Recensione Fuck you, prof!

Un insegnante sopra le righe con metodi distruttivi

di Francesca Perozziello
La scuola è uno di quei luoghi capaci di offrire al cinema una serie infinita di spunti. Da Breakfast club a L'attimo fuggente, la aule scolastiche sono da sempre teatro di scontri, amori corrisposti e non, di incomprensioni generazionali e anche di insegnamenti più o meno corretti.

Fuck you, prof!, commedia diretta da Bora Dagtekin, si svolge proprio in una scuola, una scuola tedesca che, per molti aspetti, non ha nulla di diverso da tante altre sparse per il mondo.

Nonostante gli elementi di finzione (si tratta pur sempre di un film), la pellicola tratta in modo irriverente e politicamente scorretto il tema dell'educazione, oltre che l'intrecciarsi di rapporti all'interno di questo organismo misterioso e dotato di vita propria che è l'istituto scolastico. Pur con le esasperazioni tipiche di una commedia e in generale della fiction, Fuck you, prof! riesce a far ridere e al tempo stesso a far riflettere sui problemi più comuni nelle scuole, prima fra tutte la frequente mancanza di comunicazione fra studenti e professori.

Zeki M ller (Elyas M'Barek), rapinatore appena uscito di prigione, spera di ritrovare i soldi nascosti mesi prima insieme all'amica Charlie, che lavora in uno strip club. Ma dove Charlie ha sepolto i soldi, ora sorge la nuova palestra della scuola superiore G ethe. L'unica possibilità che Zeki ha per impossessarsi del bottino è fingersi bidello e presentarsi alle selezioni che si terranno nell'istituto.

Per un equivoco, ecco che diventa il nuovo supplente della sgangherata 10B, la classe con la quale nessuno vuole avere a che fare, composta unicamente da studenti ritenuti senza speranze. Fra le lezioni del mattino e gli scavi segreti notturni sotto la palestra, il rapinatore scopre un lato di sé che probabilmente non sospettava di avere.

Con i suoi metodi poco ortodossi, vedi il fucile da paintball per richiamare l'attenzione di chi non rientra in classe, Zeki riesce a conquistare la fiducia anche dei più svogliati, mostrando loro in modo concreto quale fine faccia chi sogna di diventare un grande criminale o uno spacciatore. Fra le mura del G ethe, Zeki incontra anche Lisi (Karoline Herfurth), giovane insegnante la cui timidezza e goffaggine costituiscono un bell'ostacolo nella sopravvivenza a scuola.

Fuck you, prof! diverte in modo leggero e volutamente esagerato, descrivendo senza pietà le contraddizioni delle scuole, dove insegnanti laureati con il massimo dei voti non riescono a tenere a bada un gruppo di adolescenti inferociti e dove anche il più irrispettoso dei bulli è in realtà un ragazzino insicuro e viziato. E' quello che succede a Lisi, che ha fatto dell'insegnamento una vocazione, ma che nonostante abbia superato l'esame di abilitazione con 100/100 è oggetto di risate e scherzi da parte degli studenti.

Il film scorre veloce, riuscendo a mostrare con una risata, a volte anche crudele, l'enorme divario fra docenti e alunni, ma anche le paure che spingono i più deboli a cercare il gruppo, sperando così di essere forti contro il “nemico”, sia esso un professore o un compagno troppo timido.

Fuck you, prof! ha comunque alcuni limiti, specialmente nell'ultima parte del film.

Se la prima parte della storia colpisce per lo stile brillante e distruttivo (nel vero senso della parola) con cui vengono messi in scena gli eventi, dalla seconda metà in poi sono frequenti le scelte che vanno nella direzione della commedia romantica, con un evidente cambio dei toni. Non che la componente sentimentale stoni del tutto, ma sicuramente ciò che rende più interessante il film è l'approccio esagerato e, passate il termine, “violento” all'istruzione.

Nel complesso, Fuck you, prof! è una commedia capace di distrarre con la sua comicità molto diretta e spietata, ma al tempo stesso di far riflettere lo spettatore portando all'attenzione i vizi e le problematiche di molti sistemi scolastici. Sarà sicuramente provocatorio, come si addice a questo genere, ma chissà che il film non contenga qualche suggerimento utile per svecchiare la concezione tradizionale di scuola.

3/5
Divertente e provocatorio, Fuck you, prof! è una piacevole scoperta: uscito in Germania nel 2013, arriva solo ora nei nostri cinema. Consigliato a tutti, anche con i suoi toni esagerati e forti.