, ma un tocco di novità e freschezza in più per l'occasione non avrebbero guastato. Almeno quel tanto per avvicinare anche la vecchia utenza che già li aveva apprezzati su altre piattaforme (PS2 o PC). Se invece non avete mai avuto l'occasione di provare questi capolavori, GTA Double Pack è una vera e propria manna dal cielo.

Non vi inganni il fatto che i due giochi siano "vecchiotti". GTA 3, uscito nel 2001 e Vice City, oramai da svariati mesi, sono due prodotti superati solo graficamente, non in quanto a meccaniche di gioco. E sono ancora unici nel loro genere. Il recente True Crime, per quanto più moderno tecnicamente, è ancora troppo lontano dalla magnificenza del titolo Rockstar e, suddiviso in sezioni di gioco troppo altalenanti, non ha carpito e riproposto al pubblico l'anima vincente di GTA: la libertà concessa al giocatore. Analogo discorso per The Getaway, che non regge il confronto. GTA DP rimane quindi un gioco molto attuale, anzi attualissimo e ancora insuperato, capace di regalare divertimento a fiumi e incollare il giocatore allo schermo..

Il confronto è quasi imbarazzante.

Per quanto a livello di gameplay non ci siano differenze rispetto alle versioni originali, diverso è il discorso concernente la sfera audiovisiva. Tecnicamente siamo distanti dai fasti delle ultime produzioni della line-up X-Box, ma le migliorie mirate rispetto alle controparti PS2 fanno di questi due capitoli dei porting validissimi, in grado finalmente di rendere giustizia alle potenzialità di questo titolo, stavolta meglio sfruttate. La città, che pulsa di vita propria è più vivibile, più vera, complice anche un frame rate più stabile. Le texture tirate a lucido per l'occasione insieme al full antialiasing sono un vezzo che la PS2 non si poteva permettere, come anche quello dei caricamenti che in questa versione X-Box sono decisamente di minore entità o i riflessi sulle vetture. Tacendo dei modelli poligonali migliorati o dell'allungamento dell'orizzonte visivo, nonché dell'implementazione del Dolby Digital 5.1 o della possibilità di ascoltare i brani esportati dall'hd, anche se con una simile colonna sonora non se ne sente certo la mancanza. Soprattutto Vice City propone delle musiche da urlo, in piena sintonia con l'ambientazione: tra gli artisti presenti impossibile non citare Judas Priest, Blondie, Flock of Seagulls, Blondie, Ozzy Osbourne, o alcuni brani quali Self Control di Laura Branigan, Billie Jean di Michael Jackson o ancora Video Killed The Radio Star, intramontabile bandiera di quei favolosi anni ottanta.

Forse i tempi sono ancora troppo immaturi, ma ben presto molti identificheranno GTA III come uno di quei giochi in grado di cambiare il mercato videoludico, uno dei più rivoluzionari dell'era a 128 bit. Quello che per via del numero di copie vendute viene definito un fenomeno di massa, forse dai posteri verrà etichettato come precursore di una nuova era videoludica, o al pari di ICO, una delle pietre miliari del monolite nero di casa Sony. Non vi inganni la presenza di bug, rallentamenti o altri fattori che ne inficiavano lievemente la giocabilità, specie nella versione PC, davvero esosa di risorse hardware. GTA III era l'esempio da seguire, non un capolavoro assoluto. Laddove True Crime mette tanta carne al fuoco cercando di superare il capolavoro Rockstar, fallisce miseramente: troppa carne al fuoco non da sempre una buona grigliata mista. GTA III prendeva il giocatore per mano grazie a un gameplay semplice e intuitivo. Il giocatore si sentiva a casa, poteva fare quello che voleva e non aveva problemi a farlo. Semplicità, libertà, divertimento a fiumi, tutti gli ingredienti giusti per fare del gioco Rockstar un million seller. Senza dimenticare un pizzico di fortuna.

Valutare un prodotto quale GTA Double Pack non dovrebbe comportare nessuna difficoltà: gli svariati milioni di copie vendute dei due titoli, il parere più che favorevole del pubblico e la grande fama che si porta dietro, bastano da soli a fugare qualsiasi dubbio circa la qualità di questo prodotto, che a conti fatti racchiude in un unico cofanetto GTA 3 più Vice City. Si potrebbe parlare di prodotti "obsoleti", ma il divertimento che il prodotto Rockstar garantisce fa cadere anche questa accusa. Che dire? Correte a comprarlo.

8
Devastante. Scaltra la Rockstar a esportare il suo pargolo anche all'universo xboxiano, lasciando invariata la sostanza ma lievemente modificando la forma. Due capolavori insieme, in un cofanetto dove il retrogusto di vecchio si fa quasi impercettibile ed è ancora capace di sbaragliare la concorrenza, composta per l'occasione da True Crime. Divertimento a fiumi.