Recensione Gran Turismo 5 Prologue

Dopo l'entrée di GT HD, ecco l'antipasto: GT 5 Prologue

di Francesco Romagnoli
Eccoci qua, seduti ad un tavolo nell'elegante ristorante (virtuale) imbastitoci da Sony.

Lo chef Polyphony ci ha invitato ad assaporare, ancora una volta, le sue stimate prelibatezze.

Così, dopo aver trangugiato quella saporita entrée, così appetitosa ma dalle dimensioni infinitesime, che risponde al  nome di GT HD, siamo pronti ad addentare la prima portata di una certa consistenza, pur trattandosi ancora di solo antipasto.

Dopo aver tanto sbattuto il joypad sul tavolo impazienti, finalmente ci troviamo davanti a Gran Turismo 5 Prologue.

Come si presenta alla vista

Partiamo con il primo senso, in ordine di marcia, ovvero la vista. Il piatto si presenta decisamente bene. Già dai menù c'è di che appagare la retina. Chi ama le auto non potrà che osservare lo schermo con un certo scintillio adorante impresso sulle pupille. Non si riesce a citare un esempio altrettanto intrigante di rappresentazione di modelli di autovetture. Gli manca solamente la possibilità di configurare gli interni e gli accessori, e potrebbe benissimo usufruirne il venditore di una concessionaria per mostrare i propri prodotti ai clienti. Quando poi le stesse auto vengono immerse in alcuni scenari da sogno, con ottime illuminazioni ed una curata rifrazione dell'ambiente, sembra quasi di trovarsi all'interno di un ritratto o immersi in una splendida foto.

Naturalmente per godere appieno di questa visione (e del resto del gioco) è necessario essere dotati come minimo di un TV HD, ancora meglio poi se Full HD, onde eliminare soprattutto il difetto inerente l'aliasing. Insomma, mai come in questo gioco si è avvertita quella latente necessità di un “piatto” a 1080p.

Procedendo con il sezionare la pietanza con il joypad, per osservarne il ripieno, ovvero l'esperienza in-game, si scopre che si tratta anche in questo caso di eccellenza, seppur con qualche lieve sbavatura. Infatti, mentre le auto preservano il loro splendore anche durante la guida, il paesaggio che si delinea all'esterno è si ben fatto, ma non altrettanto sublime.

I paragoni sono più che spontanei, inutile quindi evitare il confronto con la recente produzione odierna, in particolar modo con il rivale per antonomasia, da qualche anno ormai a questa parte: Forza Motorsport. In entrambe i giochi è presente il circuito di Suzuka, quindi quale miglior spunto per una comparativa? Ebbene, pur con le dovute differenze, non ce la sentiamo di evidenziare una netta prevalenza di un gioco o dell'altro. GT forse presenta un maggior numero di dettagli,ma qualche texture è migliorabile.

 

Alla fine dei conti è l'impatto generale quello che conta, ed in questo senso entrambe i giochi riescono a proporre una percezione piuttosto appagante dei circuiti.

Approviamo la scelta degli effetti di luce e della palette di colori, volta a dare toni realistici. Qui su Gran Turismo l'illuminazione solare è davvero mirevole, anche se in certi frangenti si denota un eccesso di bloom, con un contrasto sin troppo elevato: spettacolare per le uscite dalle gallerie, ma leggermente fastidioso se non si cerca di calmierarlo con opportuni settagli del proprio televisore.

Un vero vantaggio di questo GT5P nei confronti di FM2 sono senz'altro gli interni delle vetture.

 

La visuale in prima persona riesce infatti a immedesimare il giocatore in modo unico, sia perché la cura per i particolari è davvero notevole, sia perché si tratta della visuale propriamente più simulativa (è la visuale reale di quando si guida). Il punto di vista è ottimale: restituisce un'ampia panoramica dei dintorni senza risultare scomoda (a differenza di quanto accade ad esempio sulla maggior parte delle vetture di Project Gotham 4, l'altro gioco famoso su console per i suoi “interni”).

Per contro le visuali esterne, specialmente quella in terza persona, non sono soddisfacenti, mettendo in evidenza una strana sensazione di “galleggiamento” dell'auto, che spinge a formulare qualche sospetto sulla fisica stessa, ma su questo torneremo più tardi.

Concludiamo questa vivisezione visiva con l'altro degli aspetti in cui Gran Turismo 5 Prologue eccelle: i replay. Questi rappresentano il coronamento di un connubio a suo modo perfetto: il vero pilota che prende parte alla gara dalla visuale interna, come simulazione impone, e poi grazie al replay può godersi le sue gesta da inquadrature televisive spettacolari che esaltano la propria prestazione. In questo caso la grafica viene leggermente appesantita per restituire un colpo d'occhio ancor più esaltante, anche se in questo modo ne risente la fluidità, con un calo consistente degli fps.

Ma è la regia a fare la differenza: laddove in Forza Motorsport 2 è quasi impossibile godere appieno di un replay, causa inquadrature gironzolanti piuttosto disorientanti e pressoché inutili, qui su GT5P la regia offre un vero spettacolo televisivo, e per uno spettatore non troppo ravvicinato e non informato sui fatti, potrebbe essere naturale il rimando alla realtà.

Insomma il connubio tra sensazione di trovarsi al volante e il godere dell'estetica delle auto e delle emozioni di una gara è perfettamente mixato.

Ciò che invece ancora manca totalmente sono gli incidenti con conseguenti danni alle vetture. La cosa oltre ad avere gli ovvi riscontri a livello di gameplay, ha un netto peso anche a livello visivo. E' infatti nei contatti con le altre auto che tutta la sensazione di realismo sin qui deglutita viene completamente rigettata, non lasciando scampo al gioco, persino agli occhi dello spettatore più distratto.

Tuttavia, al di fuori di questa componente, pur importante, non si può negare che il comparto grafico di Gran Turismo 5 Prologue non sia esaltante. Non eccelle sotto ogni punto di vista, ma la visuale interna, unita ad una cura ineguagliata delle vetture ed ad una qualità generale ottima ne fanno a tutti gli effetti un punto di riferimento per i racing su console, in particolare per gli esteti dell'automobile.

 

“Annusandone” il sonoro

Dopo aver sfogato l'occhio che, come è noto, vuole la sua parte, passiamo ad esaminare l'altra componente non “tangibile”, ovvero il sonoro.

GT5P ci è stato servito con il solito trionfo di musica “gasante” durante l'intro, per poi coccolarci con le classiche composizioni da sala, adatte ad intrattenere i clienti durante la consultazione dei menu.

Quando poi la degustazione comincia la musica cambia e si ha a disposizione una selezione di brani discreta, ma senza particolari picchi se non forse per il brano dei Klaxons (abbastanza gettonato di questi tempi) e qualche altro nome noto come ad esempio i Black Rebel Motorcycle Club. Per il resto si tratta di un mix tra brani di musica elettronica e rock piuttosto classico.

Nulla di shockante insomma, ma del resto come in ogni buona simulazione che si rispetti, la vera musica è quella del rombo delle vetture in pista. In questo caso, sebbene il rumore di ogni auto sia tratto dalla sua controparte originale, con registrazioni molto accurate, l'effetto finale della digitalizzazione non riesce a restituire un effetto globale vivido e sincero come in altre produzioni è capitato di ascoltare. Intendiamoci, il risultato è comunque buono, fa il suo dovere tanto da fuori quanto da dentro l'abitacolo. Manca tuttavia quella spinta in più capace di spingere la prestazione verso qualcosa di esaltante.

Una nota negativa è quella dell'ormai inestinguibile stridore dei pneumatici che su GT è diventato quasi un vero e proprio marchio di fabbrica. A questo punto però l'intensità di questo suono pare eccessiva e la sua ripetitività, oltre a non creare una sensazione del tutto realistica, provoca sul lungo periodo qualche fastidio. Altrettanto dicasi del rumore delle collisioni, più simile a quello di due carrelli della spesa che non alle carrozzerie di due autovetture. Molto buona invece la calibrazione del sistema surround. Per chi dispone di un 5.1 o di un 7.1 la differenza rispetto al semplice stereo non è trascurabile.

E' ora di saziare il palato

Dopo aver osservato ed “ascoltato” il nostro prologo in ogni sua sfumatura, è giunta l'ora di introdurlo al palato per cominciare ad esaminarne le proprietà in quanto a gusto vero e proprio.

L'entrée di GT HD ci aveva prefigurato qualche indizio sulla consistenza della fisica di gioco e, sebbene qualche passo avanti sia stato fatto, di sicuro non c'è stata una rivoluzione.

Siamo certamente ai vertici della qualità in ambito console (mentre permangono ancora evidenti distanze rispetto ai ben più rigorosi simulatori su PC) ma, al contrario di quanto espresso per la grafica, dove nei confronti del rivale più diretto (Forza Motorsport 2) è questo Prologue ad avere qualche picco positivo maggiormente in evidenza, dal punto di vista della fisica è invece il prodotto Turn 10 a donare qualche soddisfazione in più. Si tratta di sensazioni, per un certo verso difficili da restituire a parole, ma nello specifico FM2 pare migliore dal punto di vista del contatto della vettura con l'asfalto e l'attrito, specialmente quello radente (ovvero dello strisciare della gomma), offre una sensazione più realistica, e questo si avverte particolarmente nelle frenate e nelle sbandate più violente. Gran Turismo invece fa meglio sulla dinamica dei pesi, e le stesse regolazioni (effettuabili solamente una volta sbloccata la classe “s”, nella parte finale del gioco) ne amplificano la percezione.

Un parametro che non convince appieno di Gran Turismo è l'immediatezza dei comandi. In questa versione prologo il nostro interagire con lo sterzo è infatti “mediato”: si può notare come non sia possibile applicare angoli di sterzo ampi e repentini ad alte velocità, mentre accade il contrario quando si procede a basse velocità o si è quasi fermi. Ciò provoca un difetto in quanto a realismo dei comandi, specialmente quando si cerca di inserire l'auto in curva con movimenti repentini, sempre comunque attenuati da questa sorta di demoltiplicatore invisibile.

Non si tratta di macro errori che inficiano in modo netto il risultato finale, ma poiché le differenze tra una simulazione e l'altra sono fatte di sensazioni, di sfumature, è capendo questi aspetti che si è in grado di interpretare dove un modello fisico si dimostra convincente e perché invece un altro non ci gratifica allo stesso modo.

Il fatto che lo stesso difetto pare riproporsi anche tramite l'utilizzo del volante al posto del joypad, senza possibilità di regolazione in questo senso, ci crea più di uno sconcerto, ma ci riserviamo di approfondire la questione in un secondo momento, con una prova più approfondita dei volanti compatibili.

Rimane tuttavia palese che l'utilizzo di un volante è quasi obbligatorio per godere appieno di un prodotto di questo genere. Nel caso specifico questa esigenza si fa ancor più pressante anche per i limiti del pad della PS3 (triggers posteriori non eccezionali), specialmente dell'originale senza vibrazione.

Fatte queste precisazioni torniamo a rimarcare, morso dopo morso, la bontà del modello di guida del gioco, esaltato dalle proprietà della visuale interna. La sensibilità è garantita dalla fluidità dei 60 fps ed effettuare il tempo sul giro rappresenta ancora una pratica molto appagante, ovviamente disattivando completamente tutti gli aiuti ed impostando la modalità su “simulazione”.

Quando invece spostiamo l'attenzione alle gare vere e proprie cominciano i retrogusti amari.

Nel complesso le gare possono dirsi godibili, per il senso di competitività che generano.

Ma nulla che possa rivaleggiare effettivamente con il feeling corsaiolo di Forza Motorsport.

Il titolo esclusiva della piattaforma Microsoft continua ad avere una marcia in più in questo senso, e ciò è dovuto principalmente a due motivi: alla mancanza di danni e di una fisica appagante delle collisioni in primis, e, in seconda battuta, alla scadente intelligenza degli avversari.

Non essendo possibile danneggiare le vetture, non viene disincentivata a dovere la guida fatta di urti contro le barriere e sportellate alle altre auto. Non si sente il brivido lungo la schiena quando ci si attacca ai freni per evitare un ostacolo solido (troppo solido), e non si stringono le natiche a dovere quando ci si accorge di aver sbagliato il momento della frenata.

 

E' un qualcosa che avviene unicamente quando si sa che la nostra auto presenterà danni consistenti, quasi irreparabili.

Solamente nella categoria S (e nelle gare on-line), è presente un sistema di disincentivi, che bloccano l'acceleratore per un tot di secondi in caso di urto violento o di taglio delle curve (peraltro non sempre giustamente calcolato), ma si tratta di un palliativo ai limiti del ridicolo per un “real simulator”, e il modo in cui reagiscono le vetture ai contatti risulta inaccettabile.

Il secondo difetto storico della serie, che non accenna a diradarsi, è la succitata IA. Il comportamento delle vetture avversarie non si manifesta in modo particolarmente credibile. Le auto pur non procedendo in rigorosa fila indiana, non avvertono minimamente la nostra presenza fintanto che non le abbiamo completamente superate e ci pariamo dinnanzi a loro. Pertanto non reagiranno in alcun modo ai nostri inserimenti in curva, per quanto aggressivi od avventati essi si presentino. A questo si aggiunga un comportamento inspiegabilmente astruso nei rettilinei durante alcune gare, dove si vedono gli avversari impegnati in un zig-zagare avulso dal contesto (manco stessero cercando di impedirci il passaggio).  Insomma, c'è ancora parecchia strada da fare su questo aspetto e come vedremo, quel possibile rimedio contro le indigestioni da ignoranza dell'IA che risponde al nome di gioco on-line, non è stato applicato in modo apprezzabile.

Per il resto il gioco si svolge nel modo classico: si compra un'auto partendo dal budget iniziale e vincendo le varie sfide si guadagnano soldi, accumulando i quali si potranno acquistare auto via via sempre più potenti. Le sfide si suddividono in tre classi (più una quarta, per auto modificate), contraddistinte dalla partecipazione di auto sempre più prestazionali. Nella maggior parte dei casi si tratta di semplici gare in cui ricercare un posizionamento a podio (per proseguire nel gioco), ma ci sono anche gare in cui dobbiamo superare tutti e 15 i nostri avversari in un solo giro, oppure cercare di effettuare un particolare tempo sul giro entro i 10 minuti concessi.

Le limitazioni alle auto ci costringono a ricercare l'acquisto di vetture specifiche inserendo una componente strategica, che si assottiglia se si acquistano i modelli più prestanti con il budget a disposizione. Le gare impegnative, con l'aumentare della classe, non mancheranno, ma si passa da una situazione di superiorità, dovuta al possedere un'auto troppo prestazionale, a situazioni di frustrazione pura quando si affrontano alcune gare dove se si disabilitano gli aiuti diventa davvero arduo giungere vittoriosi al traguardo. Questo perchè l'IA non particolarmente elaborata (e dal livello di difficoltà non settabile) difficilmente prevede delle sbavature, mentre sfoggia al contrario parametri di aderenza e controllo della vettura surreali.

Il parametro di sfida è quindi relativo, e si procede più per il desiderio di poter acquisire sempre nuove auto che non per un vero senso di appagamento nel battere gli avversari.

Purtroppo anche l'accumulo di denaro nel lungo periodo diventa noioso, e le cifre che si guadagnano sono piuttosto limitate rispetto al prezzo di certe autovetture, in particolare di quelle più prestazionali, cosicché anche una volta individuata la gara che offre il miglior rapporto premio/tempo impiegato, la sua continua ripetizione per accumulare fondi si fa presto estenuante.

Avremmo preferito, una volta completate tutte le gare del gioco (off-line) lo sblocco di tutte le autovetture possibili (oppure di guadagni decisamente più cospicui) onde poter sfruttare davvero a fondo quello che per molti rappresenta la vera goduria di un Gran Turismo: ovvero il semplice piacere di guida nella prova delle varie autovetture su pista, magari alla ricerca del tempo più veloce sul giro.

Condividere il pasto

Mentre procediamo con la nostra degustazione, non possiamo non percepirne i limiti, peraltro preannunciati dal fatto stesso che di antipasto si tratta.

La denominazione “Prologue” non è certo messa lì a caso, ma sta ad indicare che i veri piatti da portata sono ben altri. Questo è solo un assaggio per gli inguaribili romantici dell'auto (o per le insaziabili tasche dello chef): sono sei i tracciati, più qualche variante degli stessi, e una settantina le auto di partenza. Non è da escludere, anzi risulta probabile, qualche aggiunta postuma al piatto, nel caso i clienti ne gradiscano qualche altra porzione, tuttavia non si tratterà certamente di supplementi in grado di farlo diventare un gioco completo, anche se, a seconda del punto di vista, considerato il prezzo e quello che offre il prodotto, c'è già chi lo considera come tale.

Noi non lo riteniamo giusto, come non riteniamo appropriato paragonare questa produzione con un gioco completo e raffinato in tutte le sue parti, come è Forza Motorsport 2, se non per offrire dei punti di riferimento a chi cerca un confronto su determinati parametri, come ad esempio il modello fisico di base, la guidabilità o l'impatto visivo.

Il parametro meno paragonabile di tutti, invece, è sicuramente la longevità, per i motivi che abbiamo elencato poco più sopra. Eppure la possibilità per rendere molto più duraturo questo “pasto” sembrava a portata di mano, e faceva fede sulle promesse della modalità on-line.

Purtroppo ci è toccato riscontrare che il proposito è fallito e la condivisione di questo antipasto risulta tutt'altro che soddisfacente.

Le pecche sono molteplici e fanno raffreddare la pietanza piuttosto in fretta, e non si tratta solamente di particolari tecnici come la lunga attesa per sistemarsi attorno al tavolo di una stanza on-line o di un sistema di condivisione della connessione apprezzabile nella teoria ma evidentemente poco efficace nella pratica.

Stiamo parlando di difetti ben più gravi, come la totale impossibilità di creare e configurare stanze a piacere, di chattare con gli altri piloti. Mancanze che si fanno ben più pesanti nell'economia di un gioco in cui le collisioni non sono disincentivate con un sistema credibile, ed in cui il ritrovarsi a giocare con il primo che capita dimostra sin dalle prime gare i limiti del godimento di questa modalità.

L'obiezione “meglio che niente” non ci pare oggigiorno appropriata: questo è uno di quei prodotti importanti che si contano sulle dita della mano, in grado di gettare le fondamenta per la Playstation 3, e dimostrare le potenzialità in quanto a network in questo modo lo troviamo controproducente.

Al casual gamer questi difetti potranno pesare meno, o farsi meno disincentivanti, ma non è qualcosa in grado di stare al passo con gli standard attuali.

La stessa Polyphony è corsa ai ripari promettendo sostanziali modifiche in questo senso, ciò non toglie che il prodotto è stato presentato incompleto in questo senso, e questo fa riflettere sullo stato di know-how generale delle potenzialità multyplayer on-line della PS3 in generale.

Quel che è certo è che se le cose non verranno aggiornate adeguatamente, si perderà la possibilità di offrire un prodotto virtualmente infinito, in grado di durare a lungo, almeno sino alla presentazione della vera portata principale, ovvero Gran Turismo 5.

 

Coperto e companatico

Nel descrivere ogni sapore di questa prelibatezza ci siamo accorti di esserci soffermati maggiormente su qualche stonatura rispetto alle note piacevoli della sinfonia polyfonyca.

Questo nostro dovere di descrivere le sfumature di un piatto così importante non deve sviare il lettore dal giudizio complessivo che non può che risultare nettamente positivo. In fondo ci si sofferma maggiormente su qualche difetto quando si da per scontato che il resto del gioco sia di ottima qualità.

Agli standard già ottimi di Gran Turismo viene aggiunta in questo capitolo qualche componente di contorno molto apprezzabile come ad esempio la Gran Turismo TV.

Questo non è, come molti (di derivazione Bizarresca) potrebbero pensare, un canale in cui assistere alle competizioni on-line più importanti, bensì una sorta di store multimediale in cui vengono aggiunti di volta in volta filmati tratti dalla realtà. Al suo interno vi si potranno trovare puntate di famose trasmissioni televisive (come Top Gear ad esempio), speciali sullo sviluppo degli ultimi modelli presentati sul mercato, interviste ad importanti personalità del settore...insomma, tutto quello che può far felice il vero appassionato del mondo dell'auto.

Si può quindi asserire che, mentre dal punto di vista del multiplayer Sony accusa qualche ritardo, sui contributi multimediali che sfruttano il network la console presenta proposte all'avanguardia, come già dimostrato peraltro su di un'altra killer application quale Singstar con “MySingStar” (applicazione a metà tra un Myspace ed un Youtube).

Va però specificato che allo stato attuale della Gran Turismo TV, mentre il mercato nipponico e quello americano godono di abbondanza di materiale, sul suolo italiano sono comparsi giusto una manciata di video. Probabilmente i costi di localizzazione (mediante sottotitoli) disincentivano dal riversare quanti più video possibile...speriamo che in futuro siano più generosi anche per il paese della Ferrari; andrebbero bene anche i filmati originali senza traduzione, in mancanza d'altro, ma crediamo che Polyphony (e chi paga i diritti) non sia dello stesso avviso.

Concludiamo infine ricordando agli appassionati che oltre alle Ferrari presenziano nel gioco buona parte dei modelli più importanti presentati nel mercato negli ultimi tempi: dalla BMW M3 all'Audi R8, dalla Mitsubishi EVO X alla tanto decantata Nissan GT-R, al quale il gioco sembra ruotare attorno (del resto è ormai ben nota la collaborazione tra Polyphony ed il marchio Nissan). Al momento mancano ancora marchi autorevoli come Lamborghini o Porsche, ma si tratta di mancanze giustificabili in sede di prologo, come pure l'assenza della modalità foto per immortalare tanto ben di Dio.

 

Alzarsi da tavola

Mentre raduniamo le briciole nel piatto, cogliamo l'occasione per esprimere il nostro giudizio su questo antipasto.

Come già anticipato si tratta di un gioco dalle qualità tecniche eccelse e, come sempre è stato per Gran Turismo, dal punto di vista grafico (e in parte anche sonoro) non può che posizionarsi ai vertici del settore.

Lo stesso si può dire per la qualità del modello fisico tendente alla simulazione, martoriato purtroppo da un'Intelligenza Artificiale ignorante e dall'assenza di danni e collisioni credibili.

La serie Polyphony non ha tuttora colmato queste lacune che, con il passare degli anni, si fanno sempre più evidenti, laddove la diretta concorrenza mostra continui progressi.

Inoltre non possiamo non ammettere che l'espressione che qualche anno fa coniò il sottoscritto (dove si indicava Gran Turismo come un gioco da “qualifica” e Forza Motorsport come un gioco “da gara”) si trova per la prima volta a vacillare seriamente. Per la prima volta la diretta concorrenza presenta un feeling complessivo migliore non solamente in condizioni di gara, ma anche in condizioni di comportamento della vettura, in un a tu per tu tra il pilota e la vettura, tra la pista ed il cronometro. Certo si tratta di sfumature, e nel complesso i modelli comportamentali possono essere posti all'incirca sullo stesso piano (ognuno con i suoi pro ed i contro).

Il  divario si fa invece più imbarazzante se si chiamano in campo le componenti on-line offerte dal gioco, ma fermiamo qui le nostre ambizioni comparative, lasciando al capitolo completo prossimo venturo il compito di confrontarsi a viso aperto con gli avversari.

A noi non resta che alzarci dal tavolo con un plauso ed una stretta di mano allo chef, in grado per l'ennesima volta di compiacere i nostri gusti. Sottolineiamo tuttavia il nostro arrivederci con una nota greve ed un cenno d'intesa.

Perché in un pranzo soave all'antipasto si può concedere qualche mancanza, ma al piatto completo no.

 

8
Una gioia per gli occhi, un punto di riferimento per il settore dal punto di vista tecnico. La saga di Gran Turismo continua ad evolversi, ed aggiunge sempre nuove componenti in grado di esaltare gli amanti dei racing game più simulativi. Purtroppo in certi campi comincia a sentirsi il bisogno più di una rivoluzione che non di una semplice evoluzione, e ci riferiamo nello specifico alla mancanza dei danni alle auto (e del conseguente surrealismo delle collisioni) e all'intelligenza artificiale che non mostra segnali convincenti di maturazione, parametri che non sono più trascurabili da un “real driving simulator”. La stessa modalità on-line deve essere completamente rivista per stare al passo con i tempi e poter rappresentare quel prolungamento dell'esperienza di gioco verso un virtuale infinito. Concediamo questi peccati ad un prodotto che si sottotitola come “prologo”, e che si dimostra peraltro pienamente godibile, se non addirittura esaltante per gli appassionati.  Perché ancora una volta Gran Turismo si dimostra essere un capitolo imprescindibile per gli amanti delle simulazioni automobilistiche su console. Tuttavia la diretta concorrenza ha fatto passi da gigante e si è messa in una posizione di momentanea superiorità. A Gran Turismo 5 spetterà quindi il compito di riconquistarsi il titolo di simulatore automobilistico per eccellenza.